HyperX SSD 240GB, velocità secondo Kingston

Annunciati solo pochi giorni fa, i nuovi SSD HyperX prodotti da Kingston con interfaccia SATA 3.0 offrono prestazioni molto elevate. E il prezzo non è da meno

Interfaccia Serial ATA di terza generazione, controller SandForce, chip di memoria Intel NAND Flash a 25nm, capacità da 120 e 240 GB ed eventuale kit di aggiornamento. Questa la carta di identità dei nuovi SSD Kingston HyperX da poco annunciati e che prenderemo oggi in esame nei nostri consueti test.

I nuovi modelli proposti da Kingston in realtà non rappresentano una vera novità in questo settore. Qualche giorno fa vi abbiamo proposto la recensione del disco OCZ Vertex 3 che prevede componenti e architettura simile. Le somiglianze non si esauriscono solo qui ma anche nelle prestazioni dichiarate che, per il modello da 240GB, sono misurate in velocità di lettura/scrittura sequenziale pari a 555/510MB/s con IOPS di 40.000/60.000 in caso di lettura/scrittura di blocchi da 4k random.


Confezione di gran classe per l’SSD HyperX con kit di upgrade

Come tutti gli SSD basati su controller SandForce SF-2000, anche il modello HyperX di casa Kingston fa leva su diverse tecnologie per migliorare prestazioni ed affidabilità.

  • Tecnologia avanzata di Wear Leveling : consente di distribuire le scritture in modo uniforme su tutti i blocchi di memoria Flash per aumentare al massimo la durata complessiva dell’unità
  • Supporto TRIM e S.M.A.R.T. : con il supporto a queste tecnologie, l’SSD offre le funzioni essenziali per tenere sempre sotto controllo il suo stato di salute e garantire prestazioni elevate nel tempo
  • Tecnologia DuraClass : rappresenta un’avanzata logica di funzionamento che migliora prestazioni, affidabilità e durata nel tempo
  • Intel 25nm Compute NAND (P/E 5K) : le celle di memoria NAND Flash utilizzate per questo SSD sono significativamente più affidabili di quelle NAND 3K P/E cicli.

Kingston offre da una garanzia di 3 anni con un supporto tecnico 24 ore su 24. Nella seguente tabella abbiamo raccolto le specifiche dei dischi che andremo ad analizzare:


Specifiche tecniche

Le differenze sulla carta tra HyperX SSD ed OCZ Vertex 3, principale concorrente del disco Kingston, sono da cercare con il lanternino. La banda dati dichiarata in lettura è leggermente superiore mentre quella in scrittura è di poco inferiore. Il tempo di vita medio è pari alla metà: questo dato stupisce in quanto, oltre ai componenti, anche gli algoritmi presenti nel controller Sandforce SF-2281 sono gli stessi. Altri spunti di discussione possono essere cercati nei consumi: Kingston pare sia riuscita a rendere il suo SSD più efficiente, specie quando il dispositivo non è attivo.

Il disco Kingston HyperX

Come da tradizione, il nuovo SSD Kingston utilizza un fattore di forma di 2,5 pollici. Il guscio esterno è realizzato in metallo e funge da sistema di dissipazione per i componenti interni che prevedono un contatto termico grazie ad un paio di pad molto spessi.


Guardandolo dal retro

In particolare è la sezione posteriore del guscio ad offrire il massimo dell’efficienza energetica. D’altro canto essa sarà messa a contatto con altre parti del case quando l’SSD sarà installato all’interno del sistema e potrebbe aiutare ulteriormente la dispersione del calore.


Connessioni Serial ATA 3.0

L’utilizzo di un’interfaccia di connessione di tipo Serial ATA 3.0 non comporta alcuna restrizione rispetto al passato. I due connettori, dati e alimentazione, restano esattamente identici ed è garantita piena compatibilità anche con schede madri dotate di connessione Serial ATA 2.0 (le prestazioni saranno ovviamente inferiori). Il PCB interno del disco HyperX è, a grandi linee, simile a quello utilizzato dal rivale OCZ. Proprio in concomitanza del connettore SATA troviamo il controller SandForce SF-2281 a 8 canali (di questo abbiamo ampiamente parlato in un precedente articolo al quale vi rimandiamo per approfondimenti) che smista i segnali verso le celle di memoria installate poco più a destra. Le uniche differenze che possiamo notare ad occhio nudo sono nella sezione di alimentazione e nella presenza di alcuni pin interni disponibili solo sul modello di casa OCZ.


