IBM, P-Tech italiano per le competenze digitali

IBM avvia anche in Italia P-Tech, un percorso di studi orientato alla maturazione delle digital skill necessarie per l'Università e il mondo del lavoro.
IBM avvia anche in Italia P-Tech, un percorso di studi orientato alla maturazione delle digital skill necessarie per l'Università e il mondo del lavoro.

IBM ha inaugurato oggi un percorso di studi lungo 6 anni che, al via il 21 novembre prossimo, consentirà a 120 studenti di Taranto di diventare “P-Tech Esperti Digitali“. Uno sforzo per la formazione da parte di IBM, chiaramente, ma anche un messaggio simbolico al paese: nei giorni in cui il Team per la Trasformazione Digitale prima (attraverso l’iniziativa Repubblica Digitale) ed un report sull’eGov della Commissione europea poi bocciano le digital skill nel nostro paese, IBM investe proprio nella direzione di un miglioramento di questa situazione.

Per gli studenti, e la cosa appare del tutto ovvia, il tutto rappresenta una opportunità irrinunciabile. Non si tratta soltanto di indirizzare in modo preciso i propri sforzi in una direzione di grandi opportunità, ma anche di coltivare una cultura digitale da poter spendere in qualsiasi ambito nella propria carriera.

P-Tech, IBM per la scuola

La finalità del nuovo modello formativo“, spiega IBM, “è quella di creare un legame più stretto tra la scuola secondaria di secondo grado, l’università e l’ecosistema industriale del territorio pugliese per promuovere i nuovi skill oggi richiesti dal mondo del lavoro e un apprendimento in grado di durare l’intera vita professionale. L’esperimento italiano di P-Tech ha così il via dopo aver già coinvolto 18 Paesi, 75 Università e più di 600 partner industriali (per un totale di 125 mila studenti pronti in tutto il mondo al via di questa nuova annata sui banchi di scuola).

Questo progetto è un modello di collaborazione che ci auguriamo possa diventare una buona pratica in tutta Italia e sono contento che inizi da Taranto, una città del Sud. Noi oggi dimostriamo che si possono acquisire delle competenze, che si può lavorare in modo molto innovativo per far sì che questo Paese sia una avanguardia di un nuovo modello di sviluppo. Questo è un esempio di collaborazione tra il mondo del settore privato e il mondo della formazione per fare anche delle nostre scuole i pionieri dal punto di vista della digitalizzazione, dell’information technology e di tutte quelle competenze che servono sempre di più in tutte le discipline in modo trasversale.

Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Al centro del percorso di studi v’è una struttura rimodulabile sulla base delle necessità degli studenti, con la possibilità di sfruttare appuntamenti informativi su IA, cyber security, cloud, blockchain, IoT e altro ancora. Non mancheranno inoltre approfondimenti legati a etica e soft skill, a completamento di un percorso di accrescimento della cultura digitale da applicarsi in seguito grazie a tutoraggi, seminari e stage concordati con i partner industriali coinvolti.

L’opportunità per gli studenti è unica, anche e soprattutto in prospettiva universitaria:

Alla fine dei primi tre anni delle Superiori, gli studenti del P-Tech saranno in grado di continuare il percorso al Politecnico di Bari senza la necessità di affrontare i test di ingresso e, inoltre, potranno fare leva sui crediti formativi con cui accelerare il triennio accademico. Il traguardo è la laurea in Ingegneria informatica denominata, appunto, “P-Tech Esperti Digitali”.

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21 10 2019
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