Il codice VMware viola la licenza GPL?

Denuncia per violazione di licenza: il codice prodotto dall'azienda ospiterebbe codice FOSS, ma VMware avrebbe omesso di diffondere il sorgente del proprio prodotto, come invece GPLv2 prescrive
Denuncia per violazione di licenza: il codice prodotto dall'azienda ospiterebbe codice FOSS, ma VMware avrebbe omesso di diffondere il sorgente del proprio prodotto, come invece GPLv2 prescrive

Christoph Hellwig, uno dei principali sviluppatori del kernel Linux, ha denunciato VMware: con il supporto di Software Freedom Conservancy, accusa l’azienda di violazione della licenza GPLv2.

GPLv2 , nonostante l’avvento di GPLv3 , è ancora probabilmente lo strumento legale più utilizzato nell’ambito del software FOSS ed ha l’obiettivo di garantire che il codice possa essere liberamente studiato, utilizzato, condiviso e modificato.

Hellwing ha rilasciato sotto questa licenza il codice Linux da lui sviluppato, permettendo in questo modo la libera modifica, distribuzione ed utilizzo da parte di chiunque, sempre nel rispetto di alcune condizioni tra cui la viralità della licenza (con cui devono essere rilasciati i derivati e qualsiasi prodotto incorpori il codice originale) e la condivisione del codice sorgente.

Secondo Hellwig, nel dettaglio , VMware avrebbe mancato di fornire il codice sorgente del suo Hypervisor ESXi, come prescritto dalla licenza GPLv2, ed avrebbe mischiato il codice Linux tutelato da tale licenza con codice proprietario legato al proprio vmkernel, di fatto nascondendolo: oggetto della contesa sarebbe ancora una volta BusyBox, la suite di tool a linea di comando già oggetto di diverse causa legate al rispetto della licenza GPL.

La richiesta di divulgazione del codice sorgente risale al 2007 e da allora tra Conservancy e VMware si è aperto un fitto dialogo per cercare di risolvere la questione: tuttavia la negoziazione si è risolta in un nulla di fatto e nella decisione di ricorrere al tribunale.

Pur non essendo parte in causa, anche Free Software Foundation (FSF) supporta la denuncia di Hellwig: “Stanno combattendo per i diritti degli utenti e degli sviluppatori di tutto il mondo. VMware ha goduto dei benefici dell’essere un distributore di software protetto da GPL e speriamo che adesso VMware faccia la cosa giusta.”

Ad ascoltare il caso sarà la Corte di Amburgo: il punto della questione è legato naturalmente alla presenza o meno di codice GPL in vmkernel e su questo si determinerà la questione.
Hellwig e la Software Freedom Conservancy non chiedono compensazioni monetarie ma la correzione del mancato rispetto della licenza GPL, e quindi la diffusione del codice sorgente sviluppato da VMware a partire dal codice FOSS.

Claudio Tamburrino

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