Gemini Omni di Google, il generatore video ancora più realistico

Gemini Omni di Google, il generatore video ancora più realistico

Google starebbe preparando Gemini Omni, un generatore video di nuova generazione capace di rimixare clip e modificarle in chat.
Gemini Omni di Google, il generatore video ancora più realistico
Google starebbe preparando Gemini Omni, un generatore video di nuova generazione capace di rimixare clip e modificarle in chat.

Qualcuno, lunedì mattina, ha aperto Gemini e ha visto un invito che fino a quel momento nessuno aveva ufficialmente menzionato: “Crea con Gemini Omni“. Sono bastate poche righe per capire che dentro quel bottone si nascondeva qualcosa di grosso. Un nuovo modello di generazione video, una manciata di demo che hanno cominciato a girare in rete, e l’eterna domanda che si fa ogni volta che una grande azienda fa trapelare per sbaglio una funzione: era un test interno o un annuncio in panciolle in attesa del momento giusto?

Il generatore video Gemini Omni spunta in anteprima

L’utente che ha intercettato Omni si è trovato davanti a una descrizione striminzita, ma promettente: Ecco il nuovo modello di generazione video, puoi rielaborare i tuoi filmati, modificarli direttamente in chat, provare un template e molto altro ancora. Nessun comunicato, solo una scheda che invitava a giocare con un sistema che ufficialmente non esiste ancora.

Come Omni si incastri nel mosaico già piuttosto affollato di Gemini e Veo, il modello video che Google ha sviluppato e migliorato negli ultimi mesi, al momento non è chiarissimo. I metadati lasciati in giro dall’interfaccia suggeriscono però che Omni sia un’estensione di Veo, una specie di evoluzione.

La demo del professore alla lavagna

La prima dimostrazione che ha cominciato a circolare è il classico stress test sul testo dentro al video, la croce storica di tutti i modelli generativi. Il prompt chiedeva la scena di un professore che scrive su una lavagna tradizionale una dimostrazione delle identità trigonometriche, spiegando ad alta voce il passaggio su cui si trova. Una richiesta che fino a un anno fa avrebbe prodotto una poltiglia di simboli scarabocchiati a caso.

Il risultato, dicono i primi commenti, è tutt’altro. Le formule rimangono leggibili, la mano del professore segue una logica plausibile, il gessetto produce tracce che assomigliano davvero a quelle di gessetto. Qualche segno rivelatore della natura artificiale del video c’è ancora, ovviamente. Ma la distanza dal pasticcio di pochi mesi fa è enorme. Il testo dentro le immagini generate, da tallone d’Achille della categoria, sta diventando una delle prove superate più rapidamente.

Lo spaghetti test, la citazione obbligatoria

La seconda dimostrazione che ha attirato attenzione è una piccola messinscena culinaria, e qui chi segue il mondo dell’AI generativa sorride con una certa nostalgia. Il riferimento è al famoso “Will Smith test“, quella demo virale del 2023 in cui Will Smith mangiava spaghetti in modo grottesco e tutti capirono quanto la tecnologia fosse ancora acerba. Una scena diventata il termometro non ufficiale del progresso del settore, ogni nuovo modello, prima o poi, deve fare i conti con i suoi spaghetti.

Il prompt fornito a Omni è una piccola sceneggiatura in miniatura. Due uomini si avvicinano a un tavolo apparecchiato con cura su una terrazza vista mare, in un ristorante di un certo livello. Tovaglia bianca, posate giuste, centro tavola elegante, perfino il dettaglio del tovagliolo curato. Uno dei due è descritto come un afroamericano cinquantenne con barba corta, postura sicura e abito sartoriale. Si siedono, scambiano due frasi di circostanza, cominciano a mangiare gli spaghetti tra una chiacchierata e l’altra. Il risultato, raccontano gli osservatori, è realistico al netto di qualche imprecisione.

L’utente in questione ha notato che i due video avevano divorato l’86% della quota giornaliera prevista dal piano AI Pro. Significa che con il piano consumer di livello superiore di Google si rischia di esaurire la dotazione quotidiana nell’arco di una pausa caffè, se ci si lascia prendere la mano.

Lo segnaliamo perché fa il paio con un’altra indiscrezione, secondo cui Google si sta preparando a introdurre limiti d’uso più espliciti su Gemini. La generazione video, oltre a essere costosa, è anche la funzione che consuma più velocemente le risorse, sia per chi la offre sia per chi la consuma. Aspettarsi tetti più rigidi nei prossimi mesi è probabilmente il minimo.

Google I/O 2026

Google non ha annunciato Gemini Omni ufficialmente. Ma le tracce lasciate qua e là suggeriscono che sia il prossimo grande pezzo del puzzle. Il momento per scoprire le carte è il Google I/O 2026, e non ci vuole ancora molto.

Fonte: 9ToGoogle
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Pubblicato il
12 mag 2026
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