Il risveglio dell'ICANN?

di Alberigo Massucci - Varata la nascita di una divisione consultiva e propositiva internazionale slegata dagli interessi americani. Primo passo indispensabile per l'ICANN che vuole affrancarsi dall'amministrazione americana


Roma – Passa quasi sotto silenzio una notizia che ha però il sapore di una piccola importante evoluzione del sistema dei domini internet. Il criticatissimo , debole e incerto ICANN, l’ente supervisore del sistema, ha infatti deciso nel suo ultimo meeting di dar vita ad un organismo interno esplicitamente non americano.

Come molti già sanno, ICANN ha, per statuto e scopi, un respiro internazionale ma la sua soggezione diretta al ministero del Commercio americano e il deciso predominio delle posizioni statunitensi sul suo funzionamento e le sue decisioni hanno fin qui pesato enormemente nei rapporti dell’organismo con le autorità di gestione dei domini nazionali e i registrar in mezzo mondo. Ma ora si vuole cambiar rotta, o almeno si dichiara di volerla cambiare, affidando nuovi compiti e responsabilità ai soggetti non americani coinvolti nel sistema dei domini.

Quella varata dall’ICANN è una sorta di divisione consultiva alla quale parteciperanno rappresentanti di 240 organismi di gestione di domini internet di tutti i paesi. Si chiama ccNSO (Country-Code Names Supporting Organization).

ccNSO è importante perché ad essa viene delegata la creazione di procedure e direttive legate alla gestione dei domini “locali” (i ccTLD, come.it per l’Italia o.uk per il Regno Unito) ma, soprattutto, è la via prescelta dall’ICANN per trasformare il rapporto ormai deteriorato con i registrar e gli altri soggetti del settore in un rapporto di fiducia produttivo e costruttivo.

Sebbene sia ancora presto, molto presto, per poter valutare l’effettivo peso che ccNSO assumerà in seno alle decisioni dell’ICANN, decisioni che riguardano tutti coloro che svolgono attività su internet, la creazione del nuovo organismo appare come il frutto di un nuovo clima. Un clima di maggiore collaborazione innescato dal nuovo presidente di ICANN, Paul Twomey.

Dietro l’angolo ci sono naturalmente molti punti di domanda, come quelli legati alla trasformazione dell’ICANN da un organismo il cui status rimane da definire ad una sorta di “rettorato di Internet”, una eventualità che spaventa molti e che richiederebbe ulteriori riflessioni…

L’obiettivo dichiarato di Twomey comunque è, almeno per ora, quello di riprendere le fila dei rapporti internazionali perché solo da essi, e da una collaborazione davvero capace di funzionare, deriva la possibilità per il “nuovo ICANN” di slegarsi finalmente in modo formale dal ministero del Commercio americano. La soggezione dell’ICANN all’amministrazione americana è infatti ormai del tutto anacronistica e non ci sono scelte: o l’ICANN decolla come organismo davvero sovranazionale o è destinato, come preconizzato da molti critici, a collassare, con conseguenze per tutti.

Alberigo Massucci

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  • gilda urbani scrive:
    Roma librerie per non vedenti
    Buon di e buona domenica. a Natale vorrei regalare un libro in braille ad un amico non vedente sapreste indicarmi una libreria a Roma? La mia email è:gildaurbani@gmail.com Cordiali saluti
  • Anonimo scrive:
    libri per ciechi
    Salve mi rivolgo a voi non sapendo che altro fare! Mia nonna ha 92 anni ma purtroppo ha difficoltà a leggere. Stò cercando una libreria specializzata per non vedenti per cercare degli audiolibri. Sono stata in varie librerie ma il materiale scarseggia.Potete darmi indicazioni in merito?Ringrazio anticipatamenteValeria
  • Anonimo scrive:
    Problema risolvibile.
    Da un lato l'editore è consapevole del fatto che un bestseller in formato digitale costituirebbe un suicidio economico ve ne fosse anche una sola copia in circolazione, dall'altro una platea di utenti ipovedenti si ritroverebbe con uno strumento che abbatterebbe ogni barriera informativa e culturale.La soluzione può essere cercata a metà strada utilizzando un formato protetto di ebook che richieda obbligatoriamente l'uso di un lettore di smartcard.Da una parte gli utenti ipovedenti accetterebbero il compromesso dell'acquisto di un lettore di smartcard (anche tramite sovvenzioni statali) e dall'altra gli editori vedrebbero aumentati i livelli di sicurezza intrinseca del formato ebook, considerando che pochi utenti possiedono un lettore e che comunque è richiesta la specifica smartcard per poter accedere ai contenuti digitali.Non si dimentichino gli editori che già oggi vi sono circuiti pirata in cui i bestseller vengono scansionati con comuni scanner da 150euro e riprodotti digitalmente in formato slideshow al ritmo di 200 pagine l'ora, per poi essere scambiati liberamente in rete. Una chiusura totale da parte degli editori verso un formato ebook criptato con chiave asimmetrica rappresenterebbe una miopia commerciale più grave di quella degli utenti svantaggiati che si vorrebbe escludere.Tamerlano
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema risolvibile.

      Da un lato l'editore è consapevole del fatto che un
      bestseller in formato digitale costituirebbe un suicidio
      economico ve ne fosse anche una sola copia in
      circolazione, ma un libro non è una canzone.... io compro libri nelle edizioni economiche ma se un libro mi piace ricompro lo stesso libro ben rilegato in modo da poterlo conservare. chi compra un libro lo compra perche lo vuole sentire in mano e leggere dove vuole e non su di un monitor. per non parlare di chi li compra solo per tenerli esposti... non credo che un libro in formato digitale, anche se venisse divulgato ai non vedenti, diminuirebbe le vendite.
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema risolvibile.

        ma un libro non è una canzone.... io compro
        libri nelle edizioni economiche ma se un
        libro mi piace ricompro lo stesso libro ben
        rilegato in modo da poterlo conservare. chi
        compra un libro lo compra perche lo vuole
        sentire in mano e leggere dove vuole e non
        su di un monitor. per non parlare di chi li
        compra solo per tenerli esposti... non credo
        che un libro in formato digitale, anche se
        venisse divulgato ai non vedenti,
        diminuirebbe le vendite.piacerebbe a tutti crederci, ma onestamente ti posso assicurare che non è così: quando ti si pone dinanzi la scelta tra dover spendere 20euro per un libro di narrativa senza sapere se ti piacerà e la possibilità di leggerlo in formato ebook su un portatile completamente gratis, ti assicuro che la maggioranza delle persone con cultura informatica preferirebbe di gran lunga la seconda soluzione.Se non gli è piaciuto l'ebook pensi che comprerebbero la versione cartacea solo per onestà nei confronti dell'autore?E se l'editore dovesse vendere solo le copie che sono piaciute sulla falsariga del "soddisfatti o rimborsati" le vendite crollerebbero del 50%.E molti libri una volta letti in formato ebook, benchè siano piaciuti non si ha nessuna voglia di comprarseli anche in formato cartaceo, molti libri sono "usa e getta" come i film, una volta scoperto il colpevole la suspance finisce....E in Italia il fenomeno dell' ebooksharing p2p non decolla solo perchè è necessario uno scanner da 150euro per fare un buon lavoro e il risultato è un file da circa 13MB per un libro da 200 pagine.Aspetta qualche anno e vedrai come si imporrà all'attenzione anche il problema del sharing di ebook....Tamerlano
        • Anonimo scrive:
          Re: Problema risolvibile.
          - Scritto da: Anonimo
          piacerebbe a tutti crederci, ma onestamente
          ti posso assicurare che non è così: quando
          ti si pone dinanzi la scelta tra dover
          spendere 20euro per un libro di narrativa
          senza sapere se ti piacerà e la possibilità
          di leggerlo in formato ebook su un portatile
          completamente gratis, ti assicuro che la
          maggioranza delle persone con cultura
          informatica preferirebbe di gran lunga la
          seconda soluzione.Non sono d'accordo.A parte le difficoltà di fare un buon lavoro usando uno scanner, sinceramente se devo leggere un libro di 700 pagine preferisco averlo in versione cartacea.Magari aspetto che esca l'edizione economica, quello sì...Penso di avere una discreta cultura informatica.Sono sicuro di avere una gran passione per la lettura.Nemesy
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile.


