Interviste/ Contro il G8 colpisco i siti

Parla Sabrina3K, che ha aggredito in questi giorni numerosi siti italiani in un'azione di protesta contro il G8 di Genova. Le ragioni di quelle azioni, che non hanno risparmiato Rifondazione Comunista, e la visione del mondo di Sabrina 3K


Roma – Con il nick di Sabrina3K ha colpito in queste ore numerosi siti italiani, modificando la loro home page (“defacement”) e lasciando al suo posto messaggi che spingono alla protesta contro il G8, il summit internazionale che si terrà a Genova. Sulla stampa molto si è parlato di “hacker” intenzionati a sferrare attacchi telematici senza quartiere.

Per andare oltre il clima sensazionalistico che in questi giorni circonda i numerosi defacement subiti dai siti italiani, Punto Informatico “ha incontrato” Sabrina3K, che ha risposto ad alcune domande.

Punto Informatico: perché sostieni le manifestazioni anti-G8 che si terranno a Genova? Cos’hai contro il G8?
Sabrina3K: Principalmente sostengo le manifestazioni perché credo che il G8 sia una cosa veramente ingiusta. Otto paesi non possono decidere per tutti gli altri.
Molte persone hanno detto che sarebbe meglio parlarne piuttosto che fare una manifestazione violenta; credo che se tutti potessero veramente parlare le manifestazioni violente non si farebbero ma dato che, come dimostra il G8, una grande maggioranza ha la bocca cucita dai potenti, allora l’unico modo è veramente usare la forza.

PI: Se si parlasse di te come di un o una cracker ti offenderesti?
S: Se si parlasse di un/una cracker non mi offenderei assolutamente perché vorrebbe dire che chi ha affermato ciò, non sa esattamente quello che faccio. Quando la gente mi scrive e mi chiede se sono un hacker io rispondo sempre: “Non sono un hacker, mi definisco un cogli*ne che vuole uno spazio per poter parlare e per poter dire la sua”. In realtà, mi definisco uno script-kiddye.

PI: Il fenomeno dei “defacement”, ovvero della sostituzione della home page dei siti, è da tempo un fenomeno in ascesa in tutto il mondo. Cosa può ottenere?
S: I deface sono aumentati progressivamente negli ultimi mesi fino ad arrivare ad oltre 3.500 siti bucati in un mese. Secondo me quello che è da notare non è tanto dei deface dei siti poco visitati o di scarso rilievo, ma che vengono bucati siti di multinazionali, siti di internet provider e siti di e-commerce.

PI: Che differenza c’è tra hacking e cracking?
S: Questa è la classica domanda che la gente comune non ha mai capito, o magari non si è mai sforzata di capire. Se leggiamo il manifesto dell’HACK-IT di quest’anno possiamo leggere: “Solo per veri hackers, ovvero, solo per chi vuole gestire se stesso e la sua vita come vuole lui, e sa sbattersi per farlo. Anche se non ha mai visto un computer in vita sua”. In realtà questo è un hacker.
Un hacker entra in un sistema informatico per studiarlo, per imparare il più possibile e resta nascosto finché può senza fare alcun danno, senza cancellare file, e in molti casi aiuta l’amministratore a migliorare il server.
Un cracker (non sto parlando di quelli che fanno reversing del software) invece è un ragazzaccio che entra in un sistema per fare principalmente danni; in genere cancella file, ruba carte di credito e fa qualsiasi altra azione che possa recare danno.

PI: Molti sono i casi in cui server contenenti dati di carte di credito e dati sensibili sono stati bucati da cracker. Che ne pensi?
S: Anch’io faccio acquisti online con carta di credito e mi fido sempre dei siti sui quali vado. Consiglio di comprare solo su siti che prevedono connessione https e magari sono appoggiati a grandi banche che garantiscono la transazione (es: la mitica Banca Sella).

PI: Il G8 si avvicina, la stampa italiana ha fatto a gara a gridare agli “attacchi hacker contro il G8” quando il G8 non era nemmeno nominato da chi ha attaccato certi siti… Cosa pensi della stampa quando si occupa del mondo dell’hacking?
S: La stampa in generale quando si parla di hacking non sa praticamente niente e moltissime volte spara solo cavolate. Ogni giorno io leggo punto-informatico e tutti gli altri notiziari di informatica online in cui posso trovare notizie scritte da gente competente che conosce internet meglio di me.
I quotidiani comuni, per riuscire ad accaparrarsi qualche lettore, molto spesso tendono a dare le notizie ancora prima che qualcuno le confermi; è stato così per la leggenda dei Gatti Bonsai, per il finto virus di windows ed ora per gli hack contro il G8. Sono sicuro che se scrivessi a tutte le redazioni e dicessi che al Colosseo è appena atterrata un’astronave aliena che ha rapito 40 persone e poi è partita, domani troverei la notizia su qualche giornale.


