Hosting gratuito? Lavoro buttato

Lo sostiene un lettore che non ha più possibilità di rimettere in piedi un sito che era ospitato da un servizio gratuito. Ma è un problema molto diffuso

Roma – Salve, per sfogarmi scrivo a Punto Informatico, visto che lo “sfogo alla tua creatività” che promette XOOM.it sulla sua homepage, nel rettangolino che promuove la sua offerta di spazio web gratuito e illimitato, è una chimera.

Sono il webmaster di un sito (attualmente raggiungibile su http://razza.org/ephestione/ ) che fino a qualche tempo fa era presente come mirror anche sui server di XOOM; il sito è nato come un “deployment” di guide e tutorial scritti dal sottoscritto, programmi freeware, e collezioni di immagini.

I vari trasferimenti di hosting, inaugurati con la riduzione a 50MB dello spazio offerto da Digiland, hanno sempre influito negativamente sulla indicizzazione e sui piazzamenti del sito stesso su Google, ma i visitatori giornalieri tornavano regolarmente ad una valore medio-alto quando tutto si stabilizzava, e mi ero abituato a vedere una quota di circa 100 utenti come un buon risultato; questo, fino a quando e un miglior piazzamento generale su Google, e anche l’aggiunta di alcune guide che gli utenti sembravano trovare molto interessanti, non mi hanno fatto raggiungere una media di visitatori giornaliera sopra le 300 unità.

Ampliamenti del sito avevano visto in particolare l’aggiunta di una sezione nutrita di video comici, molto frequentata, e meta di numerosi download che, ammetto, generavano la maggior parte di “carico” sul sito; per dare una stima approssimativa, il 5% delle persone generava il 95% del traffico (ma “in fondo XOOM dà spazio illimitato, cosa importa, non sto infrangendo nessun copyright, si tratta di materiale liberamente disponibile”).

Avevo fatto in modo che il mirror presente sull’attuale unico server funzionante fosse quello principale, in virtù della assenza di banner ma, come confermato dalla mia esperienza con Google, questo motore di ricerca a volte è bizzarro, e nonostante, nel periodo dei 300 e più visitatori unici, quasi tutte le visite fossero concentrate su quest’ultimo, dopo un certo tempo il mirror di XOOM prese il suo posto nei risultati di ricerca, e con un “ranking” (il metro di “valore” che Google assegna ad ogni pagina web, e col quale sono stabiliti i piazzamenti) anche maggiore: infatti subito dopo che questo sucesse, e per 4 giorni, ebbi la piacevolissima sorpresa (e vi assicuro fonte di enorme motivazione a continuare il lavoro) di contare circa 550 visitatori unici giornalieri.

Per 4 giorni. Perché, vi chiederete? Perché al quarto giorno (il 3 ottobre), in procinto di procedere all’upload degli html aggiornati, noto che il sever FTP restituisce un messaggio di “Login incorrect”. Corro all’URL ( http://members.xoom.virgilio.it/ephestione/ ), e vedo un messaggio di errore, “Oooops la pagina non può essere trovata!”. Già, Oooops! “Se pensi che ci sia un errore spedisci una e-mail al Webmaster” cosa che faccio immediatamente.

Badate bene, non ho accennato a nessuna mail di avviso, perché non ce ne sono state. No, non di pre-avviso (“XOOM si riserva il diritto di cancellare un account senza preavviso…”), proprio di avviso, almeno per dirmi “Caro Ephestione.. blah blah… il tuo account è stato cancellato, perché…”. Quindi chiedo lumi al “Webmaster” di XOOM.it, ma sino ad oggi tutto tace. Provo a eseguire il login via web, invano anche in questo caso, provo a farmi inviare la password via mail… e mi arriva proprio quella che stavo usando, ma che non funziona più.

Riassunto: per XOOM l’account esiste ancora, e la password che uso è corretta, ma di portare a termine il login non se ne parla. Ed del sito non c’è più traccia; 550 visitatori giornalieri persi, piazzamenti su Google persi (quando mai rimetterà ai primi posti il mirror “giusto”?), la trepidante soddisfazione di controllare le statistiche e vedere quel bel numero a tre cifre, anche quella è andata.

Ah, ribadisco, nulla di “irregolare” era presente sul sito, i download erano costituiti da programmi rigorosamente freeware, filmati e clip audio comici (non coperti da copyright), e da una molto nutrita collezione di immagini (tutte “caste”).

Certo, ora quelle (forse ancora così numerose) 500 persone che cliccano sul link di un motore di ricerca, non trovano più il mio sito, con il piccolo frame pubblicitario di XOOM, ma una bella e coloratissima pagina di errore, con 5 banner, e 2 link, uno a Virgilio e l’altro a XOOM; la stessa pagina dopo un po’ esegue un redirecting verso xoom.virgilio.it. Fa quasi venir voglia di pensar male.

In sostanza, ringrazio XOOM per il sogno di breve durata che mi ha concesso, è bello sapere che qualcuno mi abbia fatto realizzare di perder solo tempo col mio sito web, ora avrò modo di dedicarmi a compiti più costruttivi. Mi chiedo soltanto, cosa significherà “dare sfogo alla tua creatività” per l’admin del servizio? Forse metter su uno di quei coloratissimi siti web, con testo Times New Roman corpo 16, immaginone jpeg, pesantissime applet java, tutto in allineamento centrato, contenuti inesistenti o banali, con sfondi che fanno a cazzotti con la retina, in modo tale che quei pochi che lo visitano riescano a distinguere chiaramente solo il frame pubblicitario?

Saluti
Mauro Savone

Di seguito alcune considerazioni di Punto Informatico Caro Mauro, chiunque si sia visto nell’impossibilità di gestire il proprio sito è in grado di capire la delusione che hai provato. Sono in tanti a segnalare a PI casi di hosting, soprattutto gratuito, nei quali si è perso in un modo o nell’altro il controllo del sito.

Nel caso di Xoom, come ricordavi anche tu, le loro condizioni di servizio sono chiarissime: “XOOM.it si riserva il diritto di modificare o rimuovere qualunque contenuto inviato e di revocare l’iscrizione in qualunque momento e per qualunque motivo senza preavviso” .

Più avanti Xoom afferma: “L’uso di questo sito è interamente a rischio dell’utente. I servizi di XOOM.it sono erogati senza alcuna garanzia, esplicita o implicita, XOOM.it non è in alcun modo responsabile degli eventuali danni derivanti dall’inaccessibilità ai propri servizi, nonché dalla perdita e dall’alterazione delle pagine dei membri”.

Xoom, ma come Xoom tanti altri, rende dunque chiaro fin da subito che non c’è da attendersi garanzie su nulla e su nessun aspetto delle attività che su quei servizi si conducono. Nulla si può pretendere e niente ci si deve aspettare.

Se il tuo sito vuole essere qualcosa di più di un sito “personale” è forse il caso che tu pensi di rivolgerti ad un servizio di tipo diverso per sostenerne la presenza in rete a fronte di garanzie, garanzie che possano servirti a studiare un percorso di sviluppo del tuo sito senza preoccuparti per una sua possibile improvvisa “sparizione”.