            Non sono d'accordo.
            A parte le difficoltà di fare un buon lavoro
            usando uno scanner, sinceramente se devo
            leggere un libro di 700 pagine preferisco
            averlo in versione cartacea.
            Magari aspetto che esca l'edizione
            economica, quello sì...Sulla qualità della scansione puoi fidarti, già a 100dpi con un EPSON1660 i risultati sono eccezionali in quanto a definizione.Sul fatto che la versione cartacea sia comunque un plus sono d'accordo , ma quando ti chiedono 20 euro per copia allora diventa dura dover aspettare la tascabile economica e se c'è l'ebook disponibile qualche capitolo non lo disdegni affatto.....Tamerlano
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile.

            Sul fatto che la versione cartacea sia
            comunque un plus sono d'accordo , ma quando
            ti chiedono 20 euro per copia allora diventa
            dura dover aspettare la tascabile economica
            e se c'è l'ebook disponibile qualche
            capitolo non lo disdegni affatto.....Mah, pare che qui tutti si siano dimenticati dell'esistenza di posti bellissimi chiamati biblioteche....
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile.
            non è una questione di risoluzione...io sono riuscito a trovare qualche libro in internet e l'ho letto ma non x questo non cercavo il libro in libreria... anzi... se uno ama veramente la lettura non si accontenta di vedere dei caratteri stampati su di un monitor ma li deve sentire in mano. E non si puo neanche dire che dipende dalla cultura informatica (personalmente studion ing. informatica) .Credo che in italia esistano 3 tipi di persone che comprano libri: chi vuole riempire la libreria (fose i + e con i file nn si riempie); chi ama la lettura (e compererà sicuramente il libro) e i lettori occasionale (quelli che comprano 1 libro ogni 2 o 3 anni) quest'ultimi credo che copieranno e basta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile.
            - Scritto da: Anonimo
            non è una questione di risoluzione...
            io sono riuscito a trovare qualche libro in
            internet e l'ho letto ma non x questo non
            cercavo il libro in libreria... anzi... se
            uno ama veramente la lettura non si
            accontenta di vedere dei caratteri stampati
            su di un monitor ma li deve sentire in mano.il problema è che la gran parte dei libri sono carta straccia (ognuno per motivi individualmente diversi), e te ne accorgi solo a metà, quando hai già speso una cifra per acquistarli.Così finisci per comprare solo quello che è stato vagliato e suggerito da terzi senza prenderti dei rischi, vuoi per poco tempo ma soprattutto per non spendere follie.Poi ti capita di scoprire un modo alternativo di leggere, certo meno riposante e agevole lo riconosco, però ti apre la possibilità di prenderti tutto il tempo per decidere se la lettura vale la pena o meno. E troppo spesso i libri non valgono il prezzo di copertina.Per esempio se non fosse stato per l'ebook disponibile non avrei mai scoperto questa gustosa chicca di Vittorio Russo e pur dopo averlo letto ed apprezzato non sento il bisogno feticistico di possederne la copia cartacea....http://www.liberliber.it/biblioteca/r/russo/santita/html/index.htmAnzi ti dirò, la possibilità di "prestarlo" con un semplice link mi rende più facile condividerlo.In altri casi potrei decidere di acquistare un libro su carta dopo le prime 100 pagine di ebook, soprattutto per il confort visivo non tanto per il dover annusare la carta fresca di stampa..... Le categorie di lettori che citi sono forse di più, occorrerebbe un approfondito studio sociologico, certamente esiste la categoria del lettore _feticista_.... Tamerlano
    • Anonimo scrive:
      Re: Problema risolvibile. un cavolo!
      - Scritto da: Anonimo

      Da un lato l'editore è consapevole del fatto
      che un bestseller in formato digitale
      costituirebbe un suicidio economico ve ne
      fosse anche una sola copia in circolazione,
      dall'altro una platea di utenti ipovedenti
      si ritroverebbe con uno strumento che
      abbatterebbe ogni barriera informativa e
      culturale.

      La soluzione può essere cercata a metà
      strada utilizzando un formato protetto di
      ebook che richieda obbligatoriamente l'uso
      di un lettore di smartcard.

      Da una parte gli utenti ipovedenti
      accetterebbero il compromesso dell'acquisto
      di un lettore di smartcard (anche tramite
      sovvenzioni statali) e dall'altra gli
      editori vedrebbero aumentati i livelli di
      sicurezza intrinseca del formato ebook,
      considerando che pochi utenti possiedono un
      lettore e che comunque è richiesta la
      specifica smartcard per poter accedere ai
      contenuti digitali.

      Non si dimentichino gli editori che già oggi
      vi sono circuiti pirata in cui i bestseller
      vengono scansionati con comuni scanner da
      150euro e riprodotti digitalmente in formato
      slideshow al ritmo di 200 pagine l'ora, per
      poi essere scambiati liberamente in rete.

      Una chiusura totale da parte degli editori
      verso un formato ebook criptato con chiave
      asimmetrica rappresenterebbe una miopia
      commerciale più grave di quella degli utenti
      svantaggiati che si vorrebbe escludere.

      Tamerlano
      Caro tamerlano Siamo alle solite! Perche non complicare il semplice attraverso l'inutile?La traduzione in termini "reali" della tua proposta suona più o meno così (posto che usi la crittografia asimmetrica come tu dici):1) ciascuna copia (essendo asimmetrica la crittografia che tu proponi) sarebbe cifrata "individualmente" con la chiave pubblica del non vedente che paga la sua copia (ogni copia sarebbe quindi individualmente prodotta e già questo è discutibile)2) il non vedente in questione legge (decifra) la copia con la sua chiave privata.3) il non vedente richiesto da un suo amico parimenti non vedente di avere in "prestito la copia" la cifra con la chiave pubblica dell'amico (rendendo di fatto la copia fruibile come l'originale da parte dell'amico).Oppure la decifra semplicemente e la da in chiaro all'amico rendendo la copia universalmente fruibile.4) sia nel primo che nel secondo caso sei tornato (di fatto) alla situazione "non crittogafata" ma in compenso ti sei complicato inutilmente la vita.L'attacco descritto si chiama "access right downscaling" ed è descritto in un sacco di manuali di sicurezza.Lesson learned :1) la sicurezza è una cosa seria non mi pare il casodi fare gli obbisti "improvvisati".2) L'unica vera soluzione è quella proposta dai non vedenti unita ad uno (al momento poco probabile) "scatto di reni" della imprenditorialità degli editori che rinnovino il loro modello di business ormai superato dalla storia!THe Megatroll
      • Anonimo scrive:
        Re: Problema risolvibile. un cavolo!

