I Big del software evangelizzano il mondo in sviluppo

Google si muove in Africa proprio mentre Bill Gates si fa vedere in America Latina: l'obiettivo delle major tecnologiche è spingere l'hi-tech di oggi e forgiare i (propri) utenti di domani

Roma – Nello sforzo di aprire la strada a nuovi business nei paesi tecnologicamente meno competitivi, Bill Gates è volato in Colombia per stringere accordi con il governo e metter su centri per l’insegnamento dell’informatica. E lo ha fatto proprio mentre Google annuncia partnership con un ministero ruandese e con gli istituti educativi del Kenya per l’accesso alle sue Google Apps. L’informatizzazione di massa dei paesi in via di sviluppo, per i grossi nomi del software e della rete, non passa soltanto per iniziative come la Children’s Machine .

In Colombia, il patron di Microsoft ha portato più che sole buone intenzioni : Gates è convinto che la necessità di dare lavoro agli oltre 30mila ex-combattenti delle forze paramilitari smobilitate nel paese, obblighi le istituzioni a dotarsi di strumenti di diffusione di massa della cultura informatica . Per Microsoft viatico privilegiato della società dell’informazione non possono che essere le biblioteche locali.

Entità culturali a cui la società sta donando un milione di dollari (in un arco temporale di tre anni), necessari a rendere operativi nove centri per l’apprendimento del computer in alcune delle zone più conflittuali del paese. Gates ha colto l’occasione per stringere anche due nuovi accordi con il governo, forte dell’appoggio del presidente Alvaro Uribe al software proprietario di Microsoft.

Il primo prevede la fornitura di software per la gestione di database, che assisterà il governo nel compito di tenere traccia dei paramilitari che hanno deposto le armi e dei rifugiati, tenuti lontani dalle case di origine dal lungo conflitto vissuto dalla regione. L’altra intesa siglata prevede l’aiuto da parte di Microsoft per dotare le scuole del paese di 15mila nuovi computer: secondo il presidente Uribe, la Colombia possiede un PC ogni 40 studenti, e ha intenzione, anche grazie all’accordo con Microsoft, di portare questo rapporto a 1 computer per 25 scolari.

Non è poi un caso che BigM abbia scelto la Colombia per ravvivare i propri business in America Latina: lo stesso Gates confessa di essere stato contattato dal presidente Uribe a New York lo scorso ottobre. Più difficili i movimenti per Microsoft in altri paesi della regione che, come Cuba e Venezuela, si allontanano dalle soluzioni proprietarie e lavorano verso tecnologie open, Linux in primis.

Tutta nel segno dell’universalità è invece la strategia adottata da Google Inc. per diffondere i propri prodotti nel continente africano : il big dei servizi basati sul web ha annunciato in contemporanea di aver stretto accordi con il Ministero delle Infrastrutture del Ruanda e il Kenya Education Network (KENET): obiettivo, fornire l’accesso privilegiato alle Google Apps , da più parti considerate come il primo vero attacco diretto di Google allo strapotere Microsoft nel mercato delle suite da ufficio.

“Google ha un’ambizione semplice – dichiara Shona Brown, Senior Vice President delle Business Operations presso BigG – aiutare ad organizzare l’informazione globale, renderla universalmente accessibile e utile. Per noi, l’universalità è cruciale perché crediamo che ognuno dovrebbe avere accesso agli stessi servizi, indipendentemente dal luogo in cui vive, dalla lingua e dal reddito”.

Google Apps comprende: Gmail , l’account di posta elettronica con filtro anti-spam e 2 gigabyte di storage; Google Calendar , per la gestione e la condivisione degli eventi on-line; Google Talk , l’instant messaging visto da Montain View; Google Docs & Spreadsheets , nucleo centrale della suite di produttività che facilita la realizzazione e la condivisione di documenti e fogli di calcolo nei gruppi di lavoro; Google Page Creator , editor html di tipo WYSIWYG per la realizzazione semplice e veloce di pagine web.

Alfonso Maruccia

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  • Anonimo scrive:
    Assumete Rampini
    Visto che Punto Informatico è salito sul carroccio di quelli che criticano la Cina per i "diritti umani" (naturalmente sono gli stessi che delocalizzano in Cina le loro fabbrichette e trattano gli operai peggio delle industrie locali, vedi recente caso Decoro:http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/05/fabbrica.shtml)Allora si potrebbe anche assumere Rampini, che fa questo mestiere da anni e mi pare abbastanza disperato.
  • Anonimo scrive:
    certa gente
    e non solo in uk dovrebbe vergognarsi di mentire sapendo che sta mentendo
  • Anonimo scrive:
    e certo..
    e certo, perche' noi europei, che notoriamente siamo gente ignorante, senza storia, senza diritti, .. abbiamo proprio da imparare dalla cina su come si gestiscono le liberta' individuali..povero vecchio mondo!
    • Wakko Warner scrive:
      Re: e certo..
      - Scritto da:
      e certo, perche' noi europei, che notoriamente
      siamo gente ignorante, senza storia, senza
      diritti, .. abbiamo proprio da imparare dalla
      cina su come si gestiscono le liberta'
      individuali..

      povero vecchio mondo!Si può imparare da tutti, si può imparare da un bambino, si può imparare da un assassino, si può persino imparare dai cinesi (quando hanno ragione, e sta volta ce l'hanno appieno)... basta non avere l'arroganza di ritenersi superiori agli altri e quindi, di default, migliori... perché in tal caso non si può imparare nulla, da nessuno, mai.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 marzo 2007 10.11-----------------------------------------------------------
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