Impossibile liberalizzare l'ultimo miglio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota del presidente dell'Associazione dei Consumatori e degli Utenti sulla posizione di Telecom in materia di unbundling


Roma – “Il direttore degli Affari regolamentari di Telecom Italia Domestic Wireline, Sergio Fogli, ha fatto sapere che la sua azienda, rispettando tutte le regole, sull’apertura dell’ultimo miglio sta facendo fronte a solo 250 richieste di accesso ad altrettante centrali da parte di altri operatori. Se consideriamo che le centrali previste in materia dovrebbero essere circa 1.000, si capisce l’entità del fenomeno e cosa, di conseguenza, voglia dire in Italia la liberalizzazione della telefonia fissa (un ambito su cui si gioca quasi tutto il mercato, visto anche il prorompere e l’avanzare della banda larga per i collegamenti ad Internet). Una liberalizzazione che segna il passo.

A poco serve – come fa Sergio Fogli – ricordare che l’Italia in Europa è seconda solo alla Germania, perchè il fenomeno non è tanto soggetto alle direttive comunitarie (che sono abbastanza precise in materia), ma alla loro traduzione nell’economia e nelle regole nazionali. E il fatto che ci sia una notevole resistenza in tutta Europa, non assolve il nostro Paese, ma è solo la conferma che i problemi ci sono e sussistono.

Cosa significa la situazione italiana? Essenzialmente che gli altri operatori non si stanno molto muovendo in questa direzione e che, come per esempio sta succedendo con la banda larga, preferiscono svolgere le funzioni di meri rivenditori del prodotto Telecom, piuttosto che imbarcarsi un un’avventura dove, in una apparente autonomia tecnologica, sono comunque e sempre dipendenti dal pagamento dell’affitto dell’ultimo miglio al loro principale concorrente (Telecom).

In termini di consumi, questo significa che l’operatore cosiddetto ex-monopolista sta incamerando la maggior parte di tutto cio’ che deriva dalla diffusione delle nuove tecnologie, garantendosi anche con il controllo di cio’ che costituisce la base di tutto, l’ultimo miglio. Il risvolto per i consumatori è che, se non interviene una correzione di rotta, i prezzi non potranno non cominciare a salire.

Una situazione che dovrebbe essere sufficiente per preoccupare l’Autorità delle Telecomunicazioni, il Governo e il Parlamento, ma che, proprio grazie a quel laconico “rispettando tutte le regole” del nostro direttore Fogli, assume invece i contorni del paradosso.

Perchè se il “rispetto delle regole” sta portando alla riconquista del mercato da parte dell’ex-monopolista, vuol dire due cose: Telecom mente spudoratamente e lo puo’ fare perchè ha trovato il modo di beffare le autorità preposte al controllo, oppure queste regole non servono alla bisogna, perchè invece che creare mercato e concorrenza stanno spianando il cammino al vecchio monopolista con l’abito del 2000.

Ma il nostro ministro delle Comunicazioni, ammesso che abbia tempo rispetto ai suoi desideri di occuparsi del palinsesto delle televisioni di Stato e private e dell’aumento del canone/tassa alla Rai, queste cose non le percepisce? I risultati di Telecom Italia nel settore DSL (650 mila clienti) rispetto a quelli dei suoi concorrenti (76 mila complessivi, di cui solo il 3% col sistema dell’ultimo miglio, mentre il resto sono risultati di rivendita del prodotto Telecom), non sono sufficienti ad allertare chi è preposto alle politiche delle comunicazioni nel nostro Paese?

Lo avevamo già chiesto all’Antitrust, ma se fossimo, come dice il direttore Fogli, nel “rispetto delle regole”, il problema non sarebbe di competenza dell’Autorità Tlc, quanto del ministero ad hoc, a cui abbiamo inviato questa nota.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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  • Anonimo scrive:
    Tassa sull'aria respirabile
    Una domanda mi sorge spontanea: ma se io utilizzo una musicassetta o un cd-r per scopi non coperti dal diritto d'autore, perche' devo pagare lo stesso il pizz... voglio dire, la tassa alla siae? Io utilizzo i cd-r per i miei banali back-up settimanali, cos'hanno a che fare con i diritti d'autore? A me sembra solo una gran porcheria...
    • Anonimo scrive:
      Re: Tassa sull'aria respirabile
      - Scritto da: Metaverso
      Una domanda mi sorge spontanea: ma se io
      utilizzo una musicassetta o un cd-r per
      scopi non coperti dal diritto d'autore,
      perche' devo pagare lo stesso il pizz...
      voglio dire, la tassa alla siae? Io utilizzo
      i cd-r per i miei banali back-up
      settimanali, cos'hanno a che fare con i
      diritti d'autore? A me sembra solo una gran
      porcheria...Anch'io utilizzo i CD per fare i "backup" settimanali delle canzoni scaricate!^__-
  • Anonimo scrive:
    Lettori mp3
    Non potranno mai tassare gli hard disk. Sono usciti già i lettori mp3 anche per auto. Tassate questi se ci riuscite!
  • Anonimo scrive:
    Napoli contro la SIAE: 1 a 0 per Napoli
    Napoli, pacco da 50 Memorex.... 13 EuroPacco 50 DVD vergini... 90 EuroNon pagano la SIAE, non pagano l'IVA 20%, non pagano l'Irpef sui guadagni, in piu' chiunque compra si rende conto di diventare un malfattore e ci prende pure gusto... esplode il contrabbando... un bell'applauso all'intelligenza della SIAE, del Governo, dell'UE, della Massoneria... CLAP, CLAP, continuate cosi'...www.geocities.com/societathuleThule: la societa' di chi rifiuta la societa'
  • Anonimo scrive:
    se vanno avanti cosi'...
    Quando si accorgeranno che nemmeno questo balzello fara' calare la pirateria, istituiranno un "registro nazionale di acquirenti e utilizzatori di supporti multimediali vergini", dove chi vuole comprare un cd vergine si deve iscrivere e firmare un registro tutte le volte che compra un videocassetta...
  • Anonimo scrive:
    ....non hanno pensato a....
    tassare il cervello umano.....provate a calcolare quanta roba ci sta dentro, altro che HD.E poi in italia siamo 60.000.000 più o meno a 0.10 ? l'uno fatevi un pò di conti.Che manna per la SIAEEEEEEEEEE
    • Anonimo scrive:
      Re: ....non hanno pensato a....
      - Scritto da: iosonoiotuseitu
      tassare il cervello umano.....provate a
      calcolare quanta roba ci sta dentro, altro
      che HD.