        Caro tamerlano
        Siamo alle solite!
        Perche non complicare il semplice attraverso
        l'inutile?Caro THe Megatroll , la tua analisi parte bene, il meccansmo tecnico lo hai compreso, sulla smartcard del nonvedente è presente la sua chiave privata alla quale però non può accedere in chiaro in quanto è embedded nella smartcard stessaL'unica chiave in chiaro e disponibile è la chiave pubblica che va in coppia con la smartcard.Allora l'utente se vuole acquistare un ebook invia la sua chiave pubblica all'editore con la quale quest'ultimo prepara la personale copia per il nonvedente e gliela invia dopo il relativo pagamento con carta di credito.L'utente a questo punto riceve il suo file criptato e lo speciale visualizzatore provvede a caricare dalla smartcard inserita la chiave privata per poter decrittare il file.La decrittazione avviene in memoria e dunque non vi sono in giro ebook in chiaro, solo chi ha la smart autorizzata può leggere a video il libro.Se il cliente vuole prestare il libro all'amico gli deve prestare anche la smartcard per poterlo leggere esattamente come quando presti la bianchina all'amico per vedere un film su D+.Questo è il meccanismo, operativamente semplice considerati i vantaggi per il nonvedente che ha come alternativa il nulla.Ed è un meccanismo che cerca di offrire un minimo di garanzia all'editore per evitare che l'amico disonesto del nonvedente si faccia la sua copia personale dell'ebook in chiaro e la distribuisca in p2p al mondo intero.Certo come non è possibile proteggere un'immagine sul web non è possibile proteggere nemmeno un ebook nel momento in cui lo visualizzi a video, basta un capture e salvi la pagina come se fosse passata sotto uno scanner.ma se ci rifletti questa operazione è equivalente alla scansione di un libro cartaceo e richiede tempo per salvarsi ogni singola pagina.Quindi il rischio per l'editore diventa equivalente a quello che già corre sul mezzo cartaceo, il quale una volta scansionato può essere moltiplicato x1000 a costo zero in formato ebook in chiaro e distribuito in p2p.Tamerlano
        • Anonimo scrive:
          Re: Problema risolvibile. un cavolo!
          - Scritto da: Anonimo


          Caro tamerlano

          Siamo alle solite!

          Perche non complicare il semplice
          attraverso

          l'inutile?

          Caro THe Megatroll , la tua analisi parte
          bene, il meccansmo tecnico lo hai compreso,
          sulla smartcard del nonvedente è presente la
          sua chiave privata alla quale però non può
          accedere in chiaro in quanto è embedded
          nella smartcard stessa

          L'unica chiave in chiaro e disponibile è la
          chiave pubblica che va in coppia con la
          smartcard.
          Ti ringrazio per la considerazione!
          Allora l'utente se vuole acquistare un ebook
          invia la sua chiave pubblica all'editore con
          la quale quest'ultimo prepara la personale
          copia per il nonvedente e gliela invia dopo
          il relativo pagamento con carta di credito.

          L'utente a questo punto riceve il suo file
          criptato e lo speciale visualizzatore
          provvede a caricare dalla smartcard inserita
          la chiave privata per poter decrittare il
          file.Bene quindi decifra il file (ovviamente senno non lo legge)...e adesso che il file è decifrato ce vogliamo fare ce lo teniamo o lo buttiamo alle ortiche?

          La decrittazione avviene in memoria e dunque
          non vi sono in giro ebook in chiaro, solo
          chi ha la smart autorizzata può leggere a
          video il libro.Scusa ma non mi risulta che la memoria sia un dispositivo di sola lettura a te invece si?Chi ti impedisce di salvare il contenuto l'editore "in person"?.!

          Se il cliente vuole prestare il libro
          all'amico gli deve prestare anche la
          smartcard per poterlo leggere esattamente
          come quando presti la bianchina all'amico
          per vedere un film su D+.Assolutamente no il paragone è sbagliato per almeno 3 motivi 1) la copia (in chiaro) stà in memoria (lo abbiamo già appurato) quindi può essere salvata e passata a chicchessia.2) D+ usa cifratura simmetrica (non potrebbe fare altrimenti dato che va in "broadcast").3) il "film" D+ e le smart card "craccate" sono lo "sport nazionale".

          Questo è il meccanismo, operativamente
          semplice considerati i vantaggi per il
          nonvedente che ha come alternativa il nulla.
          Ed è un meccanismo che cerca di offrire un
          minimo di garanzia all'editore per evitare
          che l'amico disonesto del nonvedente si
          faccia la sua copia personale dell'ebook in
          chiaro e la distribuisca in p2p al mondo
          intero.Vedi i tre punti sopra!

          Certo come non è possibile proteggere
          un'immagine sul web non è possibile
          proteggere nemmeno un ebook nel momento in
          cui lo visualizzi a video, basta un capture
          e salvi la pagina come se fosse passata
          sotto uno scanner.
          ma se ci rifletti questa operazione è
          equivalente alla scansione di un libro
          cartaceo e richiede tempo per salvarsi ogni
          singola pagina.
          Quindi il rischio per l'editore diventa
          equivalente a quello che già corre sul mezzo
          cartaceo, il quale una volta scansionato può
          essere moltiplicato x1000 a costo zero in
          formato ebook in chiaro e distribuito in
          p2p.

          TamerlanoQuindi riassumendo (anche nella migliore delle ipotesi) la situazione (lo ammetti tu stesso) rimane quella precedente e tu ti sei complicato la vita "gratis" senza risolvere il problema...Complimenti!Non ti aspettare che ti assuma come "esperto" di sicurezza !THe Megatroll 8)





          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!

            Chi ti impedisce di salvare il contenuto
            l'editore "in person"?.!scusami ma come pensi che un utente comune possa accedere alla memoria per salvarsi un file in chiaro se già fatica a fare "salva con nome" per una pagina web?E' ovvio che l'applicativo non ti permette di salvare in chiaro il contenuto, tutto quello ch hai è una pagina leggibile sullo schermo sulla quale non puoi nemmeno fare copy&paste.Ti ripeto: l'unico modo per salvarti il testo consiste nel fare un capture, ma ciò significa che dovrai fare 700 capture se il libro ha 700 pagine...... in altre parole il lavoro è equivalente alla scansione di un libro cartaceo a 200 pagine all'ora.
            1) la copia (in chiaro) stà in memoria (lo
            abbiamo già appurato) quindi può essere
            salvata e passata a chicchessia.come, senza fare un lavoro equivalente alla scansione manuale e alla portata di un utente medio?
            2) D+ usa cifratura simmetrica (non potrebbe
            fare altrimenti dato che va in "broadcast").certo, l'analogia con D+ è funzionale e non tecnica.
            3) il "film" D+ e le smart card "craccate"
            sono lo "sport nazionale".su aggiornati, sei rimasto indietro di quasi un anno ragazzo, il seca2 è ancora decisamente blindato.....
            Quindi riassumendo (anche nella migliore
            delle ipotesi) la situazione (lo ammetti tu
            stesso) rimane quella precedente e tu ti sei
            complicato la vita "gratis" senza risolvere
            il problema...con la differenza che il nonvedente può comprarsi l'ebook e l'editore corre gli stessi rischi di prima.Risultato: l'editore allarga il suo giro d'affari e anche il nonvedente con un piccolo sforzo per un lettore di smart può leggersi i libri che vuole.Se ti pare poco..... Tamerlano
          • DPY scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!
            - Scritto da: Anonimo

            Chi ti impedisce di salvare il contenuto

            l'editore "in person"?.!

