Google da globale a locale

Come annunciato, parte la prima versione delle ricerche localizzate del motorone che consente, per ora solo negli USA, di cercare info e siti relativi a specifici CAP e città


San Francisco (USA) – Il richiamo della pubblicità locale che potrebbe piovergli addosso ha indotto Google a lanciare in queste ore un servizio già annunciato, quello della ricerche “localizzate”. Si tratta cioè della possibilità per gli utenti di ricercare informazioni relative ad una certa città, o ad una data area, dando a quelle la priorità nei risultati di ricerca.

Per il momento il funzionamento dei nuovi algoritmi di ricerca, che in pratica offrono una possibilità di selezione in più all’utente, è limitato al solo territorio statunitense. Indicando un codice ZIP o il nome di una città è possibile listare siti e informazioni a partire dall’indicazione fornita.

“L’obiettivo di Google – ha dichiarato il cofondatore del motore di ricerca, Sergey Brin – è quello di connettere gli utenti con l’informazione di cui hanno bisogno sia che si trovi dall’altra parte del mondo o nel proprio vicinato”.

Il servizio, che dispone di una pagina per l’accesso diretto, non è certo una prima nel suo genere, se si considera che Yahoo! , impegnato in una lunga rincorsa del rivale su più fronti ha, su questo, anticipato Google lanciando nei giorni scorsi una funzionalità di ricerca locale.

Questo genere di servizi è strettamente legato non solo all’uso sempre più “domestico” di internet, che soprattutto le famiglie usano anche per cercare informazioni su servizi, negozi e quant’altro sia disponibile nella propria zona, ma anche al lucroso mercato pubblicitario che questa localizzazione può offrire, consentendo a Google e ai suoi rivali di ottenere inserzioni da attività locali intenzionate a farsi conoscere da chi vive nella propria area di riferimento.

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  • Anonimo scrive:
    Di fronte a queste cose dove ce lo
    mettiamo l' Open Source ?Torino, 13 marzo 2003 REGIONE PIEMONTE/UNITA' SPINALE: RADICALI: 'SI FERMI SUBITO L'APPALTO IRREGOLARE' presentata interrogazione urgentissima all'assessore D'Ambrosio Dichiarazione di Carmelo Palma, consigliere regionale radicale del Piemonte:Sulla vicenda dell'Unità Spinale dell'Ospedale CTO si sta sfiorando il ridicolo; né l'Assessore né gli uffici dell'Assessorato alla Sanità hanno intenzione di certificarne la legittimità, ma si limiteranno a chiedere un parere all'Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici; le "parti" dell'azienda non sono difese dal responsabile dell'Ufficio legale, ma da un consulente esterno i cui pareri non sono certificati e convalidati dall'amministrazione regionale. L'opera va sicuramente realizzata, l'idea è ottima: ma il progetto è manifestamente illegittimo dal punto di vista giuridico e semplicemente allucinante dal punto di vista finanziario. Per riassumere i punti fondamentali su cui è necessaria e non più rinviabile una risposta (per il resto, rimandiamo all'interrogazione sottoscritta dai consiglieri Palma, Mellano, Suino, Saitta, Caracciolo, Papandrea, Moriconi, Chiezzi e Tapparo): 1) L'Azienda ha iniziato le procedure di gara prima che le fosse riconosciuta dalla legge (cosa che è avvenuta solo ieri) la funzione di stazione appaltante di opere connesse all'evento olimpico; 2) L'Azienda ha utilizzato impropriamente l'istituto della concessione di costruzione e gestione malgrado l'importo contrattuale della componente "lavori" sia ampiamente inferiore al 50% del valore economico complessivo del contratto, e si imponga quindi l'applicazione degli istituti previsti per gli appalti di servizi e non per quelli di lavori pubblici (cfr art. 2 della legge 109/94); 3) L'Azienda, attraverso l'istituto della concessione, non assegna l'effettiva gestione dell'opera realizzata (per essere chiari il costruttore dell'Unità Spinale non gestirà l'attività sanitaria) ma remunera indirettamente il concessionario con l'assegnazione contestuale di svariati servizi di fornitura. Nel caso in oggetto ci si trova dinanzi ad una totale eliminazione del rischio d'impresa, giuridicamente connessa a qualunque operazione di project financing: infatti, in questo caso, per il concessionario la remunerazione del capitale di rischio non è affidata alla redditività dell'opera realizzata, bensì dalla garanzia contrattuale di altri tipi di entrata (cfr art. 19 della legge 109/94); 4) L'Azienda ha immaginato un meccanismo di finanziamento monopolistico dal punto di vista economico. Infatti, sulla base dell'appalto, l'operatività dell'Azienda sarà irrigidita da obblighi contrattuali a favore di un solo concessionario, l'attività e la programmazione aziendale sarà vincolata per il prossimi 33 anni e la moltiplicazione dei livelli di intermediazione e subfornitura farà inevitabilmente lievitare i costi. 5) L'Azienda e la Regione avevano una strada molto più semplice e chiara: se, dato un costo della costruzione dell'Unità spinale e dei parcheggi pertinenziali stimata in poco più di 26 milioni di euro, ed una effettiva disponibilità per l'azienda di 19/20 milioni di euro assicurata dai fondi olimpici (10 milioni di Euro), e da un valore patrimoniale ? immediatamente cartolarizzabile ? del CRF stimato nel 2002 in 6 milioni di euro (cui conseguirà una ulteriore valorizzazione a fronte di oltre 2 milioni di euro di investimenti ex art. 20 nell'esercizio 2003), il piano finanziario più coerente dell'operazione avrebbe dovuto semplicemente comprendere il ricorso ad un ulteriore finanziamento regionale estremamente contenuto (circa 6 milioni di euro) che avrebbe assicurato una ulteriore e su periore valorizzazione p atrimoniale dell'Azienda CTO; nella sostanza, invece, l'Azienda, per costruire una "cosa" che costa 26 milioni di euro, si obbliga per 260 milioni di euro di forniture di servizi per i prossimi 33 anni, anziché indebitarsi per 6 milioni di euro, pur essendo già stata autorizzata dalla Regione ad accendere, proprio a copertura dei costi di quest'opera, un mutuo di 10 milioni di Euro! Non c'è forse qualcosa che non torna?Per informazioni: 348-5335301 (Palma)
  • Anonimo scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Mechano


    Un IDE ed un'implementazione ANSI del
    linguaggio C e C++, con estensioni
    leggermente fuori standard...anche gcc ha estensioni fuori standardanche la libstdc++ ha estensioni fuori standard (hash_map, rope, fatte dalla SGI) ma non mi sembra il caso di criticare sull'uso di estensioni non standard dei compilatoriperchè la hash_map è ottima.
  • Anonimo scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Mechano


    Si ok, ma cosa centra il raytracing con cio'
    di cui mi occupo io, ma soprattutto perche'
    non posti i tuoi dubbi in uno dei migliaia
    di forum tecnici di programmazione?dimmene uno serio (sui ng rispondono allo stesso modo)io ti ho solo detto che avevo un codice c++ in cui gcc prendeva legnate, ergo l'ho postato per non fare il lamer.
  • Mechano scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Anonimo

    come cacchio si fa a vivere con

    Visual C ossia un linguaggio

    Visual C non è un linguaggioUn IDE ed un'implementazione ANSI del linguaggio C e C++, con estensioni leggermente fuori standard...
    www.trumphurst.com/cpplibs3.html#368
    www.trumphurst.com/cpplibs5.html#276 Quindi non sono parte integrante del linguaggio, sono componenti e librerie esterne?
    quelle carotina che dici tu è la
    versione semplificata di una classe
    utilizzata al 90% nel codepath di un
    raytracer distribuito su cluster beowulfSi ok, ma cosa centra il raytracing con cio' di cui mi occupo io, ma soprattutto perche' non posti i tuoi dubbi in uno dei migliaia di forum tecnici di programmazione?--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Mechano

    E poi indipendentemente dalle prestazioni
    per le quali sicuramente il gcc prevede la
    possibilita' di ottimizzare meglio il
    codice,se sei sicuro, allora proponi
    come cacchio si fa a vivere con
    Visual C ossia un linguaggioVisual C non è un linguaggio
    che non ha neppure le espressioni regolari posix
    extended che sono alla base di linguaggi
    come il perl oltre che il C degli Unix e che
    sono essenziali per fare il parsing di file
    di testo come l'XML?
    Tu mi fai un loop e mi dici che compilato
    con Visual C lo finisce prima, ma poi se
    dobbiamo fare una funzione di controllo di
    un'email da un form con il C del gcc del
    Perl o del PHP riesci a ridurre il tutto ad
    una sola riga di funzione come questa?http://www.trumphurst.com/cpplibs3.html#368http://www.trumphurst.com/cpplibs5.html#276
    E te stai a farmela a carotina con un loop?quelle carotina che dici tu è la versione semplificata di una classe utilizzata al 90% nel codepath di un raytracer distribuito su cluster beowulf
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Mechano

    - Scritto da: Anonimo


    Certo che sono brevetti di
    multinazionali.

    Ma dove stà il problema, in
    fatto di

    sicurezza o eventuali truffe?

    Che poi le multinazionali stiano sulle
    balle

    anche a me, è vero, ma non sono
    loro

    a gestire i dati.

