Gli hacker del Vaticano

Gli hacker del Vaticano

Da sempre in prima linea nell'adozione di nuove tecnologie, il Vaticano si trova ora sotto l'assedio elettronico di chi non apprezza Chiesa e Giubileo
Da sempre in prima linea nell'adozione di nuove tecnologie, il Vaticano si trova ora sotto l'assedio elettronico di chi non apprezza Chiesa e Giubileo


Roma – Oltre alle battute e agli scherni satirici organizzati da Cuore e Giuda , i due siti della satira italiana in rete, il Vaticano su internet deve fare i conti proprio in questi giorni con un altro “nemico”, ovvero una parte consistente della “comunità hacker”.

Da sempre in prima linea nell’adozione di nuove tecnologie e di strumenti di comunicazione, il Vaticano con l’apertura del Giubileo ha scoperto tutte le difficoltà legate ad una protezione seria degli apparati informatici connessi alla rete delle reti. Difficoltà che già conoscono pressoché tutte le attività istituzionali dei paesi occidentali, States in testa, che non appena arrivano in rete di fatto entrano in un territorio conosciuto a menadito da intere schiere di “oppositori” pronti ad utilizzare al meglio, o al peggio, le proprie conoscenze…

Stando al notiziario britannico The Register due giorni dopo Natale per il sito del Vaticano è iniziato un calvario elettronico senza precedenti: hacker da tutto il mondo avrebbero attivato programmi di attacco ai server e alle informazioni contenute sulle numerose pagine del sito.

Secondo i reporter inglesi alcuni hacker avrebbero tentato di inserire slogan anticlericali, pornografia e bestemmie nelle pagine realizzate dal Vaticano ad uso dei pellegrini in visita a Roma e in Italia; un “colpo basso”, dunque, alle pagine probabilmente più visitate in questi giorni dopo l’apertura ufficiale dell’anno giubilare.

Il quotidiano britannico sostiene che anche se ingolfato e in affanno, il presidio sui server è riuscito a dominare la tenzone informatica e a difendere i sistemi dai numerosissimi attacchi. Ormai certi di essere al centro di una iniziativa massiccia, gli esperti del Vaticano avrebbero individuato e già assunto un “ex hacker”, di cui ancora non si sa nulla, per riorganizzare e rendere più efficienti i sistemi di difesa?

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Pubblicato il
31 dic 1999
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