HarmonyOS non sostituirà Android (o forse sì)

L'annuncio di HarmonyOS conferma in via definitiva l'esistenza del progetto, ma solleva al tempo stesso alcuni quesiti sulla sua natura e finalità.
L'annuncio di HarmonyOS conferma in via definitiva l'esistenza del progetto, ma solleva al tempo stesso alcuni quesiti sulla sua natura e finalità.

Ora che le carte sono state scoperte proviamo a immaginare se e in che modo l’arrivo di HarmonyOS, il nuovo sistema operativo di Huawei, cambierà la strategia del gruppo cinese e di conseguenza gli equilibri del mercato hi-tech, ricordando che nel segmento smartphone detiene la seconda quota di market share più grande per numero unità distribuite. Anzitutto: a quali dispositivi è destinata la piattaforma? Su questo punto il comunicato che abbiamo ricevuto in redazione e le informazioni che giungono dalla Developer Conference di Dongguan non sembrano fare del tutto chiarezza.

HarmonyOS al posto di Android?

È lecito porsi la domanda: HarmonyOS sostituirà Android? Un quesito legittimo anche alla luce di quanto più volte riportato negli ultimi mesi, con la mannaia del ban USA pronta a calare sul capo del gruppo cinese (il termine ultimo per l’entrata in vigore è fissato nel 19 agosto) e con l’eventuale interruzione dei rapporti con Google che potrebbe mettere in difficoltà il produttore nel rilascio degli aggiornamenti così come nell’integrazione di Play Store o dei Play Services sui nuovi dispositivi. A tal proposito è doveroso ribadire come Huawei abbia più volte sottolineato che non cambierà nulla anche dopo tale data, rassicurando i clienti già acquisiti e quelli potenziali di un supporto che proseguirà senza ripercussioni.

Il comunicato a cui facciamo riferimento parla di “smartwatch, smart screen, sistemi in-vehicle e smart speaker” come prodotti destinatari della piattaforma. Non vengono dunque citati direttamente gli smartphone, anche se si legge a chiare lettere come la finalità sia quella di portarla su “tutti i dispositivi e in ogni scenario”. Possiamo dunque immaginare che almeno inizialmente la tecnologia fungerà da base software per indossabili, display e altoparlanti delle smart home, televisori (Honor ha appena annunciato il suo ingresso nel territorio TV) e dashboard di infotainment a bordo dei veicoli. Più avanti non è da escludere un ampliamento del raggio d’azione arrivando a interessare l’ecosistema mobile.

HarmonyOS annunciato alla Huawei Developer Conference

Una visione di questo tipo può rivelarsi lungimirante, per due motivi. Anzitutto l’esordio di form factor ibridi e in costante evoluzione (pensiamo ai pieghevoli, ma anche ai phablet o agli smart display che di fatto sono dei tablet con un comparto audio migliorato) è andato sempre più assottigliando il divario che fino a qualche tempo fa separava in modo netto i segmenti di mercato relativi a smartphone, tablet, laptop, lettori multimediali e così via. Ad ogni modo, un post condiviso poco fa dal profilo ufficiale Twitter della società e relativo proprio ad HarmonyOS mostra chiaramente la sagoma di un telefono, con tanto di notch nella parte superiore dello schermo.

Poi, iniziando a chiamare a sé gli sviluppatori offrendo loro strumenti necessari per la realizzazione di codice e applicazioni cross-platform, Huawei si garantirebbe la possibilità di contare su un supporto già acquisito nel caso in cui un giorno dovesse decidere di abbandonare (forzatamente o meno) la partnership con Google per puntare tutto sulla propria alternativa, destinandola anche agli smartphone. Con tutta probabilità, se questa è la strada che il gruppo intende percorrere con HarmonyOS, si tratterà di un percorso graduale. A questo proposito segnaliamo le indiscrezioni che stanno circolando in merito al possibile arrivo di due edizioni di Mate 30 Lite, una con Android e l’altra basata sulla nuova piattaforma.

HongMengOS in Cina, HarmonyOS nel mondo

Il sistema operativo sembra destinato ad essere chiamato HongmengOS in Cina. HarmonyOS sarebbe dunque il nome scelto per il mercato internazionale, al posto dell’appellativo ArkOS più volte citato dai rumor negli ultimi mesi.

L’annuncio di oggi non giunge in ogni caso come una sorpresa: di recente il CEO Ren Zhengfei ha affermato che il nuovo S.O. di Huawei è già “più veloce” di Android, confermando di fatto l’esistenza del progetto e l’avanzato stato di preparazione. Il suo arrivo ci è stato suggerito di recente anche da Pier Giorgio Furcas (Deputy General Manager Huawei CBG Italia), in occasione dell’incontro con la stampa nostrana andato in scena a inizio luglio per il lancio di Mate 20X 5G.

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