Google e AOL: accordo anti-Microsoft

Il gigante di Mountain View anticipa la rivale per un accordo a tutto campo con AOL: sul piatto un miliardo di dollari. Google acquisirà anche il 5 per cento del provider USA e promuoverà i servizi di punta di AOL
Il gigante di Mountain View anticipa la rivale per un accordo a tutto campo con AOL: sul piatto un miliardo di dollari. Google acquisirà anche il 5 per cento del provider USA e promuoverà i servizi di punta di AOL


Mountain View (USA) – Google ha completato la scalata all’empireo dell’advertising online mondiale. Con un offerta di un miliardo di dollari , e la dichiarata acquisizione del 5% del pacchetto azionario, ha praticamente chiuso l’affaire AOL . Time Warner , proprietaria del noto provider statunitense, da tempo cercava un partner importante per rilanciare le sue ambizioni online e sanare i dissidi fra gli azionisti. Nelle ultime settimane un possibile accordo con Microsoft aveva posto tutti gli operatori in allerta: si stava profilando la possibilità di un polo pubblicitario alternativo al gigante Google. Ebbene, martedì notte lo stesso Richard D. Parsons, CEO di AOL , ha ricevuto da Google un’offerta multimilionaria che – a meno di colpi di scena dell’ultima ora – si concretizzerà questa settimana in un “patto di ferro”.

Per i prossimi cinque anni , secondo la bozza di contratto, Google rimarrà il motore di ricerca di AOL e gli fornirà spazi pubblicitari “gratuiti” – valutati milioni di dollari – per promuovere tutti i servizi del suo network. AOL, allo stesso tempo, potrà vantare un diritto esclusivo sulla vendita dei banner per Google, tenendo per se l’80% degli introiti. Questo, quindi, permetterà alla sussidiaria di Time Warner di completare la sua offerta pubblicitaria con nuove allettanti proposte per gli inserzionisti.

“Un nostro sogno è diventato realtà. Adesso i nostri destini sono legati”, ha dichiarato un dirigente AOL che ha voluto mantenere l’anonimato, dato che il consiglio di amministrazione di Time Warner deve ancora esprimersi ufficialmente sulla transazione.

AOL, come avrebbe detto il Gordon Gekko di Wall Street , non è certamente un “polmone”. Negli ultimi anni ha perso un consistente numero di clienti, ma rimane in assoluto – con i suoi 20 milioni di abbonati – l’ISP più potente degli Stati Uniti. Inoltre, il suo network ormai comprende apprezzati servizi come, ad esempio, Moviefone e Mapquest . Ogni mese accoglie e coccola sui suoi siti più di 110 milioni di utenti. Il servizio di instant messaging ha raggiunto 43 milioni di iscrizioni. Google, insomma, ha fatto un affare sia per il suo comparto pubblicitario che per il lancio di eventuali nuovi servizi. Un dato su tutti: i due giganti, insieme, potranno vantare un audience di 151 milioni di utenti (Fonte: Nielsen/NetRatings )

“AOL è un partner di valore. Stiamo guardando avanti, e lavorare con loro porterà frutti sostanziosi”, ha dichiarato Lynn Fox, portavoce di Google. Il responso del mercato azionario non si è fatto attendere ed entrambe le aziende hanno potuto giovare di un apprezzabile rialzo nel NASDAQ. Time Warner è riuscita così a ridimensionare i sussulti provocati dalla cordata interna guidata dal finanziere Carl C. Icahn, un acceso sostenitore della partnership con Microsoft.

Secondo molti analisti, l’azienda di Redmond patirà non poco questa sconfitta. Dal gennaio scorso aveva cercato di fare suo l’accordo per scalare le classifiche statunitensi – e quindi mondiali – della pubblicità online. MSN Search, infatti, occupa solo la terza posizione nel comparto, dietro a Google e Yahoo.

Il futuro riserverà altre sorprese. Il servizio video di AOL verrà integrato con la nuova funzione di “ricerca video” di Google. Secondo indiscrezioni, inoltre, sarà istituito un diritto di prelazione sulle pubblicità online che appaiono sul motore di ricerca, ovviamente senza mettere in discussione il sistema di ranking basato sulla rilevanza.

Sotto il profilo puramente finanziario l’investimento di un miliardo di dollari per il 5% del pacchetto azionario permetterà a AOL di essere valutata complessivamente 20 miliardi di dollari. Time Warner nei prossimi cinque anni potrà decidere di mantenere il 95% del colosso statunitense o venderne una parte agli azionisti per far aumentare il prezzo delle singole azioni.

Il confronto fra AOL e Google ha visto il coinvolgimento diretto dei rispettivi CEO. Allo scoccare delle 21.00, martedì scorso negli uffici di New York di Richard D. Parsons, è stato raggiunto l’accordo. Un documento che nello scorso weekend è stato analizzato in maniera approfondita dagli studi legali. In settimana si assisterà al pronunciamento formale del consiglio di amministrazione di Warner. “Microsoft sarà sicuramente infelice e ferita da questo epilogo”, ha aggiunto il dirigente anonimo di AOL. Natale pieno di doni per Google. Microsoft si consolerà con la Befana?

Dario d’Elia

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18 12 2005
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