    A chi farebbero gola questi dati? Mi
    vengono in mente nomi come Bayer, Glaxo,
    Roehring, ecc.
    Quanto li pagherebbero?su questo siamo daccordissimo.ma che c'entra con gli algoritmi?
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Mechano, è da questa mattina (dalle
    ore 10.38.59) che scrivi di "Sanità
    elettronica (?)" in questo forum.
    Mi potresti dire dove lavori e se stanno
    assumendo ?
    Lavori mica in una ASL? NO, alle 17.47.30
    sei ancora nella tua postazione quindi non
    lavori in una ASL...L'azienda e' mia nel Veneto, programmo e seguo contatti coi clienti al telefono e via internet, sono molto veloce sia a leggere che a scrivere, quindi non mi ruba molto tempo, ogni tanto do un'occhiata e rispondo...Il mio socio e' uscito, anche gli altri collaboratori sono fuori e lavorano anche a casa salvo poi mettere tutto nel server CVS via Internet.Comunque adesso vado a casa che e' tardi e continuo a programmare anche li, ed a sbirciare il forum.--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Anonimo

    di quale versione di gcc parli?

    gcc 3.2.2 (i flag di ottrimizzazione sono
    nel post alla fine)
    libc 2.3.1
    mandrake 9.2
    kenel 2.4.21-0.13.mdk

    non credo c'entri molto la distro' visto che
    non fa uso massiccio di syscall
    comunque ti chiedo solo di provarlo
    e confrontarlo con CL (visual c)
    indicando sistema e altre info utiliUn secondo. Prima di continuare in questo discorso off-topic, dove io se devo fare una prova la faro' con un computer diverso dal tuo come CPU e caratteristiche e dovrei andare a comprarmi un Windows e installarmelo, ti dico:Hai provato con una Gentoo o una Debian o Slackware che sono distro piu' orientate agli sviluppatori?E poi indipendentemente dalle prestazioni per le quali sicuramente il gcc prevede la possibilita' di ottimizzare meglio il codice, come cacchio si fa a vivere con Visual C ossia un linguaggio che non ha neppure le espressioni regolari posix extended che sono alla base di linguaggi come il perl oltre che il Cdegli Unix e che sono essenziali per fare il parsing di file di testo come l'XML?Tu mi fai un loop e mi dici che compilato con Visual C lo finisce prima, ma poi se dobbiamo fare una funzione di controllo di un'email da un form con il C del gcc del Perl o del PHP riesci a ridurre il tutto ad una sola riga di funzione come questa?eregi("^[a-z0-9]+([_.'-][a-z0-9]+)*@([a-z0-9]+([.-][a-z0-9]+)*)+\.[a-z]{2,4}$", string_email)E non sto a dirti le prestazioni scadenti che ha Win in una rete con Samba dove la stessa Micro$oft s'e' rivolta al programmatore autore di Samba ed ha messo Linux nella sua Sede in Germania!O io stesso che in rete con Linux ho ottenuto velocita' vicine alla velocita' nominale teorica di una Cat.5 a 100Mbit/s contro il solo 60% di WinNT/2000.E te stai a farmela a carotina con un loop?--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Mechano

    - Scritto da: Anonimo


    Certo che sono brevetti di
    multinazionali.

    Ma dove stà il problema, in
    fatto di

    sicurezza o eventuali truffe?

    Che poi le multinazionali stiano sulle
    balle

    anche a me, è vero, ma non sono
    loro

    a gestire i dati.

    A chi farebbero gola questi dati? Mi
    vengono in mente nomi come Bayer, Glaxo,
    Roehring, ecc.
    Quanto li pagherebbero?
    Cosi' come con i dati sulle preferenze
    multimediali degli utenti di computer, le
    major li pagherebbero bene e aziende che
    producono lettori multimediali M$ compresa
    li raccatterebbe volentieri e farne un bel
    pacchetto da rivendere, non mi stupirebbero
    queste pratiche anche in questo campo.


    I problemi di pulizia dati sono assurdi,

    confermo!



    Peccato che siamo solo in due a
    discuterne,

    sarei stato curioso di conoscere altre

    opinioni, magari interessanti quanto la

    tua...

    Io nel mio piccolo, nei programmi che sto
    sviluppando, dove sono previste anagrafiche
    di persone o ragioni sociali di aziende, non
    metto freni agli errori che puo' commettere
    l'utente, salvo poi fare dei controlli ed
    una "normalizzazione" prima del salvataggio
    nel DB.
    Mi vengono in aiuto le Regexp Posix
    Extended, ossia le Espressioni regolari
    posix estese, che sono in molti linguaggi
    come il C, il PHP, il Perl, il Python. Non
    ce le hanno ne' Visual Basic ne' Visual C,
    ma io non produco software per Windows ma
    bensi' web based che girano su server Linux.

    La maggior parte degli errori avvengono su
    vocali accentate parole separate da
    apostrofi e cognomi o nomi composti da piu'
    parole.
    Non e' difficile anagrafare un Di Giacomo
    con 2 o 3 spazi tra Di e Giacomo.
    Cosi' come un Giuffré scritto ora
    Giuffrè (accento acuto invece che
    grave) o Giuffre'.
    Dato che anche nella pubblica
    amministrazione ormai l'accento stesso ha
    perso molto di quell'importanza che aveva
    nell'italiano di qualche decennio fa, vedi
    la tessera del codice fiscale, il mio
    programma ha una funzione tutta costituita
    da Regexp Posix Extended che esegue quanto
    segue:

    Cognome "Cà   Dell'
    Aquila " c'e' una vocale accentata, 2 spazi
    tra Cà e D, uno spazio dopo
    l'apostrofo e uno spazio alla fine, quindi
    la mia routine fa questo:
    viene eseguita una TRIM che togli spazi
    all'inizio ed alla fine;
    viene trasformato Cà in Ca' e cosi'
    per tutte le vocali accentate sia che si
    tratti di accenti acuti "é" che gravi
    "è";
    vengono tolti tutti gli spazi tra gli
    apostrofi, ma si controlla se l'apostrofo
    e' preceduto da vocale in tal caso lo spazio
    dopo si lascia (non abbiamo degli O'Connor
    in Italia salvo cittadini stranieri e
    comunque nei rari casi che ci fossero la
    normalizzazione avviene anche in ricerca e
    quindi lo ritrovi comunque);
    vengono trasformati spazi doppi e tripli in
    un solo spazio;
    viene trasformato tutto in maiuscolo.

    Alla fine il risultato e' "CA' DELL'AQUILA".
    Con qualsiasi campo che poi dovra' essere
    usato come chiave di ricerca viene eseguita
    questa "normalizzazione" che ci facilitera'
    poi la ricerca soprattutto di eventuali
    doppioni.
    L'operatore puo' fare quanti errori vuole
    glieli aggiusto io portando il campo ad uno
    standard...
    Purtroppo ti renderai conto che solo con un
    dizionario esteso si possono corregere
    errori come
    "Cà Dell'Acquila" (cq come in acqua
    invece della sola q).

    Ho visto programmi di grandi aziende che non
    avevano assolutamente funzioni come queste,
    e si diceva semplicemente agli utenti in
    fase di formazione quali regole seguire,
    assurdo!

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    href="mailto:mechano@punto-informatico.it"
    meMechano, è da questa mattina (dalle ore 10.38.59) che scrivi di "Sanità elettronica (?)" in questo forum.Mi potresti dire dove lavori e se stanno assumendo ?Lavori mica in una ASL? NO, alle 17.47.30 sei ancora nella tua postazione quindi non lavori in una ASL...
  • Anonimo scrive:
    Re: DebMed
    - Scritto da: Mechano

    Diciamo da stamattina ad ora e' un cesso di
    lentezza e latenza, avranno avuto l'assalto
    per alcune altre notizie. O il Windows 2000
    Server che usano avra' raggiunto il massimo
    periodo dopo il quale va ogni tanto
    resettato perche' funzioni con efficienza...I 4 Mbit/s di banda non reggono più il traffico, causato dal decreto della "faccia da pi*ale"http://facciadipitale.interfree.it/facciadipitale2.htm
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Certo che sono brevetti di multinazionali.
    Ma dove stà il problema, in fatto di
    sicurezza o eventuali truffe?
    Che poi le multinazionali stiano sulle balle
    anche a me, è vero, ma non sono loro
    a gestire i dati. A chi farebbero gola questi dati? Mi vengono in mente nomi come Bayer, Glaxo, Roehring, ecc.Quanto li pagherebbero? Cosi' come con i dati sulle preferenze multimediali degli utenti di computer, le major li pagherebbero bene e aziende che producono lettori multimediali M$ compresa li raccatterebbe volentieri e farne un bel pacchetto da rivendere, non mi stupirebbero queste pratiche anche in questo campo.
    I problemi di pulizia dati sono assurdi,
    confermo!

