India, il terrore corre in Rete

Bloccati 32 siti che secondo le autorità sarebbero colpevoli di ospitare propaganda jihadista. Tra di essi, Vimeo e Dailymotion, che però sono già stati sbloccati
Bloccati 32 siti che secondo le autorità sarebbero colpevoli di ospitare propaganda jihadista. Tra di essi, Vimeo e Dailymotion, che però sono già stati sbloccati

Il Governo indiano ha deciso di bloccare 32 siti Internet, accusati di aver pubblicato contenuti pro-ISIS : tra di essi figurano la piattaforma di user-generated video Vimeo, gli archivi per la condivisione di codice Github e Sourceforge, ma anche Pastebin e Internet Archive.

Il governo indiano già ad inizio a dicembre aveva chiesto agli ISP di bloccare il sito dedicato alla condivisione di immagini Imgur: in realtà in quel caso la richiesta riguardava solo una delle immagini contenuti in esso, ma la divisione locale di Vodafone aveva recepito male la richiesta finendo per rendere inaccessibile tutta la piattaforma.

Stavolta non ci sarebbe però alcun errore di interpretazione, ma secondo il ministero indiano delle telecomunicazioni in base alla Sezione 69 A dell’Information Technology Act tali siti possono essere bloccati in quanto identificati dalla squadra anti-terrorismo come contenenti messaggi a sostengo di ISIS, anche se nel dettaglio non sono stati messi in luce.
Dubbi sono inoltre legati al fatto che si tratti di siti cui in alcuni casi contribuiscono gli utenti, effettivi responsabili di quanto caricato: può bastare la presenza di un contenuto postato da un utente qualsiasi per rendere inaccessibili intere piattaforme?

Nel frattempo il Dipartimento delle telecomunicazioni indiano ha avviato le procedure di sblocco per quattro dei siti in precedenza resi inaccessibili, con l’avvertimento che non tollererà la pubblicazione di contenuti pro-Jihad: si tratta di Weebly , Dailymotion , Vimeo e GithubGist .

Claudio Tamburrino

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