Google Play: verifica dell'età rispettando la privacy

Google Play: verifica dell'età rispettando la privacy

Invece di condividere il documento di identità, Google permette agli sviluppatori di chiedere un intervallo di età al momento del download dell'app.
Google Play: verifica dell'età rispettando la privacy
Invece di condividere il documento di identità, Google permette agli sviluppatori di chiedere un intervallo di età al momento del download dell'app.

Dopo un test preliminare in Brasile, Google ha annunciato che il suo sistema di verifica dell’età verrà esteso agli utenti in Australia e Canada entro metà agosto, mentre a fine anno sarà disponibile in tutto il mondo. Invece della conferma tramite documento di identità, gli sviluppatori delle app potranno chiedere ai genitori di specificare un intervallo di età. È la stessa soluzione scelta da Apple.

Verifica dell’età rispettando la privacy

Circa otto mesi fa, Google aveva sottolineato che la verifica dell’età deve essere effettuata quando l’utente scarica una specifica app, non a livello di store o sistema operativo, come vorrebbe Meta. L’azienda di Mountain View ha implementato la Google Play Age Signals API che garantisce una maggiore privacy rispetto alla condivisione del documento di identità.

Utilizzando l’app Google Family Link, i genitori possono indicare l’intervallo di età dei figli, invece della data di nascita esatta. Gli sviluppatori che usano la suddetta API mostreranno una schermata al momento del download dell’app. I minori avranno così accesso ai contenuti più appropriati alla loro età. Un’opzione dedicata nelle impostazioni dell’app Family Link permette di bloccare la condivisione dell’intervallo.

App Android con richiesta intervallo età

Google evidenzia che questa soluzione offre una maggiore flessibilità agli sviluppatori. Non è necessario chiedere la verifica dell’età per tutte le app. Un’app sul meteo non ha gli stessi rischi per un’app social. Il metodo non è tuttavia infallibile. Gli utenti devono condividere volontariamente i dati relativi all’età e non tutti i genitori si prendono la briga di impostare questa opzione. I minorenni possono anche creare account alternativi e mentire sulla propria età.

Fonte: Google
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Pubblicato il
30 lug 2026
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