Il brevetto anche sul banner pop-under

Exit Exchange afferma di possederlo e si appresta a chiedere royalty a tutti coloro che infilano banner sotto le finestre del browser dell'utente. Ecco come
Exit Exchange afferma di possederlo e si appresta a chiedere royalty a tutti coloro che infilano banner sotto le finestre del browser dell'utente. Ecco come


Roma – Pubblicato dall’Ufficio americano competente giunge tra capo e collo per molti editori e pubblicitari web il brevetto sul banner pop-under , quella finestra pubblicitaria che su numerosi siti si apre sotto la finestra del browser che l’utente ha inteso aprire.

Da pochi giorni, Exit Exchange , dopo aver ricevuto la formalizzazione dall’Ufficio brevetti, ha iniziato a reclamare i propri diritti sull’uso che viene oggi fatto di questo genere di pubblicità. E si parla di cifre importanti, visto che il pop-under è oggi costantemente utilizzato da grossi nomi della rete, come Yahoo o il NYTimes .

Divenuto celebre per l’assalto che attraverso il pop-under diede alla rete il produttore della telecamerina X10, ora il pop-under si appresta a trasformarsi in un malditesta per i grandi portali e per le concessionarie di pubblicità.

Il brevetto di Exit Exchange è stato richiesto nel 2000 e c’è dunque chi sta affannosamente cercando tecnologie o pratiche documentate che prima di allora dimostrino come del pop-under si facesse già largo uso. Ma la ricerca è difficile e complessa.

Il pop-under si sta affermando da un anno a questa parte perché è un tipo di pubblicità percepita come meno invasiva del pop-up, che si posiziona sopra e non sotto la finestra aperta dall’utente.

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03 06 2002
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