    Peccato che siamo solo in due a discuterne,
    sarei stato curioso di conoscere altre
    opinioni, magari interessanti quanto la
    tua...Io nel mio piccolo, nei programmi che sto sviluppando, dove sono previste anagrafiche di persone o ragioni sociali di aziende, non metto freni agli errori che puo' commettere l'utente, salvo poi fare dei controlli ed una "normalizzazione" prima del salvataggio nel DB.Mi vengono in aiuto le Regexp Posix Extended, ossia le Espressioni regolari posix estese, che sono in molti linguaggi come il C, il PHP, il Perl, il Python. Non ce le hanno ne' Visual Basic ne' Visual C, ma io non produco software per Windows ma bensi' web based che girano su server Linux.La maggior parte degli errori avvengono su vocali accentate parole separate da apostrofi e cognomi o nomi composti da piu' parole. Non e' difficile anagrafare un Di Giacomo con 2 o 3 spazi tra Di e Giacomo.Cosi' come un Giuffré scritto ora Giuffrè (accento acuto invece che grave) o Giuffre'.Dato che anche nella pubblica amministrazione ormai l'accento stesso ha perso molto di quell'importanza che aveva nell'italiano di qualche decennio fa, vedi la tessera del codice fiscale, il mio programma ha una funzione tutta costituita da Regexp Posix Extended che esegue quanto segue:Cognome "Cà Dell' Aquila " c'e' una vocale accentata, 2 spazi tra Cà e D, uno spazio dopo l'apostrofo e uno spazio alla fine, quindi la mia routine fa questo: viene eseguita una TRIM che togli spazi all'inizio ed alla fine;viene trasformato Cà in Ca' e cosi' per tutte le vocali accentate sia che si tratti di accenti acuti "é" che gravi "è";vengono tolti tutti gli spazi tra gli apostrofi, ma si controlla se l'apostrofo e' preceduto da vocale in tal caso lo spazio dopo si lascia (non abbiamo degli O'Connor in Italia salvo cittadini stranieri e comunque nei rari casi che ci fossero la normalizzazione avviene anche in ricerca e quindi lo ritrovi comunque); vengono trasformati spazi doppi e tripli in un solo spazio;viene trasformato tutto in maiuscolo.Alla fine il risultato e' "CA' DELL'AQUILA". Con qualsiasi campo che poi dovra' essere usato come chiave di ricerca viene eseguita questa "normalizzazione" che ci facilitera' poi la ricerca soprattutto di eventuali doppioni.L'operatore puo' fare quanti errori vuole glieli aggiusto io portando il campo ad uno standard... Purtroppo ti renderai conto che solo con un dizionario esteso si possono corregere errori come "Cà Dell'Acquila" (cq come in acqua invece della sola q).Ho visto programmi di grandi aziende che non avevano assolutamente funzioni come queste, e si diceva semplicemente agli utenti in fase di formazione quali regole seguire, assurdo!--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: Ho visto i raggi B....

    Sono solo un povero medico esperto di
    Telemedicina, ora un bizzarro ex Dirigente
    della IBM ed un anziano Sanitario, insieme
    ad una corte di mediocri ci spiegheranno
    come fino ad oggi non abbiamo capito nulla,
    solo Don Verze', che ha salvato la Reale
    prostata, capisce di Sanità e
    Telemedicina, mentre noi laziali, cattivi,
    abbiamo osato maltrattarlo (Frase ascoltata
    con le MIE orecchie dalla bocca del
    presidente del Consiglio ad un convegno in
    quel di Pomezia con il Sant'Uomo Verze'...)

    E tempo di morire....

    Insomma da PI mi aspettavo un commento un
    po' piu' critico alla relazione sulla
    sanità "telematica" presentata nel
    convegno di Forza Italia (pensate che l'ho
    votati nelle scorsa tornata elettorale, a
    scanso di equivoci NON e' un partito preso,
    e' una triste constatazione!) :@Sulle critiche che fai alla cosa sono d'accordo ma su PI mi aspetto prima di tutto news e poi semmai in separata sede dei commenti ;)
  • Anonimo scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Mechano


    di quale versione di gcc parli?gcc 3.2.2 (i flag di ottrimizzazione sono nel post alla fine)libc 2.3.1mandrake 9.2 kenel 2.4.21-0.13.mdknon credo c'entri molto la distro' visto chenon fa uso massiccio di syscallcomunque ti chiedo solo di provarloe confrontarlo con CL (visual c)indicando sistema e altre info utili
  • Anonimo scrive:
    Ho visto i raggi B....
    Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare, navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire... Sono solo un povero medico esperto di Telemedicina, ora un bizzarro ex Dirigente della IBM ed un anziano Sanitario, insieme ad una corte di mediocri ci spiegheranno come fino ad oggi non abbiamo capito nulla, solo Don Verze', che ha salvato la Reale prostata, capisce di Sanità e Telemedicina, mentre noi laziali, cattivi, abbiamo osato maltrattarlo (Frase ascoltata con le MIE orecchie dalla bocca del presidente del Consiglio ad un convegno in quel di Pomezia con il Sant'Uomo Verze'...) E tempo di morire....Insomma da PI mi aspettavo un commento un po' piu' critico alla relazione sulla sanità "telematica" presentata nel convegno di Forza Italia (pensate che l'ho votati nelle scorsa tornata elettorale, a scanso di equivoci NON e' un partito preso, e' una triste constatazione!) :@
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?

    bla bla guardi si metta in tasca questo
    milioncino e non ne parliamo piu'.".

    Comunque a parte gli scherzi e il mio solito
    pessimismo, mi auguro anche io che possa
    funzionare davvero.lo spero anche io che funzioni, però l'esempio schrzoso che citi non mette in causa un sistema di database, ma l'intero sistema. allora tanto varrebbe non fare nulla, tanto tutti rubano...(non sei l'unico pessimista cronico)
    Scommettiamo che gli algoritmi usati per
    queste statistiche fatte da aziende esterne
    sono brevetti appartenenti a multinazionali?
    Non li hanno manco Engisanita' e Finsiel
    procedure cosi' sofisticate che fanno quelle
    statistiche.Certo che sono brevetti di multinazionali. Ma dove stà il problema, in fatto di sicurezza o eventuali truffe?Che poi le multinazionali stiano sulle balle anche a me, è vero, ma non sono loro a gestire i dati.
    Comunque ne ho viste di tutti i colori
    negli anni in cui mi sono accupato di
    Sanita' Pubblica... Anche il tentativo di
    carpire strutture dei DB e tracciati record
    per favorire concorrenti che vogliono
    infiltrarsi in una ASL con la complicita'
    interna a discapito delle aziende che hanno
    fornito quel software vincitore della gara
    iniziale.
    Un database centralizzato a cui hanno
    accesso tutte le ASL d'Italia espone i dati
    in esso contenuti a dipendenti ed aziende di
    moltissime realta' e con vari interessi...
    Vedremo cosa se ne fara' e come funzionera'.Bhè, ci sono vari livelli di visibilità.Dati di dettaglio e aggregazioni, parziali per dati anomali e così via.

    Anche perche' sempre per esperienza ho visto
    database di anagrafiche centralizzate che
    facevano pena. Persone che nel db
    centralizzato insieme con l'anagrafe
    assistibili presa dal comune presentavano
    dati totalmente sballati rispetto alla carta
    d'identita' con cui s'e' presentato
    l'assistito allo sportello!I problemi di pulizia dati sono assurdi, confermo!Peccato che siamo solo in due a discuterne, sarei stato curioso di conoscere altre opinioni, magari interessanti quanto la tua...ciaoplg
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Okay, ora ho capito cosa intendevi.
    C'è però da dire che uno degli
    aspetti pèiù utili della
    centralizzazione dell'informazione, è
    proprio la scoperta di tali truffa.
    Una volta che si abbia un ipotetico database
    nazionale, sarebbe immediato vedere scoprire
    una spesa per assistito (spesa/assitito)
    anomala in una certa zona.Commerciante di presidi:"Miiiiii Sig. Ministro ma che dice noi vendiamo i pannoloni al doppio del prezzo in Molise? Ma sa e' tutta montagne e poche strade tutte disastrate, e' come in Sicilia, li il trasporto ci costa il doppio. E in Campania siamo taglieggiati dalla camorra., e in Trentino c'e' stata la neve, e nel Friuli c'e' la concorrenza austriaca, e bla bla bla guardi si metta in tasca questo milioncino e non ne parliamo piu'.".Comunque a parte gli scherzi e il mio solito pessimismo, mi auguro anche io che possa funzionare davvero.
    Vi sono regioni nelle quali queste dati sono
    gestiti da consorzi pubblici (esempio, il
    Piemonte).
    Queste, per natura, difficilmente stringono
    accordi con ditte farmaceutiche.

