L'ipotesi Green Pass 2.0 per evitare un lockdown selettivo?

Green Pass 2.0 per evitare un lockdown selettivo?

Niente più rilascio del documento con il tampone, che potrà comunque tornare utile per recarsi sul posto di lavoro: è una delle ipotesi al vaglio.
Niente più rilascio del documento con il tampone, che potrà comunque tornare utile per recarsi sul posto di lavoro: è una delle ipotesi al vaglio.

Un Green Pass in versione 2.0, così lo potremmo definire. È l’ipotesi al vaglio, per scongiurare il rischio di trascorrere un altro inverno con l’incubo della pandemia e continuare a sostenere la campagna vaccinale, spingendo la somministrazione della terza dose laddove possibile. Nulla di ufficiale al momento, solo le indiscrezioni riportate e rilanciate da alcuni colleghi della stampa nostrana, che però in più occasioni in passato si sono rivelate efficaci nell’anticipare le novità in arrivo sul fronte della certificazione.

Il tampone per lavorare, ma niente più Green Pass

Così come tutte le decisioni prese sul tema fino a questo momento, non mancherebbe di sollevare un coro di proteste da parte di chi interpreta le restrizioni anti-COVID come una violazione alle proprie libertà individuali e non in qualità di una misura atta a tutelare la collettività. Come funzionerebbe?

Il Green Pass così come lo conosciamo oggi verrebbe rilasciato solo a coloro che si sono sottoposti al vaccino completando il ciclo (con validità presumibilmente ridotta da dodici a nove mesi) e ai guariti, consentendo agli intestatari anche l’accesso ad attività come ristoranti, stadi, cinema, teatri e laddove è richiesto il documento. Chi ne è sprovvisto potrà comunque invece continuare a recarsi sul posto di lavoro esibendo l’esito negativo di un tampone effettuato nelle ultime 48 ore, ma senza più ricevere alcun codice QR.

Una stretta di questo tipo ricalcherebbe almeno in parte la linea dura dell’Austria, che da qualche giorno ha imposto un lockdown selettivo ai non immunizzati, permettendo loro solo di uscire per svolgere la propria professione, per fare la spesa oppure per un’emergenza riguardante la salute. A gettare acqua sul fuoco è però Andrea Costa, Sottosegretario al Ministero della Salute, affermando che non c’è la volontà di una modifica.

Sarà decisiva la giornata di venerdì, quando la valutazione dell’indice Rt offrirà una fotografia precisa dell’evoluzione della crisi sanitaria nel nostro paese, fornendo nuovi elementi utili a capire se siano necessari o meno ulteriori restrizioni.

Intanto, nella giornata di ieri (lunedì 15 novembre), i Green Pass emessi dalla Piattaforma Nazionale sono stati 980.832, quasi tutti con tampone (888.168).

Fonte: Open
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Pubblicato il 16 nov 2021
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