Fino a oggi, le app create tramite prompt con il cosiddetto “vibe coding” erano difficili da distribuire direttamente agli utenti. Google vuole semplificare il processo, almeno negli Stati Uniti, consentendo di scaricare queste applicazioni direttamente dal Play Store. In pratica, se si crea un’app personalizzata con AI Studio, non si deve più collegare il telefono al computer per installarla. Per ora la novità è disponibile solo negli USA.
Come lanciare un’app creata con AI Studio sul Play Store di Google
La possibilità di sfornare app Android personali con il vibe coding era partita a maggio. Adesso quella specie di laboratorio domestico ottiene finalmente un ingresso decente. Attenzione, però: non stiamo parlando di una corsia preferenziale per riempire lo store di esperimenti. Google precisa che queste app resteranno sicure, private e separate dal catalogo pubblico.
Per lanciarle basta un normale account Google, senza account sviluppatore o moduli da riempire. In arrivo c’è anche la possibilità di condividere la propria creazione con un gruppetto selezionato di persone, giusto per far provare il giocattolo agli amici senza trasformarlo in un prodotto.
Come diventare sviluppatori veri
Dietro la comodità c’è anche una strategia. Big G presenta la novità come una rampa di accesso per sviluppatori alle prime armi. L’idea è che si parte dall’app buttata giù per divertimento, e se ci su accorge che funziona e si vuole mostrarla al mondo, Google Play accompagna verso un account da sviluppatore professionista.
A quel punto si finisce sotto le stesse revisioni di Trust & Safety e gli stessi standard di qualità degli altri. Lo dice Sam Bright, vicepresidente e general manager di Google Play, nell’annuncio. Insomma, il parco giochi è libero, ma per salire sul palco ci vuole il badge.