            scusami ma come pensi che un utente comune
            possa accedere alla memoria per salvarsi un
            file in chiaro se già fatica a fare "salva
            con nome" per una pagina web?
            E' ovvio che l'applicativo non ti permette
            di salvare in chiaro il contenuto, tutto
            quello ch hai è una pagina leggibile sullo
            schermo sulla quale non puoi nemmeno fare
            copy&paste.Premetto che non ho mai interagito con dispositivi per non vedenti, e che quindi le mie conoscenze sono necessariamente lacunose, ma non vedo grosse possibilità di mantenere il documento chiuso, per vari motivi.Che io conosca, esistono 3 sistemi per consentire a un non vedente di leggere.1) Sintetizzatore vocale: qui basterebbe registrare l'uscita audio per ottenere un documento abbastanza fruibile da un altro non vedente.2) Barra Braille: una specie di display ove al posto delle parti luminose ci sono dei componenti meccanici che possono uscire e rientrare simulando i caratteri Braille. In genere è connessa con una porta seriale, e quindi intercettare il flusso dati è elementare.3) Stampante Braille: stampa in braille su carta. Idem come sopra.Il problema però è che in qualsiasi modo si decida di far interagire queste periferiche con il programma che visualizza il documento, questo modo di interazione deve essere documentato, e quindi nulla vieta di creare una nuova periferica che simuli una di quelle, ma memorizzi direttamente il testo letto dal visualizzatore. Dal mio punto di vista non c'è sistema di DRM che tenga, anche con la smartcard che ultimamente viene vista come la panacea di tutti i problemi di sicurezza, ma che in realtà non è uno strumento così universale e spesso viene adottata più per questioni di immagine che perché ce ne sia realmente bisogno.E' quindi inutile volerlo imporre, se mai ci sarà un formato fatto per essere fruito dai non vedenti, questo dovrà essere aperto senza limitazioni né blocchi. L'obiezione che queste operazioni sarebbero comunque alla portata di pochi non sta in piedi: basta che siano alla portata di un utente, e via p2p o altri sistemi di distribuzione il documento viaggerà senza problemi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!

            Che io conosca, esistono 3 sistemi per
            consentire a un non vedente di leggere.
            1) Sintetizzatore vocale: qui basterebbe
            registrare l'uscita audio per ottenere un
            documento abbastanza fruibile da un altro
            non vedente.
            2) Barra Braille: una specie di
            display ove al posto delle parti
            luminose ci sono dei componenti meccanici
            che possono uscire e rientrare simulando i
            caratteri Braille. In genere è connessa con
            una porta seriale, e quindi intercettare il
            flusso dati è elementare.
            3) Stampante Braille: stampa in braille su
            carta. Idem come sopra.Le tue obiezioni sono plausibili e dal punto di vista dell'editore chiaramente più aumenti il grado di apertura verso il dialogo con dispositivi esterni e più facile diventa la replicazione dei contenuti.Nulla vieta all'editore di proporre un sistema integrato costituito esclusivamente da un lettore di smartcard, una visualizzazione a monitor per gli ipovedenti e un sintetizzatore vocale per i non vedenti. Stop.Se è vero che puoi facilmente registrare l'audio sintetizzato devi però considerare due elementi deterrenti:a) la copia rimane circoscritta ai non vedenti e non è di interesse per la maggioranza dei potenziali lettori normodotati riducendo di parecchio il danno economico.b) i file audio generati sarebbero talmente grandi da rendere decisamente poco agevole la copia di un intero libro. Prova a pensare quante ore di audio devi registrare per leggere un libro di 200-300 pagine, il gioco non vale la candela, soprattutto se l'ebook pensato per gli ipovedenti ha un costo inferiore rispetto all'equivalente cartaceo.
            E' quindi inutile volerlo imporre, se mai ci
            sarà un formato fatto per essere fruito dai
            non vedenti, questo dovrà essere
            aperto senza limitazioni né blocchi.questo equivale a fornire in chiaro gli ebook di bestseller appena usciti, cosa che l'editore non farà mai.Piuttosto un'idea alternativa all'ebook tradizionale (senza uso di smartcard) potrebbe proprio consistere in un servizio a pagamento fornito via adsl dall'editore, in cui previo acquisto tramite carta di credito egli fornisce in streaming la lettura del libro richiesto dall'utente disabile.In pratica diventa un webservice il cui accesso successivo è garantito tramite una comune password. In ogni istante l'utente può connettersi ai server dell'editor e continuare a leggere il libro da dove l'aveva interrotto l'ultima volta.Ovviamente la password può essere scambiata fra utenti disabili ma essendo possibile un unico accesso contemporaneo, sarebbe di fatto equivalente allo scambio di libri cartacei.Il forte deterrente alla copia rimane la dimensione immensa del file audio se lo si volesse salvare in locale.Il limite per l'utente sarebbe costituito essenzialmente dall'esigenza di dover avere una connessione adsl o wireless a portata di mano.Tamerlano
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!
            - Scritto da: Anonimo

            Chi ti impedisce di salvare il contenuto

            l'editore "in person"?.!

            scusami ma come pensi che un utente comune
            possa accedere alla memoria per salvarsi un
            file in chiaro se già fatica a fare "salva
            con nome" per una pagina web?
            E' ovvio che l'applicativo non ti permette
            di salvare in chiaro il contenuto, tutto
            quello ch hai è una pagina leggibile sullo
            schermo sulla quale non puoi nemmeno fare
            copy&paste.Idiozia allucinante! forse non ti è chiaro come funziona una smart card! cosa pensi che alla smart card possa accedere un solo applicativo (quello che dice l'editore?) ma in che mondo vivi? MS ti ha bacato il cervello?Hai una idea vaga di come funzioni una smart card crittografica di come funziona un CSP o un PKCS11?Tutto il tuo ragionamento è basato su presupposti sbagliati!

            Ti ripeto: l'unico modo per salvarti il
            testo consiste nel fare un capture, ma ciò
            significa che dovrai fare 700 capture se il
            libro ha 700 pagine...... in altre parole il
            lavoro è equivalente alla scansione di un
            libro cartaceo a 200 pagine all'ora.


            1) la copia (in chiaro) stà in memoria (lo

            abbiamo già appurato) quindi può essere

            salvata e passata a chicchessia.

            come, senza fare un lavoro equivalente alla
            scansione manuale e alla portata di un
            utente medio?



            2) D+ usa cifratura simmetrica (non
            potrebbe

            fare altrimenti dato che va in
            "broadcast").

            certo, l'analogia con D+ è funzionale e non
            tecnica.


            3) il "film" D+ e le smart card "craccate"

            sono lo "sport nazionale".

            su aggiornati, sei rimasto indietro di quasi
            un anno ragazzo, il seca2 è ancora
            decisamente blindato.....



            Quindi riassumendo (anche nella migliore

            delle ipotesi) la situazione (lo ammetti
            tu

            stesso) rimane quella precedente e tu ti
            sei

            complicato la vita "gratis" senza
            risolvere

            il problema...

            con la differenza che il nonvedente può
            comprarsi l'ebook e l'editore corre gli
            stessi rischi di prima.
            Risultato: l'editore allarga il suo giro
            d'affari e anche il nonvedente con un
            piccolo sforzo per un lettore di smart può
            leggersi i libri che vuole.
            Se ti pare poco.....

            Tamerlano
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!

            cosa pensi che alla smart card possa
            accedere un solo applicativo (quello che
            dice l'editore?)se la chiave privata è embedded nella smartcard rilasciata dall'editore (e non una generica smartcard che leggi e scrivi come ti pare e che compri nel negozio sotto casa per craccare il sat...) tu la chiave privata non la leggi, ma leggi solo la porzione di testo decodificato che la smartcard ti fornisce in output : ricordi? input=
            crypted, output=
            decrypted.E quindi quella smartcard la usi solo con quell'applicativo, supportabile dal pool di editori che aderisce.Ma certo obietterai che puoi sempre operare un reverse-engineering sull'applicativo e salvare in chiaro su file l'output dellla smartcard proprietaria.Allora a questo punto niente file criptati e niente smartcard proprietarie così come editore rischio di meno, ti fornisco direttamente il file audio in streaming ad uso e consumo dei nonvedenti su connessione adsl a pagamento.Prova a salvarti il file audio di un intero libro e vediamo di quanti Giga ti esce se vuoi piratarlo......E' la mia ultima offerta, o questo o ciccia.... ;-)Tamerlano
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!
            - Scritto da: Anonimo


            cosa pensi che alla smart card possa

            accedere un solo applicativo (quello che

            dice l'editore?)

            se la chiave privata è embedded nella
            smartcard rilasciata dall'editore (e non una
            generica smartcard che leggi e scrivi come
            ti pare e che compri nel negozio sotto casa
            per craccare il sat...) tu la chiave
            privata non la leggi, ma leggi solo la
            porzione di testo decodificato che la
            smartcard ti fornisce in output : ricordi?
            input=
            crypted, output=
            decrypted.Sei proprio ignorante! per effettuare la operazione "input=
            crypted, output=
            decrypted" come dici tu non c'è nessuna (ipeto NESSUNA) necessità di conoscere la chiave ne di craccarla! è una banale funzione che la smartcart ti mette a disposizione dopo averti eventualmente chiesto il pin!Ti ripeto hai o non hai (come credo) una idea sia pur vaga di come funzionano una smartcard crittografica e un lettore?Di quali crack vai cianciando? tu non hai la più pallida idea di come funzioni la crittografia... ne di come funzioni una smart cardvai a studiare gnurant!

