Google, la privacy e la pubblicità sociale

In quel di Mountain View si lavora a 360 gradi per aumentare la trasparenza nei confronti degli utenti. E contemporaneamente integrare la loro esperienza web con attività sociali e advertising
In quel di Mountain View si lavora a 360 gradi per aumentare la trasparenza nei confronti degli utenti. E contemporaneamente integrare la loro esperienza web con attività sociali e advertising

A Google sta a cuore che gli utenti abbiano possibilità di scelta e pieno controllo sui dati ospitati nei suoi capienti data center e l’iniziativa nota come Data Liberation Front sta lì a dimostrarlo. A ulteriore riprova di questa volontà di trasparenza, Mountain View mette ora a disposizione dei netizen più attenti alla privacy e alla non-proliferazione di informazioni sensibili in rete una Dashboard pensata per tenere sotto controllo conversazioni, archivi delle ricerche sul web, email e parecchio altro ancora .

Accessibile tramite un link diretto o attraverso il proprio Google Account, Dashboard fornisce un accesso veloce alle informazioni personali disseminate all’interno dell’esteso (sterminato?) network di appliance e servizi offerti da Mountain View. Su una singola pagina web di facile lettura vengono messi in bella mostra i link di gestione dei dati pertinenti il profilo del Google Account e di Blogger, gli Alert, il Calendario, Gmail, Docs, iGoogle, Orkut, Reader, Talk, la cronologia web e altri.

“Riconosciamo quanto la fiducia dei nostri utenti sia importante, per cui stiamo cercando nuovi modi per essere più trasparenti” dice a riguardo di Dashboard il Business Product Manager for Trust & Safety di Google Shuman Ghosemajumder. “Durante gli ultimi 11 anni abbiamo lanciato parecchi prodotti – continua Ghosemajumder – così volevamo fornire una maggiore trasparenza per le persone che questi prodotti li utilizzano”.

Disponibile in 17 delle 40 lingue già preventivate, attualmente Google Dashboard manca del supporto a servizi quali Checkout, Video, Ricerca Libri, Gruppi, Feed Burner e altri, così viene descritto da Google: “Pensiamo si tratti di un grande passo avanti nel fornire alle persone trasparenza e controllo sui propri dati – ha dichiarato Alma Whitten della divisione Privacy and Safety – e speriamo che la funzionalità aiuti a plasmare il comportamento dell’industria su queste problematiche”.

Gli utenti hanno bisogno di una maggiore consapevolezza su che cosa voglia dire privacy e informazioni sensibili, e Dashboard è “un passo avanti significativo in termini di unificazione dell’esperienza utente per le persone che usano i prodotti Google” secondo quanto sostiene Ari Schwartz, chief operating officer del Center for Democracy and Technology , che invoca “un impegno ancora maggiore a difesa della privacy dei consumatori”.

Tanto più che, trattandosi di Google, il tema della riservatezza va praticamente a braccetto con quello dell’advertising , vero motore immobile e inamovibile dell’impero economico di Mountain View a cui si offre ora una maggiore vocazione social grazie alle nuove caratteristiche integrate nel servizio Friend Connect .

Pensato per fornire ai webmaster uno strumento semplificato per l’implementazione di funzionalità da social networking sui siti web, Friend Connect raccoglie più informazioni sui visitatori che in passato e permette di sfruttarle in un maggior numero di occasioni. Ma soprattutto è stato integrato con il network di AdSense aprendo le porte alla visualizzazione contestuale degli ad ritagliata a puntino sui gusti, i desideri e le esigenze dei netizen.

Alfonso Maruccia

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05 11 2009
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