Google rende gratuito Blogger Pro

Mossa in controtendenza quella del gigante della ricerca che non ha bisogno dei proventi degli abbonamenti Pro dei blogger ma vuole invece spingere la moltiplicazione dei blog


Roma – Non sono ancora stati annunciati tutti i dettagli ma Google ha annunciato che i servizi a pagamento di Blogger Pro d’ora in poi saranno gratuiti. Si tratta di una operazione pensata per rivitalizzare la piattaforma più diffusa nel mondo dei blog nonché di una mossa commerciale in netta controtendenza rispetto alla moltiplicazione dei servizi a pagamento disponibili su internet.

Quando Blogger diede vita a Blogger Pro, in pratica una serie di servizi premium da pagare a parte rispetto al servizio di base gratuito, lo fece per sostenere economicamente una piattaforma costosa. Dopo aver comprato Blogger , Google ha ora evidentemente deciso che può fare a meno dei 35 dollari di abbonamento richiesti da Blogger Pro, e ha quindi optato per trasformare in gratuiti i servizi premium.

Cio’ è avvenuto in occasione della messa online della nuova release della piattaforma per blog più utilizzata al mondo. La versione free incorpora così ormai gran parte delle caratteristiche tecniche di quella a pagamento. Restano esclusi solo i feed rss e la possibilita di postare via email. Tali opzioni – ha dichiarato Evan Williams, l’inventore di blogger – saranno incluse nei prossimi mesi all’interno della versione gratuita mentre continueranno ad essere disponibili fin da ora per gli utenti della versione Pro.

I blogger che quei 35 dollari hanno pagato possono scegliere se avere una parziale restituzione della somma o, invece, ricevere una delle felpe di Blogger, normalmente vendute a 24 dollari l’una.

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  • Anonimo scrive:
    Re: Bloccatele alla faccia degli utonti!
    a tamerlano, e vacci pianoa me piace avere un web browser e un client ftp in tasca, e soprattutto mi serve! piu` mame e doom per quando aspetto...le foto non vengono certo da concorso, ma vanno benissimo come promemoria o per generare thumbs, non ti dico il divertimento del mobile blogginge con lo sportello chiuso ha i tasti come un telefono old style,io sono molto soddisfatto, imho e non mi sento utonto x questo, vale ogni centesimo di quello che l`ho pagato (tanto;-( )
  • DPY scrive:
    Re: A quando il dispositivo...

