Grafene fritto per super-batterie

I ricercatori si inventano una "frittura di grafene" in grado di migliorare sensibilmente le capacità degli accumulatori energetici. Ora tutto sta nell'inventarsi un modo per applicare la ricerca ai processi industriali

Roma – Alle mirabolanti qualità del grafene , materiale monoatomico al carbonio tra i più sperimentati al mondo ma ancora con zero applicazioni commerciali, occorre ora aggiungere quella di “potenziare” le batterie dopo un bel bagnetto caldo attraverso un processo molto simile alla frittura nell’olio bollente.

La notizia arriva dalla Corea del Sud , dove i ricercatori hanno fatto passare una sospensione acquosa di ossido di grafene attraverso un beccuccio ultrasonico , “spruzzando” la soluzione verso il basso in un miscuglio di solvente organico e acido ascorbico riscaldato a 160 gradi centigradi.

Il processo a cui è sottoposto il grafene

Il processo rassomiglia all’immersione nell’olio bollente, dicono i ricercatori, con i fiocchi di ossido di grafene che vanno a formare uno strato di grafene vero e proprio che poi si contrae su se stesso. Il risultato finale sono una serie di “nanofogli” di grafene, simili a pon-pon e delle dimensioni di 5 nanometri.

Applicando i ponpon agli elettrodi di una batteria, si ottiene una capacità superiore anche in confronto ai fogli di grafene “ordinari”. Il tutto, bene inteso, vale negli ambienti asettici di un laboratorio ed è ancora ben lontano dai processi produttivi in serie adottati dall’industria.

Alfonso Maruccia

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  • Davdi Fabri scrive:
    strumenti & soluzioni in Italia
    http://www.openmunicipio.ithttp://www.openappalti.itI progetti sono sviluppati secondo le logiche del software libero, i costi di manutenzione sono irrisori commisurati ai risultati che si potrebbero ottenere.La trasparenza è un bisogno civico che parte dal basso bisogna comunque alzare la voce perchè i nostri politici capiscano l'urgenza, siamo stanchi di parole vogliamo fatti.
  • Anonimo scrive:
    Open Data
    Come mai i commenti anonimi non li cancellate e i commenti di persone CHE SI FIRMANO vengono eliminati?E' così che funziona in questo forum?Non mi sembra un comportamento molto trasparente.
  • Orlando Marullo scrive:
    Open data
    Circa 1 anno fa è stata indetta dal comune di Milano una challenge con montepremi di 20.000 per la realizzazione di progetti che faXXXXX uso degli open data -
    http://app4mi.challengepost.com/Io ero uno dei partecipanti che ha richiesto a gran voce la pubblicazione dei dati in tempo reale dei mezzi pubblici (come i ritardi dei mezzi, le bici disponibili negli stalli, ect)Premesso che questi dati esistono perchè il comune ne fa uso in diverse applicazioni.Purtroppo il comune e gli organizzatori di App4Mi non hanno mai risposto al mio appello e il concorso si è concluso.Risultato ? Sono disponibili solo gli open data "facili" da reperire.Non esiste un modo per richiederli e quelli che ci sono incompleti o da rielaborare.Creatività, volontà , voglia di mettersi in gioco non bastano dietro questi meccanismi.Ciao!B. giornata a tutti.
  • omegna scrive:
    paese di perdenti
    L'open data è l'esatto opposto di quello che le nostre amministrazioni incapaci e corrotte vogliono.Perciò sarà realizzato a babbo morto, i dati non saranno aggiornati, per accedervi bisognerà fare una trafila che scoraggerà il 90 percento delle persone e altre furbate assortite saranno studiate per scoraggiare il rimanente 10 percento.Siamo nel paese della moda.Il paese dove la facciata è più importante del contenuto, quando c'è.Il paese dell'irresponsabilità di chi governa, i cui errori vengono pagati con i soldi pubblici.Il paese dove il cittadino non ha nessun vero potere sulle amministrazioni.Il paese dove l'expo è pronto all'80 percento, nascondendo quel grosso X percento di cose annullate o rimandate.Il paese dove si intitolano strade ai politici (da aprte di altri politici) che hanno contribuito ad affossarlo.Il paese dove per risollevrsi si fa entrare manodopera despecializzata a milioni, non si investe in ricerca e si fanno emigrare i più capaci.Il paese dei perdenti...
  • ... scrive:
    Quello che non si dice...
    ...è che il concetto degli open data è bello a parole, ma comunque non semplice.Mi spiego meglio, pur essendo a favore di una maggiore apertura la pubblicazione di un dato ha diversi problemi oggettivi: tempi/costi, accuratezza, confrontabilità. Ad oggi a quanto ci dicono i numeri...il gioco probabilmente non vale la candela!
    • Uno qualunque scrive:
      Re: Quello che non si dice...
      - Scritto da: ...
      ...è che il concetto degli open data è bello a
      parole, ma comunque non semplice.Diversi stati lo fanno, evidentemente questi problemi non sono insormontabili.
      Mi spiego meglio, pur essendo a favore di una
      maggiore apertura la pubblicazione di un dato ha
      diversi problemi oggettivi: tempi/costi,
      accuratezza, confrontabilità.
      A d oggi a quanto ci dicono i numeri...il gioco
      probabilmente non vale la candela!Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...
      • ... scrive:
        Re: Quello che non si dice...
        - Scritto da: Uno qualunque
        Diversi stati lo fanno, evidentemente questi
        problemi non sono
        insormontabili....
        Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...a leggere l'articolo che stiamo commentando, non pare che sia così fluida la situazione nemmeno nei "diversi stati": a parte qualche sporadico esempio su singoli dati, citato e stracitato ad ogni convegno, non vedo ancora un approccio organico anzi...ma se hai modo di confutare le tue parole con riferimenti meno generici, sappi che siamo moooolto curiosi!
        • Uno qualunque scrive:
          Re: Quello che non si dice...
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: Uno qualunque


