I brevetti aggravano il costo di Windows

Lo sostiene il Software Freedom Law Center, secondo cui 21 dollari del prezzo del sistema operativo vanno a produttori come Sun o Novell, a cui Microsoft paga costi derivanti da cause legali

Redmond – Dei denari che servono a comprare Windows, 21,50 sono i dollari che gli utenti sborsano per consentire a Microsoft di pagare aziende come Novell, Sun Microsystems o Alcatel-Lucent: sono i costi derivanti da cause di brevetto.

A sostenere l’esistenza di quella che ha definito patent tax , “tassa sul brevetto” appunto, è il Software Freedom Law Center (SFLC) secondo cui “se sul tuo computer gira Windows, non paghi solo i programmatori che lo hanno creato e le operazioni industriali che lo hanno portato sul mercato. Stai anche pagando una tassa nascosta di oltre 20 dollari che Microsoft deve pagare ad altri detentori di brevetto. Questo accade sia che tu abbia comprato una copia di Windows su CD o lo abbia pre-installato su laptop, desktop o server”.

A leggere il suo documento , SFLC – che spinge per l’adozione di Linux come alternativa a Windows – estende il proprio ragionamento soprattutto ad istituzioni e pubbliche amministrazioni. “Una scuola con solo 50 computer Windows, appena sufficienti per una classe di studenti, paga mille dollari del proprio limitato budget in patent tax , anziché comprare libri o altri strumenti utili. Un’agenzia governativa con anche solo un paio di centinaia di macchine Windows paga migliaia di dollari dei contribuenti in patent tax”.

E, per rafforzare la propria tesi, il Center sostiene che negli ultimi tre anni Microsoft ha dovuto pagare più di 4 miliardi di dollari ad aziende secondo cui i suoi prodotti, Windows e Office compresi, violavano i propri brevetti.

In particolare, il big di Redmond ha pagato secondo SFLC compensi per violazione di 1,52 miliardi ad Alcatel-Lucent, 1,25 miliardi a Sun Microsystems, 536 milioni a Novell, 440 ad InterTrust, 60 a Burst.com e via dicendo. “Questi pagamenti – sostiene il documento di SFLC – escludono altri accordi segreti avvenuti nello stesso periodo, come quelli del 2005 con AT&T e Alacritel, ciascuno dei quali chiedeva centinaia di milioni di dollari in danni. Ed escludono i miliardi che Microsoft ha pagato all’antitrust per problemi di brevetto”.

Va detto che SFLC si limita solo ad accennare il fatto che ad inguaiare molte aziende, e non solo Microsoft, sono proprio i brevetti sul software : come ben sanno i lettori di Punto Informatico , non passa giorno nel quale non si apra una qualche causa tra produttori statunitensi per la violazione di questo o quel brevetto e non mancano clamorosi risarcimenti ed accordi extragiudiziali. Oltre a questi, il rigidissimo sistema delle royalty impone a tutti i produttori pagamenti spesso elevati per l’uso di tecnologie brevettate all’interno delle proprie soluzioni software, un fatto che di certo non aiuta ad abbassare il prezzo dei prodotti.

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