      E poi in italia siamo 60.000.000 più o meno
      a 0.10 ? l'uno fatevi un pò di conti.

      Che manna per la SIAEEEEEEEEEESi che ci hanno pensato, ma hanno fatto i calcoli prendendo ad esempio il loro e hanno pensato che era meglio lasciar perdere che tanto avrebbero potuto chiedere poco...
  • Anonimo scrive:
    2 euro per 700MB=meglio mettere tutto su H.Disk
    Fatevi due conti e vedrete che risulta conveniente mettere tutto su hard disk.Si compre un cassettino estraibile e ci si fà la compilation di hard disk !!! quando è pieno si archivia (faranno raccoglitori per hard disk ??) e si cambia con uno nuovo.Molto più comodo e veloce del cd rom !!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: 2 euro per 700MB=meglio mettere tutto su H.Disk
      Azz. meglio non spargere la voce o tassano pure quelli.Fosse per loro tasserebbero la carta igienica,e allora avanti con le frasche.
      • Anonimo scrive:
        Re: 2 euro per 700MB=meglio mettere tutto su H.Disk
        Veramente nello schema di decreto sono previsti balzelli pure per quelli, anche se non sono citati esplicitamente nell'articolo.
  • Anonimo scrive:
    Device digitali ?
    nell'articolo sono nominati i device digitali.Questo vuol dire che aumenternno anche i masterizzatori e gli harddisk ?(e intanto che ci sono, perche' non anche i floppy?)
  • Anonimo scrive:
    Sciopero dei consumi: riflettiamoci seriamente
    Buona idea.La gente non si rende effettivamente conto che l'economia gira grazie ai suoi consumi. Proprio per questo, il nostro presidente del consiglio ci ha chiesto di continuare a consumare senza preoccuparci, che vengono fatti incentivi (eco, banda larga,...), che in TV passa la pubblicità die grazie (ricordate: consumatori esce da supermercato con busta gialle e tutti i passanti dicono grazie, grazie, grazie,... se non sbaglio è dell'associazione dei pubblicitari, guarda a caso) e che in USA i tassi vegono ritoccati continuamente.Sempre in America, ricordiamoci che una fiducia dei consumatori che cala, mette in ginocchio la borse quasi come uno scandalo Enron.A questo punto però faccio l'avvocato del diavolo:se creiamo forti cali di consumo su beni oppure marche, che ne sarà dei lavoratori impiegati nelle rispette aziende?L'azienda entra in crisi, taglia i costi ed i posti di lavoro. Ce la sentiamo di convivere con una tale responsabilità?Chi decide quale sono i beni da colpire? Un comitato? Un newsgroup? Un partito politico? Il "decisore" è indispensabile, altrimenti non si genererebbe un sufficente calo nei consumi! (vedi sciopero con 1.5% di adesioni)Io vorrei provarci! E sarei curioso di conoscere la vostra opinione, grazie e saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sciopero dei consumi: riflettiamoci seriamente
      Buonissima direi! L'ho già detto in altri post, per mettere in ginocchio le major basta non comprare, anche solo un giorno per loro sarebbe catastrofico!!Io è già da anni che pratico questa filosofia!Tu mi vendi il CD a 20Euro??? Troppi, tienitelo!Non posso copiarlo, vabbè ne farò a meno! Ascolto la radio!
    • Anonimo scrive:
      Re: Sciopero dei consumi: riflettiamoci seriamente
      Lo scipero dei consumi non deve riferiesi necessariamente a un'unica azienda.E'una presa di coscienza che deve portare a poco a poco a un calo del consumismo sfrenato, chiaramente è riferito a persone che solitamente non si pongono il problema.Il problema è la sostenibilità del consumo.Significa far riflettere sui prodotti, significa capire perchè comprare una marca anzichè un'altra (boicottaggi) e perchè scegliere anche la via del commercio equo e solidale.Le aziende non licenziano i propri dipendenti per una giornata di non acquisto.Possono al contrario cercare di venire incontro a ll'utente che si lamente per chiari motivi di immagine.Le battaglie sono spesso lunghe ma altre volte basta far capire all'azienda che non si scherza e saranno loro a rendersi conto quale possa essere la minore perdita.E' l'unica cosa che controllano. Le perdite.andiamo dunque nei market e creiamo file lunghissime ma con carrelli assolutamente vuoti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Sciopero dei consumi: riflettiamoci seriamente
        Temo che stiamo subendo gli strascichi di Firenze? JNon volevo scomodare il consumo etico-eco-solidale_sostenibile e neanche colpire il consumismo sfrenato.Qui si tratti di colpire un intero settore con la rinuncia all?acquisto di alcuni beni: se smettiamo di comperare cassette/CD, colpiamo 4-5 grandissime aziende, la grande distribuzione, i piccoli dettaglianti,? Più l?indotto, ma ve lo risparmio JNon si tratta quindi di rinunciare ad UN prodotto di UNA marca: l?azienda sopravvive? basta che non ci basi sopra il 30-40% del proprio fatturato? altrimenti il licenziamento diventa un eufemismo facilmente sostituibile con strage di massa?Qui stiamo parlando di non comperare più i beni che reggono in piedi un?intero mercato!Temo che le aziende possono fare ben poco per venire incontro ai loro clienti: mi sembra che molto più spesso tardino nell?intervenire al punto da chiudere i battenti. Ovviamente non senza che un concorrente più sveglio, magari appena formato e fresco e flessibile, si sia imposto?E qui sta il problema: che succede ai lavoratori dell?azienda che chiude e che magari non sono riusciti (o potuto) passare al concorrente? Tutti a casa a fare la calzetta? Dal punto di vista numerico magari abbiamo lo stesso numero di occupati, ma non credo che il dipendente dell?azienda fallita concordi?Che dite? Ci si astiene lo stesso dall?acquisto???Io proverei, e voi?
  • Anonimo scrive:
    sciopero dei consumi
    Il consumatore ha il coltello dalla parte del manico senza neanche saperlo.La facoltà di decidere se acquistare o meno un prodotto da a tutti la possibilità di opporsi a simili soprusi.Immaginate cosa accadrebbe se la gente smettesse, giusto per una settimana, di comprare musica.Se ad ogni azione scellerata (come 'sti rincari) corrispondesse uno sciopero mirato dei consumi, io credo che almeno comincierebbero a mostrare un pò + di rispetto per i consumatori.Basti guardare quello che accadde con la carne: pur garentendo severi controlli, la gente non acquistava le carne; la conseguenza? i prezzi sono crollati a tal punto che gli allevatori organizzavano "bisteccate" in piazza.
  • Anonimo scrive:
    Chi ruba sul serio non è la siae....
    ... almeno non in questo caso.Quei cari produttori di supporti vergini che ora si ergono a paladini della libertà sono gli stessi che da anni tengono artificialmente alto il prezzo dei supporti. E sapete perchè?Perchè il balzello sui supporti negli altri paesi (tipo la Francia) c'è già da un pezzo ed è al livello di quello che ora vogliono introdurre in Italia. Ora, siccome in Francia/ Germania i cdr non costano più che in Italia mi sorge il dubbio che qualcuno ci abbia marciato non poco tenendo alto il prezzo dei cdr approfittando del fatto che in Italia "l'equo compenso" praticamente è irrilevante.Ora che una direttiva europea dice che lo devono allineare agli equi compensi degli altri paesi questi signori si preparano a mantenere intatto lo spropositato margine di guadagno che hanno illecitamente avuto sino ad ora... cercando una scusa per aumentare il prezzo dei cdr, la cui materia prima, causa la crisi del mercato automobilistico che ne è grande consumatore, è peraltro scesa vertiginosamente di prezzo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi ruba sul serio non è la siae....
      - Scritto da: Veritas
      ... almeno non in questo caso.
      Quei cari produttori di supporti vergini che
      ora si ergono a paladini della libertà sono
      gli stessi che da anni tengono
      artificialmente alto il prezzo dei supporti.