Sulla questione che hai sollevato PI ha pubblicato qualche tempo fa due interessanti articoli che consiglio vivamente di leggere:
Hosting? Un’avventura sempre più rischiosa
e
Ok, però ora GeoCities esagera

Un saluto, Lamberto Assenti

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  • Anonimo scrive:
    sconsiglio l'ordine degli ingegneri
    anche ai laureati in ingegneria.dopo un atteggiamento persecutorio subito da me ad opera dell'ente previdenziale inarcassa (mi chiedevano una cifra assurda, intorno ai 10milioni di lire, in contributi senza che io avessi esercitato), che ignora cosa siano la riservatezza dei dati personali e le 2 leggi di Bassanini, mi sono cancellato dall'ordine e non ne consiglio a nessuno l'iscrizione, e di andarsi ad iscrivere ad un altro equivalente nell'unione europea.per evitare le loro continue molestie ho cambiato residenza non comunicandola neanche ai miei genitori, al fine di evitare ulteriori contatti persecutori.scienzati dell'informazione, evitateli.
  • Anonimo scrive:
    La teoria del "branco"
    L'albo professionale, a mio avviso, non è altro che l'estrapolazione ad alto livello del "branco". Il senso di appartenenza ad un gruppo di persone "chiuso" accomunato più o meno dagli stessi interessi dove poter sopravvivere e distinguersi, lasciando fuori gli altri. I lupi, i leoni, le scimmie, hanno tutti un branco a cui appartenere. E in tutti i branchi esiste il capobranco, cioè il "Presidente". Un vero uomo va oltre queste meschinità che secondo me sono egoismi mascherati da buone intenzioni e non ha bisogno dell'appoggio del "branco" o di sentirsi parte di un albo per poter svolgere la propria professione. L'intelligenza e le capacità non te le dà l'albo. Quest'ultimo semmai serve soltanto per proteggersi dalle paure del mondo e dall'isolamento. L'albo è la dimostrazione che l'uomo deve fare ancora tanta strada per elevarsi dalla sua miseria animalesca.
    • Anonimo scrive:
      Re: La teoria del "branco" e la difesa legale
      il titolo serve perchè il proprio lavoro sia difendibile legalmente, specialmente a livello di periti, altrimenti gli smanettoni staranno sempre lì a rubarti il lavoro, quando tu hai speso i bei soldi per studiare.Per i laureati è più difficile questo rischio, ma no è impossibile che qualche fuori corso, che la materia ormai la conosce, possa far perdere anche a loro qualche occasione.
  • Anonimo scrive:
    Ingegneri
    Fino a quando ci saranno gli ingegneri non ci sarà spazio per voi informatici.Grazie Siliquini (Moratti).Prima ero di sinistra adesso sono di destra :-)P.S. Dovrebbero fare anche con i nuovi laureati in informatica, che a parer mio più del Commodore 16 non sanno usare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ingegneri
      - Scritto da: ahahaha
      Fino a quando ci saranno gli ingegneri non
      ci sarà spazio per voi informatici.
      Grazie Siliquini (Moratti).

      Prima ero di sinistra adesso sono di destra
      :-)

      P.S. Dovrebbero fare anche con i nuovi
      laureati in informatica, che a parer mio più
      del Commodore 16 non sanno usare.Sono un ingegnere, sono di destra e tu stai rompendo i coglioni.P.S. Forse tu sai usare il Commodore 16, ma di certo non il cervello...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ingegneri
      - Scritto da: ahahaha
      Fino a quando ci saranno gli ingegneri non
      ci sarà spazio per voi informatici.
      Grazie Siliquini (Moratti).Sono Ingegnere anch'io, ma post come questi mi fanno schifo e contribuiscono ad alimentare la nostra guerra tra poveri.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ingegneri