L’elettronica del Kingston HyperX


L’elettronica dell’OCZ Vertex 3

I chip di memoria NAND Flash che troviamo all’interno del disco Kingston sono gli stessi presenti anche negli SSD Intel 320 ed OCZ Vertex 3. Essi rispondono alla sigla 29F16B08CCME2 e sono prodotti da Intel: hanno una densità di 16 gigabyte ciascuno per un totale di 256GB (sono presenti 16 moduli, 8 nella parte frontale ed 8 in quella posteriore del PCB). Kingston, a differenza di OCZ, permette di regolare il fattore di over provisioning (la differenza fra la capacità di memoria del disco e la reale capacità utilizzabile dopo la formattazione) durante la configurazione della partizione dell’SSD. Si può così decidere di accedere alla capacità massima di storage dei dati oppure di rinunciare a un po’ di spazio per aumentare le prestazioni e la durata del dispositivo (il nostro consiglio è quello di non sfruttare tutto lo spazio a disposizione: l’affidabilità è un fattore troppo importante per potervi rinunciare).


Le celle di memoria Flash

La sezione posteriore ospita, oltre agli 8 moduli di memoria, anche alcuni altri componenti, principalmente passivi, che servono probabilmente a meglio regolare i segnali di tensione.


Il retro del PCB

Kingston permette di acquistare gli SSD HyperX con un interessante kit di upgrade, molto utile nel caso in cui si possieda già un sistema e si voglia traslocarlo alla nuova tecnologia.


Accessori inclusi nel kit

Il kit include un cassettino esterno, un cavo USB, un cavo SATA, un cacciavite a più punte ed il software di migrazione Acronis True Image HD. Quest’ultimo permette di effettuare una copia esatta del disco di origine per trasferire sistema operativo, software e dati.


Cassettino USB

Il cassettino USB è di qualità abbastanza scadente, dunque può essere utilizzato solo per eseguire le operazioni di spostamento dati una tantum . Le sue prestazioni, per giunta, sono limitate da un’interfaccia di tipo USB 2.0 che assolutamente non si sposa con le pretese di questo SSD.

Il kit ha un costo aggiuntivo di circa 20 euro. Per analizzare i dischi SSD abbiamo utilizzato un sistema SATA 3 (6Gb/s) con controller RAID aggiuntivo (per eventuali test futuri):

  • Sulla scheda sono stati installati solo i componenti necessari: CPU, Memoria, Scheda video e Hard disk.
  • L’hard disk è stato formattato, sono stati poi installati il sistema operativo, i driver per le periferiche e quando necessario sono state installate patch e aggiornamenti.
  • Ogni test è stato ripetuto per tre volte e se i valori di qualche test sembravano sballati il test stesso è stato di nuovo ripetuto.
  • Fra un test e l’altro il sistema è stato riavviato.

Di seguito la configurazione di prova:


Sistema di prova

Software di analisi:

  • HD Tach 3.0.4.0 : questo software permette di misurare le prestazioni dei dischi rigidi in lettura sequenziale e in lettura a blocchi. Esso fornisce un comodo grafico con i risultati.
  • ATTO Disk Benchmark 2.34 : software di benchmark per hard disk che misura ne le prestazioni utilizzando file di diversa dimensione e scrivendoli e leggendoli da punti a caso del disco.
  • IOMeter 2006.07.27 : Iometer è un software di rilevazione delle prestazioni del sottosistema di I/O sviluppato inizialmente da Intel Corporation e poi portato avanti come un progetto Open Source.
  • PCMark Vantage: molto simile al SiSoft SANDRA, esegue test sintetici per misurare le prestazioni di CPU, memoria, dischi e grafica.
  • 7-Zip : benchmark CPU/Memory intensive che misura le prestazioni del computer nella creazione di archivi – file compressi.
  • Tempi di avvio del sistema e copia di file.

Metodologia operativa:

  1. Utilizzando l’SSD come disco secondario, col sistema operativo ed i software di benchmark installati su un disco tradizionale primario. Questa tipologia di test rileva le performances base del disco.
  2. Utilizzando l’SSD come disco primario sul quale risiedono sistema operativo e software di benchmark. Questo genere di test serve ad analizzare il comportamento del disco nell’impiego quotidiano.