            E quindi quella smartcard la usi solo con
            quell'applicativo, supportabile dal pool di
            editori che aderisce.Col cavolo la smart card è un device ed un servizio che qualunque applicazione può usare studia!

            Ma certo obietterai che puoi sempre operare
            un reverse-engineering sull'applicativo e
            salvare in chiaro su file l'output dellla
            smartcard proprietaria.La Smartcard può essere proprietaria fino a che vuoi ma il suo uso non lo è (come per qualunque device!) quindi il tuo ragionamento e sbagliato nel senso tecnico oltre che pratico.Stai accumulando una castroneria sopra all'altra la tua posizione è indifendibile!

            Allora a questo punto niente file criptati e
            niente smartcard proprietarie così come
            editore rischio di meno, ti fornisco
            direttamente il file audio in streaming ad
            uso e consumo dei nonvedenti su connessione
            adsl a pagamento.
            Prova a salvarti il file audio di un intero
            libro e vediamo di quanti Giga ti esce se
            vuoi piratarlo......

            E' la mia ultima offerta, o questo o
            ciccia.... ;-)
            Tamerlano











          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!
            - Scritto da: Anonimo


            cosa pensi che alla smart card possa

            accedere un solo applicativo (quello che

            dice l'editore?)

            se la chiave privata è embedded nella
            smartcard rilasciata dall'editore (e non una
            generica smartcard che leggi e scrivi come
            ti pare e che compri nel negozio sotto casa
            per craccare il sat...) tu la chiave
            privata non la leggi, ma leggi solo la
            porzione di testo decodificato che la
            smartcard ti fornisce in output : ricordi?
            input=
            crypted, output=
            decrypted.

            E quindi quella smartcard la usi solo con
            quell'applicativo, supportabile dal pool di
            editori che aderisce.

            Ma certo obietterai che puoi sempre operare
            un reverse-engineering sull'applicativo e
            salvare in chiaro su file l'output dellla
            smartcard proprietaria.

            Allora a questo punto niente file criptati e
            niente smartcard proprietarie così come
            editore rischio di meno, ti fornisco
            direttamente il file audio in streaming ad
            uso e consumo dei nonvedenti su connessione
            adsl a pagamento.
            Prova a salvarti il file audio di un intero
            libro e vediamo di quanti Giga ti esce se
            vuoi piratarlo......

            E' la mia ultima offerta, o questo o
            ciccia.... ;-)
            TamerlanoGuarda chi i registratori li hanno inventati da un pezzo caro il mio "ciccia Tamerlano" c'è poco da comprimere e da fare reverse engineering! a te l'informatica ti fa male e hai perso di vista le cose semplici e le cose inutili!Quando è che ti decidi a crescere?
          • Anonimo scrive:
            Re: Problema risolvibile. un cavolo!