        Sono Ingegnere anch'io, ma post come questi
        mi fanno schifo e contribuiscono ad
        alimentare la nostra guerra tra poveri.Ma dai che come me godi a vedere queste persone che si dimenano.Sii leale e non fare troppo il fiscale.Via dal mondo gli informatici.A proposito io mi laureo a Dicembre in ingegneria elettronica indirizzo telecomunicazioni e farò guerra spietata agli informatici puri.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il solito equivoco
    Il problema è un altro.Vedi, oramai il motivo per cui gli ingegneri non vogliono i rappresentanti delle scienze informatiche nel loro albo si conosce, ed è in fondo quello che hai detto tu.Ma gli informatici stessi fino ad un paio d'anni fa non volevano! Avevi mai sentito richieste del genere anni fa?Il problema sorge nel momento in cui si legge che i laureati in informatica del nuovo ordimento possono iscriversi all'albo... e i vecchi no! Si lotta contro questa differenza di trattamento. E non sul fatto che gli informatici possano o no entrare nell'albo degli ingegneri, perchè questo ormai è un fatto acquisito (ma solo per quelli del n.o.).I laureati del vecchio ordinamento non vogliono entrare a far parte dell'albo per poter scrivere 'ing.' sul biglietto da visita, ma perchè questo è l'unico modo che hanno per continuare a fare il lavoro che da sempre fanno.Nel momento in cui un ambito professionale non è regolamentato, allora quello che conta sono i titoli di studio e l'esperienza acquisita. Nel momento in cui, però, lo si regolamenta aggiungendoci un 'albo' (inteso come 'albo di ingegneria settore dell'informazione'), qualcosa cambia! Per firmare un progetto, bisognerà appartenere all'albo.Per fare un concorso pubblico, bisognerà appartenere all'albo. Dove prima veniva richiesta la laurea, verrà richiesta l'appartenenza ad un albo.Soluzione facile, creare un altro albo.Fattibilità..nulla!La UE ha vietato all'Italia di creare nuovi albi.E poi scusa... nel resto del mondo come funziona? I laureati in computer science possono tranquillamente iscriversi all'albo degli ingegneri! Solo in italia si è creato questo problema!E chi potrà entrare allora in questo settore dell'albo degli ingneri?Chi si laurea in computer science nella comunità europea, può venire in Italia ed iscriversi.I laureati in ingegneria (anche civile, edile etc etc) del vecchio ordinamento (quindi anche vecchio vecchio.. tipo laureati nel 1960) possono iscriversi in questa sezione pur non avendo competenze di nessun tipo in questo ambito.Hai capito qual'è il problema ora?Ed è troppo facile rispondere a tutto questo con un "non capite? Albo degli ingegneri agli ingegneri! Il problema è semplice!"
    • Anonimo scrive:
      Re: Il solito equivoco
      Si', ho capito il problema. Impostato cosi', non avete ovviamente tutti i torti. Solo che, se non e' semplice dire: "L'Albo degli Ing. ai soli Ing", nemmeno lo e' dire: "Siccome non abbiamo un Albo, e siccome la UE ci impedisce di averlo, ci iscriviamo al vostro". Capisco che siete in un vicolo cieco, lo capisco davvero e mi sembra una grossa e somma ingiustizia, ma non potete pensare di risolverla andando a iscrivervi in un Albo che non vi appartiene. Chiaro che, per lo stesso principio, non approvo nemmeno l'iscrizione dei laureati in Informatica (N.O.) ne' tantomeno quella dei laureati in CS stranieri. Tra l'altro, diciamolo francamente, l'iscrizione all'Albo degli Ing. comporta tutta una serie di effetti, come dire, collaterali: ad esempio il laureato in Informatica avrebbe diritto di voto nell'elezione dei rappresentanti del Consiglio dell'Ordine e, diciamolo senza mezzi termini, nessun Ing ha interesse che un dott. in Informatica decida per lui chi vi sara', che so, in commissione parcelle o in commissioni (il 99% lo sono) strettamente legate alla professione tipica di Ingegnere (Civile). Certo che c'e' anche una difesa dei propri interessi e dei propri privilegi, chi lo nega!A mio avviso, la vostra legittima battaglia andrebbe condotta su altri terreni:- esigere che la legge si accontenti della sola laurea specifica (Ingegneria, Informatica, Scienza dell'Informazione o altro titolo equivalente) senza richiedere l'inutile iscrizione ad un Albo;- pretendere, in deroga alla legge UE o con una qualche finezza all'italiana, l'istituzione di Albi (o come si vorranno chiamare) specifici per le vostre lauree. Se ce ne fosse la volonta', e questa fosse corroborata dal buon senso, son convinto che nulla osterebbe!Questo per quanto concerne la disputa tra Ing. e dott. in Informatica. Chiaro che rimarrebbe cmq aperta la questione dei Periti Informatici e di tutti coloro che, pur avendo competenze e capacita', non hanno titolo specifico. Ma e' tutt'altro argomento.Il dibattito e' interessante, mi auguro di poterlo proseguire civilmente.Fabrizio.
      • Anonimo scrive:
        Re: Il solito equivoco
        - Scritto da: Faberio
        Si', ho capito il problema. Impostato cosi',
        non avete ovviamente tutti i torti. Solo
        che, se non e' semplice dire: "L'Albo degli
        Ing. ai soli Ing", nemmeno lo e' dire:
        "Siccome non abbiamo un Albo, e siccome la
        UE ci impedisce di averlo, ci iscriviamo al
        vostro".Non vorrei che pensassi che gli iformatici si sono svegliati solo oggi che il pasticcio e' stato fatto.Sono diversi anni che si chiede a gran voce l'istituzione di un albo degli informatici ed erano state presentate diverse proposte di legge in tal senso (tra l'altro nessuno si era mai sognato di escludere da tale albo gli ingegneri informatici, saremo degli stupidi?). Non si e' mai riusciti ad ottenere nulla soprattutto per la questione dell'UE.Il compromesso che e' stato trovato era quello di creare i diversi settori dell'albo degli ingegneri e far iscrivere a quello dell'informazione anche i laureati in SdI. Se vai a chiedere al ministro che aveva preparato la legge ti dira' che era cosi' (nel senso che lo ha dichiarato pubblicamente).Purtroppo la legge non era chiara su questo punto e il nuovo governo (il nuovo ministero diciamo, visto che ci sono discordanze all'interno della stessa maggioranza) ha interpretato la legge in modo restrittivo permettendo l'accesso solo ai nuovi laureati.L'alsi continua a proporre l'istituzione di un nuovo albo, che sarebbe la soluzione ideale. Ha proposto anche l'istituzione di un quarto settore all'interno dell'albo degli ingegneri. Ma se si continua a rispondere picche a queste proposte noi PRETENDIAMO E NE ABBIAMO IL DIRITTO di poter continuare a fare il nostro lavoro e se per farlo occorre essere iscritti all'albo degli ingegneri dobbiamo poterlo fare.
        ... Tra l'altro,
        diciamolo francamente, l'iscrizione all'Albo
        degli Ing. comporta tutta una serie di
        effetti, come dire, collaterali: ad esempio
        il laureato in Informatica avrebbe diritto
        di voto nell'elezione dei rappresentanti del
        Consiglio dell'Ordine e, diciamolo senza
        mezzi termini, nessun Ing ha interesse che
        un dott. in Informatica decida per lui chi
        vi sara', che so, in commissione parcelle o
        in commissioni (il 99% lo sono) strettamente
        legate alla professione tipica di Ingegnere
        (Civile).Mi spieghi una cosa? Un nuovo laureato in Ing. Inf. potra' iscriversi solo all'albo relativo e non potra' lavorare nell'ambito civile.Costui votera' anche per le commissioni strettamente riguardanti quest'ambito?Se si mi spieghi qual'e' la differenza con un laureato in SdI? Un diritto di nascita?Il fatto che la sua laurea si chiama scienze invece che ingegneria? Non e' la formazione visto che i nuovi ingegneri informatici non avranno in ambito civile.
        Certo che c'e' anche una difesa
        dei propri interessi e dei propri privilegi,
        chi lo nega!
        A mio avviso, la vostra legittima battaglia
        andrebbe condotta su altri terreni:
        - esigere che la legge si accontenti della
        sola laurea specifica (Ingegneria,
        Informatica, Scienza dell'Informazione o
        altro titolo equivalente) senza richiedere
        l'inutile iscrizione ad un Albo;Per farlo occorre eliminare il settore dell'ingegneria dell'informazione. Siete disposti ad accettare il fatto che i nuovi ingegneri informatici non possano iscriversi ad un albo?Perche' anche la sola esistenza dell'albo crea una disparita', se non altro di immagine, che non e' in alcun modo giustificata dalla formazione.
        - pretendere, in deroga alla legge UE o con
        una qualche finezza all'italiana,
        l'istituzione di Albi (o come si vorranno
        chiamare) specifici per le vostre lauree. Se
        ce ne fosse la volonta', e questa fosse
        corroborata dal buon senso, son convinto che
        nulla osterebbe!Ripeto, lo abbiamo chiesto in passato, continuiamo a chiederlo e continueremo a farlo in futuro, ma finora senza successo. Tra l'altro non sarei tanto sicuro che l'albo degli ingegneri veda di buon occhio la creazione di un albo degli informatici separato.
        Questo per quanto concerne la disputa tra
        Ing. e dott. in Informatica. Chiaro che
        rimarrebbe cmq aperta la questione dei
        Periti Informatici e di tutti coloro che,
        pur avendo competenze e capacita', non hanno
        titolo specifico. Ma e' tutt'altro
        argomento.Visto che ne parli le proposte di albo fatte dagli informatici prevedevano la possibilita' di iscrizione per tutti quelli che gia' lavorano nel settore, sanando la situazione passata e quindi senza togliere diritti a nessuno. Sul fatto che si dica "d'ora in poi per iniziare a fare questo lavoro e' necessario questo percorso formativo" mi sembra piu' che giusto.Andra Polci
      • Anonimo scrive:
        Re: Il solito equivoco
        Rigrazio Andrea Polci per aver arricchito il mio intervento con delle precisazioni che approvo. (ma quasi totalmente.. è vero che stanno tentando di buttare fuori anche quelli del n.o... ma ancora questo non è successo e non posso prevedere il futuro)Condivido quello che dici, Faberio, sul fatto che gli ingegneri vogliono preservare i loro diritti e posso anche capirli. Ma, ti dico sinceramente, non conosco la struttura organizzativa all'interno del nuovo albo degli ingegneri e quindi non so quanto possa uscire dal suo settore d'appartenenza il potere decisionale di un ingegnere iscritto all'albo. Pensavo comunque che le decisioni riguardandi uno specifico settore, le prendesse il settore stesso e non tutti insieme.Voglio che tu capisca comunque che la maggior parte dei laureati in scienze informatiche non voleva finire nell'albo degli ingegneri! Diciamo che c'è stata messa! Da sempre l'alsi ha lottato per un albo che regolamentasse il settore della IT e che fosse stratificato in modo da poter accogliere i professionisti di ogni backgroud culturale. Una soluzione come questa sarebbe ben vista dagli informatici.. ma finora abbiamo ottenuto (o ci hanno dato) questo.. e come Andrea Polci ricorda nel suo intervento da adesso in poi, per come stanno le cose, se non si è iscritti a quel settore dell'albo non si possono firmare progetti riguardanti IT. Questo è inaccettabile per un informatico.Una cosa che alla fine di questo discorso dovrebbe apparire chiara è che la maggior parte degli informatici entrerebbe all'interno dell'albo degli ingegneri controvoglia, consapevole di entrare in casa d'altri, ma consapevole anche che è l'unica soluzione possibile per come stanno ora le cose.
        • Anonimo scrive:
          Re: Il solito equivoco