      E sapete perchè?
      Perchè il balzello sui supporti negli altri
      paesi (tipo la Francia) c'è già da un pezzo
      ed è al livello di quello che ora vogliono
      introdurre in Italia. Ora, siccome in
      Francia/ Germania i cdr non costano più che
      in Italia mi sorge il dubbio che qualcuno ci
      abbia marciato non poco tenendo alto il
      prezzo dei cdr approfittando del fatto che
      in Italia "l'equo compenso" praticamente è
      irrilevante.
      Ora che una direttiva europea dice che lo
      devono allineare agli equi compensi degli
      altri paesi questi signori si preparano a
      mantenere intatto lo spropositato margine di
      guadagno che hanno illecitamente avuto sino
      ad ora... cercando una scusa per aumentare
      il prezzo dei cdr, la cui materia prima,
      causa la crisi del mercato automobilistico
      che ne è grande consumatore, è peraltro
      scesa vertiginosamente di prezzo...guarda che è il contrario: i cd costano la stessa cifra nei diversi paesi europei ma il balzello era più alto in italia. le tue informazioni non sono corrette. peraltro questa storia l'avevo gia sentita da qualcunaltro su punto informatico
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi ruba sul serio non è la siae....
        - Scritto da: correzione
        - Scritto da: Veritas

        ... almeno non in questo caso.

        Quei cari produttori di supporti vergini
        che

        ora si ergono a paladini della libertà
        sono

        gli stessi che da anni tengono

        artificialmente alto il prezzo dei
        supporti.



        E sapete perchè?

        Perchè il balzello sui supporti negli
        altri

        paesi (tipo la Francia) c'è già da un
        pezzo

        ed è al livello di quello che ora vogliono

        introdurre in Italia. Ora, siccome in

        Francia/ Germania i cdr non costano più
        che

        in Italia mi sorge il dubbio che qualcuno
        ci

        abbia marciato non poco tenendo alto il

        prezzo dei cdr approfittando del fatto che

        in Italia "l'equo compenso" praticamente è

        irrilevante.