    Resta il problema di eventuali comportamenti
    maliziosi dei dipendenti, o di sicurezza
    delle reti, ma questo è un altro
    discorso. Scommettiamo che gli algoritmi usati per queste statistiche fatte da aziende esterne sono brevetti appartenenti a multinazionali? Non li hanno manco Engisanita' e Finsiel procedure cosi' sofisticate che fanno quelle statistiche. Comunque ne ho viste di tutti i colori negli anni in cui mi sono accupato di Sanita' Pubblica... Anche il tentativo di carpire strutture dei DB e tracciati record per favorire concorrenti che vogliono infiltrarsi in una ASL con la complicita' interna a discapito delle aziende che hanno fornito quel software vincitore della gara iniziale.Un database centralizzato a cui hanno accesso tutte le ASL d'Italia espone i dati in esso contenuti a dipendenti ed aziende di moltissime realta' e con vari interessi... Vedremo cosa se ne fara' e come funzionera'.Anche perche' sempre per esperienza ho visto database di anagrafiche centralizzate che facevano pena. Persone che nel db centralizzato insieme con l'anagrafe assistibili presa dal comune presentavano dati totalmente sballati rispetto alla carta d'identita' con cui s'e' presentato l'assistito allo sportello!Molti anziani si presentano ai distretti che a malapena si ricordano come si chiamano... E in mano una copia della loro pratica d'invalidita' sporca e illegibile, Figurati quando li devi anagrafare. Fotocopie delle carte d'identita' fatte dallo stesso operatore ASL di cui ci si accorge che sono sbiadite e poco leggibili dopo che non hai piu' l'assistito davanti e l'operatore al terminale quando inserisce quello che non legge bene se l'inventa...Non abbiamo mica i dipendenti pubblici svizzeri noi... :-)--Ciao. Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?

    Moltissimi calcoli sull'efficienza vengono
    fatti da aziende esterne. Vengono applicate
    delle formule e nozioni collaudate alcune
    delle quali so per certo venire dalle
    esperienze fatte dalla Sanita' Privata degli
    USA. Naturalmente gli USA non centrano
    niente nel mio discorso.
    Il fattore spesa ha senso nel momento in
    cui, ricollegandoci al nostro di scorso di
    speculazione da parte di chi riesce a
    mettere e mani su questi dati, li usa per
    praticeh commerciali mirate.
    Come ho scritto in qualche altro post, se in
    una regione c'e' una certa incidenza di una
    certa malattia in quella regione il
    distributore non rendera' disponibili
    confezioni da 400mg di principio attivo di
    un farmaco ma quelle piu' piccole, quindi
    per la cura ce ne vorranno di piu', e 2
    scatole da 200mg verranno a costare sempre
    un po' di piu' di 1 da 400mg.Okay, ora ho capito cosa intendevi. C'è però da dire che uno degli aspetti pèiù utili della centralizzazione dell'informazione, è proprio la scoperta di tali truffa.Una volta che si abbia un ipotetico database nazionale, sarebbe immediato vedere scoprire una spesa per assistito (spesa/assitito) anomala in una certa zona.
    Le aziende che ruotano attorno alla salute
    possono creare accordi di cartello
    aggiustando il tiro in base alle proiezioni
    macro-economiche a generate grazie alla
    disponibilita' di dati che ha permesso di
    generare queste proiezioni.
    Siccome molti di questi presidi, farmaci e
    protesi le passa la mutua, specie per le
    malattie croniche c'e' l'esenzione totale,
    per il ministero l'avere creato un enorme
    database poi dato in gestione ai privati ed
    essendosi fatta "fuggire" un'enormita' di
    informazioni che poi sono state usate per
    speculare, l'apparente risparmio economico
    dell'aver istituito un database si trasforma
    in una spesa maggiore nella globalita'
    dell'economia legata al farmaco e alla
    salute.Vi sono regioni nelle quali queste dati sono gestiti da consorzi pubblici (esempio, il Piemonte).Queste, per natura, difficilmente stringono accordi con ditte farmaceutiche.Resta il problema di eventuali comportamenti maliziosi dei dipendenti, o di sicurezza delle reti, ma questo è un altro discorso.plg
  • Mechano scrive:
    Re: DebMed
    - Scritto da: Anonimo
    DebMed di Mechano del 18/03/04 15:12
    &nb
    Mattinata lunga.... ...e senza caffe'?Diciamo da stamattina ad ora e' un cesso di lentezza e latenza, avranno avuto l'assalto per alcune altre notizie. O il Windows 2000 Server che usano avra' raggiunto il massimo periodo dopo il quale va ogni tanto resettato perche' funzioni con efficienza... :-P
    Comunque non ho capito perche' in inglese,
    in italiano non va bene un programma GPL? E
    se ha la gestione dell'I18N?Oh beh tecnologie per la localizzazione ce ne sono, piu' lingue ci sono meglio e'... Se si ha qualche amico/a che parla bene spagnolo, chi francese e chi tedesco, una pizza ciascuno e ci si fa dare una mano...--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Questo punto non l'ho capito. Qual'è
    la relazione tra l'aumento spesa e la
    presenza di un database?

    Il problema della sicurezza è, senza
    dubbio, fondamentale. Ma non comprendo come
    possa entrere nel discorso la spesa. Intendo dire che come gia' avviene oggi, moltissime attivita' della ASL sono date in outsourcing. Moltissimi calcoli sull'efficienza vengono fatti da aziende esterne. Vengono applicate delle formule e nozioni collaudate alcune delle quali so per certo venire dalle esperienze fatte dalla Sanita' Privata degli USA. Naturalmente gli USA non centrano niente nel mio discorso.Il fattore spesa ha senso nel momento in cui, ricollegandoci al nostro di scorso di speculazione da parte di chi riesce a mettere e mani su questi dati, li usa per praticeh commerciali mirate.Come ho scritto in qualche altro post, se in una regione c'e' una certa incidenza di una certa malattia in quella regione il distributore non rendera' disponibili confezioni da 400mg di principio attivo di un farmaco ma quelle piu' piccole, quindi per la cura ce ne vorranno di piu', e 2 scatole da 200mg verranno a costare sempre un po' di piu' di 1 da 400mg.Lo stesso protesi e presidi, generi di consumo come i pannoloni, macchinari per l'uso a casa, ecc.Le aziende che ruotano attorno alla salute possono creare accordi di cartello aggiustando il tiro in base alle proiezioni macro-economiche a generate grazie alla disponibilita' di dati che ha permesso di generare queste proiezioni.Siccome molti di questi presidi, farmaci e protesi le passa la mutua, specie per le malattie croniche c'e' l'esenzione totale,per il ministero l'avere creato un enorme database poi dato in gestione ai privati ed essendosi fatta "fuggire" un'enormita' di informazioni che poi sono state usate per speculare, l'apparente risparmio economico dell'aver istituito un database si trasforma in una spesa maggiore nella globalita' dell'economia legata al farmaco e alla salute. Certo non e' roba immediata, ma come avviene gia' oggi nei supermercati con le carte fedelta', tra i cartelli formati dalle assicurazioni o dalle compagnie telefoniche, anche nel campo della Sanita' non e' difficile immaginare un simile scenario.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: DebMed
    - Scritto da: Mechano

    Scusate il doppio post, ma stamattina PI e'
    molto lento ed ogni tanto fa "cilecca"...
    DebMed di Mechano del 18/03/04 15:12 ^^^^^^^^Mattinata lunga.... ...e senza caffe'?Comunque non ho capito perche' in inglese, in italiano non va bene un programma GPL? E se ha la gestione dell'I18N?
    --
    Ciao.
    Mr. MechanoSaluti...................Enrico (linux)
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Si dovrebbe sviluppare un
    sistemone di


    prenotazioni e mantenimento delle

    cartelle


    unico in uso a tutti gli ospedali.



    Secondo me tu sottovaluti il problema

    dell'accesso alle informazioni. :)

    Spiegami in base a quali criteri decidi

    l'accesso alla cartella elettronica del
    sig.

    x.

    Non vorrei essere frainteso non ti sto'

    chiedendo come gestire la cosa dal
    punto di

    vista tecnologico, ma solo i criteri.

    grazie

    Secondo me entrambi sottovalutate l'enorme
    valore economico che hanno queste
    informazioni. A mio parere il criterio
    può essere solo uno: le mie
    informazioni sanitarie appartengono a me. IO
    le custodisco, io decido a chi darne
    l'accesso e nessuno può avere il
    diritto di schedarmi. L'unico modo di
    gestire può solo essere la
    memorizzazione su un MIO supporto (SD,
    memoryCard) sotto la mia custodia esclusiva.

    Altro che tonnellate di HD centralizzati per
    fare contente le assicurazioni e le case
    farmaceutiche (e aumentare il già
    patologico numero di bustarelle che girano,
    visto che "alla luce del sole" si
    affermerebbe l'inviolabilità dei dati
    sanitari delle persone, vedi la definizione
    dei "dati sensibili")!
    grazie, per averci illuminato con questa analisi di alto contentutoe priva di luoghi comuni ;-)Quindi diciamo che tu allergico al principio attivo (sai cos'e'?)e da vero genio furbissimo hai lasciato a casa la tua memory card, ma siccome al pronto soccorso hanno tempo da perdere esoldi da buttare mandano a casa tua un omino che ageveolmente recupera la suddetta e la mette a disposizione del personale sanitarioche prontamente contatta un esperto per accedere ai tuoi dati che tu che sei un genio avrai astutamente coperto con password,e il problema e' risolto.Scusa, ma come abbiamo fatto a non pensarci prima? ;-)
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?

