Il robot che dura di più

Il robottino Panasonic Evolta parteciperà alla 24 ore Le Mans. Alimentato da due pile AA

Panasonic sta preparando un’altra impresa promozionale per il suo piccolo robot Evolta. Nelle prossime settimane, infatti, il robot della casa nipponica se la dovrà vedere con la famosa 24 ore di Le Mans.

Dopo essere stato il primo robot, un anno fa, ad aver scalato in sei ore un pendio alto mezzo chilometro nel Grand Canyon, la mascotte di Panasonic si confronta con una sfida da Guinness.

A bordo del suo triciclo, Evolta dovrà percorrere il circuito francese nelle prefissate 24 ore, senza potersi fermare ai box.

L’impresa “sportiva” del minirobot alto 17 centimetri e dotato di due batterie stilo ha lo scopo di pubblicizzare proprio la nuova batteria Evolta AA (in Europa Evoia). La gara si svolgerà mercoledì 29 luglio.

Secondo il creatore del robottino, mentre nel caso del Grand Canyon la sfida si giocava sulla distanza, adesso si tratterà di sfidare il tempo, dato che il circuito è lungo 4 chilometri e Evolta riesce a raggiungere una velocità di 1 chilometro all’ora.

Evolta, già in commercio in Europa, è entrata un anno fa nei Guinness World Record come la pila alcalina con più autonomia al mondo. (F.R.)

