Il Pentagono spara alla backdoor dei chip

Massicci investimenti in seno alla Difesa statunitense prevedono lo sviluppo di metodologie di analisi in grado di individuare eventuali porte di accesso nei microprocessori USA prodotti in terra straniera

Roma – Gli USA disvelano l’ultimo gradino del cyber warfare , la guerra tecnologica combattuta con agenti software intelligenti, armi elettroniche e nanobot WiFi. Lo scontro raggiunge il suo climax nel mondo dei microchip, dispositivi da miliardi di transistor chiamati a controllare radar, sistemi di puntamento missilistici e dispositivi di guida dei jet da combattimento del nuovo millennio.

Chip come Cell , costruito dal consorzio IBM-Toshiba-Sony e presente nella console da gioco PlayStation 3 così come nei blindati corazzati o negli apparati di check-up medico-sanitario, processori dotati di una potenza tale da venire comunemente definiti “intelligenti”, veri e propri cervelli dei macchinari in cui vengono integrati .

Ed è proprio il fronte dei microprocessori l’ultima frontiera della guerra di intelligence. Le agenzie di controspionaggio statunitensi temono che i villain più avanzati, leggi Cina e Russia, si adattino alle mutate condizioni , arrivando a infilare backdoor o trojan al silicio all’interno dei microchip costruiti nelle fabbriche dell’estremo oriente, laddove si realizzano produzioni in volumi per conto di società occidentali.

Gli episodi di terrorismo informatico – o presunto tale – partiti da computer cinesi e diretti ai sistemi statunitensi sono oramai all’ ordine del giorno . Questo preoccupa, come preoccupa taluni l’episodio dei radar siriani andati in panne durante un bombardamento israeliano dello scorso settembre. Quei radar furono vittime di un malfunzionamento nel momento stesso in cui avrebbero dovuto far valere le proprie qualità. L’evento ha portato molti a speculare sull’esistenza, nei microprocessori commerciali impiegati negli apparati, di backdoor segrete sfruttate dal Mossad, i servizi israeliani.

Modificare ad arte i processori, dicono i ricercatori, non sarebbe poi così difficile : i metodi variano dall’implementazione di circuiteria apparentemente ridondante all’interno delle unità logiche dei microchip, hacking a posteriori del design utilizzato per stampare i chip sui wafer nelle megafabbriche cinesi e taiwanesi o anche modifiche “a mano” realizzate incidendo direttamente sulla strumentazione di produzione.

Le CPU “con sorpresa” sono ora considerate una minaccia negli USA ed è per questo che il Dipartimento della Difesa ha istituito il progetto DARPA Trust in IC , il cui obiettivo finale è appunto lo sviluppo di nuovi strumenti di analisi e controllo per l’individuazione di circuiti integrati “maligni”, camuffati in processori per console o per il controllo dei lettori di dischi ottici di nuova generazione.

Partecipano al progetto tre distinte società, che attraverso l’implementazione di metodologie differenti sperano di ottenere i migliori risultati forensi: il metodo che sarà in grado di identificare almeno il 90% dei circuiti deviati artatamente inseriti in chip-campione sviluppati al MIT – e capace di rivelare il minor numero di falsi positivi – sarà adottato come sistema standard di analisi da parte del DoD.

Raytheon , Luna Innovations e Xradia , le tre società coinvolte, si sono rifiutate di svelare particolari dettagli circa i metodi che verranno sperimentati nel progetto Trust in IC, ma secondo le speculazioni circolanti sulle pubblicazioni specialistiche, il sistema di Xradia potrebbe implementare una qualche sorta di analisi spettrografica ai raggi X , sotto cui far passare ogni singolo layer del chip sotto esame, mentre quello di Luna Innovations coinvolgerebbe il controllo sistematico e approfondito dei componenti ridondati , senza alcun apparente contributo alle funzionalità generali del microprocessore.

I test sarebbero ad ogni modo già cominciati questo gennaio, e i primi rapporti preliminari sui risultati il DARPA dovrebbe riceverli entro il mese corrente. Qualora ci fossero riscontri positivi , le nuove tecnologie forensi potrebbero continuare il proprio raffinamento almeno fino al 2010, anno prefissato per la conclusione del progetto Trust in IC.

