Intercettazioni, nuovo appello dei Garanti

Ancora una volta i garanti europei lanciano l'allarme sulla eccessiva disinvoltura di certe pratiche di polizia e sulla conservazione dei dati
Ancora una volta i garanti europei lanciano l'allarme sulla eccessiva disinvoltura di certe pratiche di polizia e sulla conservazione dei dati


Bruxelles – In una lettera inviata al presidente del Consiglio Europeo, il presidente dei garanti comunitari della privacy, Stefano Rodotà, ha ancora una volta espresso preoccupazione per le tentazioni in molti paesi di rendere più facile l’intercettazione delle comunicazioni telefoniche ed elettroniche dei cittadini europei.

Rodotà ha nuovamente posto l’accento sulle modalità di conservazione dei dati relativi alle comunicazioni, parlando di “conservazione indiscriminata dei dati di traffico”. Come ha sempre affermato, la preoccupazione del Garante italiano è che non siano previste misure di distruzione dei dati entro tempi brevi e certi dalla registrazione.

“La conservazione sistematica, a titolo preventivo, di dati sul traffico relativi alle comunicazioni fatte da cittadini dell’Unione Europea, e di altri dati connessi – ha scritto Rodotà nella lettera – configurerebbe una lesione dei diritti fondamentali alla privacy , alla protezione dei dati, alla libertà di espressione, alla libertà ed alla presunzione di innocenza”.

Nella sua lettera, Rodotà mette in chiaro come sia necessario non cedere, anzi opporsi, alle pressioni di alcuni paesi che vorrebbero ampliare il raggio d’azione delle forze di polizia, inserendo modalità di intervento che possono rappresentare una violazione dei diritti alla riservatezza. Si tratta di modalità che secondo Rodotà “non sono accettabili”.

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16 07 2001
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