Huawei: nuova identità negli USA per Futurewei?

Rumor sul possibile distacco di Futurewei dalla parent company Huawei, per continuare a operare negli Stati Uniti come fatto fino ad oggi.

Futurewei è la sussidiaria di Huawei che si occupa di ricerca e sviluppo, operando dalle sedi collocate nella Silicon Valley, a Seattle, Chicago e Dallas. Stando a quanto riportato oggi da Reuters, potrebbe essere in procinto di affrontare una riorganizzazione in modo da arrivare a operare in modo indipendente dalla parent company di Shenzhen, con l’obiettivo di poter continuare a collaborare con istituzioni e realtà accademiche statunitensi nonostante la recente inclusione del gruppo nella Entity List e il conseguente ban degli USA.

Futurewei e il business negli Stati Uniti

Le fonti dell’indiscrezione sono rimaste anonime, ma l’articolo scende nei dettagli spiegando la natura delle operazioni in corso: Futurewei avrebbe allontanato i dipendenti Huawei dai propri uffici e spostato la gestione di tutte le informazioni che riguardano la sua attività su un nuovo sistema IT. I vertici avrebbero inoltre imposto di non utilizzare il brand o il logo di Huawei nelle comunicazioni con l’esterno. Insomma, seppur usare il condizionale è d’obbligo in attesa di conferme che al momento non sono arrivate, l’obiettivo sembra essere quello di costruire una nuova identità.

Sono oltre 2.100 i brevetti depositati da Futurewei presso lo United States Patent and Trademark Office, gran parte dei quali riguardanti tecnologie appartenenti ad ambiti come le telecomunicazioni, i network mobile del 5G, sistemi video e per le riprese.

Come già accennato, sul piatto c’è il prosieguo delle collaborazioni con alcune università statunitensi, per progetti di ricerca o per il finanziamento dell’attività degli istituti. A tal proposito ricordiamo che già a inizio aprile, dunque oltre un mese prima dell’esplosione del caso, il Massachusetts Institute of Technology ha deciso di interrompere i rapporti con realtà cinesi come Huawei e ZTE oggetto di indagini federali. Lo stesso aveva fatto nel mese di gennaio la Oxford University.

Lo stesso articolo condiviso da Reuters precisa che il Dipartimento del Commercio USA non può includere Futurewey nella Entity List poiché la società, pur risultando una controllata della cinese Huawei Technologies, ha sede negli Stati Uniti. La volontà dell’azienda di procedere a una sorta di rebranding deve essere dunque interpretata come una mossa preventiva, attuata al fine di evitare l’insorgere di problematiche che potrebbero mettere in pericolo le partnership già attive, soprattutto quelle che le consentono di collaborare con le realtà accademiche americane, talvolta finanziandone l’attività.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Fonte: Reuters
Chiudi i commenti