          dico sinceramente, non conosco la struttura
          organizzativa all'interno del nuovo albo
          degli ingegneri e quindi non so quanto possa
          uscire dal suo settore d'appartenenza il
          potere decisionale di un ingegnere iscritto
          all'albo. Pensavo comunque che le decisioni
          riguardandi uno specifico settore, le
          prendesse il settore stesso e non tutti
          insieme.Non e' cosi'. Tutte le decisioni sono prese da tutti gli iscritti.
          Voglio che tu capisca comunque che la
          maggior parte dei laureati in scienze
          informatiche non voleva finire nell'albo
          degli ingegneri! Diciamo che c'è stata
          messa! Da sempre l'alsi ha lottato per un
          albo che regolamentasse il settore della IT
          e che fosse stratificato in modo da poter
          accogliere i professionisti di ogni
          backgroud culturale. Approvo in pieno.
          Una cosa che alla fine di questo discorso
          dovrebbe apparire chiara è che la maggior
          parte degli informatici entrerebbe
          all'interno dell'albo degli ingegneri
          controvoglia, consapevole di entrare in casa
          d'altri, ma consapevole anche che è l'unica
          soluzione possibile per come stanno ora le
          cose.Capito.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il solito equivoco
      - Scritto da: Luigi
      Il problema è un altro.
      ...
      Ma gli informatici stessi fino ad un paio
      d'anni fa non volevano! Avevi mai sentito
      richieste del genere anni fa?
      Il problema sorge nel momento in cui si
      legge che i laureati in informatica del
      nuovo ordimento possono iscriversi
      all'albo... e i vecchi no! Si lotta contro
      questa differenza di trattamento.Non e' esattamente questo il problema.E' vero che nessuno fino a qualche tempo fa aveva chiesto di iscriversi all'albo degli ingegneri (e mica progettavamo case noi) ma il cambiamento non e' derivato tanto dal fatto che i nuovi laureati possono farlo, quanto dal fatto che con la riorganizzazione dell'albo sono state assegnate al settore dell'igegneria dell'informazione competenze che prima non erano previste.Fino alla riforma per fare un progetto informatico non era richiesta l'iscrizione a nessun albo, ora si.E' questa l'origine del problema.
      E non sul
      fatto che gli informatici possano o no
      entrare nell'albo degli ingegneri, perchè
      questo ormai è un fatto acquisito (ma solo
      per quelli del n.o.).Non ci conterei troppo sul fatto che sia una cosa acquisita. Gli ingegneri stanno facendo forti pressioni per sbatterli fuori, e visto chi c'e' al ministero il rischio e' concreto.
      I laureati del vecchio ordinamento non
      vogliono entrare a far parte dell'albo per
      poter scrivere 'ing.' sul biglietto da
      visita, ma perchè questo è l'unico modo che
      hanno per continuare a fare il lavoro che da
      sempre fanno.Giustissimo. Tutto quello che scrivi dopo e' corretto.Andrea Polci
      • Anonimo scrive:
        Re: Il solito equivoco

        Non e' esattamente questo il problema.
        E' vero che nessuno fino a qualche tempo fa
        aveva chiesto di iscriversi all'albo degli
        ingegneri (e mica progettavamo case noi) ma
        il cambiamento non e' derivato tanto dal
        fatto che i nuovi laureati possono farlo,
        quanto dal fatto che con la riorganizzazione
        dell'albo sono state assegnate al settore
        dell'igegneria dell'informazione competenze
        che prima non erano previste.
        Fino alla riforma per fare un progetto
        informatico non era richiesta l'iscrizione a
        nessun albo, ora si.Bene, sono d'accordo sulla sostanza del problema. Non concordo sui mezzi che vorreste utilizzare per risolverlo: non potete pretendere l'iscrizione ad un Albo non vostro. Per risolvere un vostro problema,ne create uno a noi. Capite o no che avreste potere decisionale su tutte le scelte dell'Ordine, non solo sul settore dell'Informazione? E questo e' semplicemente illogico, non essendo voi Ingegneri. Eventualmente, concentrate la vostra battaglia sull'abolizione del settore informazione all'interno dell'ordine degli Ing., se pensate che questo possa creare ingiustificate disparita' e/o sul riconoscimento della semplice laurea come titolo abilitante (mi trovereste del tutto d'accordo!). Pur avendo compreso, e in gran parte condividendo, le vostre motivazioni, quella di entrare in un ordine che gia' solo per sua stessa denominazione (per non parlare di competenze e formazione del tutto diverse) raccoglie solo Ingegneri e' una soluzione che proprio non riesco ad accettare. Saluti.Fabrizio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Il solito equivoco
          - Scritto da: S-Gerry
          Faberio,

          tieni conto che il DPR328 e' all'origine di
          tutti i problemi, e tutte le proteste sono
          incentrate su questo provvedimento.
          Ora al governo stanno giustamente pensando
          di riscriverlo daccapo (rivedendo tutta la
          normativa per l'accesso alle professioni), e
          lo stanno facendo proprio in questi giorni
          (hanno iniziato dal 15 ottobre). ...E lo stanno facedo senza consultare minimamente gli informatici, e quindi temo che la soluzione che prospetteranno potrebbe essere peggiore di quella attuale per noi.Andrea Polci
        • Anonimo scrive:
          Re: Il solito equivoco
          - Scritto da: Faberio
          Bene, sono d'accordo sulla sostanza del
          problema. Non concordo sui mezzi che
          vorreste utilizzare per risolverlo: non
          potete pretendere l'iscrizione ad un Albo
          non vostro. Per risolvere un vostro
          problema,ne create uno a noi. Capite o no
          che avreste potere decisionale su tutte le
          scelte dell'Ordine, non solo sul settore
          dell'Informazione? E questo e' semplicemente
          illogico, non essendo voi Ingegneri.Allora lo ripeto. La soluzione ideale per noi e' la creazione di un nuovo albo per l'informatica. Questa proposta ci viene continuamente respinta come inattuabile per via dell'UE.L'abolizione del settore dell'informazione dell'albo degli ingegneri sarebbe osteggiata da questo ben piu' della nostra entrata in esso. Significherebbe sottrarre all'ambito dell'albo una grossa fetta di laureati in ingegneria.L'unica soluzione rimasta e' la nostra entrata nell'albo degli ingegneri. Non sarebbe cosi' illogica perche' i nuovi laureati ci vanno gia' e non ai risposto alla mia obiezione sul fatto che i nuovi laureati in ingegneria non hanno competenze per quanto riguarda gli altri settori eppure, da quello che dici, voterebbero anche per quelle commissioni.Se avete organizzato il vostro albo da schifo noi che ci possiamo fare? Mica posso rinunciare a fare il mio lavoro perche' non volete che entri nel vostro albo?Tu dici di capire i nostri problemi, ma poi continui a dire che dovremmo risolverli in un modo che e' inattuabile al momento. Sinceramente dubito che questo significhi capire e condividere.Andrea Polci
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            Gli Ing. Informatici (come
            pure i Civili, Elettrici, Elettronici,
            Gestionali, Aeronautici, Chimici, Nucleari,
            Meccanici) escono ovviamente tutti da Fac.
            di Ingegneria, hanno sostenuto TUTTI 30
            esami (e di questi una buona 20-ina in
            comune) e presentano pertanto un prospetto
            professionale a se', nettamente distinto da
            un non-Ingegnere.Caro ingegnere quanti esami hai sostenuto tu?30!!!!!!!Ricominciamo con sta storia........Guarda che un piano di studio di un laureato in informatica prevede 44 unità didattiche e RIBADISCO 44 unità didattiche (equivalenti secondo i tuoi calcoli a 44 esami). Questo mito degli ingegneri tutto fare va sfatato. Poi io mi chiedo se in più di 20 anni l'informatica in Italia è stata rappresentata dai CDL in informatica che volete che ne sappiano i Politecnici che d'altronde non hanno le strutture adatte (ma stiamo scherzandooooo).Il problema è che viviamo in italia dove l'impossibile è possibile.Vi ricordo, a VOI INGEGNERI che il CDL in informatica è stato allungato a 5 anni perchè il numero di persone fuori corso (con media 3 4 anni fuori corso). Con l'allungamento del corso a 5 anni le cose sono peggiorate perchè ai soliti esami si sono aggiunti i così detti LABORATORI che voi ing. non conoscete (fate solo i gradassi con sto esame di Chimica).In conclusione vi dico che sono fiero di essere un informatico (corso 5 anni con 44 unità didattiche) e la differenza con l'ingegnere la si nota sul campo non dietro l'albo dove loro si nascondono e si proteggono.Informatici si nasce non lo si diventa......
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            - Scritto da: Informatico......
            Vi ricordo, a VOI INGEGNERI che il CDL in
            informatica è stato allungato a 5 anni
            perchè il numero di persone fuori corso (con
            media 3 4 anni fuori corso). Con......Perchè cosa ?Io aggiungerei anche qualche esame di lettere....
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco

