Intel porta i suoi SSD sui server

A breve distanza dal lancio dei suoi primi SSD SATA di fascia consumer, Intel ha presentato una famiglia di dischi flash appositamente studiata per i sistemi aziendali
A breve distanza dal lancio dei suoi primi SSD SATA di fascia consumer, Intel ha presentato una famiglia di dischi flash appositamente studiata per i sistemi aziendali

Dopo aver introdotto la famiglia di dischi a stato solido (SSD) X-25M, rivolta ai notebook e alla fascia del mercato consumer, Intel ha ora lanciato i suoi primi modelli di SSD rivolti al segmento enterprise.

La nuova famiglia di drive flash, battezzata X-25E Extreme, corteggia i server, le workstation e i sistemi di storage, e differisce dalla X-25M per una sola ma importante caratteristica: l’utilizzo di chip NAND flash di tipo SLC (Single-Level Cell) al posto dei più economici (e lenti) MLC (Multi-Level Cell). Per il resto, i nuovi SSD condividono le stesse tecnologie dei modelli consumer: chassis con formato da 2,5 pollici, interfaccia SATA con supporto Native Command Queuing e architettura di memoria NAND a 10 canali.

I chip di memoria SLC utilizzati dai dischi X-25E Extreme sono prodotti con una tecnologia di processo a 50 nanometri e, almeno sulla carta, sono accreditati di velocità sequenziali pari a 250 MB al secondo in lettura e di 170 MB/s in scrittura. Per contro, i drive X-25M forniscono una velocità di scrittura massima di 70 MB/s.

Riducendo l’infrastruttura totale, il raffreddamento e i costi energetici, Intel afferma che le unità SSD possono diminuire di oltre cinque volte i costi complessivi di gestione per le applicazioni di fascia enterprise.

“Le prestazioni dei dischi fissi non sono state al passo con la Legge di Moore,” ha dichiarato Kirk Skaugen, GM del Server Platforms Group di Intel. “Le unità SSD ad alte prestazioni di Intel liberano tutta la potenzialità dei più recenti sistemi basati sui processori Intel Xeon, aumentando l’affidabilità e al tempo stesso diminuendo i costi complessivi di gestione per una vasta gamma di carichi di lavoro di server e storage”.

Intel afferma che i SSD X25-E forniscono valori di input/output per second (IOPS) fino a 100 volte superiori a quelli degli hard disk, e questo grazie ai loro bassissimi tempi di latenza dovuti all’assenza di parti meccaniche.

L’unità da 32 GB, se utilizzata per scrivere 3,7 TB di dati al giorno, ha un tempo stimato di vita di almeno tre anni (circa 4 PB). Il produttore tiene però a precisare che l’utilizzo medio di un disco è generalmente assai inferiore, e di conseguenza ci si deve attendere longevità di parecchi anni.

Attualmente la famiglia X25-E comprende un solo modello con capacità di 32 GB, dal prezzo di 695 dollari, ma per l’inizio del prossimo anno è previsto l’arrivo di una versione da 64 GB.

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16 10 2008
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