        Ora che una direttiva europea dice che lo

        devono allineare agli equi compensi degli

        altri paesi questi signori si preparano a

        mantenere intatto lo spropositato margine
        di

        guadagno che hanno illecitamente avuto
        sino

        ad ora... cercando una scusa per aumentare

        il prezzo dei cdr, la cui materia prima,

        causa la crisi del mercato automobilistico

        che ne è grande consumatore, è peraltro

        scesa vertiginosamente di prezzo...

        guarda che è il contrario: i cd costano la
        stessa cifra nei diversi paesi europei ma il
        balzello era più alto in italia. le tue
        informazioni non sono corrette. peraltro
        questa storia l'avevo gia sentita da
        qualcunaltro su punto informaticoE no, ti garantisco che è così... la mia fonte è la tabella pubblicata su Il sole 24 ore del 21 ottobre e l'articolo a firma di Riccardo Ferrazza... la tua fonte qual è? La Tdk?
  • Anonimo scrive:
    RICORSO IN TRIBUNALE (qlc. risponda please!)
    Se c'e' qualche giurista, avvocato o esperto di questioni legali mi piacerebbe sapere se operando come segue c'e' qualche possibilita' di successo:Lasciamo che la legge passi. Poi, registriamo materiale libero su un CD-R e citiamo in giudizio la SIAE per appropiazione indebita, richiedendo i danni materiali (rimborso) e morali (tutta la trafila e perdita di tempo sostenuta dall'utente).Immaginiamo che ognuno di noi faccia questo giochetto, fra spese processuali, rimborsi, personale per gestire i reclami, quanto costerebbe tutto questo alla SIAE ? Sono sicuro che la legge verrebbe abolita ben presto...
    • Anonimo scrive:
      Re: RICORSO IN TRIBUNALE (qlc. risponda please!)
      - Scritto da: Wallace

      Se c'e' qualche giurista, avvocato o esperto
      di questioni legali mi piacerebbe sapere se
      operando come segue c'e' qualche
      possibilita' di successo:

      Lasciamo che la legge passi. Poi,
      registriamo materiale libero su un CD-R e
      citiamo in giudizio la SIAE per
      appropiazione indebita, richiedendo i danni
      materiali (rimborso) e morali (tutta la
      trafila e perdita di tempo sostenuta
      dall'utente).
      Immaginiamo che ognuno di noi faccia questo
      giochetto, fra spese processuali, rimborsi,
      personale per gestire i reclami, quanto
      costerebbe tutto questo alla SIAE ? Sono
      sicuro che la legge verrebbe abolita ben
      presto...Ti sbagli. Il principio non è che si paga se si copia. Il principio è che si paga perchè c'è la facoltà di copiare, a prescindere dal fatto che si copi o meno. E' un po' come l'abbonamento dell'autobus... hai la facoltà di prendere l'autobus per tutto il mese, e per questo paghi. Che tu poi lo usi poco o nulla non conta...In ogni caso ci sono circa 50 sentenze che stabiliscono questo principio (può non piacere lo capisco, ma giuridicamente è corretto) e chi facesse causa probabilmente si vedrebbe addebitare tutte le spese (e perchè no, vista la consolidata giurisprudenza, anche la temerarietà della causa).Buoni cavilli a tuttiP.
      • Anonimo scrive:
        Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
        Il discorso dell'avvocato fila, se non che l'abbonamento me lo sono fatto io comperando un biglietto presso l'azienda che gestisce il servizio.Qui si vuol fare pagare una tassa per il semplice fatto che il supporto potrebbe essere utilizzato per registrare dei dati (bits) che sono legati ad un bene (immateriale) coperto da diritto d?autore.A questo punto qualsiasi supporto dovrebbe subire la stessa sorte: HD compresi.Se con le cassette audio vergini, l'uso che la maggior parte delle persone può fare, è ovvio, con le cassette video è già più difficile pensare alla copia: possedere 2 video è già più difficile che possedere un impianto stereo che permetta di copiare la musica (da vinile, cassetta, radio o CD).La tassa sulle cassette audio potrebbe anche passare (non massacratemi...)Però una tassa da versare alla SIAE per il video sembra scivolare verso l'abuso.Ma se si considera la tassa per il CD, si casca nel ridicolo: i bits posso corrispondere a qualsiasi flusso di dati: musica, programmi, testo ascii, telefonata (VoIP), filmato,..Sarebbe come tassare i coltelli da cucina o da caccia e versare i proventi ai comitati per le vittime di aggressioni: non sono forse utilizzati da chi commetti questi reati?E la lista potrebbe continuare...Ultima nota: se si tassa direttamente i bits (es: HD), allora pago 2 volte il software del sistema operativo, uno all'acquisto del programma ed uno all'acquisto del HD dove lo installo?!?!Proposta: sulla scia dell'esempio precedente, propongo una tassa sui biglietti dell'autobus visto che possono essere utilizzati dalle persone per recarsi sui luoghi dove possono pianificare, commettere oppure fuggire dal luogo del delitto. Destinatari: equa suddivisione, basato sul numero di ricoverati e delitti, tra USL e le forze di polizie. Ovviamente in base alle statistiche locali... andiamo o no verso il federalismo?!?!Avvocato, che ne dice?
        • Anonimo scrive:
          Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
          - Scritto da: Incaprettato e felice
          Il discorso dell'avvocato fila, se non che
          l'abbonamento me lo sono fatto io comperando
          un biglietto presso l'azienda che gestisce
          il servizio.

          Qui si vuol fare pagare una tassa per il
          semplice fatto che il supporto potrebbe
          essere utilizzato per registrare dei dati
          (bits) che sono legati ad un bene
          (immateriale) coperto da diritto d?autore.
          A questo punto qualsiasi supporto dovrebbe
          subire la stessa sorte: HD compresi.