PI: In questi giorni hai “bucato” diversi siti, tra cui quello di Rifondazione Comunista. Qualcuno si è chiesto perché, visto che proprio Rifondazione ha posizioni estremamente critiche sul G8…
S: Bella domanda. In genere quando faccio un deface non mi preoccupo di che genere di sito è. Rifondazione.it era già stato defacciato qualche giorno fa e siccome non era stato messo a posto allora ho provveduto a dare un altro avvertimento, tutto qua. In questo preciso momento il sito è ancora esposto al bug e potrei cambiare la pagina di nuovo, ma non lo faccio.
Vorrei chiedere scusa ufficialmente agli amici di Rifondazione che probabilmente saranno anche loro a Genova per protestare contro il G8.

PI: Che tecniche hai utilizzato per bucare questi siti e modificare la loro home page?
S: Per bucare questi siti ho usato principalmente dei semplicissimi programmi scritti in perl che ho scaricato da internet e poi mi sono servito di un url maligno che mi ha permesso di accedere al sistema. Questo url maligno non è altro che un semplice indirizzo internet che, sfruttando uno dei tanti bug dell’Unicode, permette a chiunque di avere accesso con privilegi di amministratore.
Una volta trovato il sito bucato, la pagina si cambia in meno di 20 secondi, poi ovviamente bisogna prendersi qualche minuto per cancellare le proprie tracce.

PI: Era la prima volta che realizzavi dei defacement?
S: No, tra il 21 e il 24 maggio scorso ho cambiato 5 o 6 volte la pagina del sito www.ladige.it che è di un quotidiano di informazione e poi fino a qualche giorno fa non ho più fatto deface.

Non hai paura di essere individuato/a dalla polizia?
S: Questa è una domanda che mi viene posta molte volte. La paura di essere individuato non manca, e non mi stupirei se mi dicessero che la polizia sa già chi sono.

PI: Pensi che un defacement rappresenti un danno per il sito che lo subisce?
S: Un deface rappresenta un grosso danno all’immagine di un sito. Io mi limito a cambiare la homepage e non cancello niente. In molti server capita di trovare documenti privati, file che probabilmente contengono carte di credito, indirizzi delle persone iscritte e molto altro. Io mi limito a prendere uno spazio per parlare, non voglio assolutamente arrecare danni.

PI: Non sarebbe meglio che i defacer come te lavorassero in imprese specializzate in sicurezza o per la sicurezza di qualche server?
S: Questo è quello che penso anch’io. Io però non ho ancora 18 anni e se andassi in qualche azienda per chiedere un lavoro del genere mi riderebbero in faccia. Se venissi pagato anche solo 10.000£ per ogni sito che trovo con questo bug, nel giro di un mese guadagnerei quello che mio padre guadagna in tutta la sua vita. Purtroppo però in Italia per lavorare devi avere il diploma di questo e di quest’altro, devi aver fatto un sacco di corsi e poi FORSE ti prendono, anche se sai più dei tecnici addetti al server.

PI: C’è un motivo speciale dietro la scelta del nick “Sabrina 3K”?
S: A dire la verità questo nick è stato fatto al momento. Stavo cambiando la pagina di ladige.it e mi è venuto in mente che avrei dovuto scrivere un nick; quindi ho pensato a Sabrina. Il 3k è semplicemente perché con hushmail.com l’user sabrina era già stato occupato e sabrina2k non mi piaceva. Il nick Sabrina è stato scelto per mostrare il lato di femminilità che è in me.

PI: Sei una donna? Quanti anni hai?
S: No, non sono una donna. Sono un giovane ragazzo di 16 anni.