    Questo gia' avviene. Certo che già avviene.
    Purtroppo tra questi dati ci devono essere
    dettagli sulle patologie che inevitabilmente
    danno indizi importanti sullo stato di
    salute e sull'incidenza delle patologie
    divisi per province/regioni e altri fattori
    come l'eta' ecc.
    C'e' il pericolo che a questi si aggiungano
    altri dati personali che incrociati aiutino
    a fare un quadro molto preciso dello stato
    di salute dei cittadini mettendo nelle mani
    di coloro a cui possono interessare,
    informazioni che possono fruttare
    economicamente.
    Io mi aspetto di vedere farmaci introvabili
    per patologie diffuse, pannoloni che costano
    piu' cari in province piu' "anziane",
    partite di farmaci che trovi solo in
    confezioni con concentrazione di 200mg in
    province dove la tal malattia per cui serve
    il farmaco e' pu' diffusa, e 400mg dove
    serve meno, in maniera che bisogna
    prolungare la cura, ecc.medici che prescrivono prevalentemente i farmaci di una tal ditta, oppure a pazienti particolari...e gli innumerevoli esempi possono far capo ai vari soggetti del campo sanitario, oltre ai medici i pazienti, le asl, le farmacie....

    Alla fine se database cosi' grandi e
    dettagliati possono aiutare la ASL ad essere
    piu' efficienti nei confronti del cittadino
    (quella e' la motivazione di facciata)
    grazie ai quadri disponibili, nel contempo
    fanno aumentare la spesa perche' si spende
    di piu' laddove i dati sono fuggiti e sono
    finiti nelle mani di chi li utilizzera' per
    speculare.
    Questo punto non l'ho capito. Qual'è la relazione tra l'aumento spesa e la presenza di un database? Il problema della sicurezza è, senza dubbio, fondamentale. Ma non comprendo come possa entrere nel discorso la spesa.
    Una soluzione? Ci sto pensando, ma mi pare
    dura riuscire a non dare visibilita' di
    questi dati a chi non ne avrebbe diritto.Anche qui non ti seguo (la mia è una ricerca di chiarezza, non una critica). Cosa intendi per società che gestisce i dati?Non è detto sia una ditta privata, che facilmente può lucrarci sopra.plg
  • Mechano scrive:
    Re: DebMed
    Scusate il doppio post, ma stamattina PI e' molto lento ed ogni tanto fa "cilecca"...--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    DebMed
    Una segnalazione... Per tutti coloro che vorrebbero scrivere opensource di tipo medico-sanitario, esiste DebMed. E' una distribuzione derivata da Debian studiata per il settore medico-scientifico. Dentro, oltre a qualche software di produttivita' e i oliti server web (apache) database (mysql, postgresql) e ci sono tantissimi programmi per il mondo scientifico: chimica, fisica, medicina e gestione di varie cose. Penso anche a semplici procedurine di gestione ambulatoriale... Chiunque abbia idee puo' tirare fuori versioni generiche (senza gestione di comuni, provincia di nascita e controllo di codice fiscale ecc. Ma solo campi a testo libero che finiranno nel db) e in lingua inglese del suo programma e inserirlo nella distribuzione, ed automaticamente questo fara' il giro del mondo medico-scientifico almeno quello dei paesi angloassoni.Ovviamente deve essere software libero con licenza compatibile con quelle elencate dalla Free Software Foundation.--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    DebMed
    Una segnalazione... Per tutti coloro che vorrebbero scrivere opensource di tipo medico-sanitario, esiste DebMed. E' una distribuzione derivata da Debian studiata per il settore medico-scientifico. Dentro, oltre a qualche software di produttivita' e i oliti server web (apache) database (mysql, postgresql) e ci sono tantissimi programmi per il mondo scientifico: chimica, fisica, medicina e gestione di varie cose. Penso anche a semplici procedurine di gestione ambulatoriale... Chiunque abbia idee puo' tirare fuori versioni generiche (senza gestione di comuni, provincia di nascita e controllo di codice fiscale ecc. Ma solo campi a testo libero che finiranno nel db) e in lingua inglese del suo programma e inserirlo nella distribuzione, ed automaticamente questo fara' il giro del mondo medico-scientifico almeno quello dei paesi angloassoni.Ovviamente deve essere software libero con licenza compatibile con quelle elencate dalla Free Softwware Foundation.--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    Re: (2) Lo sperpero e i soliti noti
    - Scritto da: Anonimo
    Buona fortuna. Occhio agli incidenti...Che vuol dire occhio agli incidenti?--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    La prima che mi viene in mente è la
    gestione della spesa farmaceutica. In Italia
    è lo stato a pagare buona parte dei
    farmaci. Questa spesa, è ben gestia?
    Cosa si può migliorare, in che modo
    verificare i se un cambiamento è
    efficace. Questo gia' avviene. Esistono aziende che accedono ai database delle ASL per fare di calcoli sui costi della degenza e sull'efficienza dell'ospedale. Ogni giorno di degenza e' un costo per lo stato e si fanno delle medie statistiche. Purtroppo tra questi dati ci devono essere dettagli sulle patologie che inevitabilmente danno indizi importanti sullo stato di salute e sull'incidenza delle patologie divisi per province/regioni e altri fattori come l'eta' ecc. C'e' il pericolo che a questi si aggiungano altri dati personali che incrociati aiutino a fare un quadro molto preciso dello stato di salute dei cittadini mettendo nelle mani di coloro a cui possono interessare, informazioni che possono fruttare economicamente. Io mi aspetto di vedere farmaci introvabili per patologie diffuse, pannoloni che costano piu' cari in province piu' "anziane", partite di farmaci che trovi solo in confezioni con concentrazione di 200mg in province dove la tal malattia per cui serve il farmaco e' pu' diffusa, e 400mg dove serve meno, in maniera che bisogna prolungare la cura, ecc.Alla fine se database cosi' grandi e dettagliati possono aiutare la ASL ad essere piu' efficienti nei confronti del cittadino (quella e' la motivazione di facciata) grazie ai quadri disponibili, nel contempo fanno aumentare la spesa perche' si spende di piu' laddove i dati sono fuggiti e sono finiti nelle mani di chi li utilizzera' per speculare.Una soluzione? Ci sto pensando, ma mi pare dura riuscire a non dare visibilita' di questi dati a chi non ne avrebbe diritto.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Se devo essere sincero, che vengano
    costruite previsione macro (o micro)
    economiche usando quei dati non mi preoccupa
    più di tanto (magari potremmo
    discutere su a chi appartenga il valore
    generato).Ed e' quello che mi preoccupa. L'infiltrazione delle aziende all'interno della Pubblica Amministrazione della Sanità e' impressionante.Gia' adesso moltissime aziende accedono a database immensi per fare studi e calcoli di varia natura su appalto e per conto delle ASL, figuriamoci se i database sara' enorme e coprira' anche solo mezza nazione invece che una provincia.
    Quello che mi preoccupa è la
    schedatura sanitaria (quello lì da
    piccolo ha avuto la polmonite, alle medie la
    pleurite, alle superiori la scarlattina, in
    media una malattia grave ogni tre anni.
    Quell'altro fuma. Questo è sanissimo.
    Assumiamo/promuoviamo lui e licenziamo
    l'altro).
    L'incrocio dei dati sanitari con quelli
    geografici (in quella zona il cancro
    è doppio di quell'altra: vendiamo le
    case lì, e compriamo là, anche
    se il prezzo salirà. Ci rifaremo
    quando sarà di dominio pubblico).
    E potrei continuare all'infinito...
    Certo ci sono utilizzi benefici anche della
    pistola (magari difendermi dal terrorista
    tanto di moda oggi) ma è più
    probabile che la sappia usare (e la usi) un
    criminale che un cittadino comune. Oltre a quella dimentichi la speculazione sulle malattie croniche. La possibilita' di settorializzazione dei prezzi dei presidi e delle protesi, dove c'e' maggiore necessita' i prezzi saranno piu' alti grazie ad accordi di cartello insieme con la distribuzione con cui spartire una fetta. Per la Psoriasi e' da tempo che non si introduce in Italia un farmaco eccezionale gia' approvato e venduto in Svizzera, perche'? Agli italiani si dice che e' perche' non e' fintia la sua sperimentazione e che potrebbe avere conseguenze a livello immunitario e glielo si dice da quasi 2 anni, e gli Svizzeri che lo vendono gia' che sono incoscienti?Questi database finiranno nelle mani delle aziende se addirittura non sono gia' loro che fomentano questa necessita'.Ovviamente considero terribile anche l'ultima tua ipotesi. Sarebbe come un casellario giudiziario, sanitario pero'.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: La concorrenza qui fa male
    - Scritto da: Anonimo
    Quello che dici ha del vero ma esistono
    anche delle bellissime vie di mezzo. Infatti (si parla di centralizzione a livello nazionale), almeno in alcune regioni si va verso questa strada. Questo perchè la Sanità è sempre più gestita dalle singole Regioni, e quindi la centralizzazione non è 'completa' ma comunque è già un passo avanti.plg
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Mechano

    Altro che tonnellate di HD
    centralizzati per

    fare contente le assicurazioni e le case

    farmaceutiche

    Hai detto parole sante!!

    Sai che gola che farebbero questi database
    alle cause farmaceutiche, ma non solo anche
    a tutti i grossi fabbricanti e
    commercializzatori di presidi medici e
    protesici?

