Il bonus PC per i co.co.x

Le richieste vanno eseguite non oltre la fine di dicembre 2007

Roma – In una nota Computer Discount ricorda che all’inizio dell’estate, come annunciato da Punto Informatico , è stato lanciato ufficialmente il progetto per il bonus per l’acquisto di PC da parte di co.co.co. e co.co.pro che non abbiano più di 25 anni.

La nota catena informatica fa sapere che da parte sua oltre al bonus di stato offrirà condizioni agevolate sui materiali di consumo e soprattutto l’accesso ad un finanziamento a tasso agevolato con durata indipendente dalla durata del contratto di collaborazione del richiedente.

In questo modo, spiegano gli uomini dell’azienda, si dà fiducia a chi, comprando un computer, vuole investire sulla propria professionalità.

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  • il gelato che uccide scrive:
    Dipende dalla licenza CC
    Ci sono varie forme della licenza CC che ricordo : "È una limitazione dei diritti di autore esistenti".In pratica se scelgo di divulgare informazioni mediante CC non acquisisco ma perdo parte dei miei diritti che per legge mi sono riconosciuti, come quello di farmi pagare se qualcuno utilizza il mio articolo.Ci sono interessanti questioni legali per esempio sull'opera derivata, se non si impedisce la derivazione dell'opera è sufficiente cambiare due parole o includere parti sostanziali dell'articolo nel proprio, per perdere ogni diritto di replica.Non per nulla le Creative Commons hanno tra le altre possibilità quella di ammettere la derivazione dell'opera solo se rilasciata con la STESSA licenza, ma come ho detto è solo una opzione.Occhio quindi alle CC non sono così facili da adottare.
    • lynx scrive:
      Re: Dipende dalla licenza CC
      - Scritto da: il gelato che uccide
      Ci sono varie forme della licenza CC che ricordo
      : "È una limitazione dei diritti di autore
      esistenti".

      In pratica se scelgo di divulgare informazioni
      mediante CC non acquisisco ma perdo parte dei
      miei diritti che per legge mi sono riconosciuti,
      come quello di farmi pagare se qualcuno utilizza
      il mio
      articolo.

      Ci sono interessanti questioni legali per esempio
      sull'opera derivata, se non si impedisce la
      derivazione dell'opera è sufficiente cambiare due
      parole o includere parti sostanziali
      dell'articolo nel proprio, per perdere ogni
      diritto di
      replica.

      Non per nulla le Creative Commons hanno tra le
      altre possibilità quella di ammettere la
      derivazione dell'opera solo se rilasciata con la
      STESSA licenza, ma come ho detto è solo una
      opzione.

      Occhio quindi alle CC non sono così facili da
      adottare.sinceramente non capisco il motivo di adottare le CC, viviamo in un mondo di ladri e furbacchioni e tutto il buonismo che c'è in giro non rispecchia affatto la natura umana ma solo la sua stupidità e la paura di perdere l'ennesimo falso treno della libertàil 90% dei quotidiani on line non fa uso delle CC, eppure il loro contenuto è libero al lettore consumatore, mentre i terzi editorialisti furbacchioni si attaccano al tram
      • mucchio scrive:
        Re: Dipende dalla licenza CC
        - Scritto da: lynx
        - Scritto da: il gelato che uccide

        Ci sono varie forme della licenza CC che ricordo

        : "È una limitazione dei diritti di autore

        esistenti".



        In pratica se scelgo di divulgare informazioni

        mediante CC non acquisisco ma perdo parte dei

        miei diritti che per legge mi sono riconosciuti,

        come quello di farmi pagare se qualcuno utilizza

        il mio

        articolo.



        Ci sono interessanti questioni legali per
        esempio

        sull'opera derivata, se non si impedisce la

        derivazione dell'opera è sufficiente cambiare
        due

        parole o includere parti sostanziali

        dell'articolo nel proprio, per perdere ogni

        diritto di

        replica.



        Non per nulla le Creative Commons hanno tra le

        altre possibilità quella di ammettere la

        derivazione dell'opera solo se rilasciata con la

        STESSA licenza, ma come ho detto è solo una

        opzione.



