Google, bollette verdi

BigG istituisce una divisione che si occuperà di energia pulita. Dapprima servirà solo i datacenter di Mountain View, poi chissà

Roma – Essere carbon free è da sempre una delle prerogative di Google: alimentare gli immensi datacenter con energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e non inquinanti fa parte della mission aziendale. Ora BigG fa un consistente balzo in direzione verde creando Google Energy, una sussidiaria con cui Mountain View vorrebbe estendere ulteriormente il suo campo d’azione.

La nuova azienda è stata fondata nel piccolo stato del Delaware lo scorso 16 dicembre e successivamente è stata inoltrata la richiesta di ammissione della stessa nel registro della Federal Energy Regulatory Commission (FERC), l’ente che gestisce la rete elettrica locale.

Come viene fatto notare da alcuni addetti ai lavori, Google non medita di modificare il suo core business: si tratta piuttosto di trovare una soluzione per inquinare il meno possibile nell’alimentare le server farm negli scantinati di Mountain View. “Al giorno d’oggi non possiamo ottenere energia rinnovabile a prezzi competitivi – ha spiegato il portavoce di Google Niki Fenwick – vogliamo avere la possibilità di comprare e vendere elettricità nel caso diventi parte del nostro giro d’affari”.

A motivare questa scelta non vi sarebbero solo lungimiranti intuizioni finanziarie: “I fondatori stessi e molti dipendenti – ha dichiarato Bill Weihl di BigG – sono molto sensibili alle tematiche ambientali”. Non è in effetti la prima volta che Google si occupa di energia elettrica: a febbraio aveva rilasciato il suo Powermeter, un software per ottimizzare i consumi in ambienti domestici poi preso a modello anche da altri.

Giorgio Pontico

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