            Guarda chi i registratori li hanno inventati
            da un pezzo caro il mio "ciccia Tamerlano"
            c'è poco da comprimere e da fare reverse
            engineering! a te l'informatica ti fa male e
            hai perso di vista le cose semplici e le
            cose inutili!
            registrare un file audio in streaming di un intero libro su un registratore a cassette ?Questa è la più bella che ho sentito finora, tanto vale che con i soldi che spendi in cassette tu ti compri direttamente il libro cartaceo e te lo scansioni con un buon OCR....Provaci e facci sapere quante audiocassette ti sono servite....Tamerlano
  • DPY scrive:
    Dialogo fra sordi
    La battuta sarà anche scontata, ma non trovo di meglio per definire il tutto. La risposta di Pietrosanti ha alcuni punti interessanti, altri nebulosi, altri ancora retorici, ma di poca sostanza.Il problema di base è uno solo: la maggior parte dei prodotti editoriali è scarsamente accessibile ai non vedenti. Su questa base, dire che in futuro molto materiale potrà essere acquistato in rete è un bel discorso, ma non sposta di un millimetro il problema: questo succederà quando i detentori dei diritti su quel materiale lo vorranno, la legge non lo impone né si tratta di un impegno morale preso con chicchessia, tanto più che quando questo succederà le motivazioni saranno puramente economiche, per utilizzare un nuovo canale di vendita o per tamponare il calo di vendite dei canali tradizionali. Sicuramente non sarà per filantropia o per favorire delle categorie svantaggiate.A me non risulta che un atto che la legge punisce possa essere considerato civile o di civiltà a priori: può esserlo se si tratta (dimostratamente) di un atto necessario, il problema è che qui le conclusioni precedono la dimostrazione. Il vero punto centrale del discorso è uno solo: secondo i detentori dei diritti i mezzi per ottenere questi supporti legalmente ci sono, sono stati citati due accordi con l'Unione Italiana Ciechi e una Biblioteca. Volendo confutare questa affermazione sarebbe stato molto più concreto dire perché questi accordi non sono sufficienti oppure non funzionano a dovere. Limitandosi a chiedere come ottenere legalmente i libri che concorrono al premio sortirà un solo tipo di risposta (sempre che ci sia): di rivolgersi all'UIC o alla Biblioteca citata, sulla base degli accordi già citati, e la discussione si arenerà lì senza possibilità di avanzamento.Infine, mi lascia a dir poco disgustato l'affermazione:"il primo atto che logica imporrebbe sarebbe disporre o fare disporre una ispezione SIAE, o GdF, su tutti i PC dei parlamentari italiani, e non solo su quelli dei vari deputati e senatori che hanno acquistato i file da noi, per rimuovere definitivamente il prodotto di una condotta che si dichiara dannosa."In altro intervento si dice che "Qualche altro parlamentare ha invece voluto restituire il file sostenendo di non voler aderire, ma Paolo Pietrosanti, organizzatore dell'operazione, ha fatto notare come sia poco credibile che un file di cui si ha copia possa essere "riconsegnato"."Prego? Se io ricevo un file che non ho diritto di possedere, magari per posta elettronica, anche se lo cancello è come se lo possedessi e ne sono responsabile? Ma questa è pura follia. E anche se fosse, e dovessi sorbirmi una perquisizione della GdF per questo, va anche bene, ma a questo punto mi sento in diritto di rivalermi su chi me lo ha inviato, per danni morali e materiali, perdite di tempo ecc ecc. Su questa base mi pare che la logica dello scrivente sia un po' pericolosa, soprattutto per lo scrivente stesso.In definitva, si può concordare con gli obiettivi di fondo della protesta, ma l'implementazione mi pare nebulosa, con tanta retorica e argomentazioni in parte discutibili, in parte inutili: si dica chiaramente quali sono le difficoltà, cosa sono gli 'accordi' citati e si vada avanti, così si fa solo il gioco dell'altra parte.
    • tomjoad scrive:
      Non c'è peggior cieco...
      Dry:Il problema di base è uno solo: la maggior parte dei prodottieditoriali è scarsamente accessibile ai non vedenti. Su questa base,dire che in futuro molto materiale potrà essere acquistato in rete èun bel discorso, ma non sposta di un millimetro il problema: questosuccederà quando i detentori dei diritti su quel materiale lovorranno, la legge non lo impone né si tratta di un impegno moralepreso con chicchessia, tanto più che quando questo succederà lemotivazioni saranno puramente economiche, per utilizzare un nuovocanale di vendita o per tamponare il calo di vendite dei canalitradizionali. Sicuramente non sarà per filantropia o per favoriredelle categorie svantaggiate.Francesco:Sono quasi totalmente d'accordo con Dry, e infatti mi affido allo sviluppotecnologico e alle necessità del mercato e non alla filantropia. Tanto piùche neanche il computer, lo scanner e la sintesi vocale sono stati inventatiper filantropia. Dissento invece su un punto, quando Dry dice che la legge elo Stato non possonoficcare il naso nei fatti dei detentori dei diritti.Il mandriano è il titolare del diritto sulle mucche, ma lo Stato impone cheil latte che egli distribuisce deve essere controllato da certi laboratori,o che i vitelli vadano macellati in un certo modo e in un certo luogo. Ma ècibo, c'entra il problema della igiene pubblica! Ok. Io costruisco unascuola,privata, sono detentore dei diritti su quella scuola, ma devoassicurarmi che le aule abbiano certe volumetrie e certe illuminazioni, maancora meglio, che negli ascensori e nei bagni possano entrare anche allieviin carrozzina. Ma scusa, io sono detentore del diritto e non posso decidereche quelli in carrozzina a scuola non ce li voglio? Se a questo poi aggiungiche i detentori di questi diritti:1) ricevono abbondanti contributi dallo Stato;2) rifilano il 25% del loro prodotto allo Stato (si legga la relazione allacommissione cultura dell'AIE che ho postato ieri in lista);mi pare quantomeno sconcertante che si dica che, no, in quell'ambito lacollettività, la legge, lo Stato, gli altri interessi che questo devetutelare, non ci debbano ficcare il naso!Dry:A me non risulta che un atto che la legge punisce possa essereconsiderato civile o di civiltà a priori: può esserlo se si tratta(dimostratamente) di un atto necessario, il problema è che qui leconclusioni precedono la dimostrazione.Francesco:Qualche decennio fa chi non voleva fare il militare per ragioni etiche,quindi per definizione opinabili, finiva dritto dritto in un carceremilitare.Secondo il ragionamento di Dry l'obiettore di coscienza sbagliava ed eragiusto che si facesse quell'annetto di galera perché non è mai dimostrato apriori che non ci sarà una guerra, che quella guerra non avrà un caratteredifensivo e che quindi sia necessaria. Oggi l'obiezione di coscienza ègarantita dalla legge. Qual è il momento in cui l'atto illegale si èdimostrato necessario per dar forza di diritto a quello che prima eraconsiderato un atto illegale?Comunque, una cosa è chiara, a Drymanca completamente il discernimento tra atto illegale e atto didisobbedienza civile. Io ho mandato quei file ai parlamentari, ci ho scrittosotto nome, cognome, indirizzo, numero di telefono ed ho dato la miadisponibilità a pagarne tutte le conseguenze amministrative e penali.Inoltre, Dry ignora che in questo caso non v'è proprio nulla dadimostrare, ma solo due interessi in conflitto da conciliare.Dry:Il vero punto centrale deldiscorso è uno solo: secondo i detentori dei diritti i mezzi perottenere questi supporti legalmente ci sono, sono stati citati dueaccordi con l'Unione Italiana Ciechi e una Biblioteca.Francesco:Ed è stata detta anche qualche bugia. Gli accordi di cui sopra parlano di ungenerico impegno da parte dell'AIE a sensibilizzare i propri soci alleproblematiche dell'accessibilità. Sono loro, i detentori del diritto, adoverdimostrare che una generica sensibilizzazione può risolvere un problema!Dry:Volendoconfutare questa affermazione sarebbe stato molto più concreto direperché questi accordi non sono sufficienti oppure non funzionano adovere. Limitandosi a chiedere come ottenere legalmente i libri checoncorrono al premio sortirà un solo tipo di risposta (sempre che cisia): di rivolgersi all'UIC o alla Biblioteca citata, sulla basedegli accordi già citati, e la discussione si arenerà lì senzapossibilità di avanzamento.Francesco:Dry ha completamente frainteso. Noi non stiamo chiedendo nulla né aglieditori né all'Unione Italiana Ciechi. E' come se non funzionando l'ospedalesotto casa si andasse a chiederne conto al dermatologo che ci lavora e non,quantomeno, al direttore dell'ASL di competenza! Per quanto consta a noi,beneficiari presunti di quegli accordi, se vogliamo leggere i libri delPremio Strega come può fare chiunque prima della premiazione (eprobabilmente anche dopo, salvo magari quello del vincitore) a noi toccaacquisirli allo scanner. Di parlare di quell'accordo, a noi, non era neanchepassato per la testa in quanto non funzionando come non funziona, si tendeproprio a dimenticarne l'esistenza. Noi stiamo ponendo un problema allasocietà e alla politica che ha il diritto e il dovere di sapere:1) che efficacia abbiano i soldi spesi dalla collettività a favore deglieditori e delle cosiddette categorie protette;2) se a tutti i cittadini, come è scritto nell'articolo 3 dellaCostituzione, sono garantite pari opportunità di accesso alla cultura.Dry:Infine, mi lascia a dir poco disgustato l'affermazione:"il primo atto che logica imporrebbe sarebbe disporre o fare disporreuna ispezione SIAE, o GdF, su tutti i PC dei parlamentari italiani, enon solo su quelli dei vari deputati e senatori che hanno acquistatoi file da noi, per rimuovere definitivamente il prodotto di unacondotta che si dichiara dannosa."In altro intervento si dice che "Qualche altro parlamentare ha invecevoluto restituire il file sostenendo di non voler aderire, ma PaoloPietrosanti, organizzatore dell'operazione, ha fatto notare come siapoco credibile che un file di cui si ha copia possaessere "riconsegnato"."Prego?Francesco:A Dry manca il gusto del paradosso. Quello che tanto lo ha scandalizzato,leggendolo come ha fatto alla lettera,voleva solo sottolineare che di furto di bit bisognerà ragionare in terminiun tantino diversi da quellidell'abigeato.Un saluto,Francesco Tranfaglia.
      • DPY scrive:
        Re: Non c'è peggior cieco... (1)
        - Scritto da: tomjoad

        millimetro il problema: questo

        succederà quando i detentori dei diritti su

        quel materiale lo

        vorranno, la legge non lo impone né si

        tratta di un impegno morale

        preso con chicchessia,....
        per filantropia. Dissento invece su un
        punto, quando Dry dice che la legge e
        lo Stato non possono
        ficcare il naso nei fatti dei detentori dei
        diritti.Anch'io dissento: solo che non ho detto questo, ho solo detto che al momento la legge non lo fa. Ricapitoliamo: l'affermazione iniziale era che in futuro molte opere dell'ingegno , non solo libri ma anche (e soprattutto) opere di altro genere, verranno venduti in rete. Io ho detto che così come siamo ora ciò potrebbe avvenire, ma per motivi commerciali, non perché ci si mette di mezzo la legge a imporlo. Tra l'altro, il fatto che una cosa sia venduta su internet, e quindi scaricata direttamente, non implica più, e da un bel pezzo, che quella cosa possa essere fruita in tutti i modi possibili: i formati chiusi/non documentati e le tecnologie di DRM sono lì proprio per limitare i possibili modi di utilizzo.Io ho scritto che 'la legge non lo impone', da qui a leggerlo come 'la legge non deve imporlo' c'è una distorsione notevole.
        Il mandriano è il titolare del diritto sulle
        mucche, ma lo Stato impone che
        il latte che egli distribuisce deve essere
        controllato da certi laboratori,
        o che i vitelli vadano macellati in un certo
        modo e in un certo luogo.Bene, quando imporrà che le opere di ingegno siano fruibili anche in altri modi, questo discorso avrà un senso. Al momento non mi sembra che lo faccia, se per caso ha intenzione di farlo a breve non vedo la necessità di questa protesta, se non ha intenzione di farlo... siamo al punto di prima.
        Dry:

        A me non risulta che un atto che la legge
        punisce possa essere
        considerato civile o di civiltà a priori:
        può esserlo se si tratta
        (dimostratamente) di un atto necessario, il
        problema è che qui le
        conclusioni precedono la dimostrazione.