          Se con le cassette audio vergini, l'uso che
          la maggior parte delle persone può fare, è
          ovvio, con le cassette video è già più
          difficile pensare alla copia: possedere 2
          video è già più difficile che possedere un
          impianto stereo che permetta di copiare la
          musica (da vinile, cassetta, radio o CD).
          La tassa sulle cassette audio potrebbe anche
          passare (non massacratemi...)
          Però una tassa da versare alla SIAE per il
          video sembra scivolare verso l'abuso.
          Ma se si considera la tassa per il CD, si
          casca nel ridicolo: i bits posso
          corrispondere a qualsiasi flusso di dati:
          musica, programmi, testo ascii, telefonata
          (VoIP), filmato,..

          Sarebbe come tassare i coltelli da cucina o
          da caccia e versare i proventi ai comitati
          per le vittime di aggressioni: non sono
          forse utilizzati da chi commetti questi
          reati?
          E la lista potrebbe continuare...

          Ultima nota: se si tassa direttamente i bits
          (es: HD), allora pago 2 volte il software
          del sistema operativo, uno all'acquisto del
          programma ed uno all'acquisto del HD dove lo
          installo?!?!

          Proposta: sulla scia dell'esempio
          precedente, propongo una tassa sui biglietti
          dell'autobus visto che possono essere
          utilizzati dalle persone per recarsi sui
          luoghi dove possono pianificare, commettere
          oppure fuggire dal luogo del delitto.
          Destinatari: equa suddivisione, basato sul
          numero di ricoverati e delitti, tra USL e le
          forze di polizie. Ovviamente in base alle
          statistiche locali... andiamo o no verso il
          federalismo?!?!

          Avvocato, che ne dice?:-) molto divertente.Premesso che non so cosa sia l'HD del quale parli puntualizzerei alcune cose: il dgls pone in effetti un balzello su tutti i tipi di supporto sui quali è possibile imprimere opere intellettuali e su tutti i devices atti a fare copie (anche, per es. le fotocopiatrici). La cosa non è nuova, è un principio universalmente accettato, solo che fino ad ora il fee (la quota) era talmente infinitesimale che nessuno si era mai posto il problema. Ora la direttiva prevede il riallineamento con le quote europee che sono, nessun paese escluso, molto più alte di quelle che ora si pagano in Italia (mediamente 40/50 volte più alte). Questo per evitare squilibri da un paese all'altro a vantaggio dei produttori/importatori di cd vergini. Si cerca insomma di raggiungere una uniformità di mercato, tant'è che alcuni sotengono che in realtà i produttori di cd-r italiani su questa cosa ci hanno marciato mantenendo i prezzi al livello degli altri paesi europei pur con un fee molto inferiore. Gli esempi che fai sono carini, specie quello dei coltelli (pulsioni omicide, eh? ;-)) Comunque non vanno bene per un motivo semplice: le leggi non si fanno sulle possibilità ma, quando ci sono due interessi contrapposti in gioco, sulla scelta statistca. In poche parole perso atto che il 95% (uno più uno meno) degli aquirenti di supporti vergini lo utilizza per copiare materiale protetto da copyright, si decide di tassare i supporti. fermo restando che il fee o Equo compenso non riguarda il diritto alla copia ma solo la facoltà... questo perchè se imponendo un equo compenso si autorizzasse un diritto alla copia allora il compenso dovrebbe essere pari al costo commerciale dell'originale... Come dicevo nella mail precedente capisco che possa non piacere ma sino a che la nostra società si basa sulla propretà dubito che si possa fare qualcosa... Bacetti,P.
          • Anonimo scrive:
            Re: RICORSO IN TRIB... (grazie avvocato!)
            Adesso ho le idee un po' più chiare...Innanzi tutto chiedo venia per l'abuso della sigla HD. Per un attimo mi sono fatto fuorviare del nome del sito :)HD sta per Hard Disk, è il supporto presente in (quasi) tutti i computer ed ospita il sistema operativo (Windows, Linux,...), i vari programmi (browser web, client di posta elettronica, e naturalmente il software per scambiare i dati protetti da copyright) oltre che i dati in genere.Nel mio primo post, sostenevo il rischio di arrivare ad imporre tasse anche su questi supporti, gli HD. Come avevo accennato, e qui tento di formalizzarlo, i vecchi supporti (cassette audio) erano strettamente legati all'uso che ne era fatto. Con le video cassette questo rapporto è venuto ad affievolirsi: molto più spesso si registra un film dalla TV (immagino che i diritti siano pagati dall'emittente) che copiarlo da una cassetta affittata (e qui sta la violazione).Ma al giorno d'oggi, che tutto sta diventando digitale, non si sa più cosa possiamo trovare nei dati: un programma, il testo che sto scrivendo, una telefonata (VoIP) o della musica.Temo che le percentuali cui lei accennava, stiano crollando, e se si dovesse arrivare a tassare tutti i vari supporti, si rischia di arrivare a tassare anche i nostri famosi hard disk.Il che porterebbe ad una tassa sulla memorizzazione più che sul supporto utilizzato per copiare...Detto questo, sono d'accordo che i mercati vadano uniformati e, perché no, posso anche accettare una società basata sulla proprietà... a condizione però che le legge si sappia adeguare ai cambiamenti e non che adatti l?intera società per mantenere una certa staticità.Cosa mi dice adesso avvocato? Le nostre percentuali stanno calando molto in fretta, troppo, si rischia di tassare coltelli da cucina a favore delle vittime di aggressione :)Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
            - Scritto da: Avv. Piero La Scure