Alfonso Maruccia

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  • Guido Angeli scrive:
    trasmettere a 60ghz è poco utile
    a quella frequenza basta un foglio di carta per ostacolare la ricezione, inoltre la direzionalità è spiccatissima e quindi ci vuole visibilità in linea d'aria, ergo, vedo pochi vantaggi, certo, voi direte, anziché far passare il cavo in un buco nel muro, faccio un buco e ci metto le due antenne in visibilità diretta da una parte e l'altra. Ho risparmiato 20 minuti e ho speso chissà quanti soldi.sì onestamente sono perplesso. Anche se l'idea di spostare il portatile per l'ufficio e avere la gigabit senza armeggiare coi cavetti, è tanto accattivante quanto inutile.
  • M.R. scrive:
    Saremo immersi nelle onde elettromagn. ?
    Con il wireless che si affaccia ovunque e la telefonia mobile che aumenta la copertura ormai siamo circondati da campi elettromagnetici.Adesso anche in casa non si può più stare tranquilli.Con questo non rinnego la tecnologia, ma credo che al momento attuale non ci siano studi "SERI" sull' effetto di tali campi sulla salute umana perchè i risultati sono sempre di "parte".Nel dubbio, perchè aumentare il rischio?Direte voi "nessuno ti obbliga ad acquistare ciò che non vuoi", ma se il raggio di azione è 30 metri non c' è bisogno che sia io ad avere in casa questi apparecchi.E se poi si cominciasse a fare P2P anche della tv ad alta definizione? A questo proposito la legge credo possa fare assolutamente niente....
    • SIGALRM scrive:
      Re: Saremo immersi nelle onde elettromagn. ?
      - Scritto da: M.R.
      Con il wireless che si affaccia ovunque e la
      telefonia mobile che aumenta la copertura ormai
      siamo circondati da campi elettromagnetici.
      Adesso anche in casa non si può più stare
      tranquilli.E' cosi' da secoli, e non sembra che ci sia nulla di male.Ricordati che "la luce" e "il calore" sono campi elettromagnetici. Se ci aggiungi i raggi cosmici, i campi magnetici terrestri, ecc.. siamo DA SEMPRE immersi nelle onde elettromagnetiche, ma non ce ne accorgiamo ...
    • pino scrive:
      Re: Saremo immersi nelle onde elettromagn. ?
      Vi segnalo http://www.myloeweconnect.com/.Buon divertimento a tutti
    • Nauseato scrive:
      Re: Saremo immersi nelle onde elettromagn. ?
      In effetti non ha alcun senso utilizzare o meglio abusare di connessioni wireless tra postazioni fisse e liberamente ravvicinabili, ovvero dove c'è la possibilità di connessione diretta e senza discapito dell'usabilità. Lasciamo disponibili le bande dello spettro radio a chi realmente ne a bisogno (postazioni in movimento), questa è civiltà, non il fare i fighetti per aver eliminato un filo nascosto nel nostro modernissimo (o ridicolo) salotto tecnologico... (magari da pagare a rate, e poi stentiamo anche a mangiare...). Quanto al diffondere via P2P trasmissioni TV non pay registrate (o anche Live via server broadcasting), siano esse SD o HD o a definizione a piacere (che ci frega degli standard, abbiamo i PC), esse non sono permesse almeno in teoria per il semplice fatto che le TV che operano sul territorio nazionale, hanno si pagato i famosi "diritti" per la diffusione, ma solo per il territorio nazionale, ed il ridistribuirle in forma accessibile dall'estero costituisce violazione (teroica ripeto) di tali diritti. Contenuti di trasmissioni TV conservanti il logo dell'emittente italiana hanno libera circolazione sul territorio nazionale, con buona pace dei vari tentativi di RAI e Mediaset di propinarci a pagamento (però su WEB, per ora) riproposizioni più o meno datate di contenuti già liberamente trasmessi e liberamente riusufruibili per legge su territorio nazionale...
      • guidoz scrive:
        Re: Saremo immersi nelle onde elettromagn. ?

        Contenuti di trasmissioni TV conservanti il logo
        dell'emittente italiana hanno libera circolazione
        sul territorio nazionale, con buona pace dei vari
        tentativi di RAI e Mediaset di propinarci a
        pagamento (però su WEB, per ora) riproposizioni
        più o meno datate di contenuti già liberamente
        trasmessi e liberamente riusufruibili per
        legge su territorio
        nazionale...questa non la sapevo.. in effetti mi chiedevo un tempo se la videocassetta di qualcosa registrato in tv passata poi ad un amico costituisse, in linea teorica, una qualche violazione.Ma questo vale anche per film registrati dalla tv?
  • Funz scrive:
    Trasmettitori A/V
    Una volta trafficavo con una coppia di trasmettitorini per portare i video dal PC alla TV (una schifezza, lasciate perdere). Ad un certo punto ho staccato il trasmettitore e variato il codicillo del ricevitore, e mi sono potuto godere un simpatico pornello trasmesso da chissà chi nel condominio :DSpero che questa tecnologia sia un po' meglio blindata :o
    • SIGALRM scrive:
      Re: Trasmettitori A/V

      Ad un certo punto ho staccato il trasmettitore e
      variato il codicillo del ricevitore, e mi sono
      potuto godere un simpatico pornello trasmesso da
      chissà chi nel condominio
      :D

      Spero che questa tecnologia sia un po' meglio
      blindata
      :oIo invece spero che quelli del mio condominio abbiano ottimi gusti, come i tuoi ...:-)
  • Nexso scrive:
    VI ODIO
    PERCHE' NON L'HANNO FATTO PRIMA?CI PENSAVO DA ANNI AD UNO SCHERMO COSI'
    • Teo_ scrive:
      Re: VI ODIO
      - Scritto da: Nexso
      PERCHE' NON L'HANNO FATTO PRIMA?
      CI PENSAVO DA ANNI AD UNO SCHERMO COSI'Ci sono da anni trasmettitori di segnale wireless. LHD però costa ancora troppo a mio avviso: sotto i 300 euro non ho ancora visto niente di decente.
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