    Sospetti male visto che tali dispositivi
    esistono e vengono venduti.
    Il parlamento italiano ne ha installati a
    Montecitorio all'epoca della presidente
    Pivetti.Può essere vero, ma la cosa non è così chiara come pensi. Innanzitutto occorre capire se a Montecitorio sono stati installati dei generatori di disturbi attivi (a mio parere illegittimi) oppure dei semplici sistemi passivi di schermo dei segnali (pienamente legittimi). Ho trovato solo un accenno in un sito, tutt altro che affidabile, che parla di schermatura , ma per l'appunto la cosa è tutto meno che chiara. Tuttavia, per bloccare efficacemente i segnali è necessario inserire sui canali dei segnali molto più forti, il che significa generare un inquinamento elettromagnetico sicuramente superiore a quello prodotto dai ponti e dai mobili stessi. Essendo in parlamento, mi sembra strano che nessun parlamentare di quelli sensibili al problema abbia sollevato questioni.Dovrebbe essere abbastanza facile verificare quale soluzione sia stata adottata, esaminando il modo in cui il mobile va fuori servizio quando entra nell'area coperta dal disservizio , e quindi non è neanche da dire che lo abbiano installato di straforo senza che nessuno sappia come funziona.
    Se la legge riconosce la
    legittimita' del divieto d'uso del cellulare
    in taluni luoghi, allora questi dispositivi
    non possono essere considerati fuori legge.Il ragionamento è errato, come ti spiegherò più avanti. Tuttavia, ammettiamo per un momento che siano legittimi: come qualsiasi apparecchio che usi le frequenze dedicate ai cellulari, deve essere omologato. Ho cercato in rete e ho trovato due ditte che vendono dei sistemi attivi di disturbo: casualmente sono entrambe a San Marino, e nessuna delle due menziona gli estremi dell'omologazione. Solo una delle due scrive nel listino che "Alcuni apparecchi sono destinati esclusivamente all'esportazione oppure richiedono delle specifiche autorizzazioni all'uso", di fatto dicendo che non è detto che tutti i prodotti venduti (disturbatori compresi) siano legalmente utilizzabili qui da noi.Nel contempo, nel caso di Montecitorio rimane aperta l'ipotesi della autorizzazione specifica , che visto che si tratta del Parlamento e che alla fin fine sono anche questioni di sicurezza nazionale, potrebbe anche essere stata concessa. Resta il fatto che per un comune mortale una autorizzazione del genere sarebbe molto più difficile da ottenere.
    Io poi sono dell'idea che dentro casa mia
    dovrei avere il diritto di impedire l'uso
    del cellulare, a patto che cio' funzioni
    solo dentro casa mia e non al di fuori.Hai la scappatoria degli schermi passivi. Ho seri dubbi che un disturbatore attivo verrebbe tollerato, proprio perché la garanzia che tu non vada a disturbare anche delle aree fuori della tua proprietà non esiste. Inoltre, gli apparati di trasmissione devono comunque avere le omologazioni prescritte, non esiste la scusante dell'uso in area confinata . Se pensi alle reti wireless 802.11b, per anni è stato possibile usarle esclusivamente su aree confinate , ma nonostante questo tutti gli apparati dovevano essere omologati e correttamente installati, e c'era comunque una tassa da pagare.
    La differenza sta solo nella possibilita' di
    avere un controllo puntuale del perimetro
    interdetto. Basta regolare la potenza in
    funzione delle proprie necessita' ed il
    gioco e' fattoIl gioco è fatto manco per niente, per avere un controllo preciso dell'area coperta devi avere un sistema con più antenne possibile (e potenza di uscita arbitrariamente bassa), con una sola antenna omnidirezionale copri un'area circolare che potrai rendere più o meno grande, ma della quale non potrai mai cambiare la forma. In ogni caso, la tua è un'idea molto teorica, la pratica è ben diversa, vedi ad esempio la quantità di reti wireless 802.11b di aziende e uffici, che risultano accessibili anche dalla strada sottostante.
    Intanto esiste il concetto di proprieta'
    privata. Ad esempio io posso interdire
    all'interno della mia proprieta' l'uso di
    apparecchi atti a captare le mie
    conversazioni.Sì, ok, puoi impedire l'uso, ma questo impedimento deve essere messo in atto con mezzi leciti, se il mezzo dell'immissione di disturbi non è considerato lecito, non puoi utilizzarlo, anche se fosse il solo possibile. Per questo anche il ragionamento che facevi prima è palesemente errato. Per assurdo, con il tuo modo di pensare potresti anche avere due bodyguard che assestano una rata di manganellate alla persona che si appresta a prendere in mano il cellulare all'interno della tua proprietà, otterresti sicuramente un risultato efficace, peccato che la legge non te lo consenta... :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Peccato che ...
    Io me ne ho costruito una di simile...:-)
  • Anonimo scrive:
    Re: A quando il dispositivo...
    - Scritto da: DPY
    - Scritto da: Funz

    per spegnere i cellu tout court?



    I frequentatori di ristoranti, cinema,
    mezzi

    e luoghi pubblici cellu-free

    ringrazierebbero

    Sospetto che chi rendesse operativo un
    dispositivo del genere potrebbe venire
    accusato di interruzione di pubblico
    servizio. Sospetti male visto che tali dispositivi esistono e vengono venduti.Il parlamento italiano ne ha installati a Montecitorio all'epoca della presidente Pivetti. Se la legge riconosce la legittimita' del divieto d'uso del cellulare in taluni luoghi, allora questi dispositivi non possono essere considerati fuori legge. Io poi sono dell'idea che dentro casa mia dovrei avere il diritto di impedire l'uso del cellulare, a patto che cio' funzioni solo dentro casa mia e non al di fuori.Un conto è mettere delle barriere
    passive che impediscano la ricezione del
    segnale, un conto è immettere dei disturbi
    sulle frequenze radio per impedire il
    corretto funzionamento.La differenza sta solo nella possibilita' di avere un controllo puntuale del perimetro interdetto. Basta regolare la potenza in funzione delle proprie necessita' ed il gioco e' fatto Si
    facciano una o più norme che regolano l'uso
    del cellulare in certi luoghi e prevedono
    espressamente la disattivazione automatica,
    e poi se ne potrà discutere, così è
    semplicemente un arbitrio.Intanto esiste il concetto di proprieta' privata. Ad esempio io posso interdire all'interno della mia proprieta' l'uso di apparecchi atti a captare le mie conversazioni.
  • DPY scrive:
    Re: A quando il dispositivo...
    - Scritto da: Funz
    per spegnere i cellu tout court?