In entrambi i casi è stata attivata la modalità AHCI per il controller SATA e verificato il funzionamento della tecnologia TRIM. Seguono le rilevazioni effettuate con i software HDTach e Atto Disk Benchmark:

HyperX Vertex 3 Intel 320 Revodrive

I valori rilevati da Atto Disk Benchmark sono perfettamente in linea con quelli dell’unità di casa OCZ: il disco HyperX mostra una banda dati di picco di 460MB/s in scrittura e 555MB/s in lettura. Tali numeri sono non troppo differenti da quelli specificati dal produttore che dichiara valori di 510 MB/s in scrittura e 555 MB/s in lettura.

L’unità Intel SSD 320 si ferma ad una banda di 226MB/s e 282 MB/s rispettivamente in scrittura e lettura mentre le performance del Revodrive da 110GB sono simili a quelle dei due SSD SATA 3.0.

HyperX Vertex 3 Intel 320 Revodrive

HD Tach permette di rilevare già qualche differenza: il disco Kingston HyperX riesce a superare il suo rivale nei trasferimenti a blocchi raggiungendo quasi 380MB/s contro poco più di 310MB/s dell’OCZ. Il disco Intel risulta essere decisamente più lento. Non ci sono quasi differenze, invece, circa la banda sequenziale media: a nostro avviso questo dato, come rilevato da HD Tach, non è molto attendibile. AS SSD è un benchmark di recente sviluppo che, sulla base di una serie di test sintetici ed abbastanza vicini all’uso quotidiano, riesce a fornire informazioni sufficientemente indicative sulle performances di un moderno disco SSD.

HyperX Vertex 3 Intel 320

Risultati ancora una volta allineati per i due SSD dotati di interfaccia SATA 6Gbps: HyperX e Vertex 3 offrono numeri davvero molto elevati se confrontati con quelli di un modello SATA 2 come il disco Intel 320. In particolare notiamo una risposta ottimale nelle operazioni di scrittura e lettura di blocchi da 4K con 64 thread attivi ove il controller SandForce entra pienamente in azione coadiuvato dalla tecnologia native command queuing (NCQ) del controller SATA.

HyperX Vertex 3 Intel 320

Nelle operazioni di copia di determinate tipologie di file, è il disco di casa OCZ ad averla vinta con una banda sempre superiore al suo rivale Kingston HyperX. Rispetto al disco Intel preso a riferimento le performance restano comunque decisamente più sostenute.

HyperX Vertex 3 Intel 320

Performance allineate fra i due contendenti al trono con il benchmark di compressione di AS SSD. I numeri restano ben al di sopra di quelli di un disco SSD di fascia media con connessione Serial ATA 2.0 ma tali da non poter decretare un vincitore fra HyperX SSD ed OCZ Vertex 3. Con IOMeter abbiamo realizzato due serie di test con 4 thread attivi in contemporanea. La prima serie comprende files di 4KB, corrispondenti alle dimensioni minime che il File System è in grado di gestire (e che sono quelli maggiormente implicati nei trasferimenti); la seconda, prende in considerazione files da 2MB, e permette praticamente di valutare le prestazioni in lettura e scrittura sequenziale. In ogni caso la rilevazione è effettuata con allineamento ai 4KB. I valori che abbiamo rilevato da IOMeter sono i seguenti:

  • Total I/Os per Second (IOps) : rappresenta la media rispetto al tempo di esecuzione del benchmark del numero delle operazioni di I/O al secondo. Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Read I/Os per Second, Read IOps) e per la scrittura (Write I/Os per Second, Write IOps).
  • Total MBs per Second (MBps) : rappresenta la media in termini di Megabytes letti e scritti al secondo calcolata su tutto il tempo di esecuzione del test. Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Read MBs per Second, Read MBps) e per la scrittura (Write MBs per Second, Write MBps).
  • Average I/O Response Time : rappresenta il valore medio del tempo fra l’inizio ed il completamento di una operazione di I/O mediato su tutta la lunghezza del test e misurato in ms (millisecondi). Questo test prevede anche uno spaccato per la lettura (Avg. Read Response Time) e per la scrittura (Avg. Write Response Time).
  • % CPU Utilization : rappresenta la percentuale di tempo di CPU speso nell’eseguire i threads relativi ai test sul disco.

Risultati con file di 4Kb


IOps con file da 4KB


Banda dati (MBps) con file da 4KB

Il limite delle performances disponibili da un SSD Serial ATA 3.0 viene spinto ancor più in alto da questo nuovo disco firmato HyperX. Rispetto al rivale OCZ Vertex 3 i numeri sono di circa un migliaio di IOPS e 3MBps superiori.


