Google, il talento di HTC vale un miliardo di dollari

La tanto chiacchierata transazione finanziaria è stata finalmente annunciata in via ufficiale, anche se si tratta di un'acquisizione a metà: a Mountain View andrà la divisione R&D, HTC continuerà a controllare tutto il resto

Roma – Se ne parlava già a inizio settembre e ora la notizia è ufficiale: Google ha acquisito parte del business di HTC, corporation taiwanese in grande affanno economico che aveva sin qui rappresentato il partner del colosso dell’advertising per la realizzazione degli smartphone della linea Pixel. Le aziende interessate presentano l’operazione con note decisamente diverse, ma HTC rassicura: non spariremo dal mercato. Almeno per il momento.

La transazione ha un valore di 1,1 miliardi di dollari , prezzo che Google paga per acquisire “un team di talenti HTC” già al lavoro su Pixel e che ora verranno integrati nella divisione hardware della corporation. In separata sede, Google si garantirà una licenza di accesso non esclusiva alle proprietà intellettuali di HTC .

Dalle parti di Mountain View hanno annunciato l’acquisto di personale e IP (Intellectual Property) come una nuova, importante scommessa sull’hardware mobile, una scommessa che a onor del vero non ha fin qui portato chissà quali risultati come l’acquisizione e la successiva (s) vendita di Motorola a Lenovo sta lì a dimostrare.

Dal punto di vista di HTC , invece, l’operazione rappresenta un “accordo di cooperazione” con lo storico partner americano che lascerà all’azienda le mani libere per il futuro: cedendo il business di Pixel a Google si snellirà il portafoglio dei prodotti, spiega HTC, così da garantire maggiori risorse per lo sviluppo del prossimo smartphone di punta (HTC U11) in arrivo all’inizio dell’anno prossimo.


Anche il business dei caschetti virtuali VIVE resterà a Taipei , conferma HTC, così come l’intenzione della corporation di investire nei nuovi business potenziali della Internet della Cose, la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale. “HTC è qui per restare”, dice baldanzoso il feed ufficiale su Twitter, anche se tutto dipenderà dall’eventuale volontà dei clienti finali di acquistare i prodotti della corporation.

Alfonso Maruccia

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