        Francesco:

        Qualche decennio fa chi non voleva fare il
        militare per ragioni etiche,
        quindi per definizione opinabili, finiva
        dritto dritto in un carcere
        militare.
        Secondo il ragionamento di Dry l'obiettore
        di coscienza sbagliava ed era
        giusto che si facesse quell'annetto di
        galera perché non è mai dimostrato a
        priori che non ci sarà una guerra, che
        quella guerra non avrà un carattere
        difensivo e che quindi sia necessaria.Anche qui siamo sulla fantasia pura: proviamo a ridirlo da un altro punto di vista. Quando una legge considera una cosa illegale, è possibile che sia necessario doverla fare ugualmente, ma bisogna fornire delle pezze di appoggio. Nel caso del comunicato precedente, era il caso PRIMA DI TUTTO di fornire queste pezze, e poi di fare tutto il discorsone. In particolare, queste pezze non sono state fornite: il comunicato degli editori ha parlato di quei due fantomatici accordi, ho capito che questi accordi sono praticamente inutili, ma questo me lo dici ora, nel comunicato originale non era scritto. Se per i non vedenti e le persone che hanno competenze specifiche in materia questo particolare può essere ovvio, tutta questa iniziativa non è rivolta a queste persone, ma a gente non esperta nel settore, che quindi non può immaginarlo. Come tale, prima si offrano queste pezze di appoggio, si critichi l'accordo, si spieghi perché non funziona, ecc ecc, e poi ci si costruiscano sopra le motivazioni del gesto. Così invece, tante belle parole e fatti pochi. Se questo viene ritenuto il sistema migliore per convincere le persone, a me sembra il sistema migliore per convincere le pecore, quelli che ascoltano, si lasciano incantare dalle parole, e non valutano criticamente quello che gli viene detto. Il paragone dell'obiezione di coscienza è anch'esso travisato: non ho richiesto una dimostrazione matematica della necessità di dover fare questo, ho chiesto delle motivazioni coerenti: posso capire chi si è fatto arrestare per non fare il militare, così come non capirei chi ha disertato per non fare il militare nel momento in cui poteva fare l'obiettore di coscienza, a meno che mi porti delle motivazioni concrete sul perché la scelta dell'obiezione gli è stata impedita. Parallelamente, capisco benissimo la Vostra protesta, nel momento in cui mi si faccia vedere che non c'era altro modo, e che i fantomatici accordi, che secondo gli editori risolverebbero il problema da soli, sono una bolla di sapone.Ripeto: non ho detto che una azione illegale è ingiustificabile di per se, ho detto che se viene fatta deve essere spiegata, e spiegata esaurientemente, possibilmente prima di farla, non dopo. A questo punto ho il vago sospetto che in questo tuo commento si segua lo stesso schema: fatti concreti pochi, ma è molto meglio travisare lo scritto dell'interlocutore per poterlo smontare più facilmente.Segue nel prossimo commento.
        • tomjoad scrive:
          Re: Non c'è peggior cieco... (1)
          DPY (ops, scusami il leso nick):Bene, quando imporrà che le opere di ingegno siano fruibili anche in altri modi, questo discorso avrà un senso. Al momento non mi sembra che lo faccia, se per caso ha intenzione di farlo a breve non vedo la necessità di questa protesta, se non ha intenzione di farlo... siamo al punto di prima. Francesco:DPY, DPY, rileggiti! Secondo te per che cosa stiamo facendo questa protesta? Per rompere le scatole ai lettori di Punto Informatico? O per chiedere una legge che _imponga_ agli editori di metterci in condizione realmente di fruire i libri senza dover ritrasformare in file quello che in tipografia è arrivato in file?In verità, pensavo che la puntualità seppur nell'errore delle tue argomentazioni testimoniassero del fatto che tu eri al corrente di tutta l'iniziativa, di cui il comunicato in risposta agli editori è solo l'ultimo atto. Riepilogo:1) un mese fa abbiamo acquisito con lo scanner i 12 libri finalisti del premio strega;2) il 5 giugno abbiamo annunciato in una conferenza stampa, ripresa addirittura in prima pagina dal Riformista nonché da altri organi di informazione, che, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul paradosso di dover ritrasformare in file quel che nasce come file avremmo "venduto" i libri del premio strega al costo del 6% del prezzo di copertina a copertura dei diritti d'autore.3) il 9 giugno, presso la sala delle bandiere del Parlamento Europeo a Roma abbiamo tenuto un convegno ed io ho venduto a un europarlamentare in diretta radio la prima copia del dischetto; durante il convegno è stato anche annunciato che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio TGianni Letta aveva fatto inserire un emendamento al DDL sull'accessibilità dei siti web in discussione in questi giorni in Parlamento che imporrebbe agli editori di fornire alle scuole in cui sono inseriti alunni disabili i libri in formato digitale; come vedi, la mucca sarà del mandriano, ma il Parlamento può, se vuole, anche decidere di stabilire come deve essere costruita la stalla. La proposta emersa dal convegno è più avanzata, vorremmo che si imponesse che gli editori consegnino alla Biblioteca di Stato oltre alle 3 copie cartacee di tutto ciò che viene stampato, una copia del file che finisce in tipografia, da mettere a disposizione di quelle entità che siano in grado di rendere accessibile il libro garantendo che non vengano piratati;4) Il 19 giugno abbiamo venduto alcune copie dei dischetti coi libri del premio strega davanti alla sede della fondazione Bellonci dove venivano selezionati i finalisti. Per inciso, c'era pure la polizia;5) la settimana scorsa abbiamo spedito una copia dei 5 libri finalisti in formato digitale a tutti i deputati e senatori della Repubblica, chiedendo di pagarceli, di restituirceli, di chiamare la polizia oppure di agire per sostenere la nostra proposta del 9 giugno; molti non hanno risposto, alcuni hanno restituito i libri, altri si sono offerti di pagare e di farsi portavoce delle nostre ragioni;6) A questo punto l'Associazione Editori ha emesso un comunicato che ci accusava di essere volgari pirati e che la soluzione, appunto, esisteva ed erano quei due accordi con l'UIC e la Biblioteca per Ciechi Regina Margherita di Monza;7) La risposta al comunicato degli editori è quella che ti ha tanto scandalizzato; sappi, DPY, che gli editori sanno benissimo di come funzionano quegli accordi, ma fino a quando non abbiamo mandato i file ai parlamentari hanno fatto orecchie da mercante...8) giovedì sera ci sarà la premiazione del vincitore del premio strega, e a Villa Giulia ci saremo anche noi, coi nostri dischetti;9) dopo? dopo andremo avanti. A oltranza, fino a quando non potremo, come te, come tutti, comprare il libro nel formato che ci è più adatto, senza dover attendere intermediazioni di associazioni e biblioteche speciali.Ora, caro DPY, tu potrai condividere o no il merito o il metodo di questa battaglia. Ma tutto puoi fare, tranne che permetterti di dire che non abbiamo spiegato bene le nostre ragioni solo leggendo un comunicato in risposta a un altro, entrambi facenti parte di una catena di eventi che ti erano e ti sono del tutto ignoti, ma non certo per colpa nostra.Best regards,Francesco Tranfaglia.
          • DPY scrive:
            Re: Non c'è peggior cieco... (1)
            - Scritto da: tomjoad
            Ora, caro DPY, tu potrai condividere o no il
            merito o il metodo di questa battaglia. Ma
            tutto puoi fare, tranne che permetterti di
            dire che non abbiamo spiegato bene le nostre
            ragioni solo leggendo un comunicato in
            risposta a un altro, entrambi facenti parte
            di una catena di eventi che ti erano e ti
            sono del tutto ignoti, ma non certo per
            colpa nostra.Cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi: se in un comunicato non avete spiegato bene le vostre ragioni, io posso capire che documentandosi meglio le cose si potevano chiarire, ma il comunicato rimane lacunoso comunque. Io ho criticato il modo di scrivere quel comunicato, se poi tu ci vuoi leggere la critica a tutta l'iniziativa o il reato di lesa maestà, non è un problema mio.Io ho letto tutto quello che è stato scritto in merito su PI: l'unico link fornito era quello del sito personale di Pietrosanti, ove però non ho trovato alcun riferimento all'iniziativa. Se reputavi insufficiente quello che aveva scritto PI, potevi benissimo integrarlo con i tuoi commenti invece di partire a spada tratta formato cavaliere della tavola rotonda. Invece, a mio personale parere, hai preferito travisare le mie frasi distorcendole e trasformandole in un attacco a tutta l'iniziativa, presumibilmente perché ritenevi opportuno silenziare un commento non positivo. Sempre IMHO, questo è un modo scorretto di operare, e se questo arriva da un esponente dell'iniziativa, se vogliamo è proprio questo che può mettere l'iniziativa stessa in cattiva luce. E' ovvio che, contento tu, contenti tutti, se ritieni che in questo modo tu abbia dato una buona immagine di te e dell'iniziativa, avevi tutto il diritto di farlo, io rimango dell'opinione contraria.Qui si innesta un altro problema: è ovvio che quando si mette in piedi una iniziativa fatta per divulgare un problema o una necessità, ci saranno pochi lettori che si interessano, vanno a documentarsi e leggono tutta la documentazione in merito che riescono a trovare, ma la maggior parte si limiterà a leggere quello che trova scritto al momento e si farà un'opinione sulla base di quello. Come tale, se quello che è comparso sulla stampa ha contribuito a formare questa mia idea, tu puoi anche dirmi "Documentati meglio prima di parlare", ma tutti quelli che non si sono espressi, si sono fatti un'idea simile alla mia e non hanno seguito questa discussione saranno rimasti della loro opinione in barba ai tuoi sforzi. Questo per dire che sì, sarà vero che da un comunicato singolo non ci si poteva fare un'opinione precisa, ma almeno sarebbe il caso di cercare di scrivere questi comunicati nel modo più esauriente possibile. A casa mia questo significa specificare dati / notizie concrete, lasciando da parte retorica e bei discorsi vuoti. Non ritengo che il comunicato in questione abbia seguito queste guide, così come ritengo che se non ti fossi sbracciato per azzerarmi ma avessi fornito le notizie concrete che mancavano, avresti fornito all'iniziativa un servizio molto migliore di così.
          • tomjoad scrive:
            Re: Non c'è peggior cieco... (1)
            Ti ho azzerato? Accidenti, ti mando il conto del mio psicanalista per curare il delirio di onnipotenza che mi susciti con le tue parole! Rispondendoti, invece, ti ho dato modo di continuare ad esprimere le tue critiche che, ancorché supponenti e poco documentate, mi interessavano eccome.Se ogni volta un comunicato dovesse riprendere tutti gli antefatti, nessuno lo leggerebbe. Sulla questione mancanza di un luogo dove raccogliere ed esporre tutta la documentazione a noi favorevole e sfavorevole, hai perfettamente ragione, vedremo di porvi rimedio, e ti ringrazio del consiglio.Infine, un suggerimento anche a te, se posso permettermi: se ti capita di portare avanti una battaglia politica, non ritenere mai che la maggioranza che non si è espressa abbia la tua stessa opinione! E' un errore che non mi sogno di fare io, non vedo perché dovresti farlo tu in questo caso che in fin dei conti non ti coinvolge in prima persona. O no?Ciao,Francesco.
      • DPY scrive:
        Re: Non c'è peggior cieco... (2)
        Seconda parte
        Inoltre, Dry ignora che in questo caso non
        v'è proprio nulla da
        dimostrare, ma solo due interessi in
        conflitto da conciliare.No, qui invece c'è proprio da dimostrare che in questo caso i due interessi non sono stati ancora conciliati in modo soddisfacente per entrambi. Gli editori hanno detto la loro, la loro risposta non mi ha convinto per niente, mi aspettavo una risposta con dati concreti, e non chiacchiere.

