IBM fa la festa al PC

In occasione dell'anniversario della nascita del Personal Computer, Big Blue dice che per quanto le riguarda il PC è morto. Non così in fretta, risponde Microsoft

Roma – Dopo i primi 30 anni dell’MS-DOS, in questi giorni si festeggia un altro storico compleanno per l’informatica personale e la tecnologia tout court : 30 anni fa veniva commercializzato l’IBM 5150, il primo “Personal Computer” a cui fece seguito uno standard tecnologico ancora valido (nei suoi precetti fondamentali) nella moderna epoca delle APU, le CPU multi-core e le appliance GPGPU.

Big Blue ha contribuito in maniera sostanziale a gettare le fondamenta per la moderna informatica personale, ma come è noto la multinazionale dei brevetti e delle idee strane sul futuro ha abbandonato il settore anni fa cedendo la divisione computer al colosso cinese Lenovo.

In tutto questo tempo Lenovo ha continuato a vendere PC forte del richiamo di marchi storici come i laptop ThinkPad, il mercato nel suo complesso continua a essere in salute con decine di milioni di sistemi venduti ogni quadrimestre eppure il management di IBM parla del PC come di un oggetto preistorico arrivato oramai all’estinzione.

IBM non fa più PC, dunque il PC come piattaforma è morto: a condividere questa intuizione è Mark Dean, ingegnere di Big Blue che ha contribuito al design del succitato 5150. Dean dice di aver abbandonato il PC in favore di un tablet (dalla marca ignota quanto prevedibile), certamente consapevole del fatto che il PC stia per fare la fine delle valvole, della macchina da scrivere, dei dischi in vinile, dei monitor a tubo catodico e delle lampadine a incandescenza.

Pur senza voler sottolineare troppo l’oggettiva dissonanza delle clamorose osservazioni inanellate da Dean nella sua volata ideologica in favore della “tablet mania” (la macchina da scrivere si è reincarnata nella moderna tastiera, le lampadine a incandescenza non si sono affatto estinte e i dischi in vinile si vendono come e più di prima ), a fare da contraltare alle apocalittiche previsioni dell’ingegnere pentito del primo PC della storia è Microsoft.

Forti delle centinaia di milioni di licenze di Windows vendute, a Redmond non hanno per nulla intenzione di parlare di era post-PC: piuttosto, nel festeggiare il compleanno dell’IBM 5150, Microsoft pensa a espandere l’ecosistema di piattaforme su cui far girare il suo software e si prepara a cucinare un Windows 8 “rinnovato” ma sempre basato sul kernel NT.

Alfonso Maruccia

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