    Avere accesso a quei database significa
    mettere nelle mani di queste aziende lo
    stato di salute del nostro paese e
    permettergli di costruire proiezioni
    macroeconomiche non solo sulle malattie
    croniche, ma praticamente su tutte le
    patologie piu' diffuse, organizzabili
    secondo ogni criterio, socio-economico, di
    eta', geografico, ecc.
    Che la sicurarezza sui dati sensibili sia un argomento importante e delicato, è fuori discussione.Ma da qui a definire inutili ed esclusivamente a priori i database sanitari, ce ne corre. Infatti nelle vostre considerazioni non accennate alle funzionalità che possono avere, anzi che hanno in quanto sono largamente utilizzati.La prima che mi viene in mente è la gestione della spesa farmaceutica. In Italia è lo stato a pagare buona parte dei farmaci. Questa spesa, è ben gestia? Cosa si può migliorare, in che modo verificare i se un cambiamento è efficace. I medici applicano si comportano in amniera corretta nella cura delle varie patologie?Gli stessi medici, o le farmacie, hanno spese-prescrizioni anomale, frutto di possibili truffe?Per rispondere a queste domande, non si può che fare ricorso a database che contengano le informazioni sulle prestazioni farmaceutiche, i ricoveri, i costi ospedalieri ecc ecc....Correi sapere cose ne pensate di queste attività, il mio vuole essere un altro punto di vista sul problema, reale, dei dati personali.plg
  • Anonimo scrive:
    Re: (2) Lo sperpero e i soliti noti
    - Scritto da: Mechano
    - Scritto da: Anonimo


    Voglio dire:

    Preso atto che i soliti noti si
    spartiscono

    (la sanita' e' uno dei tanti aspetti..
    si

    potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..)
    la

    ricca torta dei nostri soldarelli...

    chessifa?

    qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e

    tacendo a pagar" ...



    Con tanto di stampa che segue e annuisce

    seriosamente (alla Bruno Vespa)....

    Non vedo un roseo futuro all'orizzonte!
    :'(

    Come non c'e' possibilita' di futuro?
    Bisogna che i programmatori opensource si
    facciano sentire, tirino fuori le prime
    bozze di progetti interessanti, li
    propongano al Ministero e facciano pressioni
    per avere i finanziamenti.

    E' come con progetti tipo il Gnutemberg,
    bisogna organizzarsi localmente.
    Con l'opensource si rimettono in gioco i
    piccoli. E' questo il bello dell'opensource.

    Sai che enti come le ASL chiedono garanzie
    enormi alle software house? Richieste che di
    fatto buttano fuori i piu' piccoli
    lasciandogli le briciole. E si pappano
    sempre tutto i soliti noti di cui parlavo
    io.
    Si chiedono libri paga, numero di
    dipendenti effettivi e che non si abbiano
    solo co.co.co, che il fatturato nell'ultimo
    biennio o triennio sia stato costante e
    referenze come numero di clienti e contratti
    e chi sono questi clienti.
    Una cosa semplicemente assurda.

    E' solo con l'opensource che puoi smontare
    questo meccanismo perverso. Perche' se il
    software e' closed hanno ragione gli Enti a
    chiedere tante garanzie, morta l'azienda e'
    morto il software, non credo che ti
    cederanno i sorgenti affinche' si possa
    avere la continuita' scegliendo un altro
    fornitore e dandogli da continuare da quei
    sorgenti.

    Se invece si fa capire che quel software e'
    opensource e che cosa significa cio' e cioe'
    che ne hai i sorgenti, e' tuo, come anche
    mio e nostro, in ogni regione ci possono
    essere software house piccole o grandi che
    dimostrando solo le competenze e non i libri
    paga e il fatturato, potranno vincere un
    appalto e fornire continuita' al software e
    ai progetti. Con grande risparmio per la
    P.A. perche' la concorrenza sara' maggiore e
    i denari che ora si pappano solo quei grani
    gruppi verrebber teoricamente redistribuiti
    in forma piu' equa Non tacciatemi di
    comunismo per questa ultima frase, non sono
    comunista, ritengo che sia giusto che lavori
    chi ha le competenze e non solo chi ci
    aggiunge il potere economico e politico e
    fagociti tanti milioni di euro delle nostre
    tasse.

    Io ci sto provando con tutte le mie forze.
    Entro 1-2 mesi avro' pronta una procedura di
    nicchia molto importante che sara'
    opensource e GPL e andro' a bussare con
    insistenza e chiedere finanziamenti che ora
    come ora sono nominati per farcisi belli coi
    mass-media ma i presupposti per averli sono
    campati in aria... Avere avuto residenza in
    un certo periodo in una regione povera
    (Sicilia, Calabria, Molise ecc.), che il
    progetto sia innovativo e unico, ecc. Il che
    scarta una marea di progetti utili e persone
    in gamba dal poter accedere a questi tipi di
    finanziamenti lasciando i finanziamenti solo
    a invenzioni strampalate oppure persi e non
    assegnati, che e' forse il vero obiettivo...

    Ma io non demordo, ho contatti eccellenti a
    livello di molte regioni italiani e prevedo
    di riuscire a farmi strada...

    Se riesco ad aprire un buchetto in questo
    stato di cose il buchetto potrebbe
    ingrandirsi e farci entrare anche altre
    aziende che credono nell'opensource e
    lentamente diventare una breccia!

    --
    Ciao.Buona fortuna. Occhio agli incidenti...
  • Mechano scrive:
    Re:[ OT]
    - Scritto da: Anonimo
    punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=568832
    vogliamo continuare il discorso?
    prima di inviare quel file al team dei dev
    di gcc mi piacerebbe almeno un tuo
    riscontro.Qui siamo quanto meno off-topic. Ma nonostante cio' ti chiedo:di quale versione di gcc parli?Era per Win, era stato compilato e ottimizzato esso stesso per la CPU su quale lo hai provato e vuoi fare il test di prestazioni? L'hai provato su gcc per Linux con kernel libc e compilatore ricompilato per l'architettura?--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Mechano scrive:
    Re: (2) Lo sperpero e i soliti noti
    - Scritto da: Anonimo
    Voglio dire:
    Preso atto che i soliti noti si spartiscono
    (la sanita' e' uno dei tanti aspetti.. si
    potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..) la
    ricca torta dei nostri soldarelli...
    chessifa?
    qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e
    tacendo a pagar" ...

    Con tanto di stampa che segue e annuisce
    seriosamente (alla Bruno Vespa)....
    Non vedo un roseo futuro all'orizzonte! :'( Come non c'e' possibilita' di futuro? Bisogna che i programmatori opensource si facciano sentire, tirino fuori le prime bozze di progetti interessanti, li propongano al Ministero e facciano pressioni per avere i finanziamenti. E' come con progetti tipo il Gnutemberg, bisogna organizzarsi localmente. Con l'opensource si rimettono in gioco i piccoli. E' questo il bello dell'opensource. Sai che enti come le ASL chiedono garanzie enormi alle software house? Richieste che di fatto buttano fuori i piu' piccoli lasciandogli le briciole. E si pappano sempre tutto i soliti noti di cui parlavo io. Si chiedono libri paga, numero di dipendenti effettivi e che non si abbiano solo co.co.co, che il fatturato nell'ultimo biennio o triennio sia stato costante e referenze come numero di clienti e contratti e chi sono questi clienti. Una cosa semplicemente assurda.E' solo con l'opensource che puoi smontare questo meccanismo perverso. Perche' se il software e' closed hanno ragione gli Enti a chiedere tante garanzie, morta l'azienda e' morto il software, non credo che ti cederanno i sorgenti affinche' si possa avere la continuita' scegliendo un altro fornitore e dandogli da continuare da quei sorgenti. Se invece si fa capire che quel software e' opensource e che cosa significa cio' e cioe' che ne hai i sorgenti, e' tuo, come anche mio e nostro, in ogni regione ci possono essere software house piccole o grandi che dimostrando solo le competenze e non i libri paga e il fatturato, potranno vincere un appalto e fornire continuita' al software e ai progetti. Con grande risparmio per la P.A. perche' la concorrenza sara' maggiore e i denari che ora si pappano solo quei grani gruppi verrebber teoricamente redistribuiti in forma piu' equa Non tacciatemi di comunismo per questa ultima frase, non sono comunista, ritengo che sia giusto che lavori chi ha le competenze e non solo chi ci aggiunge il potere economico e politico e fagociti tanti milioni di euro delle nostre tasse. Io ci sto provando con tutte le mie forze.Entro 1-2 mesi avro' pronta una procedura di nicchia molto importante che sara' opensource e GPL e andro' a bussare con insistenza e chiedere finanziamenti che ora come ora sono nominati per farcisi belli coi mass-media ma i presupposti per averli sono campati in aria... Avere avuto residenza in un certo periodo in una regione povera (Sicilia, Calabria, Molise ecc.), che il progetto sia innovativo e unico, ecc. Il che scarta una marea di progetti utili e persone in gamba dal poter accedere a questi tipi di finanziamenti lasciando i finanziamenti solo a invenzioni strampalate oppure persi e non assegnati, che e' forse il vero obiettivo... Ma io non demordo, ho contatti eccellenti a livello di molte regioni italiani e prevedo di riuscire a farmi strada... Se riesco ad aprire un buchetto in questo stato di cose il buchetto potrebbe ingrandirsi e farci entrare anche altre aziende che credono nell'opensource e lentamente diventare una breccia!--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it==================================Modificato dall'autore il 18/03/2004 13.50.50
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Mechano

    - Scritto da: Anonimo


    Altro che tonnellate di HD
    centralizzati per

    fare contente le assicurazioni e le case

    farmaceutiche (e aumentare il già

    patologico numero di bustarelle che
    girano,

    visto che "alla luce del sole" si

    affermerebbe l'inviolabilità dei
    dati

    sanitari delle persone, vedi la
    definizione

    dei "dati sensibili")!