Intervista a cura di Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    TUTTO DA SPAMMARE !
    Carissimo Stefano Tagliaferri,una volta di più hai egregiamente centrato un bersaglio, e spiegato con molta chiarezza i termini della questione.Il punto dolente, ancora questa volta, sono gli interventi, che evidenziano uno scoraggiante disinteresse dei più per le questioni "tecniche", anche se, come in questa occasione, si tratta di tecniche totalitarie, tendenti oltretutto a soffocare la libertà di comunicazione del pensiero - cosa in sé di una preoccupante supponenza - a tutto vantaggio di danarose e tracotanti organizzazioni internazionali di aziende che prosperano sullo sfruttamento delle risorse intellettuali di altri.Per incrinare questo "muro" di tiepidità timorosa con un fondo di vigliaccheria, propongo A TUTTI i lettori, interessati o meno, di usare, per una volta, l'utilissima funzione presente a piè di pagina, ed inviare a tutti i propri corrispondenti, via e-mail, una segnalazione dell'articolo.Una osservazione:dagli interventi si ricava che tra GPL, GPI, Freesoftware e Free Software, Open Source, eccetera, con il proliferare delle formule e delle sigle si è generata una certa confusione nell'individuazione dei contenuti e dei concetti che sono alla base dei diversi tipi di licenza.Se non si fa chiarezza, la conseguente confusione continuerà a produrre perplessità ed indecisioni nel grosso pubblico: suggerirei, al riguardo, di predisporre una tabellina esplicativa, da richiamare con un semplice link TUTTE LE VOLTE che si trattino argomenti della specie.Scusami della pedanteria... ;-))...ed ancora complimenti per l'ottimo lavoro!
  • Anonimo scrive:
    Fatemi capire una cosa...
    Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede" un'opportunità per creare un tool che risolva una certa problematica X, diciamo riguardante Internet. Tira fuori i soldi, compra PC, acquisa licenze M$, assume programmatori... insomma fa un grosso investimento, e inizia lo studio del problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0, codice chiusissimo e licenze carissime per rientrare nell'investimento.Caio è uno smanettone, studente universitario, ha un problema che lo indispone, lo stesso problema X visto prima. Inizia a pensarci su e scrive una bozza limitata di programma. Poi cerca aiuto su Internet e pubblica il suo codice accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon numero di persone rispondono all'appello, grazie a Internet si tengono in contatto, il programma cresce, tutto sotto licenza GPL. Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo libero e col PC personale, usando strumenti Open Source. Dopo n mesi il problema X è risolto, e su Internet esce la relase 1.0 sotto GPL.Ora Tizio si trova a dover rientrare dell'investimento avendo a che fare con un prodotto concorrente a costo pressoché nullo, e che non può comprare e far sparire dal mercato.Domanda: E' questo che fa paura della licenza GPL?Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi per scrivere programmi?Spero di essermi spiegato.Mah
    • Anonimo scrive:
      Re: Fatemi capire una cosa...
      - Scritto da: Ingenuo 2001
      Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede"
      un'opportunità per creare un tool che
      risolva una certa problematica X, diciamo
      riguardante Internet. Tira fuori i soldi,
      compra PC, acquisa licenze M$, assume
      programmatori... insomma fa un grosso
      investimento, e inizia lo studio del
      problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0,
      codice chiusissimo e licenze carissime per
      rientrare nell'investimento.
      Caio è uno smanettone, studente
      universitario, ha un problema che lo
      indispone, lo stesso problema X visto prima.
      Inizia a pensarci su e scrive una bozza
      limitata di programma. Poi cerca aiuto su
      Internet e pubblica il suo codice
      accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon
      numero di persone rispondono all'appello,
      grazie a Internet si tengono in contatto, il
      programma cresce, tutto sotto licenza GPL.
      Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo
      libero e col PC personale, usando strumenti
      Open Source. Dopo n mesi il problema X è
      risolto, e su Internet esce la relase 1.0
      sotto GPL.
      Ora Tizio si trova a dover rientrare
      dell'investimento avendo a che fare con un
      prodotto concorrente a costo pressoché
      nullo, e che non può comprare e far sparire
      dal mercato.
      Domanda: E' questo che fa paura della
      licenza GPL?Spiegazione Bellissima e alla portata di tutti.Si, credo che il problema sia questo.Ma anche che domani Y aggiungera delle feature, e fara la 1.2 GPL superiore a quella della ditta che ha fatto gli investimenti.
      Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di
      scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi
      per scrivere programmi?Al momento solo se vivi in america e usi algoritmi di cripting....
    • Anonimo scrive:
      Re: Fatemi capire una cosa...

      Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede"
      un'opportunità per creare un tool che
      risolva una certa problematica X, diciamo
      riguardante Internet. Tira fuori i soldi,
      compra PC, acquisa licenze M$, assume
      programmatori... insomma fa un grosso
      investimento, e inizia lo studio del
      problema. Dopo n mesi uscirà la release 1.0,
      codice chiusissimo e licenze carissime per
      rientrare nell'investimento.
      Caio è uno smanettone, studente
      universitario, ha un problema che lo
      indispone, lo stesso problema X visto prima.
      Inizia a pensarci su e scrive una bozza
      limitata di programma. Poi cerca aiuto su
      Internet e pubblica il suo codice
      accompagnandolo con una licenza GPL. Un buon
      numero di persone rispondono all'appello,
      grazie a Internet si tengono in contatto, il
      programma cresce, tutto sotto licenza GPL.
      Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo
      libero e col PC personale, usando strumenti
      Open Source. Dopo n mesi il problema X è
      risolto, e su Internet esce la relase 1.0
      sotto GPL.
      Ora Tizio si trova a dover rientrare
      dell'investimento avendo a che fare con un
      prodotto concorrente a costo pressoché
      nullo, e che non può comprare e far sparire
      dal mercato.
      Domanda: E' questo che fa paura della
      licenza GPL?
      Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di
      scrivere programmi? Ci vorrà il porto d'armi
      per scrivere programmi?
      Spero di essermi spiegato.forse...ma pensa anche a questo.Tu che hai fatto la bozza del programma, magari poi non partecipi allo sviluppo successivo e il codice finale potrebbe non riportare neanche una riga del codice originale.Eppure il tuo codice (ormai inesistente) decide la licenza.Oppure il tuo codice e' una parte minima dell'applicazione.E comuqnue gli investimenti della software house non sono tanto dovuti a hardware o licenze software....In ogni societa' che si rispetti il costo piu' alto sono gli stipendi!Ergo il tuo modello funziona solo se nessuno viene pagato per sviluppare.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: Fatemi capire una cosa...
        La mia era una ipotesi, ma passiamo oltre
        forse...
        ma pensa anche a questo.
        Tu che hai fatto la bozza del programma,
        magari poi non partecipi allo sviluppo
        successivo e il codice finale potrebbe non
        riportare neanche una riga del codice
        originale.
        Eppure il tuo codice (ormai inesistente)
        decide la licenza.
        Oppure il tuo codice e' una parte minima
        dell'applicazione.
        Vabbé ma il fatto è sempre quello, nessuno ti obbliga a prendere il mio codice sotto GPL e a lavorarci su, e poi magari anche gli sviluppatori intermedi sono favorevoli alla GPL e quindi ogni pezzo di codice aggiunto è stato fatto con la coscienza che sarebbe stato sotto GPL.
        E comuqnue gli investimenti della software
        house non sono tanto dovuti a hardware o
        licenze software....
        In ogni societa' che si rispetti il costo
        piu' alto sono gli stipendi!
        Ergo il tuo modello funziona solo se nessuno
        viene pagato per sviluppare.Ma il mio non è un modello, è una crescita naturale del software. Una bozza è buona funziona e io decido, con coscienza, di prenderla e svilupparla per le mie esigenze e poi la rimetto agli altri sempre sotto GPL. Naturalmente la cosa può morire perché nessuno se ne interessa, ma evidentemente, se esiste l'Open Source, qualcuno se ne interessa e stabilisce quanto tempo metterci.L'imprenditore Tizio nel mio esempio assumerà 10 dipendenti, ma se una cosa in rete interessa può potenzialmente trovare centinaia di sviluppatori.Ripeto, questo non è un modello può morire se nessuno se ne interessa. Ma SE A QUALCUNO INTERESSA e c'è sviluppo, questo si mette in concorrenza con gli investimenti... Se ti preoccupa la licenza GPL vuol dire che c'è qualcosa di BUONO (perché se fa schifo non c'è il problema) che contrasta il tuo investimento e che tu non puoi comprare e gestire!E a questo punto cosa mi impedisci di fare? Impedisci a n persone di sviluppare liberamente perché ne hanno voglia e di distribuire il loro lavoro?
        • Anonimo scrive:
          Re: Fatemi capire una cosa...

