HP e Autonomy, ancora polemiche

Non si placa il caso tecnologico-finanziario più dibattuto dei mesi passati, e tra management che si scontrano e amministratori incollati alla poltrona si tira dritto persino davanti agli azionisti

Roma – Lungi dal potersi considerare conclusa, la vicenda HP-Autonomy continua a far discutere all’esterno ma soprattutto all’interno dell’industria tecnologica: l’acquisizione che ha generato un buco enorme nei conti di Hewlett-Packard è stata gestita male, anzi malissimo, e a dirlo è una persona che dovrebbe essere molto ben informata sui fatti.

L’accusa nei confronti del management di HP arriva da Mike Lynch, founder di Autonomy che respinge le accuse di frode – su cui ora si pronunceranno le corti statunitensi – e sostiene di aver informato il CEO di HP Meg Whitman della situazione già due mesi prima della conclusione dell’operazione.

L’integrazione fra HP e Autonomy stava presentando “problemi significativi” capaci di impattare negativamente sulle performance, ha sostenuto Lynch in una lettera resa pubblica prima della riunione degli azionisti tenutasi nelle scorse ore, e Whitman era stata resa edotta su tali problemi.

Lynch ha esortato il Consiglio di Amministrazione affinché fornisse le risposte richieste dagli azionisti e dal pubblico, ma alla conclusione della riunione – tenutasi al Computer History Museum di Mountain View – non si sono viste né le risposte né assunzioni di responsabilità da parte di alcuno.

Il peggior affare della storia recente di HP sarebbe stato paradossalmente tenuto in salamoia da azionisti e amministratori, e a parte qualche polemica di contorno – non pertinente né ad Autonomy né al mondo tecnologico in sé – è filato tutto liscio. Restano i gravi problemi strutturali del business di HP e della direzione da prendere in futuro, mentre tutti e 11 i membri del consiglio di amministrazione sono stati confermati alla guida della corporation.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • thebecker scrive:
    Vince la turchia seguita dagli USA e UK
    RichiesteTurkey11,434United States11,073United Kingdom9,226Italy1,519Ci sono anche Francia e Germania con molte richieste sugli 8000/9000 richiestr.USA, UK e Turchia sul podio, i paesi anglossasoni risultato essere i maggiori controllori della rete Microsoft come mai questa cosa non mi sorprende? :D-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 marzo 2013 11.33-----------------------------------------------------------
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Vince la turchia seguita dagli USA e UK
      contenuto non disponibile
      • thebecker scrive:
        Re: Vince la turchia seguita dagli USA e UK
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: thebecker

        Richieste



        Turkey

        11,434



        United States

        11,073



        United Kingdom

        9,226



        Italy

        1,519



        Ci sono anche Francia e Germania con molte

        richieste sugli 8000/9000

        richiestr.



        USA, UK e Turchia sul podio

        USA è molto basso: questi numeri vanno rapportati
        al numero di persone che usano il
        servizio.ok, è la prima volta che guardo queste cose ;) Ho interpetato male...
    • Polemik scrive:
      Re: Vince la turchia seguita dagli USA e UK
      - Scritto da: thebecker
      Italy
      1,519Insomma, un sospetto terrorista e 1518 grandi evasori fiscali :D(rotfl)
Chiudi i commenti