Il super-WiFi è finalmente nato

IEEE ha ufficialmente ratificato lo standard 802.11n, ultima evoluzione della tecnologia wireless, aprendo la strada all'arrivo dei primi dispositivi basati sulla specifica finale

Roma – Dopo una lunga e tormentata gestazione, lo standard WiFi 802.11n è stato finalmente ratificato dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers ( IEEE ) e la versione finale della sua specifica è ora pronta a saltare a bordo dei primi dispositivi wireless.

Il processo di standardizzazione di 802.11n ha richiesto in totale sette anni di lavoro , ma i produttori di hardware non sono stati alla finestra: router, access point e dispositivi mobili basati sull’ultima incarnazione della tecnologia WiFi sono in commercio da oltre tre anni , e in molti casi potranno essere aggiornati all’ultima versione della specifica per mezzo di un aggiornamento del firmware.

“Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo standard, nel 2002, molte delle tecnologie alla base di 802.11n erano ancora materia di ricerca presso gli ambienti accademici e non erano mai state implementate” ha commentato Bruce Kraemer, presidente dell’ IEEE Wireless LAN Working Group . “Le migliorie prestazionali introdotte da IEEE 802.11n stanno trasformando il modo in cui le LAN wireless vengono usate dalle aziende e dagli utenti domestici”.

Sul mercato consumer la nuova evoluzione di WiFi è destinata a trainare il mercato del video in alta definizione , il cui streaming richiede una discreta banda passante. Un media center dotato di scheda WiFi 802.11n è ad esempio in grado di inviare a televisori e altri dispositivi più flussi video HD contemporaneamente.

Le prime generazioni di device 802.11n supportano una massima velocità teorica di trasferimento dati pari a 300Mbps (contro i 54Mbps del precedente standard 802.11g), ma le future generazioni potranno spingersi dapprima a 450Mbps e poi a 600Mbps : quest’ultimo dovrebbe rappresentare il limite estremo dell’attuale versione di WiFi prima dell’avvento delle tecnologie wireless multigigabit , che spingeranno il trasfer rate delle reti senza fili oltre i 1000Mbps.

Il percorso fin qui compiuto da 802.11n è stato costellato da ostacoli e contrattempi, in buona parte causati dai forti attriti che hanno caratterizzato i rapporti tra i due gruppi di aziende più influenti all’interno di IEEE. Contrasti che hanno trovato progressivamente soluzione in questi ultimi due anni, quando tutti i principali produttori di device wireless sono riusciti a trovare un accordo in nome di un interesse comune: quello economico. Ritardare ancora il completamento del nuovo standard WiFi rischiava infatti di danneggiare l’intera industria e favorire il nascere di specifiche proprietarie e tra loro incompatibili. Ciò in parte è successo con la commercializzazione dei prodotti detti Draft N , ossia basati su una bozza della specifica 802.11n: dispositivi inizialmente accusati da più parti di offrire scarse garanzie di interoperabilità, sicurezza e performance.

Nel 2007 questa situazione spinse WiFi Alliance a rompere gli indugi e avviare il processo di certificazione dei prodotti basati sulle draft di 802.11n: questo ha ristabilito un po’ d’ordine sul mercato, assicurando la compatibilità tra dispositivi di marche differenti.

La certificazione, da sola, non garantisce però che un device basato su una bozza di 802.11n possa essere aggiornato alla versione finale dello standard: in molti casi questa scelta non dipende da limiti tecnici ma da semplici strategie commerciali del singolo produttore. WiFi Alliance ha tuttavia affermato che tutti i prodotti fin qui certificati sono perfettamente interoperabili con la versione finale dello standard.

L’organizzazione stima che circa il 10-15 per cento dei dispositivi 802.11n venduti negli ultimi due anni non siano certificati: generalmente questo non ne impedisce l’uso con prodotti di altre marche, ma le performance – avvisano gli esperti – potrebbero non essere ottimali.

Lo standard 802.11n conserva la compatibilità con tutte le precedenti specifiche WiFi, e prevede modalità di funzionamento miste che permettono agli utenti di utilizzare sulla stessa rete dispositivi 802.11b, a, g e n: in questo caso sarà il dispositivo più lento a determinare la velocità dell’intera rete wireless.

Una delle tecnologie chiave alla base del neo standard è MIMO (Multiple Input, Multiple Output), che permette di ampliare la banda trasmissiva attraverso l’impiego simultaneo di più canali di comunicazione e l’uso di più antenne: questa tecnica viene già impiegata su quei dispositivi WiFi che, tramite estensioni proprietarie, permettono di spingere la velocità massima oltre i canonici 54Mbit/s degli standard 802.11a/g.

PC World ha pubblicato un elenco cronologico delle tappe più significative che hanno caratterizzato il processo di standardizzazione di 802.11n.

IEEE pubblicherà l’ultima versione della specifica 802.11n il prossimo mese, e prevede che i primi dispositivi ad implementarla arriveranno sul mercato verso la fine dell’anno.

Alessandro Del Rosso

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