Il search può essere antiabortista?

Non c'è più limite alle polemiche. Questa volta ci va di mezzo Amazon: un'associazione si scaglia contro il motore di ricerca dei libri. Amazon china la testa, si scusa e cambia i risultati
Non c'è più limite alle polemiche. Questa volta ci va di mezzo Amazon: un'associazione si scaglia contro il motore di ricerca dei libri. Amazon china la testa, si scusa e cambia i risultati


New York (USA) – Il reverendo James Lewis, rappresentante di un’associazione statunitense di religiosi che sostiene il diritto all’aborto, ha messo alle corde Amazon , accusata di avere abbracciato una politica aziendale discriminatoria fondata sulla manipolazione dei risultati di ricerca.

L’accusa, che riecheggia casi simili che quasi quotidianamente ormai circondano le net company maggiori, è basata sul fatto che il motore di ricerca del gigantesco negozio online, fino a quanto Lewis e soci non sono intervenuti, forniva una serie di risultati considerati tendenziosi a tutti coloro che cercassero prodotti associati alla parola chiave “aborto”.

Ad esempio, racconta il reverendo Lewis in un’intervista al New York Times , la lista dei libri visualizzati alla voce “aborto” rimandava ad una pagina che suggeriva di visualizzare la voce “adozione”. “Ho pensato che si trattasse di qualcosa d’offensivo”, sostiene Lewis, “e che fosse una precisa decisione editoriale da parte del team di Amazon”.

L’associazione ha quindi costretto Amazon ad una revisione : “Abbiamo rimosso ogni suggerimento che possa essere interpretato come ambiguo”, dice una portavoce dell’azienda, “anche se tali ambiguità sono causate dal nostro sistema di indicizzazione automatica, e non dalla nostra linea editoriale”. Ma non tutti i sostenitori del diritto all’aborto sono rimasti soddisfatti da questa decisione.

Tra gli “argomenti correlati” visualizzati nella pagina corrispondente alla voce “aborto”, infatti, un rimando alla pagina dei libri che trattano di adozioni è rimasto inalterato e ben visibile. Ed è ancora polemica . Jeff Briere, ministro di una chiesa cristiana del Tennessee che appoggia l’aborto, ha subito riacceso la polemica: “I risultati pubblicati da Amazon sono ancora troppo di parte”, sostiene Briere, “e sembrano comunque favorire una visione molto negativa dell’aborto”.

Come andrà a finire? I portavoce di Amazon non hanno voluto fornire ulteriori commenti sulla questione.

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20 03 2006
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