Gmail, gli screenshot e le polemiche

Circolano le prime immagini delle caselle gratuite da un giga che Google si appresta a rendere disponibili. Intanto Yahoo! prova a controbattere l'offerta della rivale. Non si placano le critiche sulla privacy: Google, attrazione fatale?
Circolano le prime immagini delle caselle gratuite da un giga che Google si appresta a rendere disponibili. Intanto Yahoo! prova a controbattere l'offerta della rivale. Non si placano le critiche sulla privacy: Google, attrazione fatale?

Roma – Le caselle di posta elettronica da un gigabyte, sostenute dalle più avanzate tecnologie di ricerca, imbrigliate in un dispositivo di pubblicità e favorite dal grosso nome che le sta proponendo (Google), sono ormai pronte al debutto sulla grande rete dove hanno iniziato a circolare immagini relative a quelle mailbox.

Sul blog di Kevin Fox, Fury.com, vale a dire sulle pagine di un “insider” di Google, sono apparse nel weekend quelle che sembrano le schermate di due caselle attive di Gmail . Come noto, secondo lo stesso Google, sono già numerose le mailbox aperte più che altro a fini sperimentali, in attesa di rendere la sottoscrizione del servizio aperta a tutti (e c’è chi parla anche del suo nuovo account Gmail ).

Fox, nel descrivere le schermate (qui sotto una piccola riproduzione), spiega come sulla destra della email aperta dall’utente della mailbox si trovi uno spazio dedicato a vari elementi intercambiabili, come le Related Pages , ovvero pagine collegate che fanno parte del motore di ricerca di Google ma che non sono annunci pubblicitari. Proprio su questo fronte, come già accennato su queste stesse pagine, si è aperta una imponente polemica (cfr pagina 2 di questo articolo).

“Gli annunci – scrive Fox – non appaiono su tutte le pagine, credo che appaiano ogni 3 o 4 messaggi, al momento. A volte c’è pubblicità, a volte Related Pages, a volte entrambi, a volte né l’uno né l’altro”. Fox avverte che presto in rete circoleranno anche altre immagini delle caselle di Google. Altri screenshot stanno in effetti apparendo, come questi .

Screenshot di Gmail L’interesse generato dal varo di Gmail è comprensibilmente molto elevato. Ciò si deve non soltanto alla presenza di un’offerta di mailbox gratuita con addirittura un gigabyte di spazio d’archivio ma anche al fatto che il servizio nasce da caratteristiche uniche nelle tecnologie messe in campo da Google.

Sebbene il colosso di Mountain View fino a questo momento abbia evitato di sbilanciarsi, le speculazioni abbondano. Ne è un esempio il fatto che Slashdot nelle scorse ore abbia dato credito ad un approfondimento apparso sul blog Topix.net, secondo cui quello che Google sta offrendo non è un “nuovo servizio” ma è soltanto uno dei molti possibili applicativi di una piattaforma di estrema flessibilità , capace di gestire un file system distribuito da un petabyte con condivisione di memoria e di processo “che può consentire ad un gruppo di ingegneri di gestire efficacemente 100mila server”. In un quadro di questo tipo, dunque, la casella da un giga di Gmail non rappresenterebbe che una delle possibili applicazioni di questo apparato.

L’analisi di Topix.net e di altri, che giustifica anche le enormi capacità di integrazione tra i diversi strumenti messi a disposizione degli utenti da parte di Google, dà adito ad una serie di altre speculazioni su quali saranno le prossime mosse di Google i cui competitor, a questo punto, rischiano di trovarsi non poco in affanno.

E’ da segnalare, in questo senso, una promozione di Yahoo! annunciata a poche ore dall’annuncio di Gmail, una promozione secondo cui ad alcuni dei propri utenti dei servizi di Yahoo! Mail viene offerto gratuitamente l’upgrade della casella di 6 megabyte di spazio tradizionali ai 100 mega. Si tratta solo di una frazione di quanto offrirà Google e occorre considerare che l’offerta di un anno di Yahoo! Mail da 100 megabyte costa quasi 50 dollari, contro il servizio gratis da 1 giga che Google ha intenzione di mettere in campo.

Se Gmail è dunque destinato a dare filo da torcere ai grandi fornitori di servizi internet, secondo qualcuno sarebbe anche in grado di colpire la privacy degli utenti. Ecco perché. L’eccezionalità di molte delle opere di Google, dalla qualità del suo motore di ricerca alla gestione degli archivi di Usenet, per anni hanno consentito al management dell’azienda di godere di una grande fiducia dentro e fuori dalla rete. Eppure, secondo molti osservatori in queste ore, il lancio di Gmail rischia di incrinare le certezze di molti googlefan .

Su tutta la vicenda, infatti, pesa come un macigno la questione privacy . Molti gli elementi in gioco. Si parte con il fatto che la policy di Gmail consente a Google di incrociare i dati dei cookies del motore di ricerca con quelli della stessa Gmail e collegare il tutto agli interessi dell’utente registrato. Dei robot software appositamente studiati da Google, infatti, leggono la posta degli utenti Gmail per presentare loro link sponsorizzati a siti che si ritengono “di interesse”.

Poiché per usare Gmail e molti dei servizi di Google i cookies (che nel caso di Google scadono nel 2038…) non possono essere rifiutati, in pratica l’azienda chiede ai suoi utenti un atto di fiducia .

La possibilità di unire molti dati sull’utente in un unico database non è peraltro stata respinta da Google. I manager dell’azienda hanno anzi sottolineato che questo genere di informazione potrebbe consentire loro di produrre nuovi e più personalizzati servizi e che, dunque, la temuta fusione di dati da fonti diverse è una realtà con cui si dovrà fare i conti.

Ma non è tutto qui. Se è vero che proprio per questioni di privacy, oltreché di comodità, Gmail offrirà una serie di servizi antispam, è anche vero che qualora un utente decidesse di chiudere la propria casella di posta elettronica, l’archivio della sua corrispondenza non verrà cancellato . Nelle dichiarazioni di Google, ciò viene spiegato con il fatto che “rimarranno tracce” di quella corrispondenza nel sistemone dell’azienda ( “residual copies of information may remain stored on our systems even after the deletion of information or the termination of your account” ). Naturalmente, viene anche detto, nessuno mai leggerà quella posta. Anche qui, dunque, si chiede un atto di fiducia. E forse comincia ad essere una richiesta eccessiva.

Non è detto che Google sia pienamente consapevole delle difficoltà a cui può andare incontro Gmail, almeno a leggere i più informati commentatori americani vicini al colosso delle ricerche. Il quartier generale della società si attendeva un applauso mondiale per la proposizione di un servizio così evoluto di posta elettronica gratuito su web ma, invece, deve ora fare i conti con i dubbi e le esitazioni di chi, pur ammirando Google, teme che le sue capacità di integrazione dei dati e la sua centralità crescente nelle attività internet degli utenti possano davvero trasformarsi in un inopportuno strumento di controllo .

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05 04 2004
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