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  • nome cogniome scrive:
    Sfida persa in partenza
    [code]Ma la vera protezione dei dati sarebbe possibile se, e solo se, Google assumesse l'impegno di mantenere separati i dati di Book Search da quelli degli altri servizi, così da evitare la temuta creazione di un dossier individuale[/code]Peccato che questo è proprio l'obiettivo di Google, che ci piaccia o no. Lo ammettono loro stessi, dicendo che raccolgono vari dati personali in modo da fornire pubblicità mirata e servizi su misura.
  • Paolo P. scrive:
    Moscow Rules
    Non credo che sapere che libri scarica qualcuno dica granche su di lui. Supponiamo che non abbiate una precisa opinione politica, e che andiate a leggervi i testi dei teorici di tutte le correnti politiche, dalla estrema destra all'estrema sinistra. Cosa se ne potrebbe dedurre? Che la pensate come tutti costoro? Si puo' poi scaricare libri di ogni genere, e leggerne solo alcuni (tra le Moscow Rules usate dalle spie dei romazi di Le Carre' c'era appunto quella di procurarsi carte topografiche di diverse citta', una sola delle quali interessava veramente). E infine se qualcuno si legge il manuale su come aprire una serratura come fate a capire se e' uno scassinatore o uno che vuol risparmiare sul fabbro quando perde le chiavi? Una sana dose di paranoia ci vuole, ma non bisogna esagerare.Paolo
  • fabianope scrive:
    sono un po' perplesso...
    ...forse perche' ho capito male l'articolo, comunque.cito testualmente:"(X) potrebbe infatti creare una lista di tutti i testi consultati online . (---)Non è ben chiaro quali rischi correrebbe un appassionato di manuali su come costruire bombe molotov ma, in ogni caso, è facile che nasca la paura che i dati sensibili, una volta inseriti in Rete possano essere visualizzati e utilizzati da altri."volutamente ho tolto il nome di google...metteteci il nome di qualsiasi catalogo online (OPAC) di biblioteca ed il problema si ripresenta paro paro...se e' vero il detto "dimmi cio' che leggi e ti diro' chi sei", allora bisogna ammettere che lo "storico prestiti & consultazioni" di ognuno di noi e' qui ed ora "a disposizione" di una marea di persone, e cio' sicuramente non da oggi...l'era digitale ha solamente reso questo potenziale problema piu' marcoscopico.ciao,fabianope
    • Samuele C. scrive:
      Re: sono un po' perplesso...
      si ma non è la stessa cosa dal momento se sarà il lettore stesso a comunicare ad un server cosa fai, cosa leggi, chi sei dove vai.. (non ci vuole molto a incrociare i dati dei tuoi movimenti su internet..)* di recente amazon ha rimosso un ebook con un comando in remoto su tutti i lettori kindle di tutti gli utenti del mondo che lo avevano in
      • fabianope scrive:
        Re: sono un po' perplesso...
        - Scritto da: Samuele C.
        si ma non è la stessa cosa dal momento se sarà il
        lettore stesso a comunicare ad un server cosa
        fai, cosa leggi, chi sei dove vai.. (non ci vuole
        molto a incrociare i dati dei tuoi movimenti su
        internet..)ciao, Samuelescusa ma continuo a non capire...conosco qualche OPAC e questo sostanzialmente non e' altro che un database (Oracle, MySQL, Postgres, ecc.) "mascherato" da opportune pagine dinamiche in java, php, ecc.una volta che al mio record (con tanto di nome cognome, indirizzo, ecc.) sono associati diversi prestiti (ad es. il libro sulle molotov dell'articolo) allora -in teoria- sono fritto.pensa infatti a quanti possono mettere mano al database..non solo i bibliotecari, ma anche gli informatici dell'ente o informatici esterni, o le forze dell'ordine, ecc.pensa infine alla possibilita' di importate le tables di diversi OPAC in un unico mega-database e con semplici queries SQL su tale megaCoso (ok, l'import puo' essere macchinoso...qui semplifico) vedere i prestiti che mi sono fatto in varie biblioteche sul suolo nazionale (o anche extra-nazionale).pensa infine il colmo dei colmi...fingere un prestito sul mio record anche se in realta' qual libro non l'ho mai letto o preso (cosa tecnicamente fattibilissima...)in realta' -forse non si e' capito- non voglio essere polemico con l'articolo (tralaltro ben scritto, IMHO) ma solo confermare che questa situazione c'e' in realta' da una vita...e forse a nche peggio di come e' descritta.ciao,fabianope
  • Rogad scrive:
    La fiducia
    Il rischio maggiore è quello di "fidarsi troppo" del servizio stesso - il medesimo rischio che si corre con Google, e con tutti quei servizi che sembrano proporre ciò che si desidera, ma per i quali non c'è modo di verificare la veracità.Mi spiego: supponiamo siate giornalisti e che ormai usiate il servizio Google Book Search da alcuni anni per trovare approfondimenti con fonti verificabili, e che fino ad ora siate stati molto soddisfatti del servizio.Oggi state scrivendo un articolo su di un dibattuto evento storico; notate che la maggior parte dei testi da voi consultati tramite GBS propone il punto di vista A sull'evento, mentre soltanto pochi testi propongono il punto di vista B. Voi ritenete che la tesi più accettata dagli storici sia quindi A, e questa conclusione si riflette nel vostro articolo.Google, per motivi a voi ignoti, ha in realtà censurato i testi contenenti il punto di vista B, ma dato che voi vi "fidate" dei risultati restituiti dal servizio non vi porrete mai il dubbio, e così sarete derubati di una resa oggettiva della realtà dei fatti, oltre a propagare ulteriormente il punto di vista A.Terribile, o no?
    • ... scrive:
      Re: La fiducia