          Diversi stati lo fanno, evidentemente questi

          problemi non sono

          insormontabili.
          ...

          Quali numeri e perchè ? Racconta racconta...

          a leggere l'articolo che stiamo commentando, non
          pare che sia così fluida la situazione nemmeno
          nei "diversi stati": a parte qualche sporadico
          esempio su singoli dati, citato e stracitato ad
          ogni convegno, non vedo ancora un approccio
          organico
          anzi...
          ma se hai modo di confutare le tue parole con
          riferimenti meno generici, sappi che siamo
          moooolto curiosi!Negli usa moltissimi dati sono pubblici e pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai costi delle campagne presidenziali ai dati dei cittadini (in formato anonimo).
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: Uno qualunque

            Negli usa moltissimi dati sono pubblici e
            pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai
            costi delle campagne presidenziali ai dati dei
            cittadini (in formato
            anonimo).scusa qualcosa di meno generico? i dati delle spese elettorali vengono pubblicati anche in italia negli albi pretorie cosa intendi "ai dati dei cittadini"?
          • Uno qualunque scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Uno qualunque



            Negli usa moltissimi dati sono pubblici e

            pubblicati nei siti istituzionali, perfino dai

            costi delle campagne presidenziali ai dati dei

            cittadini (in formato

            anonimo).

            scusa qualcosa di meno generico? i dati delle
            spese elettorali vengono pubblicati anche in
            italia negli albi
            pretori
            e cosa intendi "ai dati dei cittadini"?http://www.data.gov/
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            circa 130 mila dataset.più o meno i dati di una media azienda italiano, diciamo nell'ordine del migliaio di dipendenti con fatturato sotto i 100 milioni di euro.non male, ma da qui ad aprire tutti i dati perché sono dei cittadini ce ne passa.
          • Uno qualunque scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            circa 130 mila dataset.
            più o meno i dati di una media azienda italiano,
            diciamo nell'ordine del migliaio di dipendenti
            con fatturato sotto i 100 milioni di euro.

            non male, ma da qui ad aprire tutti i dati perché
            sono dei cittadini ce ne passa.Dove avrei scritto di aver scoperto la perfezione fatta open data ?
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: Uno qualunque

            Dove avrei scritto di aver scoperto la perfezione
            fatta open data
            ?guarda che il mio primo post argomenta proprio sul fatto che gli open data sono ben lontani dalla perfezione, perché sembrano più un ideale da raggiungere che un concreto obiettivo.mi stai dando solo ragione.
          • Uno qualunque scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: Uno qualunque



            Dove avrei scritto di aver scoperto la
            perfezione

            fatta open data

            ?