            In poche parole perso atto che il
            95% (uno più uno meno) degli aquirenti di
            supporti vergini lo utilizza per copiare
            materiale protetto da copyright, si decide
            di tassare i supporti. Niet. Non e' cosi'.Questo decreto (e la direttiva che lo origina) parlano di "equo compenso" per la "copia privata". La copia privata e' un DIRITTO stabilito dalla legge (confermato e specificato dal decreto). Non si parla assolutamente e in alcun modo di pirateria che rimane una cosa completamente diversa.In questo caso ci si riferisce al caso di una "persona fisica" gia' in possesso dei diritti di utilizzo di un'opera protetta dai diritti d'autore (ovvero in possesso per es. del cd originale) che intende farne una copia ad esclusivo uso personale senza fini di lucro.Se non si possiede l'originale e si ha una copia di un'opera invece si parla di pirateria che e' un reato gia' contemplato dal codice penale.Quindi l'errore giuridico macroscopico commesso nel decreto e' il fatto di ritenere la "copia privata" come un'attivita' comune tale da giustificare l'enormita' dei balzelli previsti dal decreto.Questo e' falso.Parliamoci chiaro: in realta' la stragrande maggioranza dei cd-r venduti viene utilizzato per fini di pura e semplice PIRATERIA !La "copia privata" rappresenta una percentuale insignificante del mercato dei supporti digitali che a malapena giustifica l'attuale "equo compenso", figuriamoci quello previsto.Con questo decreto si vuole utilizzare "l'equo compenso" (che e' un concetto giusto) con il fine di rimborsare gli autori dei mancati proventi dovuti alla pirateria; pero' per la pirateria (che e' un reato) gli autori sono gia' sufficientemente difesi dal codice penale e civile.Tutto questo e' profondamente IPOCRITA !Lo Stato non riesce a limitare la pirateria e vuole rimborsare gli autori dai danni economici che provoca ?Bene. Allora abbia il coraggio di istituire un'IMPOSTA generalizzata su tutti i cittadini destinata a risarcire gli autori. Non un "equo compenso" per una cosa inesistente.Non si puo' chiedere ai cittadini di pagare B anche se B non lo usa nessuno perche' in realta si vuole far pagare A che usano tutti e non si ha le palle per far pagare A direttamente...
          • Anonimo scrive:
            Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
            - Scritto da: Out-Out
            - Scritto da: Avv. Piero La Scure


            ...

            Non si puo' chiedere ai cittadini di pagare
            B anche se B non lo usa nessuno perche' in
            realta si vuole far pagare A che usano tutti
            e non si ha le palle per far pagare A
            direttamente...Ma dove le vai a prendere tutte queste equazioni del cavolo, NON SI DEVE FAR PAGARE E BASTA...Eagle
          • Anonimo scrive:
            Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
            - Scritto da: eagleman


            NON SI DEVE FAR PAGARE E BASTA...Che superficialita'....Il tuo unico metro di giudizio sono i soldi ?Secondo te le tasse sono ingiuste a priori, vero ? Non si deve far pagare niente e basta...
          • Anonimo scrive:
            Re: RICORSO IN TRIB... (avvocato risponda please!)
            - Scritto da: Out-Out
            - Scritto da: eagleman





            NON SI DEVE FAR PAGARE E BASTA...

            Che superficialita'....

            Il tuo unico metro di giudizio sono i soldi ?

            Secondo te le tasse sono ingiuste a priori,
            vero ? Non si deve far pagare niente e
            basta...Sono d'accordo, gente come Eagleman andrebbe mandata a lavorare in miniera... senza pagarla... è ovvio!!! :-)))
  • Anonimo scrive:
    Soluzione alternativa
    Va bene. Mettiamo il balzello sui CD. E diamo i soldi alla SIAE.Però, diamo la possibilità per un qualsiasi utente di recarsi negli uffici della suddetta (ce ne osno dappertutto) con il proprio pacco di CD masteriazzati che non contengono opere protette e ricevere quindi il rimborso.Ovviamente, tocca alla SIAE controllare che nel CD ci siano cose illegali.Se non riesce a capirlo, nel dubbio, il balzello è da considerarsi da rimborsare.Vorrei vedere la società di Autori ed Editori come farà, quando verrà messa a nudo la sua incapacità di sapere quali sono le opere protette oppure no......
  • Anonimo scrive:
    Ma i soldi non vanno agli Autori !
    Questa è l'occasione buona per rivedersi un'interessante puntata di Report tutta sulla SIAE !http://www.report.rai.it/images/home/content/video.gifciao ciao,Simo
  • Anonimo scrive:
    Perche?
    Ancora non riesco a capire una cosa....Continuo a sforzarmi ma non c'è verso...Perche se masterizzo per un backup un databaseche ho fatto IO con dati di PROPRIETà delladitta per cui lavoro la SIAE si deve prendere dei soldi?Perchè nello stesso istante un ragazzetto si stacopiando illegalmente Britney Spears?E a me che me ne frega? che rapporti ho con lui?
  • Anonimo scrive:
    Il vero problema alla base
    Mi sono letto al volo la direttiva CEE, come al solito scusa dei nostri governi per imporre nuove gabelle.http://www.interlex.it/testi/01_29ce.htmCome al solito è in "legalese" ma non troppo.L'ho letta al volo ma credo che i punti topici siano: Articolo 2 - che dice che solo gli autori o chi per essi hanno il diritto di autorizzare o virtare le riproduzioni.Articolo 5 paragrafo B, che dice in pratica: Gli stati devono regolamentare la copia da parte di un privato un "pezzo" per uso NON commerciale, a prescindere dall'elusione di contromisure anticopia, a patto che l'autore prenda qualche soldino. Sembrerebbe di capire quindi che secondo la comunità europea lo stato debbe garantire meccanismi che proteggano l'autore in caso di copia per fini non commerciali (lo presto ad un amico è un fine non commerciale?). Ma la cosa importante che la direttiva dice agli stati che l'atto "gabellabile" è quello delle copia, e quindi la gabella sui supporti vergini non centra nulla con questo pezzo di direttiva!Morale: siamo di nuovo di fronte ad una comunicazione falsa, in cui si spaccia per obbligo "da comunità europea" l'introduzione di norme che in italia vanno a favore delle solite lobbies.Segnalo inoltre che stasera Radio 240 terrà una puntata dalle 22 alle 23:30 con una discussione aperta al pubblico su questa nuova gabella siae.La trasmissione è in diretta e si può intervenire ai numeri:numero verde 800-281111numero SMS 349-2386666Inoltre il sitowww.afdigitale.itHa in atto una petizione (con già 21.000 iscritti)contro questa gabella. Iscrivetevi!Ciao
  • Anonimo scrive:
    Questa legge è troppo buona
    La legge in discussione è troppo buona. La legge sul diritto d'autore prevede tre anni di galera per una copia abusiva. Bene, allora oltre alla tassa, per ogni CD vergine comprato bisogna farsi 30 giorni di galera preventiva per conservare lo stato di legalità. Così tutti i pirati saranno puniti.
  • Anonimo scrive:
    sigarette, cd audio e schiave del sesso
    fra poco oltre ai cd già registrati faranno il contrabbando anche di quelli vergini. e stavolta mi servirò anch'io da loro!!!
    • Anonimo scrive:
      I Cd? Comprateli a Forcella!
      Confezione 50 Cd Memorex.... 13 EuroConfezione 50 Cd Princo.... 11 EuroTAX FREE
    • Anonimo scrive:
      Re: sigarette, cd audio e schiave del sesso
      - Scritto da: leogiov
      fra poco oltre ai cd già registrati faranno
      il contrabbando anche di quelli vergini.pensandoci bene, ho un amico in Svizzera... :)))
      • Anonimo scrive:
        Re: sigarette, cd audio e schiave del sesso
        ATTENTI!!! Ci faranno pagare anche la tasse di importazione!!!!!Marko- Scritto da: KC

