Hacko ergo sum

Hacko ergo sum

In Guatemala un hacker attacca un sito governativo perché offeso da un articolo apparso sul principale quotidiano del paese, secondo cui in Guatemala non ci sono hackers
In Guatemala un hacker attacca un sito governativo perché offeso da un articolo apparso sul principale quotidiano del paese, secondo cui in Guatemala non ci sono hackers


Guatemala – “Nego quanto è stato scritto, non per far del male a qualcuno o guadagnarci qualcosa, ma semplicemente per chiarire che ci sono persone molto in gamba nel nostro paese”: così in una email si è “confessato” l’hacker guatemalteco che ha colpito un sito di Stato per contraddire quanto affermato dal principale quotidiano del paese, cioè che in Guatemala di hackers non ce n’è neanche l’ombra.

Firmandosi come “Hack”, l’ignoto aggressore informatico ha colpito il sito delle Finanze guatemalteche costringendo i gestori a tirare giù il sistema per molte ore. Pare che al ministero si siano accorti dell’aggressione solo dopo un certo tempo, dopo aver visto che lo slogan in home page “Servizio e attenzione nella trasparenza” era diventato “Servizio e attenzione senza trasparenza”. Sul sito, Hack aveva anche lasciato un altro messaggio: “Dovremmo avere fiducia nei nostri figli, nella nostra gente e nel nostro paese”.

Stando ai gestori del sito, comunque, non sono stati colpiti dati sensibili o “interni” in quanto l’attacco dal sapore “patriottico” si è limitato a modificare alcune pagine del portale.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
7 set 2000
Link copiato negli appunti