HTML capitolo 5: la guerra dei codec

La nuova versione dello standard web per antonomasia dovrebbe servire a propagare un'autentica rivoluzione per i contenuti video e lo streaming multimediale. Ma prima occorrerà attendere la fine della contesa tra i formati

Roma – Non c’è pace nella galassia degli standard del futuro, e nell’ambito della prossima versione di HTML si sta in particolare consumando un’autentica guerra dei formati video fatta di codice chiuso e licenze GPL, di corsa alle caratteristiche e di interessi nei confronti di un mercato sterminato.

Oggetto del contendere è l’oramai noto tag video , che dovrebbe far parte delle specifiche finali di HTML 5 ma che al momento è orfano di uno standard comune per la decodifica dei contenuti multimediali in streaming. Sul suddetto tag video molto si è detto e molto si continuerà a dire, sulla sua capacità di favorire innovazione e sul possibile pensionamento della tecnologia Flash proprietaria in mano ad Adobe.

Se sulle promesse di HTML 5 le obiezioni sono poche, il grosso della discussione verte sui due codec che attualmente si contendono il posto d’onore dello “standard” ufficialmente scelto dal W3C , vale a dire H.264 e Ogg Theora . Le caratteristiche del primo sono divenute di dominio pubblico da quando si è cominciato a parlare di alta definizione, Blu-ray, “Full HD” e sigle della stessa risma: messo a punto e gestito dal consorzio ISO MPEG, H.264 è in grado non solo di offrire immagini di qualità ad alta definizione ma anche di ottimizzare il flusso dei dati tanto da restituire la qualità di un DVD (standard MPEG-2) alla metà del bitrate di quest’ultimo.

Il problema non da poco di H.264 è che non è gratuito, e la sua implementazione vale un certo quantitativo di denaro da pagare al suddetto gruppo MPEG per coprire i costi di licenza. Dall’altra parte del ring invece c’è Ogg Theora, parente multimediale del noto standard sonoro open source Ogg Vorbis e gestito come quest’ultimo da Xiph.Org Foundation , organizzazione non profit finanziata da Mozilla e altri che sviluppa e promuove l’adozione di standard gratuiti e utilizzabili liberamente da chiunque.

L’ambizioso obiettivo di Theora è quello di confrontarsi con l’intero lavoro del gruppo industriale MPEG, ponendosi come sostituto full-optional di tutti i codec sin qui utilizzati per processare i contenuti multimediali in bassa, media, alta o altissima definizione. Vista la sua natura FOSS Theora sembrerebbe essere il candidato naturale all’adozione da parte del W3C, ma i produttori di browser e l’industria nel complesso si sono sin qui spaccati tra il partito dell’open a tutti i costi e i sostenitori di H.264.

Per quanto riguarda i produttori dei browser web, Mozilla e Opera supportano Theora, mentre Apple e Google sembrano preferire H.264. Mountain View sostiene che H.264 sia superiore, ma nonostante questo intende includere il supporto di entrambi i formati nel suo Chrome. Il parere di Google nel merito è particolarmente importante considerando la centralità di YouTube nel mercato dei contenuti multimediali, e l’opinione secondo cui passare dall’attuale tecnologia di streaming impiegata su GoogleTube a Theora consumerebbe addirittura tutta la banda disponibile su Internet ha certamente avuto un impatto non trascurabile sulla discussione in corso.

Da Xiph.Org sono poi arrivate le contro-opinioni tese a confutare quella di Mountain View, o per meglio dire a smantellarla con prove e video comparativi. Ma oltre che alla qualità Google e Apple pensano anche a un possibile scenario di infrazione di brevetti da parte dello standard open source , uno scenario che nonostante sin qui non si sia verificato induce Apple a nutrire seri dubbi sull’opportunità di adottare il formato come fondamento dei contenuti video gestiti via web.

La querelle legale e tecnologica tra sostenitori di MPEG H.264 e Ogg Theora non è probabilmente destinata a placarsi in breve tempo, e anche se la concorrenza non è mai un fatto negativo posto che porti a una discussione pubblica e trasparente, alla lunga a subirne gli effetti negativi potrebbero essere il mercato stesso e i consumatori.

Alfonso Maruccia

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  • q w scrive:
    SSN
    SSN, non SNN
  • Undertaker scrive:
    Algoritmo italiano
    Gli USA usano l'SSN, in Italia si usa il codice fiscale !Se per craccare l'SSN (cioé per risalire, dai dati anagrafici della persona all'SSN) ci sono voluti anni di lavoro ed i dati di 65 milioni di persone per fare lo stesso con il codice fiscale italiano basta un minuto ed un programmino del cavolo che si trova dappertutto in internet.Cognome,nome,data e luogo di nascita: ecco il "codice" italiano, probabilmente progettato da un crittografo dei carabinieri
    • Coma scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      Permettimi di farti notare che da noi il codice fiscale è solo l'identificativo univoco di ognuno di noi... univoco perchè nel caso di due codici fiscali calcolati come uguali, uno dei due viene variato dall' intendenza di finanza.infatti si parla di codice fiscale assegnato e non calcolato.Su Wikipedia ci dovrebbe essere tutto...Solo un folle lo utilizzerebbe come password, ma di matti ne è pieno il mondo!!!!Tant'è che in molte società che bazzico quando ti assegnano le credenziali di posta, come password da cambiare al primo login ti danno proprio quello... Tanti varrebbe pippo123 !!!
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      - Scritto da: UndertakerSarai mica quello di ISM e ISF1... perché il tenore delle XXXXXXX è analogo.
      Cognome,nome,data e luogo di nascita: ecco il
      "codice" italiano, probabilmente progettato da un
      crittografo dei carabinieriPer prima cosa il codice fiscale italiano è stato progettato appositamente perché contenesse espliciti riferimenti ai dati anagrafici. Secondariamente con quei programmini su Internet si fanno spesso danni a causa delle omocodie (molto frequenti) e dei codici non standard che spesso sono assegnati.
      • Giorgio scrive:
        Re: Algoritmo italiano
        - Scritto da: THe_ZiPMaN
        - Scritto da: Undertaker
        Sarai mica quello di ISM e ISF1... perché il
        tenore delle XXXXXXX è
        analogo.Flavio, teniamo bassi i toni per cortesia. Per il resto come darti torto?
    • zac scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      - Scritto da: Undertaker
      Gli USA usano l'SSN, in Italia si usa il codice
      fiscale
      !

