Google, sicurezza e scivoloni

Mountain View offre nuove opportunità per mettere in sicurezza le comunicazioni in rete, mentre gli ingegneri propongono misure estreme e radicali a sostegno di HTTPS. Il management dei piani alti, invece, scodella consigli fallaci

Roma – Google pubblica un aggiornamento sul progetto End-to-End , l’estensione per le comunicazioni sicure su Gmail (cifrate e “illeggibili” da terzi dal momento dell’invio fino a quello della lettura da parte del destinatario) presentata lo scorso giugno e che ora prova a estendere il proprio raggio di influenza con una release open source su GitHub.

Il tool End-to-End è al momento un’estensione esclusiva per il browser Chrome, con Google che ha evidentemente deciso di pubblicare il codice sorgente del software su GitHub affinché anche gli altri produttori di browser Web possano farne uso trasformandolo in un vero e proprio standard per le comunicazioni sicure in rete.

Anche con la pubblicazione dei sorgenti, ad ogni modo, per Google End-to-End continua a essere un progetto in stato di “alpha” e non potrà (ancora) essere distribuito come un prodotto finito sullo store di contenuti Play.

Un’altra novità pensata per rafforzare la sicurezza di Gmail è il supporto alla tecnologia Content Security Policy (CSP), un sistema che dovrebbe impedire l’esecuzione di estensioni malevole quando l’utente accede alla webmail di Google da computer desktop.

Fin qui si parla di soluzioni concrete per migliorare la sicurezza delle comunicazioni online, ma anche per eventuali pratiche di lungo respiro agli ingegneri di Google non manca certo l’iniziativa: il team del progetto Chromium (base del browser semi-proprietario Chrome) propone di radicalizzare gli atteggiamenti adottati fin qui dalla Grande G e marcare tutte le comunicazioni HTTP , quindi prive di protezioni crittografiche come nel caso di HTTPS, come intrinsecamente insicure.

Un’altra soluzione per la sicurezza online, questa volta proveniente dal presidente esecutivo Eric Schmidt in persona, e fonte di grande imbarazzo per gli stessi ingegneri di Google, è di usare la modalità “incognito” di Chrome per difendersi dallo spionaggio digitale di NSA. Proposta, neanche a dirlo, vacua e assolutamente illusoria .

Alfonso Maruccia

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  • capitan farlocl scrive:
    se non emettono troppe radiazioni
    io le comprerei se non mi friggono i neuroni(quei pochi che mi rimangono)mettersi un accrocco elettrico sopra la testa e un pochino rischioso perle radiazioni elettromagnetiche, pero mi sarebbe utilissimo per giocare a poker, farei come phil ivey, con le unghie segno le carte e con gli occhiali poi le riconosco dal dorso..ehehe
  • ... scrive:
    Belli!
    Che fotta Sony. Oggi ha ritirato il film (che comunque doveva essere una cretinata) per paura degli hacker... oltre che una compagnia di criminali, sono pure una compagnia di codardi...
  • Giuseppe Rossi scrive:
    La realtà
    La realtà fa già abbastanza schifo in Italia senza bisogno di aumentarla...Per ora abbiamo la disonestà aumentata!Pensate inquadrando i politici con questi occhiali potremo vedere il loro costo in tangenti e regali senza bisogno di chiederlo.E così via ogni inquadratura il prezzo delle persone, pensate a quante sorprese!La tariffa di ognuno che appare come un fumetto nell'inquadratura, wow questa sarebbe una comodità.
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