            Perchè cosa ?
            Io aggiungerei anche qualche esame di
            lettere....Guarda che l'esame di Italiano è contemplato nel nostro piano di studi.Ma ritorna a leggere i tuoi appunti chiesti in prestito da un amico.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco

            Caro ingegnere quanti esami hai sostenuto tu?
            30!!!!!!!
            Ricominciamo con sta storia........
            Guarda che un piano di studio di un laureato
            in informatica prevede 44 unità didattiche e
            RIBADISCO 44 unità didattiche (equivalenti
            secondo i tuoi calcoli a 44 esami). Guarda che i nostri esami sono sempre stati tra i 27 e i 30 (a seconda delle facolta' e dell'ordinamento). Tutti veri.Non si chiamavano, per capirci, unita' didattiche...Non capisco perche' vvuoi far scendere la discussione cosi' in basso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco

            Caro ingegnere quanti esami hai sostenuto tu?
            30!!!!!!!
            Ricominciamo con sta storia........
            Guarda che un piano di studio di un laureato
            in informatica prevede 44 unità didattiche e
            RIBADISCO 44 unità didattiche (equivalenti
            secondo i tuoi calcoli a 44 esami). Guarda che i nostri esami sono sempre stati tra i 27 e i 30 (a seconda delle facolta' e dell'ordinamento). Tutti veri.Non si chiamavano, per capirci, unita' didattiche...Non capisco perche' vuoi far scendere la discussione cosi' in basso.
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            Dunque unità didattica, è una metrica per stabilire il peso di una laurea e fare una media ponderata del voto finale! CAZZO!Andiamo nel basso della discussione, io ho appena concluso il mio corso di studi in Informatica, a Pisa, e ho dato 32 ESAMI!Che equivalgono a 44 unità didattiche, appunto secondo la metrica dell'università di Pisa.Spero di essere stato chiaro!ESAMI VERI! E lasciamo perdere le solite stronzate, GRAZIE!PS:VALE PER TUTTI
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            Gli Ing. Informatici (come
            pure i Civili, Elettrici, Elettronici,
            Gestionali, Aeronautici, Chimici, Nucleari,
            Meccanici) escono ovviamente tutti da Fac.
            di Ingegneria, hanno sostenuto TUTTI 30
            esami (e di questi una buona 20-ina in
            comune) e presentano pertanto un prospetto
            professionale a se', nettamente distinto da
            un non-Ingegnere.Mi stai dicendo che io voglio far cadere la discussione in basso quando prorpio tu mi scrivi in stampatello e in GRANDE "TUTTI 30" esami.Che vorresti far intendere?Prima di parlare prendi la guida dello studente.Unità didatica = Tot. numero ore = Esame VeriCapisci questa uguaglianza o lo devo scrivere in altro modo?Ma da quanto manchi all'università che non sai cosa vuol dire unità didattica?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco


            Mi stai dicendo che io voglio far cadere la
            discussione in basso quando prorpio tu mi
            scrivi in stampatello e in GRANDE "TUTTI 30"
            esami.
            Che vorresti far intendere?Che i laureati in SdI vecchio ordinamento non ne avevano 30.
            Prima di parlare prendi la guida dello
            studente.
            Unità didatica = Tot. numero ore = Esame Veri
            Capisci questa uguaglianza o lo devo
            scrivere in altro modo?
            Ma da quanto manchi all'università che non
            sai cosa vuol dire unità didattica?Diffido sempre delle facolta' con un numero esorbitante di esami. Veterinaria ne aveva mi pare sui 50, ma nessuno si e' mai sognato di ritenerla una facolta' "impossibile". Cmq voglio approfondire questa storia delle 44 unita' didattiche. Ing quante ne ha oggi?
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            6 un grande! concordo pienamente!
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco


            di case", come tu vorresti far passare, ma

            nell'essere o nel non essere usciti da una

            Facolta' di Ingegneria, prerequisito

            banalmente indispensabile per finire

            nell'Albo degli Ingegneri (come dice la

            parola stessa).

            Quindi basta una differenza nel nome della
            facolta'? Solo questo e' importante?Il nome della Facolta' indica il tipo di laurea conseguito. Non e' poco. Tieni presente che in altri settori si fanno le differenze all'interno della stessa laurea e addirittura della stessa specializzazione. Ad esempio a scuola puo' insegnare Elettrotecnica (A035) solo chi abbia laurea in Ingegneria Elettronica, Elettrica, Aeronautica, Nucleare con 4 esami particolari sostenuti. Se ne manca anche solo uno, a casa. Qui parliamo addirittura di lauree diverse e tu mi dici che non puo' essere un fattore discriminante!
            Limito il discorso alla nuova laurea.
            Ti farei prendere gli ordinamenti di una
            nuova ingegneria informatia e una nuova
            informatica e ti sfiderei a distinguerli. Le
            differenze sono minime.Siamo al solito punto. Non e' una questione esclusivamente di capacita' o affinita'. L'Albo e' degli Ingegneri, non degli Informatici, e tale vogliamo che rimanga. Come vogliono tutti coloro che hanno un Albo.

            Se la mettiamo su quest'ultimo piano,

            perche' domani non i Fisici? E perche'
            non i

            Matematici?