            guarda che il mio primo post argomenta proprio
            sul fatto che gli open data sono ben lontani
            dalla perfezione, perché sembrano più un ideale
            da raggiungere che un concreto
            obiettivo.
            mi stai dando solo ragione.Mica volevo darti torto... Dico solo che la situa è perfettibile e avere dati ordinati sul lungo costa meno che averli disordinati.
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            dipende sempre se il gioco vale la candela.aziende private hanno sperperato fior di quattrini per organizzare bene i dati sbagliati. figurati appoggiarsi ad un paradigma del "tutto, tanto sono nostri (e sono pure gratis)"
    • mcmcmcmcmc scrive:
      Re: Quello che non si dice...
      - Scritto da: ...
      ...è che il concetto degli open data è bello a
      parole, ma comunque non
      semplice.
      Mi spiego meglio, pur essendo a favore di una
      maggiore apertura la pubblicazione di un dato ha
      diversi problemi oggettivi: tempi/costi,
      accuratezza, confrontabilità.
      A
      d oggi a quanto ci dicono i numeri...il gioco
      probabilmente non vale la
      candela!senza entrare in dettagli, è ragionevole dire che i dati devono essere open in quanto di nostra porprietà. I dati generati dalla pubblica amministrazione, dallo stato in genere, sono generati con i soldi dei cittadini. Il cittadino deve poter disporre dei dati.
      • ... scrive:
        Re: Quello che non si dice...
        - Scritto da: mcmcmcmcmc

        senza entrare in dettagli, è ragionevole dire che
        i dati devono essere open in quanto di nostra
        porprietà. I dati generati dalla pubblica
        amministrazione, dallo stato in genere, sono
        generati con i soldi dei cittadini. Il cittadino
        deve poter disporre dei
        dati.concordo, ma la gestione dei dati ha un costo e delle difficoltà che non possono essere trascurate.provo a metterla così: anche la rete telecom era pubblica, mai nessuno si è sognato però di offrirla gratuitamente. eppure c'era, era "generata" con i soldi dei cittadini...non voglio certo smorzare gli entusiasmi su un tema a me caro quale la trasparenza, ma forse dobbiamo metterci nell'ordine di idee che la cosa non è banale come alcuni santoni vogliono farci credere.tornando su un altro esempio, anche le aziende hanno i dati di loro proprietà e spendono fior di quattrini per organizzarli, gestirli, renderli analizzabili. e lo fanno avendo un obiettivo più o meno chiaro, e nessuno di sogna di gestire tutti i dati ma si soffermato sono su quelli che servono...perchè costa gestire i dati! è un paradigma ben diverso dall'open data che pretende di aprire indiscriminatamente tutto.
        • ... scrive:
          Re: Quello che non si dice...
          scusate l'italiano ma scrivo in mezzo ad altre attività ;)
        • mcmcmcmcmc scrive:
          Re: Quello che non si dice...
          mai sentito nessun santone dire che sia facile. Chi ama gli open data dice che lo sforzo è fattibile. Dice anche che non si può fare tutto subito. Dice che si deve partire da ciò che riesce a creare valore più velocemente.Un semplice caso è il nuovo sito dei soldi pubblici. Ancora non fornisce dati aperti strutturati ma solo una loro visualizzazione. In futuro si dice che si esporranno anche i dati (open data). Nel mentre c'è già chi, in una giornata di lavoro, ha utilizzato il suddetto sito ed è riuscito ad esporre i dati in formato aperto. In questo caso il lavoro non era complesso. I dati ci sono. Sono già stati strutturati. Perchè mai non renderli subito aperti?L'organizzare i dati dovrebbe essere la base, a prescindere dalla loro apertura. Costa organizzarli? Pensa un po' quanto costa non organizzarli!
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            Ok, su quasi tutto (sui santoni stavo provocando, ma certi atteggiamenti faciloni ahimè li ho riscontrati eccome).Forse solo il finale da slogan mi risulta tirato. I dati organizzati costano, ma non è assolutamente detto che quelli non organizzati costino di più. Un esempio: avere l'informazione strutturata e organizzata di quanto tu ed io ci laviamo i denti. Sarebbe relarivamente semplice, avrebbe un costo (tempo o anche solo fastidio) limitato, ma pur sempre superiore al non farlo!Scusa se banalizzo con un esempio tanto cretino, ma occupandomi per lavoro di dati (in azienda privata) ne conosco il valore e ahimè anche i costi.
          • mcmcmcmcmc scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...

