Icahn contro il resto di Dell

Il magnate rema contro il buyout proposto dal fondatore Michael Dell. Ma il comitato di controllo gli dice picche. La partita non è ancora chiusa, ma poco ci manca

Roma – Non è un percorso facile quello intrapreso da Michael Dell per acquisire il controllo della sua azienda e traghettarla fuori dalla Borsa statunitense: l’operazione multimiliardaria sta incontrando la ferma opposizione del noto investitore Carl Icahn , che sta provando una dopo l’altra tutte le mosse nel suo arsenale per cambiare il destino della transazione. Fino a questo punto, in ogni caso, il Comitato che sovrintende all’operazione per conto del consiglio di amministrazione gli sta sciorinando un no dopo l’altro .

L’ultimo atto si è consumato in un documento ufficiale presentato alla SEC, l’ente che sovrintende le faccende di Borsa statunitensi: ancora una volta l’arrembante rilancio di Icahn è stato additato come “inconsistente”, poiché agli occhi del Comitato mancherebbe delle basi economiche solide necessarie a garantire il buon fine dell’operazione. Per la cronaca, giova ricordare che l’ ultimo atto di Icahn è consistito in un rilancio di qualche decimo di dollaro ad azione rispetto all’offerta di Michael Dell, con fondi provenienti da non totalmente specificati partner privati e attinti anche alle riserve di cassa dell’azienda stessa, con l’ obiettivo di ricapitalizzare, distribuire un dividendo consistente e ridare slancio al titolo in Borsa.

A giudizio del Comitato, e di parecchi osservatori , nel piano di Icahn mancano indicazioni chiare su come la sua operazione possa giovare a Dell: a tutti gli effetti quella dell’investitore newyorkese pare più una speculazione nel breve termine , che esporrebbe l’azienda maggiormente con le banche e ne ridurrebbe il tesoretto in cassa. Per di più, l’offerta risulterebbe incompleta . La cordata Michael Dell-Silverlake pare invece più interessata alla ristrutturazione a lungo termine delle attività, con l’obiettivo di rilanciare il marchio anche se a oggi non è dato sapere se manterrebbe l’impegno sia sul fronte consumer che su quello enterprise.

Dopo questo ennesimo pronunciamento del Comitato, la possibilità che l’iniziativa di Icahn arrivi a buon fine si è ridotta ulteriormente. Ad aprile un’altra iniziativa analoga, capitanata dal fondo di investimento Blackstone, aveva già alzato bandiera bianca ritirandosi dalla corsa.

Luca Annunziata

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  • Funz scrive:
    Bel risultato
    Gli USA sono riusciti a far si che regimi come quelli di Russia, Cina, Ecuador e Venezuela sembrino paladini della libertà e della verità... bel colpo! :p
  • GUARDA scrive:
    SPETTACOLO
    http://www.youtube.com/watch?v=uks_vakXtuA
  • Etype scrive:
    Datagate
    "Snowden avrebbe accettato il lavoro con il contractor della NSA Booz Allen con lo scopo preciso di raccogliere i documenti che ora sta rendendo pubblici"Ma per favore va,non sanno più cosa inventarsi per gettargli fango addosso e farlo apparire un terrorista traditore della patria.
  • Provo & Catore scrive:
    Ma se Snowden lo difende
    Ma se Edward Snowden è difeso da Wikileaks, cioè da Julian Assange, Julian Assange chi lo difende, ristretto com'è in una stanza dell'ambasciata ecuadoriana a Londra, e senza luce del sole (per questo gli hanno procurato una lampada a raggi UVA)?!?Medice, cura te ipsum.
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