            L'assurdita' sarebbe che un giorno ci
            volesse l'iscrizione all'albo degli
            ingegneri per poter fare il lavoro del
            fisico o del matematico come sta accadendo a
            noi informatici.Ripeto: allora combattiamo l'idea che occorra un Albo per esercitare la professione, facciamo che basti la laurea, come in effetti dovrebbe essere.
            Ripeto. Adesso gli ingegneri dicono: "per
            fare l'informatico devi essere iscritto
            all'albo degli ingegneri".
            Ti sembra cosi' assurdo che io voglia poter
            fare il mio lavoro?Se veramente gli Ing. dicessero questo, allora potresti aver ragione. Ma, se un po' conosco gli Ing. e quanto sono gelosi del loro Albo, stai sicuro che non l'hanno stabilito gli Ingegneri! Noi abbiamo creato, in un Albo che abbracciava gia' diversi settori, anche quello di competenza degli Ing. Informatici e degli Elettronici indirizzo informatica, senza la pretesa di voler monopolizzare nulla. Poi qualcuno (non l'Ordine degli Ing.!) ha tentato di rendere prerogativa di chi fosse iscritto ad un Albo l'esercizio della professione di Informatico laureato. Questo e' stato l'errore. Assurdo, sono d'accordo con voi. Deve bastare il solo titolo di studio specifico, lo ripetero' fino alla noia.
            Mi riferivo al fatto che un ingegnere
            informatico che dell'ambito civile non
            capisce un'accidenti e non gliene puo'
            fregar di meno voti per le commissioni di
            cui tu parlavi.
            Ti sembra logico?Non e' logico oggi. Ma l'ordine si sta evolvendo e presto ci saranno commissioni che si occuperanno di questioni "non civili" (le prime gia' si vedono, prova a fare una ricerca su Google) e allora si ristabilira' l'equilibrio che ora manca. Ma il tutto deve rimanere tra Ingegneri, scusami, perche' l'Albo e' quello e tale vorremmo che rimanesse.
            Ti sembrano due cose sullo stesso piano?
            Un privilegio contro il diritto di poter
            fare il proprio lavoro?Io ti riconosco il diritto di fare il tuo lavoro, ci mancherebbe. Tu non devi avere la pretesa di farlo servendoti del nostro Albo, se non ti vogliamo. Scusa la crudezza, ma il concetto e' questo.
            Questa poi!
            L'albo degli ignegneri ha rifiutato
            qualsiasi incontro con i rappresentanti
            dell'alsi per discutere la questione!Se e' vero ha sbagliato e si e' tirato la zappa sui piedi.
            Secondo me questa situazione all'albo degli
            ingegneri sta benissimo (o meglio, buttar
            fuori anche i nuovi laureati sarebbe la
            ciliegina sulla torta) perche' gli da'
            l'esclusiva di un mercato in fortissima
            crescita.La mia esperienze diretta e' diversa: presso il mio Ordine (credimi!) Ing. dell'Informazione importa un tubo a nessuno. Il Presidente mi ha dato incarico (a me ultimo arrivato e tra l'indifferenza dei "vecchi", il che e' tutto dire!) di darmi da fare per creare e presiedere la relativa commissione. Ti faccio presente che di solito ci si accapiglia per incarichi insignificanti, quindi trai tu le conclusioni di quanto importi per ora questo settore...
          • Anonimo scrive:
            Re: Il solito equivoco
            - Scritto da: Faberio

            Quindi basta una differenza nel nome della

            facolta'? Solo questo e' importante?

            Il nome della Facolta' indica il tipo di
            laurea conseguito. Non e' poco. ...


            Ti farei prendere gli ordinamenti di una

            nuova ingegneria informatia e una nuova

            informatica e ti sfiderei a distinguerli.
            Le

            differenze sono minime.

            Siamo al solito punto. Non e' una questione
            esclusivamente di capacita' o affinita'.Senti, non puoi rispondermi, quando ti chiedo se quello che conta e' il nome, che c'e' una differenza di formazione e quando ti faccio notare che la formazione e' quasi uguale "ah, ma il nome e' diveso".
            L'Albo e' degli Ingegneri, non degli
            Informatici, e tale vogliamo che rimanga.
            Come vogliono tutti coloro che hanno un
            Albo.Io posso anche ammettere il vostro "attaccamento" all'albo, anche se non capisco in base a cosa dividi il mondo in ingegneri e non ingegneri se non in base alla formazione. Pero' considero il vostro interesse ben al disotto del mio diritto di fare il mio lavoro.Se ho un altro modo per difendere il mio diritto bene, ma se non mi viene dato (e in questo momento non mi viene dato) il vostro interesse va sacrificato secondo me. Cercando ovviamente di limitare il danno. La proposta di creare un quarto settore all'interno del vostro albo (che ad esempio non dava diritto al titolo di ingegnere) andava appunto in tal senso, ma e' stata praticamente ignorata.

            L'assurdita' sarebbe che un giorno ci

            volesse l'iscrizione all'albo degli

            ingegneri per poter fare il lavoro del

            fisico o del matematico come sta accadendo

            a noi informatici.

            Ripeto: allora combattiamo l'idea che
            occorra un Albo per esercitare la
            professione, facciamo che basti la laurea,
            come in effetti dovrebbe essere.Posso essere daccordo con te, ma non basta che non ci sia un esclusiva. Purtroppo la sola esistenza di un albo che riguarda solo una parte degli informatici crea una disparita' se non altro di prestigio che non e' giustificata dalla formazione.Pertanto occorrerebbe eliminare il settore dell'ingegneria dell'informazione e sbattere fuori dall'albo gli ingegneri informatici. Non penso che siate daccordo e comunque questa e' una battaglia persa in partenza, almeno per il momento. Quindi bisogna trovare un'altra soluzione.
            ...

            Questa poi!

            L'albo degli ignegneri ha rifiutato

            qualsiasi incontro con i rappresentanti

            dell'alsi per discutere la questione!

            Se e' vero ha sbagliato e si e' tirato la
            zappa sui piedi.Purtroppo e' vero. I vertici dell'alsi sono stati praticamente ignorati e si e' fatta partire una campagna diffamatoria contro i laureati in SdI con l'acquisto di pagine sui giornali che riportavano affermazioni palesemente false.

            Secondo me questa situazione all'albo

            degli ingegneri sta benissimo ...

            La mia esperienze diretta e' diversa: presso
            il mio Ordine (credimi!) Ing.
            dell'Informazione importa un tubo a nessuno.
            Il Presidente mi ha dato incarico (a me
            ultimo arrivato e tra l'indifferenza dei
            "vecchi", il che e' tutto dire!) di darmi da
            fare per creare e presiedere la relativa
            commissione. Ti faccio presente che di
            solito ci si accapiglia per incarichi
            insignificanti, quindi trai tu le
            conclusioni di quanto importi per ora questo
            settore...Mi sembra di capire che hai un ruolo attivo all'interno dell'ordine (non so se a livello locale, ma comunque sarebbe gia' qualcosa). Perche' se effettivamente ti sta a cuore la questione non ti attivi e fai pressione perche' ci sia un incontro tra l'alsi e l'albo degli ingegneri per trovare una soluzione?Andrea Polci
  • Anonimo scrive:
    Re: Il solito equivoco


    No, quel che si contesta e' la

    possibilita' che costoro possano iscriversi

    all'Albo degli Ingegneri settore

    dell'informazione.
    A si', vero hai ragione. Un dot informatico
    dovrebbe iscriversi all'albo dei verduroli. Ma
    cosa sta scrivendo questo. ah già è un ing anzi
    no è un ing-alboAl di la' della tua infantile ironia, credo che il senso di quello che ho scritto e' chiaro: cosa c'entra un non-Ingegnere con l'Albo degli Ingegneri? Se poi sei contrario agli Albi in assoluto, e' una cosa diversa e potrei anche essere d'accordo.
    Vi immaginate se i dott. in
    Scienze Politiche volessero entrare a far
    parte dell'ordine degli Avvocati?

