Green Pass col tampone: durerà solo 24 ore?

Green Pass col tampone: durerà solo 24 ore?

Al vaglio diverse ipotesi, tutte con l'obiettivo di spingere ulteriormente la campagna vaccinale e scongiurare i rischi connessi alla quarta ondata.
Al vaglio diverse ipotesi, tutte con l'obiettivo di spingere ulteriormente la campagna vaccinale e scongiurare i rischi connessi alla quarta ondata.

Chi sperava in un allentamento delle restrizioni anti-COVID con il passaggio all'anno nuovo o addirittura prima, rimarrà deluso: con la quarta ondata avvertita in modo allarmante in buona parte d'Europa (l'Austria ha disposto un lockdown per i non vaccinati) e con i contagi che hanno ripreso a far registrare un trend crescente anche in Italia, gli addetti ai lavori stanno valutando come muoversi in modo da mantenere la situazione sotto controllo e non gettare al vento quanto fatto finora. Circola l'ipotesi di una radicale revisione relativa alla durata del Green Pass, con validità ridotta anzitutto per chi si sottopone ai tamponi.

Tutte le novità al vaglio per la durata del Green Pass

Al vaglio la possibilità di ridurre a 24 ore quella del documento rilasciato in seguito all'esecuzione di un test rapido, mantenendola invece a 48 ore nel caso di un molecolare. In questo modo, si andrebbe a contenere la circolazione del virus legata ai cosiddetti falsi negativi, ovvero coloro che, pur essendo portatori e potenziali veicoli dell'agente patogeno, ottengono la certificazione poiché l'esito non rileva la presenza della carica virale. Non fatichiamo a immaginare come un'eventuale ufficializzazione sia destinata a sollevare un coro di proteste e dissenso, anche alla luce di quanto avvenuto nelle ultime settimane.

Si discute inoltre se sia il caso o meno di emettere il Green Pass solo in favore di chi si è sottoposto al vaccino e di coloro che certificano la propria guarigione da COVID-19, escludendo del tutto l'impiego dei tamponi. Ricordiamo che da un mese circa, ogni giorno, centinaia di migliaia di italiani scelgono questa strada per disporre del certificato necessario tra le altre cose per accedere ai luoghi di lavoro.

Altro nodo da sciogliere: c'è chi sostiene sia il caso di ridurre la durata anche per i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale, riportandola a nove mesi dai dodici attuali, di fatto tornando a quanto avveniva un paio di mesi fa. Così facendo, si spingerebbe una parte della popolazione a prenotare l'appuntamento con la terza dose in tempi brevi.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Link copiato negli appunti