Tempi di risposta con file da 4KB

I tempi di risposta fra i due SSD rivali sono invece perfettamente allineati.

Risultati con file di 2MB


IOps con file da 2MB


Banda dati (MBps) con file da 2MB

Il vantaggio accumulato in precedenza con i test effettuati con file da 4K lo ritroviamo anche con file di dimensioni maggiori.


Tempi di risposta con file da 2MB

I tempi di risposta continuano a non mostrare differenze fra il Vertex 3 e l’HyperX. Colleghiamo l’SSD sul canale primario ed installiamo sistema operativo, drivers e vari software di benchmark. Eseguiamo alcuni test di carattere generale per capire se ci sono particolari influenze nel loro utilizzo quotidiano.


Banda dati

Guardando la banda dati rilevata dal SiSoft Sandra è facile decretare vincitore l’SSD HyperX che riesce a surclassare il diretto rivale di oltre 100MB/s in media.


PCMark 05

Quanto appena visto viene completamente smentito dal PCMark 05 che mostra risultati inferiori per il disco HyperX rispetto al Vertex 3.

Una delle valutazioni più importanti da fare è quella della misurazione dei tempi di caricamento. A questo proposito abbiamo misurato non solo i tempi di avvio e spegnimento del sistema, ma anche quelli legati al caricamento di quattro applicativi immediatamente dopo l’accesso all’OS (Adobe Flash, Power DVD, Macromedia Dreamweaver e Wordpad).


Avvio di Windows e applicativi

Il disco di casa Kingston riesce a garantire tempi di avvio del sistema operativo e delle applicazioni leggermente migliori rispetto a quelli del rivale OCZ Vertex 3. Rispetto al modello Intel Serial ATA 2 i numeri sono senz’altro migliori e lo sono anche rispetto ai RevoDrive che necessitano di un tempo maggiore nelle procedure di avvio per caricare il firmware del controller SATA aggiuntivo.


Copia ed estrazione di file

Ottima anche la banda dati dell’SSD HyperX misurata nelle operazioni di copia di una cartella contenente molteplici files di ridotte dimensioni e di un unico file zip da 5 gigabytes. I valori sono non solo superiori a quelli dell’SSD Intel 320 e dell’OCZ Vertex 3 ma anche quella del Revodrive da 110GB. Il continuo aggiornamento delle piattaforme hardware con modelli dotati di connettività Serial ATA 3.0 richiede che i dispositivi di storage siano all’altezza della maggiore banda dati che altrimenti resterebbe non sfruttata. I dischi rigidi tradizionali, anche se dotati dell’ultima versione dello standard SATA, non riescono a saturarla, cosa che invece riesce bene ai veloci SSD come l’OCZ Vertex 3 o l’HyperX, quantomeno in determinate situazioni.

Il disco di casa Kingston, realizzato usando i medesimi componenti del rivale fra cui il controller SandForce SF-2281 ed i chip di memoria NAND Flash MLC Intel a 25nm, risulta essere decisamente performante, spesso anche più del Vertex 3 stesso. Tanto con benchmark specifici, quanto in situazioni di carattere più realistico, l’SSD HyperX ha dimostrato di essere l’avversario da battere.


Spazio a disposizione dopo formattazione

Il modello da noi provato è quello con taglio da 240GB che offre una capacità di memorizzazione, dopo la formattazione, pari a 223,57GB. Il produttore permette di gestire il fattore di over provisioning lasciando a voi la scelta di utilizzare o meno tutto lo spazio a disposizione (fino a 256GB) ma avvisandovi di conseguenze che riteniamo decisamente gravi (riduzione dell’affidabilità e delle prestazioni).


Costo per GB di dati disponibili

Il prezzo per gigabyte è stato calcolato considerando un costo complessivo del disco pari a 490,00 Euro. Il disco è stato annunciato solo da pochi giorni in Italia, dunque crediamo che nelle prossime settimane tale prezzo potrebbe scendere. Ai valori attuali il costo è pari a ben 2,19 euro per ogni gigabyte di dati disponibile, decisamente troppo elevato per poter competere con soluzioni come Intel SSD 320 oppure OCZ Vertex 3, nonostante il livello di prestazioni sia più elevato.

A cura di Dino Fratelli

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