      Se per craccare l'SSN (cioé per risalire, dai
      dati anagrafici della persona all'SSN) ci sono
      voluti anni di lavoro ed i dati di 65 milioni di
      persone per fare lo stesso con il codice fiscale
      italiano basta un minuto ed un programmino del
      cavolo che si trova dappertutto in
      internet.
      Cognome,nome,data e luogo di nascita: ecco il
      "codice" italiano, probabilmente progettato da un
      crittografo dei
      carabinierisei il super troll di it.sport.formula1 ???Se sì allora ritorna a rosicare per i 31 mondiali Ferrari!
    • Ciobix scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      - Scritto da: Undertaker
      Gli USA usano l'SSN, in Italia si usa il codice
      fiscale
      !

      Se per craccare l'SSN (cioé per risalire, dai
      dati anagrafici della persona all'SSN) ci sono
      voluti anni di lavoro ed i dati di 65 milioni di
      persone per fare lo stesso con il codice fiscale
      italiano basta un minuto ed un programmino del
      cavolo che si trova dappertutto in
      internet.
      Cognome,nome,data e luogo di nascita: ecco il
      "codice" italiano, probabilmente progettato da un
      crittografo dei
      carabinieriInfatti SSn e Cof. Fiscale hanno finalità diverse, genio!L'algoritmo del codice fiscale è pubblico, perchè non deve essere un segreto, perchè non è nato come un segreto fra amici del cuore...
    • djdion.. scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      - Scritto da: Undertaker
      Gli USA usano l'SSN, in Italia si usa il codice
      fiscale
      !

      Se per craccare l'SSN (cioé per risalire, dai
      dati anagrafici della persona all'SSN) ci sono
      voluti anni di lavoro ed i dati di 65 milioni di
      persone per fare lo stesso con il codice fiscale
      italiano basta un minuto ed un programmino del
      cavolo che si trova dappertutto in
      internet.
      Cognome,nome,data e luogo di nascita: ecco il
      "codice" italiano, probabilmente progettato da un
      crittografo dei
      carabinieriSei americano, vero?
    • AxAx scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      Il codice fiscale non ha nessuna funzione di tipo crittografico e non è mai stato pensato per questo scopo.
      • Osvy scrive:
        Re: Algoritmo italiano
        - Scritto da: AxAx
        Il codice fiscale non ha nessuna funzione di tipo
        crittografico e non è mai stato pensato per
        questo scopo.Infatti. Da quello che capisco leggendo l'articolo, l'SSN serve a dare una "certificazione" di identità a chi lo fornisce: ti scrivo come "pippo" e sono "pippo", infatti eccoti l'SSN di "pippo". Diciamo che svolge una funzione che qui da noi è svolta dalle smart-card digitali, mezzo peraltro - ritengo - assai più sicuro in quanto comporta l'intervento di un terzo soggetto (l'ente certificatore), non è sufficiente conoscere una sequenza di cifre. ciao
    • lufo88 scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      o un troll o uno che che dovrebbe andare a dormire prima la sera :D
    • Orfheo scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      Conosco la persona che ha "inventato" lo "schema" del codice fiscale. Personalmente. E' stato mio capo in IBM.Nessuna pretesa di non essere "crackabile", anzi e' stato concepito per poter essere calcolato da un bambino XXXXXXXXXX ;-)Parole dell'autore ;-)Orfheo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 08 luglio 2009 11.00-----------------------------------------------------------
      • Marco P. scrive:
        Re: Algoritmo italiano
        Al di là delle polemiche sul primo commento, evidentemente inopportuno, ciò che mi lascia molto perplesso della notizia è che utilizzino con funzioni di password identificativa un dato che rimane invariato. Per quale motivo allora ci obbligano a cambiare le password tutti i mesi in ufficio???
        • Daniele scrive:
          Re: Algoritmo italiano
          Un po' come quelli che vogliono usare l'impronta digitale o la scansione dell'iride come UNICO parametro di acXXXXX...Peccato che anche questi siano dei dati che rimangono INVARIATI, e dovrebbero essere usati al massimo in sostituzione di uno username (cognome + iniziale del nome è facile da indovinare e riprodurre, mentre impronta dell'indice o scansione dell'iride sono un po' più complessi).Ma la presenza di una password, conosciuta SOLO dall'interessato (ovvero presente solo nella sua mente), è e rimarrà sempre un requisito imprescindibile.
    • Galeazzo scrive:
      Re: Algoritmo italiano
      E' un poverino, non capisco perché perdiate tempo per rispondergli.
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