    I frequentatori di ristoranti, cinema, mezzi
    e luoghi pubblici cellu-free
    ringrazierebberoSospetto che chi rendesse operativo un dispositivo del genere potrebbe venire accusato di interruzione di pubblico servizio. Un conto è mettere delle barriere passive che impediscano la ricezione del segnale, un conto è immettere dei disturbi sulle frequenze radio per impedire il corretto funzionamento.Non prendo neanche in considerazione l'idea di qualcosa che spenga fisicamente il mobile, visto che è impossibile farlo (alla faccia di chi ci crede) su tutti i telefoni prodotti fin ora. Se per pura ipotesi anche esistesse qualche telefono vulnerabile e disattivabile dall'esterno, si tratterebbe di un'eccezione e occorrerebbe farlo sempre via segnali radio, emessi da apparecchi che occupano le frequenze riservate, ma non sono omologati né autorizzati a farlo.Non solo, a mio parere è l'idea alla base che è errata: innanzitutto occorre capire se e a che titolo è possibile obbligare i possessori di cellulare a tenerli spenti o silenziati: se ci sono norme precise è un conto, ma non esiste che qualcuno vada a forzare la disattivazione del mobile di un utente, quindi di proprietà dell'utente, solo sulla base di considerazioni quali educazione, buon gusto e via discorrendo. Si facciano una o più norme che regolano l'uso del cellulare in certi luoghi e prevedono espressamente la disattivazione automatica, e poi se ne potrà discutere, così è semplicemente un arbitrio.
  • Anonimo scrive:
    Geniale.
    Si basa sul principio da cui deriva la RFC 3514.
  • Anonimo scrive:
    Re: Peccato che ...
    ... le macchine fotografiche non inviano l'immagine in tempo reale dall'altra parte del monno..
  • Anonimo scrive:
    Re: Peccato che ...
    ma sono stupidi o cosa? e le macchine fotografiche?ne esistono di piu` piccole di un telefono..cos`e` quest`ondata di paranoia?
  • avvelenato scrive:
    Re: Peccato che ...
    credo si intendeva"l'hardware ha da essere abilitato"in pratica compri una cosa sapendo che può non obbedirti arbitrariamente
  • misterspock scrive:
    Peccato che ...
    peccato che il telefono debba essere preventivamente abilitato ... e se uno lo abilita allora vuol dire che è d'accordo a spegnerlo in certi luoghi ... ma se è d'accordo probabilmente già lo fa o per lo meno non lo utilizza in modo improprio ... ergo ... a che serve questo dispositivo? al massimo a consentire ai volenterosi di cui sopra di poter scordare di premere il tasto 'spegnimento'
  • Funz scrive:
    A quando il dispositivo...
    per spegnere i cellu tout court?I frequentatori di ristoranti, cinema, mezzi e luoghi pubblici cellu-free ringrazierebberociao!
  • Anonimo scrive:
    Bloccatele alla faccia degli utonti!
    Di certo se ho bisogno di scattare foto digitali non butto via i soldi per un gsm con fotocamera con tristissima risoluzione e qualità.Piuttosto risparmio i soldi e compro un GSM che sappia fare il suo mestiere decentemente: telefonare.E con la differenza posso comprare una compattissima ed economica fotocamera digitale da 2Mpixel con una risoluzione sufficiente (1600x1200) a stampare foto in formato standard 10x15 con qualità fotografica (300dpi), altro che fotofonino...ROTFL!Dirò di più: quando scelgo un telefonino , quelli con i gadget come la fotocamera li evito come la peste, che le blocchino pure quando vogliono, la cosa mi farebbe godere come un riccio, alla faccia degli utonti che abboccano ancora a certe "stronzate" commerciali....Chissà che non possa servire da lezione...Tamerlano
  • avvelenato scrive:
    le foto illegali
    è giusto tutelare la praivasi specie in luoghi protetti da segreti industriali - fabbriche - o dove ci sono le persone ignude, ma spero nel buonsenso dei legislatori, perché ci vuole poco per passare dal divieto di fotofonino di qui e di lì al divieto tout-cort di ogni foto.avve senza fotofonino (ma che semmai dovesse prendersi una fotocamera digitale, se la porterebbe spesso appresso.)
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