Niente Immuni in Veneto: cosa dice la Regione

L'applicazione di contact tracing è stata finora pressoché inutile nella regione governata da Zaia: c'è il comunicato, ma la questione andrà chiarita.
L'applicazione di contact tracing è stata finora pressoché inutile nella regione governata da Zaia: c'è il comunicato, ma la questione andrà chiarita.

Ieri l’indiscrezione, oggi quella che di fatto costituisce una conferma, comparsa sotto forma di un comunicato ufficiale sul sito istituzionale della Regione: Immuni non funziona in Veneto. Difficile accettarlo alla luce del periodo che il paese sta attraversando, del numero di contagi in costante aumento e degli sforzi fin qui compiuti per promuovere l’iniziativa.

Immuni in Veneto non ha mai funzionato

Riportiamo qui i passaggi più significativi del messaggio intitolato “Direzione Prevenzione Regione Veneto respinge polemiche, ancora in corso confronto tra regioni e Ministero”, consapevoli che la vicenda non potrà esaurirsi con queste parole né con la promessa di porre rimedio in tempi brevi.

Ad ogni modo l’applicazione per il contact tracing sarà attiva e pienamente funzionante anche in Veneto entro pochi giorni. Ci chiediamo perché solo ora e se fosse necessaria la mobilitazione della stampa nazionale per aderire a un progetto messo in campo ormai da diversi mesi a beneficio della collettività intera.

Entro pochi giorni, al massimo lunedì, i Servizi di Igiene Pubblica dovranno comunicare ai sistemi informatici di Azienda Zero i riferimenti relativi alle segnalazioni dell’app Immuni.

Segue una posizione attribuita ai tecnici regionali in cui si fa riferimento all’impossibilità di valutare il livello di rischio relativo al contatto con una persona risultata positiva al coronavirus. In altre parole, si è preferito impedire il corretto funzionamento di Immuni in tutto il territorio governato da Zaia per non imporre la quarantena preventiva a soggetti che invece non hanno contratto la malattia. Una scelta in totale contrapposizione con quelli che sono i principi sui quali si basa l’iniziativa.

… al fine di evitare di sottoporre a quarantena preventiva un soggetto individuato dall’app Immuni senza possibile valutazione del profilo di rischio, è tuttora in corso un confronto con le altre Regioni e con il Ministero della Salute per definire un protocollo operativo condiviso relativo alla gestione di un soggetto identificato come possibile contatto dall’app Immuni. Inoltre, risulta che allo stato attuale molte Regioni tra cui il Veneto, pronte per l’attivazione che comunque avverrà nel più breve tempo possibile, stanno attendendo la definizione del citato protocollo.

Non viene reso noto quali siano le altre regioni che come il Veneto starebbero ancora attendendo la definizione di un protocollo. Ci auguriamo nessuna. Nel prosieguo del comunicato si sottolinea come l’applicazione non costituisca un’alternativa alle altre attività di tracciamento dei contatti e di valutazione del rischio. Nessuno lo ha mai affermato: come ribadito in ogni occasione utile fin dall’esordio, si tratta di un presidio digitale che non sostituisce misure come il distanziamento, l’utilizzo della mascherina, la frequente disinfezione delle mani né il rispetto delle regole in vigore.

Si precisa comunque che, pur potendo costituire uno strumento aggiuntivo per i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica nell’identificazione di eventuali contatti, App Immuni non può in alcun modo sostituire le attività di rintraccio dei contatti e di valutazione del rischio puntualmente garantite fin dall’inizio dell’epidemia.

Per il momento dal sito ufficiale di Immuni così come dai profili social dell’app non si apprendono dichiarazioni in merito.

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