Google Dart programma il web

Mountain View toglie i veli al suo nuovo, chiacchierato linguaggio di programmazione per ambienti web. Una tecnologia potente e familiare agli sviluppatori, pensata per facilitare la creazione di "app" in ogni ambiente operativo

Roma – Quello che fino a ora era soltanto una indiscrezione non confermata si è trasformato in realtà: Dart, il nuovo linguaggio di programmazione ideato da Google per facilitare lo sviluppo di “app” per il web, è divenuto di pubblico dominio con tanto di sito web , esempi di codice e documentazione.

Nato da due GMan esperti di codice e prestazioni “ottimizzate” per connessioni HTTP (Gilad Bracha e Lars Bak), Dart è “un linguaggio di programmazione strutturato e nel contempo flessibile” che dovrebbe risultare “familiare e naturale” agli sviluppatori e quindi facile da imparare, facile da applicare per la creazione di “app” telematiche.

La nuova piattaforma di sviluppo pensata da Google va ad aggiungersi al Go , e ha alle proprie fondamenta esigenze di semplicità, scalabilità ed efficienza: le app create con Dart dovrebbero offrire un alto livello di prestazioni indipendentemente dal dispositivo su cui vengono eseguite, poco importa che si tratti di gadget portatili o server web.

Le “app” programmate in Dart potranno girare su una virtual machine nativa del dispositivo-bersaglio o sul web, in questo opportunamente convertite in codice JavaScript. Per quanto riguarda il supporto concreto della nuova tecnologia, invece, come già visto nel caso del baldanzoso JPEG-killer WebP la strada è tutta in salita: al momento nemmeno Google Chrome supporta il codice scritto in Dart.

Alfonso Maruccia

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  • eheheh scrive:
    e vai di proxy
    vai di proxy e aggiri la differenza utente UK / non UK
  • panda rossa scrive:
    La BBC fuori dall'UK forse non si legge?
    Curiosa la motivazione di questi geni.In UK non si fa il paywall perche' c'e' la BBC.E fuori dall'UK la BBC forse non c'e'?Perche' io il sito della BBC lo fruisco benissimo ed e' disponibile in quasi tutte le lingue.
    • enriker scrive:
      Re: La BBC fuori dall'UK forse non si legge?
      i vincoli regionali non li ho mai sopportati: perchè non posso vedere una TV di altri stati!! O vedere siti come netfix! e altri contenuti...Internet non dovrebbe avere confini nazionali, invece i limiti della "realtà" vengono portati anche su internet e ovviamente sempre in nome dei diritti sui contenuti così da lucrare ancora di più!!Comunque con PROXY si risolve...
      • Sgabbio scrive:
        Re: La BBC fuori dall'UK forse non si legge?
        Come i blocchi regionali su film e giochi, vogliono la globalizzazione quando fa comodo loro.WTO e sempre stata contraria a ste pratiche.
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