    Hai detto parole sante!!

    Sai che gola che farebbero questi database
    alle cause farmaceutiche, ma non solo anche
    a tutti i grossi fabbricanti e
    commercializzatori di presidi medici e
    protesici?

    Avere accesso a quei database significa
    mettere nelle mani di queste aziende lo
    stato di salute del nostro paese e
    permettergli di costruire proiezioni
    macroeconomiche non solo sulle malattie
    croniche, ma praticamente su tutte le
    patologie piu' diffuse, organizzabili
    secondo ogni criterio, socio-economico, di
    eta', geografico, ecc.

    --
    Ciao.
    Mr. Mechano
    href="mailto:mechano@punto-informatico.it"
    meSe devo essere sincero, che vengano costruite previsione macro (o micro) economiche usando quei dati non mi preoccupa più di tanto (magari potremmo discutere su a chi appartenga il valore generato).Potrebbe esserci anche un utilizzo benefico (accellerare la transizione dai farmaci di massa a quelli personali, passando per la microsegmentazione dei pazienti) o un efficace controllo post-approvazione sugli effetti collaterali (oggi dopo la fase di sperimentazione clinica la segnalazione è lasciata alla coscienza dei medici di base), e magari un confronto di efficacia sulle diverse terapie (confrontando i tempi di guarigione dei vari farmaci, vecchi e nuovi). Quello che mi preoccupa è la schedatura sanitaria (quello lì da piccolo ha avuto la polmonite, alle medie la pleurite, alle superiori la scarlattina, in media una malattia grave ogni tre anni. Quell'altro fuma. Questo è sanissimo. Assumiamo/promuoviamo lui e licenziamo l'altro). L'incrocio dei dati sanitari con quelli geografici (in quella zona il cancro è doppio di quell'altra: vendiamo le case lì, e compriamo là, anche se il prezzo salirà. Ci rifaremo quando sarà di dominio pubblico).E potrei continuare all'infinito...Certo ci sono utilizzi benefici anche della pistola (magari difendermi dal terrorista tanto di moda oggi) ma è più probabile che la sappia usare (e la usi) un criminale che un cittadino comune.
  • Anonimo scrive:
    Re:[ OT]
    http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=568832vogliamo continuare il discorso?prima di inviare quel file al team dei dev di gcc mi piacerebbe almeno un tuo riscontro.
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo

    L'unico modo di

    gestire può solo essere la

    memorizzazione su un MIO supporto (SD,

    memoryCard) sotto la mia custodia
    esclusiva.

    Dico, ma hai mai sentito parlare di firma
    digitale, crittografia, carta di
    identità elettronica... o sei ancora
    all'età della pietra.

    Ti rendi conto cosa significherebbe affidare
    le informazioni mediche ai singoli
    pazienti... e se hanno un incidente che
    facciamo andiamo a cercarle a casa loro? :(Conosco abbastanza l'argomento perchè il mio vicino di scrivania è responsabile per l'azienda in cui lavoro dei prodotti che incorporano queste tecnologie e ne parliamo spesso.E' raro che il pronto soccorso abbia bisogno di vedere la radiografia della frattura avuta da bambino di un paziente o l'ecografia del primo figlio (ormai ventenne) di una donna con un infarto miocardico. Se sei mai entrato in un pronto soccorso, ti renderai conto che non c'è tempo per scartabellare nei database di un paziente in pericolo di vita. Se non è in pericolo di vita, la tua argomentazione non ha senso. Qualcuno porterà i dati, se servono. Paranoici e malati immaginari possono anche portarseli sempre dietro, se così desiderano.Anche tenendo conto delle tecnologie esistenti, io non credo che i dati verrebbero codificati(troppa la capacità di calcolo richiesta per una semplice radiografia). Ne che sarebbe possibile per me effettuare un efficace controllo sul loro uso. Non credo che informazioni sensibili siano al sicuro in mani diverse dalle mie.Accetteresti di abolire il denaro contante e mettere tutti i tuoi averi in mano ad un sistema centralizzato? Ti sentiresti di OBBLIGARE anche chi non desidera farlo?Il punto è questo. IL SSN è obbligatorio (visto che mi trattengono i soldi sullo stipendio, se no basterebbe impiegarli in un assicuraziuone sanitaria). Quindi lo sarebbe anche la scelta di accumulare i miei dati.
  • Anonimo scrive:
    Re: (2) Lo sperpero e i soliti noti
    - Scritto da: Mechano
    ...SEGUITOScusa mec non e' per contestarti... ma .. tutto vero... ma la novita' dove starebbe?Voglio dire:Preso atto che i soliti noti si spartiscono (la sanita' e' uno dei tanti aspetti.. si potrebbe parlare di RUPA, Consip ecc..) la ricca torta dei nostri soldarelli... chessifa?qui siamo ormai "usi a pagar tacendo e tacendo a pagar" ...Con tanto di stampa che segue e annuisce seriosamente (alla Bruno Vespa)....Non vedo un roseo futuro all'orizzonte! :'(
  • Anonimo scrive:
    Re: La concorrenza qui fa male
    Quello che dici ha del vero ma esistono anche delle bellissime vie di mezzo. Prima di tutto vorrei capire lo stato ha il potere di multarmi se scarico un film, ma non ha il potere di far cambiare il modo di lavorare dei suoi impiegati!??Io lavoro in un grooosso gruppo bancario e ti do ragione sul fatto che delle differenze nella gestione ci possono e spesso ci devono essere, però un anagrafe è un anagrafe per tutti e deve funzionare nello stesso modo ed estrarre le stesse informazioni in qualsiasi ente. Esistono cioò degli aspetti che secondo me vanno necessariamente centralizzati, altrimenti siamo alla situazione attuale: il caos più totale. Un nucleo comune di procedure non significa necessariamente che non possono esserci diversità di utilizzo.
  • Mechano scrive:
    (2) Lo sperpero e i soliti noti
    ...SEGUITO Se il Ministero finanziasse software opensoruce per la Sanita' tutte le magagne fatte da aziende come quelle che ho elencato verebbero fuori, e comunque i loro meriti e crediti verrebbero enormemente ridimensionati. Tra l'altro lo stesso software opensource non viene a ledere il ruolo di queste aziende, semplicemente perche' anche esse stesse possono presentarsi in gara per modificare e adattare il lavoro originario per ogni situazione locale. Ma verrebbero ridimensionati enormemente i loro meriti e il loro lavoro. E soprattutto il loro lavoro viene pagato ma non gli appartiene e non possono sfruttarlo all'infinito! Un progetto opensource di gestione del CUP ritagliato sul CUP di una grande provincia con problematiche tra le piu' complesse, dopo il primo investimento del ministero puo' essere ripreso cosi' com'e' per adattarlo a tantissime altre situazioni, e se si prende la situazione piu' complessa come esempio, per le altre realta' e' solo un lavoro di taglio di funzionalita' superflue.Poi se i formati sono aperti e i tracciati record ben documentati, l'integrazione e' semplicissima sia con procedure closed che con altri moduli opensource.Adesso la modularita' e l'integrazione esiste solo tra i software di un'unica azienda, e rarissimi sono gli esempi di integrazioni con altri produttori, limiati a casi di effettiva necessita', per esempio azienda che produce gestionale amministrativo che non produce software di diagnostica o archiviazione ottica, si interfaccia con un software di un'azienda che invece li produce. Spesso ci sono delle joint-venture perche' ad una gara vinta da uno dei "compari" si scelga anche la soluzione dell'altro "compare" perche' e' integrata col software di chi ha vinto. Pero' di progetti finanziati dal Ministero, un po' stufo del latrocinio delle grosse software house ne esistono, e per fare degli esempi, per quanto riguarda l'anarafe del bestiame o gestione di anagrafi canine ed equine, vengono commissionate agli IZS, che sono degli Enti parastatali che forniscono una miriade di servizi tecnici alle ASL. In particolare l'IZS della prov. di Teramo e' il responsabile di tutti i progetti per le aree Veterinarie.Peccato che questi software sono tradizionali ossia closed, molto scadenti, perche' il budget non e' sempre elevatissimo, e anche se si cerca di diffonderli a livello nazionale il loro uso lo si vuole imporre con la "forza politica" invece che darne i codici sorgenti e permettere a chi li volesse adottare di indire una gara a livello locale per prendere 1-2 programmatori o una piccola software house che dalla base ne tiri fuori una soluzione personalizzata. Per esempio l'anagrafe canina "imposta" da quest'ente alla sua regione vi garantisco che non la utilizza manco una delle stesse province abruzzesi, per quanto la trovano poco funzionale.E come scrivevo in un altro post, e' difficile (direi impossibile) obbligare il dipendente di un ente statale a variare i suoi iter e motodi di lavoro per adattarsi al software creato prendendo come esempio un ente che lavora in modo diverso. Quindi progetti opensource diffusi poi a livello nazionale e riutilizzabili adattandoli alle realta' locali sono il vero modo per risparmiare. E su quali bisognerebbe investire.In questo modo non si toglie lavoro e non si va contro l'industria nazionale del software, solo si toglie potere politico ed economico ai grossi nomi che fanno da asso piglia tutto, e ci costano dei bei soldoni in tasse coi loro software riutilizzati e rivenduti per nuovi ad ogni appalto dopo una rinfrescatina alla facciata.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?

