Il cracker va di traverso a Twitter

Un gruppo di sedicenti cybersoldati iraniani avrebbe preso di mira il tecnofringuello. Impallinandolo per circa un'ora

Roma – Intorno alle 7:00 di oggi (ora italiana) un gruppo di cracker che si fa chiamare Iranian Cyber Army ha messo KO Twitter. Per circa un’ora il tecnofringuello non è stato accessibile, anche se durante il downtime sono stati intravisti alcuni tweet invitati attraverso client esterni.

Al posto della home page del servizio di microblogging erano comparsi alcuni slogan in farsi e in inglese: un chiaro messaggio inerente al ruolo cruciale avuto da Twitter, con il sostegno diretto del governo USA, nel mostrare al mondo intero i fatti che hanno sconvolto l’Iran durante le ultime elezioni presidenziali. Tanto da costituire, secondo il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, “qualcosa di straordinario”.

Più che di una speciale unità predisposta da Teheran per la guerra elettronica, la crew Iranian Cyber Army potrebbe essere, come sostengono alcuni addetti ai lavori, solo un gruppo di hacker, certamente non legati al governo iraniano, che ha sfruttato alcune falle di Twitter evidentemente ancora non tappate dopo i molteplici problemi riscontrati in passato proprio in materia di sicurezza.

Non è ancora chiaro se si sia trattato di un defacement o di un hijiacking . I responsabili di Twitter ieri sera avevano fatto sapere di avere avuto problemi con i record dei Domain Name System: proprio per questo motivo in molti propendono per la seconda ipotesi.

Giorgio Pontico

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  • HZfhbgGNtCa rcjj scrive:
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  • so sempre io scrive:
    A ridaie con la pubblicità occulta
    Citazione:tocchi un iPhone e da quel momento in poi qualunque schermo non risponda al tatto ti sembrerà sbagliato.MMMMMMMMUn intero artico cammuffa un oggetto singolo, l'unico menzionato non a caso, perchè se fosse stato inserito in un contesto di altre marche avrebbe perso il suo significato.Si utilizza un articolo "neutro" dagli ottimi concetti, ci si infila l'oggetto da pubblicizzare e voilà ecco creato l'articolo del post.Ma ci prendete per scemi?.....forse si....
    • Novizio scrive:
      Re: A ridaie con la pubblicità occulta
      Sono pienamente d'accordo con te....nonostante ciò mi sento di dire(dato che cmq l'articolo tocca argomenti delicati)"ragazzi..condividiamo le nostre esperienze...e creiamo qualcosa di sempre migliore"COLLABORANDO..invece di fare ostruzionismo fra noi..se ci mettessimo tutti insieme..potremo creare qualcosa di unico e sempre migliore...
  • Filippo Marchetti scrive:
    Ancora?
    Un altro insipido articolo nel quale non perde occasione di infilare trasversalmente la sua partecipazione a questo o quello evento ... davvero abbiamo bisogno di articoli così?
    • Ubunto scrive:
      Re: Ancora?
      - Scritto da: Filippo Marchetti
      Un altro insipido articolo nel quale non perde
      occasione di infilare trasversalmente la sua
      partecipazione a questo o quello evento ...
      davvero abbiamo bisogno di articoli
      così?Quello di cui non abbiamo bisogno è qualcuno che si arroghi il diritto di decidere cosa possiamo scrivere e cosa possiamo leggere, che lo faccia in nome di un'etica religiosa, di una moralità ideologica o di una logica economica non cambia: queste persone sono nocive alla libertà, alla NOSTRA libertà.Quindi, in tempi in cui ogni episodio è un buon motivo per invocare la censura generalizzata, o "la regolamentazione" per usare un eufemismo, questi articoli sono da lodare ed apprezzare.Grazie a Mafe De Baggis.
  • Anonimo scrive:
    Puntualizziamo
    Vorrei puntualizzare che essere a favore della liberta' di espressione e del concetto di una rete libera non significa difendere aprioristicamente Facebook o Twitter (ampiamente strumentalizzate ad uso di propaganda e sovversione in senso asimmetrico a favore non certo degli utenti...). Sentire il bisogno di comunicare non ci deve distogliere dalla necessita' di difenderci dall'invasione della nostra privacy. Guardo con un certo sconcerto quanti ingenuamente passano ore a comunicare di spontanea volonta' i propri piu' intimi segreti ad entita' che e' facile sospettare non ne facciano buon uso. Rispetti.
  • angros scrive:
    Chi minaccia la rete
    La rete è nata libera, e noi vogliamo che resti libera; l' essenza della rete è la partecipazione, lo scambio, la condivisione; di certo non è il modello di trasmissione "uno-a-molti", e nemmeno il modello culturale "ipse dixit".C' è gente che, invece, vorrebbe trasformarla in una sorta di pay-tv, dove tutto (notizie, articoli, testi, giochi) sarebbe prodotto da pochi, e visto solo da spettatori paganti, che non vogliono fare più sforzi intellettuali di quando guardano la TV, e che non vogliono sentire differenze nel passaggio dal telecomando al mouse. La rete non deve trasformarsi in un simile abominio, e che vuole una cosa del genere, rimanga a guardare la TV e non cerchi di trasformare la rete nello stesso modo (o di finanziare chi vuole trasformare la rete in questo senso)
    • pippo75 scrive:
      Re: Chi minaccia la rete
      - Scritto da: angros
      La rete è nata libera,sotto il controllo dell'esercito americano con il nome di Arpanet.In particolare per la paura di un attacco nucleare portato avanti dai sovietici.Lazzaretti.......... 4:)
      • angros scrive:
        Re: Chi minaccia la rete
        E quindi l' avevano realizzata in modo che non fosse disattivabile, e che potesse funzionare anche dopo una parziale distruzione.Chi invece vuole un sistema per la distribuzione dei propri contenuti (Murdoch, Disney, iTunes...) desidera realizzare una piattaforma centralizzata, da cui puoi escludere i concorrenti se non ti pagano abbastanza, e con cui puoi bloccare l' acXXXXX agli utent non paganti (o introdurre diversi livelli di acXXXXX, con diverse fasce di prezzo)Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma se li tengano loro, e non cerchino di trasformare internet con questo modello.
        • pippo75 scrive:
          Re: Chi minaccia la rete

          Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del
          genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma
          se li tengano loro, e non cerchino di trasformare
          internet con questo
          modello.Libertà vuol dire accettare anche queste scelte, è un loro diritto.Non ti vanno bene quelle proposte, guarda appena oltre e troverai tantissime cose libere e condivisibili.
          • Ubunto scrive:
            Re: Chi minaccia la rete
            angros ha concluso il suo intervento con "ma se li tengano loro, e non cerchino di trasformare internet con questo modello.".Dove dovremmo guardare, se lo scopo è quello di rendere il loro modello di business l'unico modello? E poi perché il diritto di farsi pagare dovrebbe essere superiore al mio di non accedere ai loro contenuti (a pagamento)?Attualmente sono questi "signori" a costituire ciò che di interessante c'è in internet, o sono piuttosto dei ritardatari che cercano di farsi strada fra la folla con calci, pugni e sputi?
          • angros scrive:
            Re: Chi minaccia la rete
            Appunto: Murdoch ha tutti i diritti di fare la sua piattaforma via satellite, e di noleggiare i suoi ricevitori; a quel punto, chi ha preso a noleggio il decoder non può manometterlo (non è suo), e accetta le regole del contratto; ma non va più bene se Murdoch pretende di trasformare internet con questo modello, e di imporre regole analoghe per l' uso del mio computer.
          • mik.fp scrive:
            Re: Chi minaccia la rete
            - Scritto da: pippo75

            Murdoch, con Sky, ha realizzato una cosa del

            genere, Apple, con iTunes e l' iPhone, anche; ma

            se li tengano loro, e non cerchino di
            trasformare

            internet con questo

            modello.