        Occhio quindi alle CC non sono così facili da

        adottare.

        sinceramente non capisco il motivo di adottare le
        CC, viviamo in un mondo di ladri e furbacchioni e
        tutto il buonismo che c'è in giro non rispecchia
        affatto la natura umana ma solo la sua stupidità
        e la paura di perdere l'ennesimo falso treno
        della
        libertà

        il 90% dei quotidiani on line non fa uso delle
        CC, eppure il loro contenuto è libero al lettore
        consumatore, mentre i terzi editorialisti
        furbacchioni si attaccano al
        tramproprio per questo a me piace la variante con la clausola non commercial
  • utek scrive:
    Perversione
    La verità è che il Diritto si è pervertito. Si è piegato agli interessi particolari corporativisti e, spesso, agli interessi "perversi" di individui che si spacciano per politici e statisti che hanno la grande resposnabilità di porsi alla guida delle nazioni.La verità è che venti anni, noi in occidente, eravamo alla frutta. Dieci anni fa al caffè. Ed oggi lo sfacio è completo.E siamo in caduta libera: ci sarà un'ecatombe.
    • Ervino Cus scrive:
      Re: Perversione
      Il problema IMHO non è tanto il copyright in sé, ma la sua estensione a sproposito nel tempo e a terze parti. Voglio dire: chi crea qc ha il pieno diritto anche morale di essere pagato per l'utilizzo del suo lavoro, se così decide. Che poi continuino a sbafarci sopra anche i discendenti fino alla settima generazione o qualche azienda che compera una "proprietà intellettuale" (???) mi lascia un po' più perplesso...E.
  • enricotc scrive:
    Fatemi pagare anche l'aria!!
    Pazzesco, continuando di questo passo un automobilista che mi da la precedenza in rotatoria mi chiederà i soldi della benzina che ha consumato stando fermo 3 secondi con il motore acceso!!!
    • galessandroni scrive:
      Re: Fatemi pagare anche l'aria!!
      Non scherzare troppo su questo argomento.Certe persone metterebbero un prezzo anche al sole, se potessero. Del resto l'hanno gia' fatto con l'acqua.
    • r p scrive:
      Re: Fatemi pagare anche l'aria!!
      Fatto!Da domani mi devi versare 1 al giorno per ogni metro cubo di aria che respiri! :)...e ti ho fatto anche un buon prezzo :D
      • mucchio scrive:
        Re: Fatemi pagare anche l'aria!!
        - Scritto da: r p
        Fatto!

        Da domani mi devi versare 1€ al giorno per ogni
        metro cubo di aria che respiri!
        :)

        ...e ti ho fatto anche un buon prezzo :De io ti faccio causa!l'esistenza di questa tua "aria" viola un mio brevetto! (rotfl)(rotfl)(rotfl)
  • Nome e cognome scrive:
    Due precisazioni
    1) Murray Rust non e' un ricercatore, e' un professore ed e' la mente dietro lo standard CML.2) Non so il caso in questione, ma quando pubblichi un articolo ti viene richiesto esplicitamente (attraverso un foglio da firmare) di cedere il copyright alla rivista. L'autore puo' richiedere dei reprint, copie cartacee a prezzo agevolato, ma comunque deve pagare. Questa almeno e' la vita per certe riviste, specie in ambito chimico.Il pro e' che almeno, per molte di esse, non devi pagare per pubblicare. Altre riviste si fanno pagare centinaia di euro a pagina.
    • pierob scrive:
      Re: Due precisazioni
      - Scritto da: Nome e cognome
      ......................
      2) Non so il caso in questione, ma quando
      pubblichi un articolo ti viene richiesto
      esplicitamente (attraverso un foglio da firmare)
      di cedere il copyright alla rivista. L'autore
      puo' richiedere dei reprint, copie cartacee a
      prezzo agevolato, ma comunque deve pagare. Questa
      almeno e' la vita per certe riviste, specie in
      ambito
      chimico.

      Il pro e' che almeno, per molte di esse, non devi
      pagare per pubblicare. Altre riviste si fanno
      pagare centinaia di euro a
      pagina.Perfettamente ragione ma puoi sempre non firmare il foglio. Non solo in chimica ma anche in altri ambiti. Ad esempio la Angeli di Milano dove vengono pubblicati libri per l'università frutto di ricerche (per lo più fatte con soldi pubblici: CNR, Murst, ecc...). La pubblicazione avviene dando alla Casa editrice del denaro (quasi la totale copertura) e questa si riserva il copyright. E sono già tre i casi: questo, l'altro del video e gli Uffizi di Firenze con Wikipedia.E' sempre più urgente iniziare una campagna che chiarisca gli ambiti del copyright e della diffusione - libera - delle conoscenze. Saluti Piero
    • webwizard scrive:
      Re: Due precisazioni
      - Scritto da: Nome e cognome
      2) Non so il caso in questione, ma quando
      pubblichi un articolo ti viene richiesto
      esplicitamente (attraverso un foglio da firmare)
      di cedere il copyright alla rivista. L'autore
      puo' richiedere dei reprint, copie cartacee a
      prezzo agevolato, ma comunque deve pagare. Il tuo discorso vale se l'articolo ti viene commissionato o viene ceduto alla rivista, non quando l'articolo era già stato distribuito sotto licenza CC, questo almeno se l'articolo di PI è preciso a riguardo.
      • Gatto Selvaggio scrive:
        Re: Due precisazioni