        pensandoci bene, ho un amico in Svizzera...
        :)))
  • Anonimo scrive:
    Luoghi Comuni
    finitela di dire che la Siae applica tasse. E non è un ente dello stato, è un impresa monopolistica che si arricchisce "promettendo la protezione" degli artisti. Come un'altra nota impresa del sud italia....ma nessuno dei politici che visiona quella legge ha pensato invece a regolamentare un onesto sistema di concorrenze? così l'autore potrà scegliere da chi farsi fott.. ehm... difendere, oppure potrà applicare lui i diritti che meglio crede alle sue opere.e non come succede adesso, dove neanche LO STESSO ARTISTA nn ha la libertà di lasciare i SUOI BRANI LIBERI dal mondo del commercio.(cmq la musica non è un prodotto, secondo me. che se ne rendano conto e smettano di lucrarci sopra.)
  • Anonimo scrive:
    Conseguenze di una legge ben ponderata!
    Ipotesi:1- Come suggerito da alcuni di voi, quasi tutti sospendono gli acquisti di CD musicali, DVD, biglietti concerti,...2- La legge impone una tassa su tutti i supporti vergini da versare alla SIAE.Tesi:1- Gli artisti non beccano quasi più soldi dalle vendite.2- La SIAE si riempie le tasche di euri suonanti.3- La SIAE ridivide gli introiti con gli artisti che hanno venduto le loro opere ad alcuni "reazionari" che le hanno acquistate.4- Conclusione: il modelli di business legato alle opere è radicalmente cambiato: gli artisti diventano i poveri cittadini che operano senza più un fine di lucro e la SIAE fa la figura della Robin Hood dei questi poveri artisti.E la magia si è compiuta: la SIAE è diventata la benefatrice delle arti. Non ricorda i protettori degli artisti secoli fa? Il cerchio si è chiuso!Saluti.
  • Anonimo scrive:
    aveva ragione Piero Manzoni
    un giorno ci vado anch'io alla SIAE con un barattolo di Merda (mia) e gli chiedo i diritti d'autore....
  • Anonimo scrive:
    Se io PAGO allora COPIO
    Se mi fanno pagare in anticipo una cosa non vedo perchè allora non posso farne l'uso per cui l'ho pagata...No so se mi spiego, spero di sì...
    • Anonimo scrive:
      Re: Se io PAGO allora COPIO
      - Scritto da: Max Murdock
      Se mi fanno pagare in anticipo una cosa non
      vedo perchè allora non posso farne l'uso per
      cui l'ho pagata...
      No so se mi spiego, spero di sì...Certamente. Visto che i diritti di copia abusiva - che sono la ragione di questo balzello - li hanno già introitati, l'acquirente ha pienamente acquistato con il supporto una regolare licenza per copiare abusivamente su quel supporto tutto quello che vuole.
      • Anonimo scrive:
        Re: Se io PAGO allora COPIO
        Puoi scommetterci quello che ti pare! Un balzello così odioso non si è mai visto.Ma non solo, ci vado davvero a comprare i CD a Forcella!!!
  • Anonimo scrive:
    Presunzione di colpevolezza: i torni non contano
    Secondo la legge ogni imputato è innocente fino a quando non ne sia stata dimostrata la colpevolezza, ovvero fino a quando non sia stato condannato in via definitiva.Ora però se io compro un CD da masterizzare, secondo il nuovo balzello di legge pagherei 0.80 ? a pezzo per.... ma per che cosa? Perché si presume che con quel CD potrei, sottolineo potrei, evadere il pagamento della tassa alla SIAE (ma le tasse non sono di completenza dello stato?) in quanto riproduttore di brani protetti? In questo caso sarei colpevole.Ma io non uso il CD vergine per copiare brani musicali. Lo uso per copiare dati presenti sul mio computer. In questo caso NON sono colpevole.Eppure dovrei pagare. Quindi pur essendo innocente pago come se fossi colpevole, come se cioè avessi effettivamente evaso dei rovesci d'autore, cosa che però non viene né dimostrata né tantomeno contestata.Questa è presunzione di colpevolezza. O meglio ancora una raffinata forma di condivisione della pena: non riuscendo a trovare il colpevole si fanno pagare tutti. Dubito peraltro che il vero movente sia una genuina esigenza di giustizia. Si potrebbe fare lo stesso imponendo una tassa che ripartisse fra tutti i cittadini il danno totale dei furti o le multe inevase. Una mostruosità giuridica.Nel caso tale semplice, italiana, anonima estorsione dovesse essere convertita in legge (ma con che faccia?) invito tutti gli acquirenti di CD a fatturare alla SIAE l'equivalente dei sovrapprezzi pagati, imputando l'importo come "rimborso spese sostenute per vostro conto". Secondo lo stesso perverso ragionamento sarebbe giustificato raddoppiare il prezzo di tutte le matite, biro, penne, pennarelli e materiale di cancelleria: potrei copiare dei brani protetti. E che dire della carta? Delle pellicole fotografiche? L'obiettivo finale pare siano i nostri corpi e le nostre menti: qualcuno sostiene che siano copie di un originale. L'autore depositario è.... chiedetelo alla SIAE!