      ma terribile cosa? basta uscire di casa e andare in una vera libreria o in una biblioteca (in italia abbiamo alcune delle più grandi AL MONDO), invece di fare i nerd che vivono su google e su wikipedia e li considerano fonte di veritàle idee te le devi formare da solo, non grazie a wikipedia che propaganda le idee degli admin
      • Rogad scrive:
        Re: La fiducia
        E quante persone sono disposte a farlo?Qual è stata l'ultima volta che tu stesso sei andato a cercare materiale di riferimento in una biblioteca?Ma soprattutto, quanti Americani (ricordiamoci che son loro che hanno le bombe...) andrebbero in biblioteca piuttosto che usare un servizio come google book search? Please, distinguiamo i princìpi da quella che è la triste realtà...
        • ... scrive:
          Re: La fiducia
          e allora peggio per loro...cioè mi fanno ridere ste cose, tutti si lamentano di google che viola la privacy, ma scusate, glie l'avete permesso voi accettando il suo contratto per fare i fighi "aoh c'ho gmail", ma di che vi lamentate? boh
        • alex scrive:
          Re: La fiducia
          Gli americani, con tutti i loro difetti e le loro bombe,sono tra i piu' assidui frequentatori di biblioteche del mondo, le usano come centri culturali aperti e multifunzione, oltre ovviamente che per il prestito di libri, e dalla piu' piccola alla piu' grande citta' non esiste un posto in cui sia stato dove la biblioteca non sia una specie di piccola istituzione. Sapessi quanto potremmo imparare dalla bibliotecaria media americana, soprattutto rispetto a come "tirare in mezzo" i bambini, come far venire le mamme la domenica, come tener buoni gli adolescemi, come risvegliare l'interesse di un pensionato. Un po' piu' di rispetto e di approfondimento sarebbe utile, tanto per non vivere sempre e solo di luoghi comuni. Che si parli di libri, tecnologia... o di intere popolazioni!
      • kurio scrive:
        Re: La fiducia
        - Scritto da: ...
        ma terribile cosa? basta uscire di casa e andare
        in una vera libreria o in una biblioteca (in
        italia abbiamo alcune delle più grandi AL MONDO),
        invece di fare i nerd che vivono su google e su
        wikipedia e li considerano fonte di
        verità
        le idee te le devi formare da solo, non grazie a
        wikipedia che propaganda le idee degli
        adminQuoto in particolar modo la parte su wikipedia. E' tutto vero quello che dici. Loro manipolano le informazioni eliminando fonti scomode. Basta vedere un caso emblematico su perle complottiste. Guardate che ha fatto un amministratore con la storia della corsica. Wikipedia può essere utile per alcune cose, ma bisogna sempre verificare che quella data sia corretta ecc ecc. Capita sovente di trovare inesattezze. Alcune ve le fanno correggere, per altre ci vuole l'autorizzazione della cricca (come la chiamano loro)
        • Valeren scrive:
          Re: La fiducia
          Aspé, la Corsica cosa?Devo essermi perso qualcosa.Hai un qualche link - non per verifica, per approfondire.Thanks!-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2009 15.28-----------------------------------------------------------
          • kurio scrive:
            Re: La fiducia
            Modificato dall' autore il 27 luglio 2009 15.28
            --------------------------------------------------http://complottismo.blogspot.com/2009/01/wikipedia-piero-montesacro-1a-parte.html
  • alex scrive:
    eccome se c'entra...
    Mannaggia, hai ragione, finche' quelli di mountain view non cominceranno ad ordinare lanciafiamme siamo tranquilli...Ma l'hai letto davvero, il libro, o ti ricordi solo che bruciavano i libri? Perche' quello succedeva anche in una celeberrima canzone di mogol/battisti!Consiglio spesso ad amici e conoscenti di rileggerlo meglio! La progressione con cui si arriva a proibire, e poi bruciare, la musica in cuffia usata come droga e insieme ad essa, i monitor a tutta parete e la sit-com interattiva... Si legge in un pomeriggio, e ci si pensa per qualche mese.leggiamo e moltiplichiamocifinche' si puo'.
    • ... scrive:
      Re: eccome se c'entra...
      ...mi sa voi non avete chiaro lo scopo di google booksè l'esatto CONTRARIO di ciò che avviene in Fahrenheit 451!!!!!!!!!!ma veramente non limitatevi a wikipedia, leggeteli i libri cavoloin quel libro non venivano bruciati i libri così tanto per, era proibita ogni forma di scrittura che andasse oltre gli opuscoli del partito dominante (che poi in realtà era una dittatura ma facevano credere alle persone che c'erano 2 partiti opposti, con candidati scelti ad arte), le persone venivano indottrinate tramite la televisione a pensare in un modo, a comportarsi in un modo, veniva annullata completamente la loro capacità di pensare in modo indipendente, la pena era l'eclusione dalla società e in alcuni casi la morteper impedire la formazione del loro pensiero si era proibita ogni forma di scrittura e tutti i libri venivano bruciati, perché portavano a riflettere e soprattutto a capire la società, cosa che chi comandava non voleva assolutamentealle persone venivano offerti sfoghi di vario tipo (emblematica la frase della moglie del protagonista, durante una discussione accesa col marito: "caro perché non vai a farti una corsa in strada e smetti di pensare a queste cose?"), venivano tollerati determinati tipi di crimine che servivano da valvola di sfogo (auto che appunto sfrecciavano ad oltre 100 km/h IN CITTA'),e si faceva il possibile per far sembrare la società perfetta e infallibile, ad esempio l'episodio della falsa cattura del falso fugitivo, trasmessa in televisione ininterrottamente in diretta, ripresa da più angolazioni e da diverse telecamere aeree, per far credere alle persone che lo stato non fallisce maiora, mi spiegate cosa ha a che fare tutto ciò con la privacy che google viola (con un contratto che NOI ABBIAMO ACCETTATO) regolarmente?andiamo su, qua qualcuno ha cercato su google "libri 1984 futuro" o qualcosa di simile e ha letto qualcosa su wikipedia e poi l'ha citatoora direte che mi sto accanendo su una stupidaggine, lo ammetto è vero, ma la mia passione per la cultura davanti alla banalizzazione di oggi è più forte della ragione