    A si, perchè oggi la giustizia con che mix

    credi sia composta!Non delirare, non e' produttivo. Trovami un avvocato laureato in Scienze Politiche. Se questi ultimi operano in qualche maniera nel campo della giustizia (e ce ne sono), lo fanno senza essere iscritto all'Albo degli Avvocati. Esattamente cio' che dicevo io a proposito degli Informatici che vogliono iscriversi all'Albo degli Ing.
    ... delle figurine! Gli albi non devono esistere
    e quelli rimasti debbono essere tolti. Solo le
    capacità a distiguere da chi sa fare e da chi no.
    Null'altro.Questo e' un altro discorso, e ti ho gia' detto che potrei essere d'accordo. Qui pero' si stava discutendo se fosse legittimo che dei non-Ing si iscrivessero all'Albo degli Ing. Impara a separare i piani del ragionamento.
    E questi sono gli ing.? Chissà i dot, ecc. ecc.Sei un discreto qualunquista.Buona giornata.
  • Anonimo scrive:
    soldi buttati in certificazioni, lauree, ecc
    non parliamo poi delle conoscenze che vengono certificate...l'unico a guadagnarci e l'ente che certifica...e sta corsa alla certificazione fa male a tutti...un tempo niente era certificato e il mondo funzionava lo stesso...ora anche per respirare devi prendere la certificazione...e che *****...
    • Anonimo scrive:
      Re: soldi buttati in certificazioni, lauree, ecc
      e chi ha mai detto che si "deve" prendere le certificazioni?Sono altri i titoli che, secondo i vigenti progetti di legge, DEVONO essere in possesso del professionista per poter lavorare.
      • Anonimo scrive:
        Re: dalla parte dell'utente
        l'utente se non ti conosce personalmente si basa sul titolo di studio.se lavori in nero, inoltre non puoi nemmeno difendere i tuoi dirittia questo servono i titoli, se poi qualcuno li usa come cresta ci pensa la concorrenza a levargliela.
  • Anonimo scrive:
    informatici e contratto metalmeccanico
    Ma mi spiegate voi perchè ci assimilano ai metalmeccanici a lilvello di contratto collettivo nazionale???Non mi pare giusto.La professionalità (intesa in senso lato e il piu' generale possibile) che noi abbiamo.....scusate tanto non è paragonabile ad un metalmeccanico!!!Se ci fosse una categoria apposta si potrebbero rivendire migliori trattamenti economici.e regole diverse per flessibilità di orario ecc...
    • Anonimo scrive:
      Re: informatici e contratto metalmeccanico
      Sono d'accordo per la categoria, ma per fortuna... non esiste l'albo dei metalmeccanici!
  • Anonimo scrive:
    Informatica deriva da informazione
    L'informatica e' un "mestiere" nuovo, moderno, e non deve incatenarsi come le vecchie professioni e corporazioni che esistono da secoli. Piu' la corporazione e' antica, e piu' e' inaccessibile ed oscura.Durante la bolla della new economy hanno tirato tanto in ballo la storia che l'informatica e' trasversale, (tanto che ho fatto un corso di HTML tenuto da laureati in lettere). Allora delle due o e' vero, oppure avevano solo bisogno di gente e quindi facevano ponti d'oro a tutti pur di avere mano d'opera. Secondo me sono vere entrambe.Ed il fatto che sia trasversale e' dimostrato dal fatto che molti, (dottori, ingegneri, fisici, letterati... ) ci lavorano. E molti ci vogliono mettere le mani sopra.No agli schemi!No alle corporazioni create con la scusa di proteggere l'utente ma in realta' per proteggere il proprio mercato!Si alle certificazioni ed alla varieta' di scelta!No al valore legale!
    • Anonimo scrive:
      Re: Informazione e professionalità
      ma che vuoi mettere l'addetto ai lavori col semplice utente?A livello ECDL questo discorso *potrebbe* andare, già a livello CISCO non più.E tutti i programmatori e gli analisti non meritano rispetto della professionalità?non dico di burocratizzarci, ma regolamentarci si!
      • Anonimo scrive:
        Re: Informazione e professionalità
        Certo! Infatti:Si' alle certificazioni.No alle barriere all'ingresso.Io conosco un bravissimo laureato in fisica che installa reti e firewalls, certificato CISCO.Non e' Ingegnere, ne Dott. Informatico (e non mi pare esista una corporazione dei fisici).E poi ti immagini? Ti laurei in informatica, (o in altro se sei fortunato che ti accettano nella corporazione) poi metti caso che i corporativisti decidano, come per gli avvocati, di farti fare N anni di praticantato obbligatorio, non pagato. (perche' e' richiesto il titolo di studio, ma non basta, all'universita' la teoria si, ma il CISCO col CASCO che te lo insegnano).Bella prospettiva! La casta dei metabaroni!
        • Anonimo scrive:
          Re: Informazione e professionalità
          - Scritto da: inca
          Certo! Infatti:
          Si' alle certificazioni.
          No alle barriere all'ingresso.

          Io conosco un bravissimo laureato in fisica
          che installa reti e firewalls, certificato
          CISCO.Per installare, configurare e quant'altro nessuno si e' mai sognato di richiedere l'iscrizione all'albo e la laurea.Andrea Polci
  • Anonimo scrive:
    poveri e soli
    nessuno nega le maggiori competenze generali dei laureati, come nessuno deve negare quelle particolari dei periti.il rispetto fra informatici è la base per creare una mentalità che porti ad una unione per difendere i diritti, altrimenti resteremo poveri e soli
  • Anonimo scrive:
    Re: anche per i periti informatici non va bene
    Purtroppo nella P.A. vige ancora il sistema dell'anzianità e della valutazione interna (e quindi non indipendente) del personale.Se cerchi in internet, putroppo vedi che le stesse associazioni / sigle sindacali che dovrebbero tutelare i dipendenti pubblici sono propense agli albi e a sistemi medioevali di inquadramento professionale, basati soprattutto su titoli statici e anzianità di servizio piuttosto che sulla competenza.
    • Anonimo scrive:
      Re: sulla stessa barca
      i laureati *retroattivamente* bloccati dalla legge che consente di progettare ai soli ingegneri anche non informaticii periti probabilmente bloccati se non patentati.aggiungiamo che window è più presente di unix per motivi commerciali a scapito della resa e quindi è completo il quadro di una professionalità ignorata.spero che l'ALSI si ricordi dei periti nei suoi ricorsi
  • Anonimo scrive:
    E chi non è nè perito nè ing.?
    Non mi sembra giusto discriminare figure come la mia (e siamo in tantissimi.....) di consulente, programmatore, disegnatore di S.I, esperto in reti, e chi ne ha più ne metta, che purtroppo non ha un diploma di perito informatico o di ingenieria ma ha raggiunto dopo tanti anni di gavetta e di studio personale accurato della materia (aiutato anche dalle aziende, che una volta premiavano i più volenterosi).Tutti i giorni mi metto a confronto con laureati nuovi e vecchi e sinceramente mi sento di dire che la differenza tra me e loro riguarda soltanto i 5 anni passati all'università. Io (l'università) non ho potuto frequentarla (ho dovuto andare a lavorare a 16 anni) ma poi ho raggiunto traguardi (oggi ho 27 anni) che hanno raggiunto i miei colleghi laureati. E noi chi siamo ? Nella mia azienda di IT siamo la stragrande maggioranza e forniamo servizi talmente avanzati che tutte le mattine penso
    • Anonimo scrive:
      Re: protezione legale
      il lato positivo dell'attestato è che davanti al cliente ti presenta meglio e poi ti consente una tutela legale del tuo lavoro.la critica mia è che le regole non dovrebbero essere retroattive. l'obbligo della patente dovrebbe essere per chi *adesso* si affaccia al lavoro,a chi come me o te ha cominciato quando bastava essere praticoni dovrebbe bastare l'attestato del datore di lavoro come diploma.quanto alla cassa di previdenza sta all'ALSI muoversi anche per i periti come noi, anche per avere più iscritti, se 25mila sono i laureati in difficoltà, i periti sono 10 volte tanto
      • Anonimo scrive:
        Re: protezione legale
        - Scritto da: max59
        quanto alla cassa di previdenza sta all'ALSI
        muoversi anche per i periti come noi, anche
        per avere più iscritti, se 25mila sono i
        laureati in difficoltà, i periti sono 10
        volte tantoOk... ma dovrebbero chiarirsi tra associazioni del CININFO (di cui ALSI fa parte, se non erro) visto che ci sono molte discrepanze tra le varie posizioni di ALSI, ANIPA, ANLUI, AIP
        • Anonimo scrive:
          Re: protezione legale ai periti
          - Scritto da: Roberto Scano


