Giappone, un cellulare per ogni bebé

Per incentivare le famiglie ad allargarsi e contrastare la crescita sottozero, oltre agli incentivi in denaro arrivano anche i telefonini

Tokyo – Bonus governativi e aiuti economici alla procreazione sono metodi superati per incentivare le famiglie ad allargarsi. Almeno stando a quanto avviene in Giappone dove, per contrastare il calo nel trend delle nascite, tra le misure di sostegno alle famiglie si è pensato di inserire incentivi decisamente innovativi : telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici.

Engadget racconta come il governo nipponico, in collaborazione con la fiorente industria locale dell’elettronica, abbia introdotto una serie di provvedimenti mirati ad incentivare le famiglie ad avere figli. Come succede ad alcuni politici in Italia, anche molti giapponesi di Palazzo ritengono che il calo della popolazione indigena sia da considerarsi un problema.

Tra i nomi che già hanno offerto la propria collaborazione per questo tipo di progetti figurano Canon , Panasonic e Sharp , che hanno sviluppato programmi di aiuti economici per le lavoratrici con figli e finanziamenti alle cure per la fertilità. Softbank si è spinta oltre, offrendo bonus, cellulari e traffico telefonico a costo zero .

La misura potrebbe trovare alto apprezzamento anche in Italia, in cui vivono più telefonini che abitanti , un dato che – messo a fianco delle recenti evoluzioni del mercato (in cui spicca la crescita di apparecchi e servizi 3G) – lascia supporre che un simile provvedimento sarebbe molto gradito, probabilmente più degli incentivi all’acquisto di decoder per il digitale terrestre.

Dario Bonacina

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  • apertuscus scrive:
    leggere punto informatico?
    Pensate quanto tempo rubo al lavoro perché leggo punto informatico!
  • Maurizio.Co stanzo scrive:
    Anche guardare Buona Domenica..
    o guardare la TV in generale ruba del prezioso tempo.... non capisco perchè i videogiochi devono essere gli unici a rimetterci...Preferisco più massacrare virtualmente una vecchietta in GTA che vedere delle "vere" litigate in TV con piagnistei al seguito.La TV insegna poco o niente. Insegna ai giovani che basta non fare un cacchio nella vita per diventare famosi. Basta smplicemente essere sregolati per diventare famosi...Poi se qualche alunno di Rovigo prende a bastonate un crocifisso durante la lezione, è colpa di GTA o dei videogiochi, e non della TV.Che idioti questi esperti e questi politici che censurano le cose più inutili.
  • Granuz88 scrive:
    Finalmente uno studio serio....
    ... almeno per quanto riguarda il campione: 1491 ragazzi!Di solito gli "studi" di psicologi "esperti" contemplavano un campione significatamente rappresentativo: 30 ragazzi massimo...già, già!Ma di sicuro questo studio non basterà, come al solito, per fare partita chiusa sulla innocenza dei videogames!
  • marco scrive:
    Notizia stravolgente !
    Certo che ci volevano proprio dei gran ricercatori per poter scoprire tutto questo !
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