    L'unico modo di
    gestire può solo essere la
    memorizzazione su un MIO supporto (SD,
    memoryCard) sotto la mia custodia esclusiva.Dico, ma hai mai sentito parlare di firma digitale, crittografia, carta di identità elettronica... o sei ancora all'età della pietra.Ti rendi conto cosa significherebbe affidare le informazioni mediche ai singoli pazienti... e se hanno un incidente che facciamo andiamo a cercarle a casa loro? :(
  • Anonimo scrive:
    Re: Bello, ma chi lo gestisce?
    boh.. non so chi lo gestira' ma ci sono societa' specializzate in sviluppo software di questo genere.. tipo Eng Sanita'.faranno un concorso pubblico immagino.
  • Mechano scrive:
    Re: Mah, speriamo...
    - Scritto da: Anonimo
    Speriamo che non diventi un'enorme sistema
    di schedatura al servizio delle
    assicurazioni e della sanità privata,
    che purtroppo si avvicinano sempre di
    più.Mi spiace deluderti ma secondo la mia esperienza e quello che ho potuto vedere in giro per l'Italia non mi stupirei se lo scopo fosse soprattutto quello...--Ciao. Mr. Mechano
  • Mechano scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo
    Altro che tonnellate di HD centralizzati per
    fare contente le assicurazioni e le case
    farmaceutiche (e aumentare il già
    patologico numero di bustarelle che girano,
    visto che "alla luce del sole" si
    affermerebbe l'inviolabilità dei dati
    sanitari delle persone, vedi la definizione
    dei "dati sensibili")!Hai detto parole sante!!Sai che gola che farebbero questi database alle cause farmaceutiche, ma non solo anche a tutti i grossi fabbricanti e commercializzatori di presidi medici e protesici?Avere accesso a quei database significa mettere nelle mani di queste aziende lo stato di salute del nostro paese e permettergli di costruire proiezioni macroeconomiche non solo sulle malattie croniche, ma praticamente su tutte le patologie piu' diffuse, organizzabili secondo ogni criterio, socio-economico, di eta', geografico, ecc.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Mah, speriamo...
    Speriamo che non diventi un'enorme sistema di schedatura al servizio delle assicurazioni e della sanità privata, che purtroppo si avvicinano sempre di più.
  • Anonimo scrive:
    Re: a chi appartiene la salute?
    - Scritto da: Anonimo

    Si dovrebbe sviluppare un sistemone di

    prenotazioni e mantenimento delle
    cartelle

    unico in uso a tutti gli ospedali.

    Secondo me tu sottovaluti il problema
    dell'accesso alle informazioni. :)
    Spiegami in base a quali criteri decidi
    l'accesso alla cartella elettronica del sig.
    x.
    Non vorrei essere frainteso non ti sto'
    chiedendo come gestire la cosa dal punto di
    vista tecnologico, ma solo i criteri.
    grazieSecondo me entrambi sottovalutate l'enorme valore economico che hanno queste informazioni. A mio parere il criterio può essere solo uno: le mie informazioni sanitarie appartengono a me. IO le custodisco, io decido a chi darne l'accesso e nessuno può avere il diritto di schedarmi. L'unico modo di gestire può solo essere la memorizzazione su un MIO supporto (SD, memoryCard) sotto la mia custodia esclusiva. Altro che tonnellate di HD centralizzati per fare contente le assicurazioni e le case farmaceutiche (e aumentare il già patologico numero di bustarelle che girano, visto che "alla luce del sole" si affermerebbe l'inviolabilità dei dati sanitari delle persone, vedi la definizione dei "dati sensibili")!
  • Anonimo scrive:
    Bello, ma chi lo gestisce?
    I "soliti" noti del ministero? Putroppo per voi vi do una bruttissima notizia, non ci sono competenze sanitarie sufficenti nel ministero della sanità o del'innovazione per portare avanti questi progetti!Alcune parabole: 1) sentite parlare di assistenza remota ed il Ministero della Salute e' nel consiglio di amministrazione di una fondazione pubblica, creata con GUGLIELMO MARCONI (avete presente? si chiamava COMUNICATION TECNOLOGY ben prima che diventasse Information e Comunicaton Tecnology, ICT) che fa telemedicna ed assistenza remota da 75 anni.Qualcuno li ha consultati o li consulterà visto che in fondo hanno SOLO 75 anni di esperienza in assistenza remota? NESSUNO2) l'Italia ha due grandi progetti di ricerca dove ha studiato da molti anni l'assitenza remota, al Polo Sud e dall'Everest, dove sono anche stati spesi molti soldi pubblici per sviluppare la Telemedicina. Cose presentate persino all'Accademia Reale di Svezia, dal nostro Ministero degli Esteri. Qualcuno del Ministero della Salute se ne e' occupato? NO 3) Tutte queste cose vedono coinvolta da quasi 20 anni una Grande Azienda Ospedaliera PUBBLICA e senza grandi aziende PRIVATE di ICT. CHE SIA QUESTO IL PROBLEMA?Oppure sono solo IGNORANTI (=coloro che ignorano)? :@
  • Anonimo scrive:
    Re: ok... tutto bello, ma....
    e dimentichi gli informatici che lavorano per le asl messi a cambiare i toner alle stampanti mentre vengono acquistati da ditte esterne software costosi, non funzionanti, fuori standard e che non comunicano i dati fra loro...
  • Anonimo scrive:
    Re: La concorrenza qui fa male
    - Scritto da: Anonimo
    Secondo me in questo tipo di progetti di
    interesse comune la concorrenza non serve ad
    un fico secco.

    Si dovrebbe sviluppare un sistemone di
    prenotazioni e mantenimento delle cartelle
    unico in uso a tutti gli ospedali.
    E' uno stock di librerie/interfacce standard
    da fornire a chi vuole creare l'applicazione
    finale per l'ospedale. (ma non escluderei
    neppure lo sviluppo di applicazioni finali
    open)

    Lo sviluppo del sistemone centrale dovrebbe
    essere lasciato a qualche gruppetto di
    cervelloni scatenati di cui son piene le
    università.
    Sarebbe una buona scuola per molti.

    Lasciare che ogni ospedale pensi al suo
    sistema è spreco di soldi.

    In questi casi l'accentramento di risorse
    è un vantaggio.

    Lo stesso dicasi per le infrastrutture
    necessarie alle scuole, comuni, catasti, ecc
    ecc...Secondo me tu sottovaluti il problema dell'accesso alle informazioni. :-)Spiegami in base a quali criteri decidi l'accesso alla cartella elettronica del sig. x.Non vorrei essere frainteso non ti sto' chiedendo come gestire la cosa dal punto di vista tecnologico, ma solo i criteri.grazie
  • Anonimo scrive:
    La concorrenza qui fa male
    Secondo me in questo tipo di progetti di interesse comune la concorrenza non serve ad un fico secco.Si dovrebbe sviluppare un sistemone di prenotazioni e mantenimento delle cartelle unico in uso a tutti gli ospedali.E' uno stock di librerie/interfacce standard da fornire a chi vuole creare l'applicazione finale per l'ospedale. (ma non escluderei neppure lo sviluppo di applicazioni finali open)Lo sviluppo del sistemone centrale dovrebbe essere lasciato a qualche gruppetto di cervelloni scatenati di cui son piene le università.Sarebbe una buona scuola per molti.Lasciare che ogni ospedale pensi al suo sistema è spreco di soldi.In questi casi l'accentramento di risorse è un vantaggio.Lo stesso dicasi per le infrastrutture necessarie alle scuole, comuni, catasti, ecc ecc...
  • Anonimo scrive:
    ok... tutto bello, ma....
    ...ma finche' ogni azienda ospedaliera e' un mondoa se stante che si fa le sue gare d'appalto, per le sue esigenze particolari, gestisce le cose in proprio....Milionidi euro buttati...Cosi' si ingrassono quelle poche software houseche hanno in mano gran parte degli applicativiche girano sulle ulss/asl italiane.Applicativi web mooolto aperti...(ironico)minimo, perche' funzionino, devi avere "Internet explorer 6.0"... Non vi dico che casini nascono quando serveintrecciare i dati di procedure diverse.Se il governo o regioni studiassero a tavolinole problematiche di un'asl... tipo la cartella clinica,menzionata nell'articolo,facessero una "task-force"di programmatori, analisti, etc. che scrivesse "una"cartella clinica applicabile a livello nazionale,sotto licenza open source, basata su software openMinistro Stancaaaaa?! Cu-Cu!! Il software Open di cui parlavi tempo fa?!?Li vogliamo risparmiare sti 1,6 miliardi di euro, si o no?!Qui, a mio parere, si predica bene e si razzola male
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