  • Anonimo scrive:
    Moglie ubriaca e botte piena
    In altre parole, quello che vogliono le majors e la SIAE (società italiana anonima estorsioni, per chi non lo sapesse).Due sono le cose:Si introduce il balzello e si *vieta* alle major di mettere sul mercato prodotti con protezioni anticopia. In tal modo, almeno, l'utente che usa i supporti per il backup dei propri dati si può rifare sulla SIAE per i soldi ingiustamente spesi in tasse. Nota bene: il sottoscritto usa in media 10 cd vergini a settimana a scopi di backup, vale a dire che finirei per regalare Eur. 8,40 a settimana, più di 400 euro all'anno, a quella banda di ladri che è la SIAE.(la SIAE mi vuole fare causa per l'affermazione di cui sopra? Bene: dal momento che partono comunque dal presupposto che il ladro sarei io...)Oppure si permette alle majors di applicare le loro protezioni anticopia, a condizioni che la SIAE non vedra più un centesimo di compenso per i supporti vergini, dal momento che sarà semplicemente impossibile per il consumatore creare copie pirata.
  • Anonimo scrive:
    Non c'è problema
    Se aumenta il costo dei cd vergini ed io ne ho bisogno un ugual quantitativo e le finanze a mia disposizione sono le stesse di prima come risolvo questo problema? Ma semplice, compro meno supporti originali così riequilibrio il mio budget.Se tutti facessero così alla fine non sò se ci perdono o ci guadagnano con questa politica.
  • Anonimo scrive:
    ma non ho già pagato?
    Ma i diritti di autore non sono già stati pagati con l'acquisto dell'originale?O forse mi è sfuggito qualcosa...E non capisco... io mi iscrivo alla SIAE, non vendo un CD e mi arrivano dei soldi lo stesso?Qualcuno sa rispondermi?
    • Anonimo scrive:
      Re: ma non ho già pagato?
      - Scritto da: NeoSlack
      E non capisco... io mi iscrivo alla SIAE,
      non vendo un CD e mi arrivano dei soldi lo
      stesso?
      Qualcuno sa rispondermi?E tu cosa c'entri? i soldi certo che arrivano lo stesso...... ma a loro ;) Bella come idea eh?Sono un po come il p.r.a. parlando di automobili.... sono una piattola succhiatrice. per quanto mi riguarda si possono attacare solo in un punto a succhiare!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma non ho già pagato?
      - Scritto da: NeoSlack
      E non capisco... io mi iscrivo alla SIAE,
      non vendo un CD e mi arrivano dei soldi lo
      stesso?
      Qualcuno sa rispondermi?Ovviamente non prendi niente, sempre che non cominci a vendere uno sbrego di CD.Tutti i proventi andranno a Vasco, Piero Pelù, Raul Casadei (non scherzo) e compagnia bella. Gli introiti della SIAE sono distribuiti in maniera non equa tra SIAE (fetta più grossa) e iscritti, in proporzione alle vendite. Ergo: vendi tanto, guadagni di più, vendi poco, guadagni molto meno (ovviamente la proporzione non è corretta).Ringraziamo la SIAE e chi la sostiene come azienda monopolistica per la "protezione" del diritto d'autore.Saluti
      • Anonimo scrive:
        Re: ma non ho già pagato?
        In realtà la situazione è anche peggiore, molto peggiore, di questa. Come messo in evidenza da un bel servizio di report )all'indirizzo: http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82) LA siae fa non poche magagne; inoltre vi consiglierei di leggere le faq nel suo sito, che sono eccezionali
        Ovviamente non prendi niente, sempre che non
        cominci a vendere uno sbrego di CD.
        Tutti i proventi andranno a Vasco, Piero
        Pelù, Raul Casadei (non scherzo) e compagnia
        bella. Gli introiti della SIAE sono
        distribuiti in maniera non equa tra SIAE
        (fetta più grossa) e iscritti, in
        proporzione alle vendite. Ergo: vendi tanto,
        guadagni di più, vendi poco, guadagni molto
        meno (ovviamente la proporzione non è
        corretta).

        Ringraziamo la SIAE e chi la sostiene come
        azienda monopolistica per la "protezione"
        del diritto d'autore.

        Saluti
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