          - Scritto da: max59

          quanto alla cassa di previdenza sta
          all'ALSI

          muoversi anche per i periti come noi,
          anche

          per avere più iscritti, se 25mila sono i

          laureati in difficoltà, i periti sono 10

          volte tanto

          Ok... ma dovrebbero chiarirsi tra
          associazioni del CININFO (di cui ALSI fa
          parte, se non erro) visto che ci sono molte
          discrepanze tra le varie posizioni di ALSI,
          ANIPA, ANLUI, AIP e che tu sappia chi è quello più vicino ai periti?
          • Anonimo scrive:
            Re: protezione legale ai periti
            Non saprei... vai a vedere i loro siti :-)
          • Anonimo scrive:
            Re: protezione legale ai periti
            - Scritto da: Roberto Scano
            Non saprei... vai a vedere i loro siti :-)il fatto è che ALSI,AIP guardano i laureati ed i diplomati, ma quelli con la laurea breve, non il diploma di media superiore.siccome mi sembri addentro alla materia puoi darmi una dritta?grazie
    • Anonimo scrive:
      Re: E chi non è nè perito nè ing.?
      - Scritto da: Davide
      Non mi sembra giusto discriminare figure
      come la mia CUT
      che purtroppo non ha un diploma di
      perito informatico o di ingenieria ma ha
      raggiunto dopo tanti anni di gavetta e diNon devi neppure preoccuparti lontanamente. E' il mercato che decide non le lauree, i diplomi o gli albi, associazioni, sindacati, ecc. ove, tra l'altro, queste ultime hanno un unico interesse .... solo e unicamente riscuotere quel tanto all'anno.Lasciali scrivere e parlare perchè in realtà qualche cosa devono pur fare e far credere, se no chi più gli da un soldo.Nella realtà, come sempre è stato nella storia, poi nei fatti tutto è diverso, infatti vive meglio e viene più considerato, esempio, un idraulico con $$$ che un dot senza $$$ e di esempi in Italia ce ne sono a bizzeffe.Pertanto tu hai esperienza da vendere? Bene, fattela pagare e tanto sia in termini di $$$ che di potere.by Gigi
      • Anonimo scrive:
        Re: E chi non è nè perito nè ing.?
        Condivido. L'albo a mio avviso serve anche per tagliare le gambe ai più capaci e ai più intelligenti che non hanno tempo da perdere per stare dietro alle lauree e alle certificazioni. L'albo, secondo me, serve a gratificare e a proteggere chi ha finanziato la scuola con le proprie tasse, chi conosce tanta teoria, ma poco di pratica, rispetto invece a chi si è dato da fare sul lavoro, maturando esperienza, imparando per conto proprio.
        • Anonimo scrive:
          Re: utilità dell'attestato
          purtroppo deve diplomarsi per avere un attestato valido non solo nella ditta dove lavora, ma anche all'esterno, come presentazione.riflettendo anche gli artigiani che aprono una attività devono certificare di avere fatto apprendistato presso qualche bottega o corsi professionali.quindi il pezzo di carta serve per presentazione al cliente e per garanzie legali.
  • Anonimo scrive:
    Non confondiamo informatici con new-economy
    Attenzione... Un laureato in informatica non è un "pilastro della new economy" ma uno studente che ha terminato un percorso formativo con attestazione finale.Ben venga il riconoscimento allo svolgimento della professione di ingegnere ma con un accorpamento degli albi, senza la creazione di un albo degli informatici che, di fatto, lascerebbe fuori gli operatori della new economy soprattutto nel settore Web per il quale non esistono requisiti come la laurea ma la competenza in materia attestata, eventualmente, da certificazioni (preferibilmente vendor-independent)
    • Anonimo scrive:
      Re: albi professionali
      - Scritto da: Roberto Scano


      Ben venga il riconoscimento allo svolgimento
      della professione di ingegnere ma con un
      accorpamento degli albi, senza la creazione
      di un albo degli informatici che, di fatto,
      lascerebbe fuori gli operatori della new
      economy soprattutto nel settore Web per il
      quale non esistono requisiti come la laurea
      ma la competenza in materia attestata,
      eventualmente, da certificazioni
      (preferibilmente vendor-independent)visto che ci sono albi professionali per i periti, come quello dei geometri, perchè non uno anche per i periti informatici, visto che la patente ECDL serve a qualificarli univocamente?
      • Anonimo scrive:
        Re: albi professionali
        - Scritto da: max59
        visto che ci sono albi professionali per i
        periti, come quello dei geometri, perchè non
        uno anche per i periti informatici, visto
        che la patente ECDL serve a qualificarli
        univocamente? Se cerchi in PI o in www.iwa-italy.org/about/rassegna.asp vedi le motivazioni per le quali albi nel settore IT sono più dannosi che altro.Se poi si vuol porre la ECDL come attestato di professionalità, allora siamo alla frutta...
        • Anonimo scrive:
          Re: ECDL e CISCO
          - Scritto da: Roberto Scano


          - Scritto da: max59

          visto che ci sono albi professionali per i

          periti, come quello dei geometri, perchè
          non

          uno anche per i periti informatici, visto

          che la patente ECDL serve a qualificarli

          univocamente?

          Se cerchi in PI o in
          www.iwa-italy.org/about/rassegna.asp vedi le
          motivazioni per le quali albi nel settore IT
          sono più dannosi che altro.

          Se poi si vuol porre la ECDL come attestato
          di professionalità, allora siamo alla
          frutta...grazie dell'url, quanto all'ECDL, purtroppo questa è l'aria che tira e comunque lo metterei a livello di scuola media, come livello superiore il diploma CISCO sulle reti.http://www.cisco.com/edu/emeahttp://www.netacad.itIl problema è per la vecchia guardia la cui professionalità non è rispettata nemmeno come titolo preferenziale per partecipare a questi corsi
  • Anonimo scrive:
    Ma dove ??
    L'autore dell'articolo scrive :"Un Avvocato, un ingegnere, un medico chirurgo con dieci anni d'esperienza valgono molto di più che un neolaureato della loro facoltà."Ma chi lo dice ????Sono quasi un ing., ho 23 anni, certificato CISCO, esperienza nella progettazione reti e nel campo security e sicuramente, scusi la prepotenza, varrò più io come neolaureato, se non già ora, che uno dei tanti ing con 10 anni di iscrizione ai vari albi........Se concordo con Lei sui motivi di protesta, sono convinto anch'io che un laureato in SdI possa "progettare" ecc...,anche perchè ci sono periti che progettano meglio di tanti dott - ing, e loro ?? loro li dimentichiamo..., non con concordo con alcune sue motivazioni banali e anzi mi sembra che come l'albo degli ing. voglia fare muto contro di voi, voi siate l'atra parte del muro.CordialmenteGianluca
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma dove ??
      Ma chi lo dice ????
      Sono quasi un ing., ho 23 anni, certificato
      CISCO, esperienza nella progettazione reti e
      nel campo security e sicuramente, scusi la
      prepotenza, varrò più io come neolaureato,Ok, allora sei più bravo tu di me a progettare sistemi informatici. Io ho solo un diploma di perito informatico, una laurea in informatica, scrivo software dal 1985 e progetto sistemi informatici dal 1992. Non sarò un genio ma la mia esperienza non conta?Bravo, e modesto. Per fortuna non tutti gli ingegneri sono come te, ma purtroppo non sei il solo cialtrone borioso.Pippo
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