            Scusa se banalizzo con un esempio tanto cretino,
            ma occupandomi per lavoro di dati (in azienda
            privata) ne conosco il valore e ahimè anche i
            costi.concordo. Non è che si deve strutturare l'asciugatura da piatti. Ma dati già in uso costano di più se non strutturati e organizzati, in genere. Quante volte quando hai a che fare con la pubblica amministrazione devi presentare sempre gli stessi dati che sono già in possesso della pubblica amministrazione stessa? Costo per il cittadino, costo per la gestione replicata dei dati.Tornando ai dati aperti. Nella raccolta dei nuovi dati, già che li raccogli, sforzati di renderli open. Con criterio.
          • Prozac scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: mcmcmcmcmc
            mai sentito nessun santone dire che sia facile.
            Chi ama gli open data dice che lo sforzo è
            fattibile. Dice anche che non si può fare tutto
            subito. Dice che si deve partire da ciò che
            riesce a creare valore più
            velocemente.
            Un semplice caso è il nuovo sito dei soldi
            pubblici. Ancora non fornisce dati aperti
            strutturati ma solo una loro visualizzazione. In
            futuro si dice che si esporranno anche i dati
            (open data). Nel mentre c'è già chi, in una
            giornata di lavoro, ha utilizzato il suddetto
            sito ed è riuscito ad esporre i dati in formato
            aperto. In questo caso il lavoro non era
            complesso. I dati ci sono. Sono già stati
            strutturati. Perchè mai non renderli subito
            aperti?

            L'organizzare i dati dovrebbe essere la base, a
            prescindere dalla loro apertura. Costa
            organizzarli? Pensa un po' quanto costa non
            organizzarli!Se vado sul sito di cui parli, trovo due file da scaricare. Sono documenti zip che contengono fogli csv. Trovi sia le tabelle che compongono la struttura anagrafica che quelle che compongono i pagamenti (mensili) aggiornati settimanalmente.
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: mcmcmcmcmc

            bene. Ora ci sono (non li ho ancora visti). Ma il
            sito è partito senza. Ed è arrivato prima una
            singola persona su github che il sito originale,
            con questi
            dati.ecco, ora sarebbe interessante sapere quanto è costato tutto questo.perché è tutto fuorché gratis (mi state facendo fare l'avvocato del diavolo eh!)
          • mcmcmcmcmc scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: mcmcmcmcmc



            bene. Ora ci sono (non li ho ancora visti).
            Ma
            il

            sito è partito senza. Ed è arrivato prima una

            singola persona su github che il sito
            originale,

            con questi

            dati.

            ecco, ora sarebbe interessante sapere quanto è
            costato tutto
            questo.
            perché è tutto fuorché gratis (mi state facendo
            fare l'avvocato del diavolo
            eh!)ma secondo te, in rapporto alla raccolta dei dati, alla creazione del sito, al fatto che i dati erano già scaricabili da altro portale della pubblica amministarzione (da utenti accreditati), quanto sarà mai costato mettere un paio di links a files da scaricare? Molto poco, in questo caso.In altri casi costerebbe di più? Probabile. Ma bisogna farlo. Una volta pagato lo scotto iniziale il più è fatto.
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            in un mondo fermo si.in un mondo in movimento, lo sforzo (e il costo)dovrebbe essere costante. farlo in maniera scriteriata non ha speranze.
          • mcmcmcmcmc scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            in un mondo fermo si.
            in un mondo in movimento, lo sforzo (e il
            costo)dovrebbe essere costante. farlo in maniera
            scriteriata non ha
            speranze.esattamente. Il problema sta proprio nel criterio. Non bisogna essere estremisti. Ma ce la si può fare.
          • Prozac scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: mcmcmcmcmc
            bene. Ora ci sono (non li ho ancora visti). Ma il
            sito è partito senza. Ed è arrivato prima una
            singola persona su github che il sito originale,
            con questi
            dati.Mi linki il progetto?Io su GitHub trovo solo degli script che interrogano il DB di soldipubblici... Chi utilizzando python, chi utilizzando curl, chi utilizzando php.Comunque, il sito è stato messo online il 22 dicembre (mi sembra). Il 2 gennaio c'era già la pagina che permetteva di scaricare i "db".Non mi sembra un esempio di lavoro fatto male... Anzi!!! Fossero tutti così...
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            vero, bel sito.ma sui dati presentati, son davvero poca cosa. sono aggregati per voci di spesa spesso criptiche, non essendoci il dettaglio viene difficile capire se sono comparabili o meno. e questo è un esempio tra i più riusciti...
          • Prozac scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            - Scritto da: ...
            vero, bel sito.
            ma sui dati presentati, son davvero poca cosa.
            sono aggregati per voci di spesa spesso
            criptiche, non essendoci il dettaglio viene
            difficile capire se sono comparabili o meno.


            e questo è un esempio tra i più riusciti...Beh dai, adesso so quanto spendono in stipendi comunali :D
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            forse è una delle poche spese direttamente comparabili, e dice comunque poco (quanti sono i dipendenti? quali sono qualitativamente i risultati? ...)
          • ... scrive:
            Re: Quello che non si dice...
            senza contare il fatto che, questi dati, son sempre stati pubblici (i bilanci degli enti lo sono) e, anche se in maniera meno immediata, reperibili.
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