Google chiama gli sviluppatori open source

Nuovo singolare campionato inaugurato dal motore di ricerca: premi in dollari per i migliori progetti completati prima della fine dell'estate. Ma non tutti possono partecipare. Iniziative anche dall'Italia
Nuovo singolare campionato inaugurato dal motore di ricerca: premi in dollari per i migliori progetti completati prima della fine dell'estate. Ma non tutti possono partecipare. Iniziative anche dall'Italia


Mountain View (USA) – Chi dorme non piglia pesci e chi piglia pesci al mare non crea codice: questo il senso di una nuova curiosa iniziativa voluta da Google e rivolta agli sviluppatori di mezzo mondo, quelli che puntano sull’open source, sui programmi a codice aperto.

Contando su un impressionante numero di co-promotori – si va da Apache Foundation a Open Office, passando per Ubuntu Linux e molti altri – la grande G ha diffuso un manifestino per la sua Summer of Code : “Vuoi scrivere codice questa estate? Vuoi far soldi? Vuoi fare entrambe le cose?”

Nel volantino pubblicato sul sito ufficiale dell’iniziativa si legge come “il modello di sviluppo software open source è una delle più grandi innovazioni di tutti i tempi. A chi non piace l’idea di grandi sviluppatori che utilizzano il proprio tempo per tirar fuori codice elegante che avvantaggia tutti?”

Google intende pagare 4.500 dollari a ciascun sviluppatore che, dopo aver presentato entro il 14 giugno il proprio progetto, o aver aderito ai tanti già disponibili, lo avrà completato con successo entro l’estate. “Mettendo insieme la comprovata saggezza e l’esperienza di organizzazioni importanti dell’open source, speriamo di dar vita a software importanti”. “Chi ha più bisogno di soldi – conclude il volantino – se non studenti universitari al verde?”

Se Google esclude dalla competizione propri partner o familiari dei propri dipendenti, il colosso di Mountain View non intende far partecipare neppure cittadini che si trovino in paesi considerati dal Dipartimento di Stato americano come sostenitori del terrorismo , perché è vietato alle società statunitensi intrattenere rapporti commerciali con questi paesi. In particolare non verranno versati dollari a cubani, iracheni, iraniani, libici, nord-coreani, sudanesi e siriani. La presenza dell’Iraq in questa lista non ha mancato di destare molte domande.

A partecipare al progetto di Google ci sono anche realtà italiane, come Semedia , il “Semantic Web and Multimedia Group” dell’Università politecnica delle Marche, ad Ancona. Il Group propone dei progetti di sviluppo, spiegando che si tratta di una “meravigliosa opportunità per studenti che hanno talento di sviluppare le proprie capacità e contribuire all’open source”.

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09 06 2005
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