Google Home svela quali dispositivi consumano più energia

Google Home svela quali dispositivi consumano più energia

Google Home ora mostra potenza istantanea e consumo in kWh delle prese e dei contatori Matter compatibili. Ecco come funziona.
Google Home svela quali dispositivi consumano più energia
Google Home ora mostra potenza istantanea e consumo in kWh delle prese e dei contatori Matter compatibili. Ecco come funziona.

Anche quando sembra tutto spento, in casa c’è chi continua ad assorbire energia. Decoder in standby, caricabatteria lasciati collegati, stufe elettriche con l’interruttore spento, ma ancora attaccate alla presa. Sono consumi spesso invisibili, che si accumulano nel tempo e finiscono per pesare sulla bolletta. Google vuole aiutare a individuare proprio questi sprechi.

Google Home misura i consumi delle prese smart Matter

Le prese smart che misurano i consumi esistono da anni. Il problema è un altro, semmai. Per leggere quei dati bisogna aprire l’app del produttore, di solito brutta e lenta, o entrambe. Con l’aggiornamento annunciato il 29 ottobre, Google Home inizia a mostrare l’energia che passa attraverso prese e contatori compatibili con lo standard Matter.

I dati sono due. Il primo è la potenza istantanea, in milliwatt (mW), quanto sta tirando il dispositivo adesso, in questo istante. Il secondo è il consumo cumulato in kilowattora (kWh), cioè il conto che poi arriva a casa. Compaiono sia sulla tessera del dispositivo sia nella schermata di controllo, quindi niente più balletto tra un’app e l’altra.

Basta attaccare un apparecchio a una presa compatibile e guardare cosa succede mentre lavora. Poi spegnerlo e guardare ancora. Spesso si scopre che non è spento come sembra.

Google Home non misura niente da solo. Fa da vetrina, cioè mostra quello che le prese Matter gli raccontano, a patto che siano in grado di raccontarlo. Quindi non tutte le prese compatibili con Matter parteciperanno alla festa. Avere il bollino sulla scatola non basta. C’è poi un’altra clausola. Per ora la novità riguarda solo Android, e su iOS Google non ha detto quando arriverà.

Nello stesso aggiornamento c’è anche una scorciatoia per portare i termostati compatibili a una temperatura più parsimoniosa. Con l’inverno alle porte è una di quelle aggiunte interessanti.

Nest e Gemini: la manutenzione in sala macchine

L’aggiornamento non si ferma all’energia. Una parte consistente è dedicata ai guasti che rendevano la vita in una casa connessa un po’ più rognosa del dovuto.

Le vecchie telecamere Nest ricevono correzioni su stabilità del Wi-Fi; sincronizzazione tra audio e video; attivazione della visione notturna; campanello Nest Doorbell cablato di prima generazione riconosce meglio persone e volti familiari quando il visitatore sta più lontano.

Per chi usa l’app con le videocamere di sorveglianza arrivano migliorie alla riproduzione video. Su iPhone la navigazione nella cronologia degli eventi diventa più affidabile. Sugli smartphone Android pieghevoli, invece, non dovrebbe più capitare di restare inchiodati sulla schermata di caricamento quando si passa da un formato di visualizzazione all’altro.

Gemini per la casa capisce meglio le richieste di spostare la musica da una stanza all’altra, e distingue con più cura i timer normali da quelli che servono a fermare la riproduzione musicale. E poi c’è il difetto più surreale di tutti: certi altoparlanti annunciavano di non aver capito una richiesta senza che nessuno avesse detto una parola. Google promette di aver messo fine a questo teatro dell’assurdo, dopo mesi di bug a volte parecchio sorprendenti.

Disponibilità

Il rilascio è in corso, ma a scaglioni. Google avverte che alcune funzioni potrebbero metterci un po’ a comparire, anche se l’app risulta già aggiornata.

Fonte: Google
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Pubblicato il
30 ott 2026
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