India: saremo la patria del 4G

Nuova Delhi non ha alcuna intenzione di sostenere lo sviluppo della telefonia mobile 3G che a suo dire costa troppo. Si lancia nei cellulari di quarta generazione, lanciando una sfida
Nuova Delhi non ha alcuna intenzione di sostenere lo sviluppo della telefonia mobile 3G che a suo dire costa troppo. Si lancia nei cellulari di quarta generazione, lanciando una sfida


Nuova Delhi (India) – Stretto tra metà del paese che corre alla velocità della luce e l’altra metà che la luce non ce l’ha proprio, il nuovo governo indiano ha già stabilito alcune priorità. Tra queste non si trova, come si è pensato per lungo tempo, la telefonia mobile di terza generazione. Si trova invece quella di quarta generazione, un terreno sul quale il Governo intende lanciare una sfida al mondo .

Il motivo della bocciatura di una tecnologia che altrove viene vista come la soluzione di tutti i mali lo ha spiegato il neoministro per la Tecnologia e le Comunicazioni Dayanidhi Maran. “Lo standard 3G – ha spiegato – si è evoluto ma non si è dimostrato capace di sostenere i costi. Dunque ho in progetto di saltare questa generazione e puntare sulla tecnologia 4G “.

“L’India – ha dichiarato ancora Maran – ha una grande opportunità con il suo mercato e le capacità tecniche elevate, che possono affermarsi in questo campo. Lanceremo un Centro nazionale di eccellenza in questo settore”.

La nuova posizione del Governo, tesa a capitalizzare un decennio di grande crescita economica e di investimenti nella formazione hi-tech e nella produzione di software (è il secondo paese produttore al mondo), vuole dunque superare il GSM e il GPRS che si sono diffusi nel paese assieme al CDMA ma intende farlo, a quanto pare, con un occhio alle “masse”.

“Ritengo – ha infatti dichiarato Maran – che affinché le infrastrutture di comunicazione e IT siano davvero importanti per l’India è necessario che siano vicine alla vita dei villaggi. Ci sono ancora circa 50mila piccole comunità in India che non dispongono neppure di telefoni . Vorrei invece che tutti fossero presto connessi, magari entro la fine di quest’anno”.

Maran, che intende portare Internet e altre nuove infrastrutture almeno nei villaggi più grandi, ha anche spiegato di non voler arrivare alla privatizzazione dei giganti indiani di stato delle TLC.

Il Ministro ha anche confermato che l’India entro il 2006 intende abbracciare l’IPv6 , la versione 6 dell’Internet Protocol che promette maggiore stabilità ed espandibilità per la rete. “Nel mondo – ha affermato – IPv6 viene implementato per Internet al fine di gestire un numero crescente di utenti e affrontare i problemi di sicurezza”.

L’idea di Maran è anche quella di creare un Centro di scambio nazionale , una sorta di “mix indiano”, che consenta di raccordare le risorse infrastrutturali dei provider e fornire servizi di routing che permettano di ottimizzare le risorse di networking e dunque migliorare la qualità generale della rete indiana.

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31 05 2004
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