        Dry:

        Il vero punto centrale del
        discorso è uno solo: secondo i detentori dei
        diritti i mezzi per
        ottenere questi supporti legalmente ci sono,
        sono stati citati due
        accordi con l'Unione Italiana Ciechi e una
        Biblioteca.

        Francesco:

        Ed è stata detta anche qualche bugia. Gli
        accordi di cui sopra parlano di un
        generico impegno da parte dell'AIE a
        sensibilizzare i propri soci alle
        problematiche dell'accessibilità.Perfetto: questo è l'inizio di quello che avrei voluto sentire un comunicato fa, magari con qualche dettaglio in più, ed è quello che avrei voluto sentire all'inizio e non alla fine.
        Francesco:

        Dry ha completamente frainteso. Noi non
        stiamo chiedendo nulla né agli
        editori né all'Unione Italiana Ciechi. E'
        come se non funzionando l'ospedale
        sotto casa si andasse a chiederne conto al
        dermatologo che ci lavora e non,
        quantomeno, al direttore dell'ASL di
        competenza!Peccato che questo Vostro comunicato fosse una risposta a quello degli editori, con i quali avete parlato in prima persona e ai quali avete fatto delle domande precise. Ho capito che il fine ultimo è quello di fare una protesta più ampia e sensibilizzare lo Stato ma nel momento in cui si parla con gli editori, le cose devono essere coerenti con le argomentazioni alle quali si va a rispondere.
        Dry:

        Infine, mi lascia a dir poco disgustato
        l'affermazione:
        "il primo atto che logica imporrebbe sarebbe
        disporre o fare disporre
        una ispezione SIAE, o GdF, su tutti i PC dei
        parlamentari italiani, e
        non solo su quelli dei vari deputati e
        senatori che hanno acquistato
        i file da noi, per rimuovere definitivamente
        il prodotto di una
        condotta che si dichiara dannosa."

        In altro intervento si dice che "Qualche
        altro parlamentare ha invece
        voluto restituire il file sostenendo di non
        voler aderire, ma Paolo
        Pietrosanti, organizzatore dell'operazione,
        ha fatto notare come sia
        poco credibile che un file di cui si ha
        copia possa
        essere "riconsegnato"."

        Prego?

        Francesco:

        A Dry manca il gusto del paradosso. Quello
        che tanto lo ha scandalizzato,
        leggendolo come ha fatto alla lettera,
        voleva solo sottolineare che di furto di bit
        bisognerà ragionare in termini
        un tantino diversi da quelli
        dell'abigeato.La prima citazione, presa da sola, potreva anche essere stata paradossale. Tuttavia la seconda non lo è, e siccome la prima la segue a ruota, il discorso assume un'aria molto più seria del previsto. Sarà anche che in effetti a me piacciono i discorsi concreti e non i paradossi, ma io al tuo posto avrei reso pubblica la prima e accuratamente evitato la seconda.
        Francesco Tranfaglia. A proposito agente Smith, mi chiamo DPY (Non Dry come abbondantemente citato nell'intervento).
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