        Il tuo discorso vale se l'articolo ti viene
        commissionato o viene ceduto alla rivista, non
        quando l'articolo era già stato distribuito sotto
        licenza CC, questo almeno se l'articolo di PI è
        preciso a riguardo.Nulla vieta all'autore dell'articolo di pubblicarne due versioni: una sotto CC e una con copyright alla rivista.
    • carie scrive:
      Re: Due precisazioni
      - Scritto da: Nome e cognome
      1) Murray Rust non e' un ricercatore, e' un
      professore ed e' la mente dietro lo standard
      CML.
      2) Non so il caso in questione, ma quando
      pubblichi un articolo ti viene richiesto
      esplicitamente (attraverso un foglio da firmare)
      di cedere il copyright alla rivista. L'autore
      puo' richiedere dei reprint, copie cartacee a
      prezzo agevolato, ma comunque deve pagare. Questa
      almeno e' la vita per certe riviste, specie in
      ambito
      chimico.

      Il pro e' che almeno, per molte di esse, non devi
      pagare per pubblicare. Altre riviste si fanno
      pagare centinaia di euro a
      pagina.secondo me è semplicemente la dimostrazione che la ricerca ormai è morta, non solo qua ma in tutto il mondo, bisogna semplicemente lasciarla sparire di propria morte naturale.in informatica la ricerca accademica è ststa uccisa molto tempo fa sia da quella privata per biechi scopi commerciali sia dal tizio in cantina che se ne viene fuori con un idea innovativa, anche se gli universitari non se ne sono esattamente resi conto. per gli altri ambiti è più difficile ma diventerà anche pian piano così
  • codroipo scrive:
    non capisco
    i tizi ci hanno provato. Sono stati sgamati, e adesso se l'autore non è un pirla buonista (come quello del caso viacom), fa causa e si deve beccare palanche a palate.non c'è nulla di aberrante o strano, semplicemente gente che cerca di fottersene della legge. (e finquando gli onesti lo permetteranno, i disonesti prospereranno).
    • Roberto Di scrive:
      Re: non capisco
      Il problema é che quella gente la pensa come te,ti quoto:"fa causa e si deve beccare palanche a palate."A quello non interessano le "Palanche a palate"se no non avrebbe pubblicato sotto CC.Il male del mondo odierno é proprio il "Profitto"e l'idea che i sodi siano tutto ció che una persona deve aver bisogno.PS non sono un comunista
      • webwizard scrive:
        Re: non capisco
        - Scritto da: Roberto Di
        A quello non interessano le "Palanche a palate"
        se no non avrebbe pubblicato sotto CC.Giusto, ma qui diventa appunto una questione di principio. Io pubblico sotto CC, tu mi freghi il lavoro, io ti faccio causa e faccio le mie palanche a palate. Se caso, poi, le devolvo in beneficienza, all'EFF o dove mi pare, ma intanto chi volesse sfruttare a sbafo i lavori creati sotto CC ci penserà due volte prima di fare lo scemo.
        PS non sono un comunistaPerché chi ha buonsenso dovrebbe per forza passare per comunista ?
  • A O scrive:
    Punto Informatico
    PI,vedo qui a lato una iconcina che riporta questa sigla:CC BY-NC-SAmi sa che vado in Inghiletrra, mi apro un sito e mi copio i vostri articoli, i post e tutto il resto... poi li vendo online "al modico prezzo di 48 dollari"...naturalmente io scherzo eh...ma chissamai che qualcun'altro prenda ispirazione dall'articolo e magari faccia sul serio...tanto, se qualcuno viola la CC o la GPL... ehhhh... che sara' mai... ma chi per sbaglio si copia 1 bit da qualce preziosa opera d'ingegno tutelata da diritti d'autore e copyright... fra poco (e non è uno scherzo) lo sbattono in galera a vita... ... sempre che non si dia retta a tanti (compresi troppi lettori di PI), rispettori delle "leggi" e del "diritto" (o meglio: di CERTE leggi e del diritto di POCHI e non di tutti) per i quali magari ci starebbe bene anche qualcosi di più pesante...
  • A O scrive:
    copyright =
    = come arricchisrsi senza lavorare sfruttando le capacità ed il lavoro degli altrialtro che tutelare l'autore, garantire la ricerca, consentire lo sviluppo ed il progresso... e bla bla bla...si chiama solo e semplicemente FURTOnegarlo vuol dire essere fra chi sfrutta o essere stupiditertium non datur
    • Stargazer scrive:
      Re: copyright =
      il diventare superficiali è la chiave di tuttofin che il popolino beota è abituato a essere permissivo ci sarà questo ed altro sfruttamentoIndignarsi o sbraitare dopo che è stato consentito non serve a nulla
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