            Libertà vuol dire accettare anche queste scelte,
            è un loro
            diritto.Di QUALE diritto stai parlando?
            Non ti vanno bene quelle proposte, guarda appena
            oltre e troverai tantissime cose libere e
            condivisibili.Ma si si, certo. Io e' dal 1996 che non do' un soldo per musica, film, software, o altro. Neanche un centesimo. Sono sicuro che hai ragione tu su questa cosa. Tuttavia non e' possibile tapparsi il naso e guardare altrove... perche' queste entita' tumorali giganti hanno la facolta' di pagare professori pronti ad affermare qualsiasi cosa, deviando i parlamenti, degenerando i consessi accademici, etc. Che nel medio/lungo periodo si trasforma in una informazione malata... insomma, la liberta' va di pari passo con l'indipendenza... se ci sono concentrazioni eccessive (liberticide) che impediscono la pluralita' dei player (indipendenti), e' un problema.
      • Ubunto scrive:
        Re: Chi minaccia la rete
        - Scritto da: pippo75
        - Scritto da: angros

        La rete è nata libera,

        sotto il controllo dell'esercito americano con il
        nome di
        Arpanet.
        ARPANET fu in seguito usata per scopi militari e per la ricerca scientifica (dalle università), ma è dalla comunità di studenti universitari che sono nate le applicazioni ad uso "civile" (BBS, Newsgropus...).Ben prima che Arpanet divenisse "Internet", i suoi usi militari vennero spostati in MILNET, una rete dedicata.
      • mik.fp scrive:
        Re: Chi minaccia la rete
        - Scritto da: pippo75
        - Scritto da: angros

        La rete è nata libera,

        sotto il controllo dell'esercito americano con il
        nome di
        Arpanet.

        In particolare per la paura di un attacco
        nucleare portato avanti dai
        sovietici.Pero' mancavano ancora ethernet, tcp, udp, il mouse ... nell'81 un pinco pallino di nome Jon Postel scrisse il TCP usando il c.d. Principio di Robustezza, una sorta di regola d'oro della comunicazione (rfc793, par 2.10, localizzato it_DIO: "non comunicare con gli altri come non vuoi che si comunichi con te"), poi e' arrivata la camera del commercio inglese, e l'istituto delle universita' francesi, ed e' nata Internet. Poi un tizio qui in Italia s'e' ipotecato casa per fare da ISP (che, nonostante stia scrivendo col sorriso in bocca per il Lazzaretti, non e' una battuta), ed e' arrivata anche qui in Italia. Internet e' nata Libera, occorre solo "riconoscerlo" cosi' come la nostra Costituzione gia' "riconosce" altri diritti fondamentali (tra cui il diritto di esprimersi liberamente, da alcuni giuristi gia' esteso a "telecomunicare liberamente"). Passa dal libraio di Bruno va... :)
        Lazzaretti.......... 4

        :)
  • Eretico scrive:
    Ottimo articolo...
    ... anche se queste cose all'alba del 2010 dovrebbero essere state ormai recepite e digerite da tutti, ma a quanto pare non è proprio cosi. C'è ancora molta gente che non ha capito o peggio ancora non vuole capire, si rifiuta di capire. Perciò bisogna cercare, in ogni occasione possibile, di ribadire l'ovvio. Purtroppo.
    • angros scrive:
      Re: Ottimo articolo...
      - Scritto da: Eretico
      ... anche se queste cose all'alba del 2010
      dovrebbero essere state ormai recepite e digerite
      da tutti, ma a quanto pare non è proprio cosi.
      C'è ancora molta gente che non ha capito o peggio
      ancora non vuole capire, si rifiuta di capire.
      Perciò bisogna cercare, in ogni occasione
      possibile, di ribadire l'ovvio.Parole sante: c' è gente che ritiene che internet sia come sky, o come il digitale terrestre; vuole solo scegliere il canale, e stare a guardare, e invece di produrre qualcosa non fa altro che cantare le lodi della sua azienda preferita, aspettando che gli offra la biada, e facendosi mungere il portafogli.
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