Immuni è in fuorigioco, non passategli la palla

Il tempo per Immuni sta scadendo, ma la sua partita di fatto è già finita: una lunga corsa non premiata, fino a terminare in fuorigioco.
Il tempo per Immuni sta scadendo, ma la sua partita di fatto è già finita: una lunga corsa non premiata, fino a terminare in fuorigioco.
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Quando Immuni iniziava la sua rincorsa, sarebbe stato utile avere la visione per lanciare la palla oltre l’ostacolo; ora che Immuni è chiaramente in fuorigioco, faremmo bene a tenere la palla tra i piedi e ricominciare l’azione. Fuor di metafora: abbiamo criticato i movimenti di Immuni in lungo e in largo, ma non gli abbiamo mai lasciato giocare la sua partita. Ora, quando il novantesimo si avvicina, Immuni non potrà più dimostrare nulla e rimarremo con lo strascico di “se” e “ma” che supporterà le analisi post-pandemia.

Immuni, tempo scaduto

Insomma, il Paese non ha concesso a Immuni le chance che meritava: né prima, quando il pericolo era tangibile, né dopo, quando sarebbe valso almeno l’esperimento di un contact tracing su scala nazionale. I problemi teorizzati, inizialmente identificati nell’app (e la privacy, e i proprietari, e il codice, e quant’altro, in una costellazione di argomentazioni ostruzionistiche estremamente ricca e variegata), si sono disvelati invece in tutto il contorno dell’applicazione: l’organizzazione, il dialogo con le autorità sanitarie locali, il caricamento dei dati sul sistema.

Ora siamo in una fase nuova dell’epidemia, quella che idealmente ci stiamo tutti dipingendo come l’epifania di un periodo nefasto. In questa fase il contact tracing è già di per sé un momento fallimentare, perché ben più importanti sono l’isolamento (a prevenzione dei contagi) ed i vaccini (per l’immunizzazione di massa). Il tracciamento è uno strumento proprio di una fase differente, fatta di compromessi in attesa di soluzioni. Ora il contact tracing potrebbe avere soltanto un ruolo marginale e Immuni lo costruirebbe su numeri ancor più marginali.

Giusto per dare una dimensione al tutto: oggi Immuni è scaricato da circa 5 mila persone al giorno in media, per un totale che è arrivato ben poco oltre i 10 milioni. In tutto sono stati caricati sul sistema appena 8 mila utenti positivi per un totale di 84 mila notifiche inviate. L’attività media giornaliera è ormai minima, tra le 30 e le 150 notifiche, il che esclude un apporto sostanziale dell’app da qui al futuro. Da poche settimane è attivo un call center pensato per aggirare i problemi organizzativi, ma il suo ruolo è a questo punto svuotato di significato.

Ora solo i vaccini hanno un significato. Nell’attesa, solo la prudenza dei singoli e l’ottemperanza alle norme di isolamento possono dare un contributo serio alla causa. Resta il rammarico di non aver potuto vedere in azione Immuni, un fantasista di cui non si parlava bene, ma che avrebbe meritato almeno un’opportunità. La sua corsa sulla fascia è andata invano e la sua partita terminerà così, a testa bassa, in fuorigioco.

Triplice fischio, tempo scaduto.

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09 01 2021
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