      • Josafat scrive:
        Re: eccome se c'entra...
        A citare alla carlona Bradbury ci sei anche tu, neh... prima di criticare la pagliuzza negli occhi degli altri, attento alla trave nel tuo.
        • ... scrive:
          Re: eccome se c'entra...
          ma per favore, ste risposte "guarda prima te e poi gli altri" risparmiatele per dare consigli ai tuoi nipoti quando sarai anziano...
      • Valeren scrive:
        Re: eccome se c'entra...
        Lascia stare.Ormai Orwell, con Franklin e la sua citazione tormentone (chi rinuncia alla libertà eccetera), appare pure sui cartoni del latte.Che poi la gente sappia inserire la citazione nel giusto contesto è semplicemente utopistico.Fingi di non sentire perché è una battaglia persa.
    • Gasogen scrive:
      Re: eccome se c'entra...
      - Scritto da: alex
      ... e la sit-com
      interattiva... [img]http://www.games4all.it/wp-galleryo/project-natal/project_natal_alias.jpg[/img]Saaalve (cylon)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 luglio 2009 15.45-----------------------------------------------------------
  • ... scrive:
    e che c'entra Fahrenheit 451 ???
    aoh ma se non sapete di che parla un libro, non citatelo per fare i finti acculturati, mannaggia a wikipedia...per fortuna che la cultura vera ancora non si può comprare su ebay...
    • Ricky scrive:
      Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
      Lasciando per una attimo da parte le considerazioni sui titoli dei libri, azzeccate o meno nel contesto in cui siamo calati, direi che il problema e' reale.La volonta' di difendere la nostra privaci STRIDE con lo scopo per cui la maggior parte delle realta' viene alla luce:I SOLDI.E' sin troppo chiaro che tutto ruota intorno ad essi e che le societa', per definizione, devono rincorrere il PROFITTO.Quindi se c'e' un possibile profitto dietro la profilazione dell'utenza, questa verra' fatta, IN UN MODO O NELL'ALTRO.Se esistono leggi chiare a preservare certi diritti dei cittadini DEL MONDO , forse le cose diventano piu' difficili ma se non ci sono nemmeno quelle...Purtroppo la tentazione alla profilazione per operazioni MIRATE e' troppo forte, non credo che ci siano realta' cosi' solide e MORALMENTE DEGNE in grado di preservarci da tutto questo.La storia insegna,se gli dai un dito...
      • ... scrive:
        Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
        ah si ma mica criticavo l'articolocriticavo il fatto che oggi tutti vogliono fare gli acculturati con citazioni pseudo-colte prese a caso da wikipedia, con questi risultati tragicomiciprima di voler parlare di PRIVACY (la i e la y sono due lettere diverse, soprattutto in inglese) e fare trattati di sociologia, bisognerebbe un attimo avere le basi culturali :)
        • hibee72 scrive:
          Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
          Ho letto il romanzo e visto l'omonimo film parecchio tempo fa, sicché potrei avere anche i ricordi annebbiati, però mi pare di ricordare che il romanzo parlasse di una società dove un gruppo di potere (se possiamo definirlo così) voleva bruciare i libri (soprattutto CERTI libri) e ovviamente venivano perseguiti tutti coloro che si opponevano a questo e che cercavano magari di conservare alcuni testi che ritenevano fondamentali per l'evoluzione culturale umana.Non credo che l'autrice dell'articolo abbia bisogno di un avvocato difensore, ma come ho criticato gli articoli di PI ogni qual volta li ritenevo imprecisi, stavolta mi sento di spezzare una lancia in favore di chi ha scritto questo articolo, perché al di là della citazione (che io non trovo del tutto impertinente), il problema che vuole segnalare è reale e degno di menzione.Tuttavia, mi pare di capire leggendo questi post, un altro problema reale è che leggere libri dovrebbe essere un esercizio che favorisca l'elasticità mentale, non piuttosto una mera esercitazione snob di sfoggio di cultura che alla fine ci porti semplicemente a categorizzare ciò che conosciamo in caselle più piccole e più definite.Chi critica questo articolo forse conoscerà "Fahrenheit 451" meglio di me e dell'autrice, ma nel momento in cui scrive quelle cose non si rende conto forse di tradire proprio lo spirito del messaggio che tale romanzo vorrebbe trasmetterci. Se non riusciamo ad afferrare quello spirito, stiamo leggendo i libri con lo stessa predisposizione che si usa alla collezione delle Figurine Panini. E non è proprio la stessa cosa.
    • Ricky scrive:
      Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
      Non ci fare caso, il tipo pare ottuso, solo lui poteva pensare che il mio scrivere PRIVACI fosse voluto e non un refuso, avendo scritto privacy mille altre volte correttamente.Il succo del discorso comunque non cambia.
      • ... scrive:
        Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
        pochi argomenti e si passa alle offese, bello sto modo di ragionare
      • ... scrive:
        Re: e che c'entra Fahrenheit 451 ???
        mi domando che senso abbia perdere tempo a battersi per la cultura nella società di oggi, dove le persone vanno fiere di essere ignoranti e se le correggi se un pazzo bacchettone...
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