Instagram ha annunciato un assistente video basato sull’intelligenza artificiale per Edits, l’app con cui Meta sfida CapCut. Si tratta di un chatbot con cui si parla in modo normale, senza menu da esplorare o formule magiche da imparare. La promessa è di dare consigli su misura, non il solito Bignami di suggerimenti che vale per tutti e quindi per nessuno.
Assistente AI di Instagram Edits: analizza le metriche e dice cosa migliorare
Come fa l’assistente AI? Guarda le metriche dell’account: follower, visualizzazioni, retention dei video, like, condivisioni. Poi le mescola con i commenti che si ricevono, con quello che tira in questo momento su Instagram e con i gusti del proprio pubblico. Un frullato di dati, insomma.
Brett Westervelt, che guida l’app Edits, la mette così: l’assistente individua schemi nelle prestazioni nel tempo e tira fuori spunti concreti, di quelli che dai soli numeri si fatica a vedere. In pratica, quel grafico che si fissa da mezz’ora senza cavare un ragno dal buco, adesso qualcuno lo spiega.
La parte più interessante forse è quella che l’assistente non fa. Westervelt racconta che Edits ha lavorato a stretto contatto con un gruppo di creator, e da loro è arrivato un messaggio ripetuto: vogliamo qualcuno che faccia l’analisi, non qualcuno che faccia il lavoro creativo al posto nostro. Quindi l’assistente scava, le decisioni creative restano a chi firma il video.
Meta e YouTube, due strade diverse
Meta aveva mostrato l’assistente già a giugno, durante un evento riservato ai creator su invito, dove aveva anche parlato di un’app Edits per desktop in lavorazione. Non è sola su questo terreno. YouTube ha annunciato la settimana scorsa una serie di novità, uno strumento conversazionale per il montaggio video, atteso all’inizio del prossimo anno.
Le due filosofie, per ora, sembrano diverse. Meta punta sull’analisi, dice cosa funziona e cosa no. YouTube, invece affida all’AI il montaggio vero e proprio. I creator avranno un limite di utilizzo, e chi vuole di più dovrà sottoscrivere un abbonamento Meta One. Il consulente c’è, ma non è gratis!