          Vabbé ma il fatto è sempre quello, nessuno
          ti obbliga a prendere il mio codice sotto
          GPL e a lavorarci su, e poi magari anche gli
          sviluppatori intermedi sono favorevoli alla
          GPL e quindi ogni pezzo di codice aggiunto è
          stato fatto con la coscienza che sarebbe
          stato sotto GPL.
          ti faccio un esempio.io ho scritto 4 cose stupide e insignificanti e le ho rilasciate GPL.Se domani sapessi che il mio codice fosse diventato qualcosa di veramente utile, con una GUI fatta bene, con 10 mila funzioni in piu'....io sarei ancora considerato autore del programmma...penso che sarebbe un riconoscimento troppo grande anche per il mio IO smodato... ;)
          Ma il mio non è un modello, è una crescita
          naturale del software. Una bozza è buona
          funziona e io decido, con coscienza, di
          prenderla e svilupparla per le mie esigenze
          e poi la rimetto agli altri sempre sotto
          GPL. Naturalmente la cosa può morire perché
          nessuno se ne interessa, ma evidentemente,
          se esiste l'Open Source, qualcuno se ne
          interessa e stabilisce quanto tempo
          metterci.su questo non ci piovelo sviluppo GPL e' una scelta, non un obbligo.Concordo.Io pero' ho ancora un dubbio, a cui nessuno ha saputo rispondere.Prendi la funzione inet_ntoa che e' utilizzata ovunque, in qualsiasi software commerciale e non.Le implementazioni sono tutte praticamente identiche.Ora, essendoci buone probabilita' che l'implementazione che io uso sia uguale a una GPL, il software che sviluppo dovra' essere GPL?nel senso che come inet_ntoa, ci sono decine (se non centinaia) di funzioni che ormai sono standardizzate su un'unica implementazione, e quindi la probabilita' di usare codice GPL diventa molto alta.Pensa se un giorno tutto fosse sviluppato GPL, quale liberta' avresti di licenza?solo quella di riscrivere tutto daccapo sperando di non copiare qualcosa GPL.Secondo dubbio, la stessa implementazione sviluppata in un linguaggio diverso, e' da considerarsi violazione della licenza?
          E a questo punto cosa mi impedisci di fare?
          Impedisci a n persone di sviluppare
          liberamente perché ne hanno voglia e di
          distribuire il loro lavoro?a me piace come modello di sviluppo la GPL.Pero' bisogna anche ammettere che spesso, il codice GPL e' derivato (direttamente o no) da cose viste o lette da altre parti, o apprese durante lo sviluppo di un software commerciale, o carpite a colleghi d'ufficio...cose sicuramente (o quasi) con licenza diversa da GPL.Una volta che questo software e' posto sotto GPL e' poi difficile risalire a chi l'ha scritto prima.Io penso che la vera liberta' sia quella di poter rendere disponibile a chiunque il sorgente, non solo a chi e' poi disposto a rilasciare di nuovo sotto GPL.La vera conquista e' quella di poter sempre e comunque avere a disposizione i sorgenti, poterli studiare, modificare, e (perche' no?) compilarli e venderli, basta che nessuno possa brevettare o limitare l'uso di quel codice.Tanto se la mia implementazione e' buona quanto la tua, la gente preferira' prendere la mia , chi lo fara' per il costo, chi perche' io do anche i sorgenti.E poi, se GPL permette di produrre software di qualita' superiore, non dovrebbe temere le copie...Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            - Scritto da: MaKs
            Io penso che la vera liberta' sia quella di
            poter rendere disponibile a chiunque il
            sorgente, non solo a chi e' poi disposto a
            rilasciare di nuovo sotto GPL.Ok, allora adetta il modello di Apache.
            La vera conquista e' quella di poter sempre
            e comunque avere a disposizione i sorgenti,
            poterli studiare, modificare, e (perche'
            no?) compilarli e venderli, basta che
            nessuno possa brevettare o limitare l'uso
            di quel codice.Questo e' in contrasto con quanto hai scritto sopra. A meno che tu non ti stia riferendo *solo* al tuo codice originario... allora ripeto Apache
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            - Scritto da: Dixie


            - Scritto da: MaKs


            Io penso che la vera liberta' sia quella
            di

            poter rendere disponibile a chiunque il

            sorgente, non solo a chi e' poi disposto a

            rilasciare di nuovo sotto GPL.

            Ok, allora adetta il modello di Apache.


            La vera conquista e' quella di poter
            sempre

            e comunque avere a disposizione i
            sorgenti,

            poterli studiare, modificare, e (perche'

            no?) compilarli e venderli, basta che

            nessuno possa brevettare o limitare l'uso

            di quel codice.

            Questo e' in contrasto con quanto hai
            scritto sopra. A meno che tu non ti stia
            riferendo *solo* al tuo codice originario...
            allora ripeto Apache
            nessun contrasto..nella prima frase dico che i sorgenti dovrebbero essere disponibili a prescindere dall'uso che poi ne fara'.Nella seconda preciso che comunque questo non vuol dire che qualcuno poi possa impedire agli altri di usufruirne.Quindi vietare si i brevetti sul codice, ma non obbligare chiunque lo riusi a licenziare GPL.ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            non puoi solo prenderemetti che faccio un software in GPL 4 righevari lo ingrandiscono diventa un coso fatto beneun tizio lo usa in una sua applicazione non GPLlo modifica ma non rilascia i sorgentiuno che ci ha lavorato in GPL si accorge di un grosso errore nel software di tizio tanto grosso da rendere il sitem CRITICO in certe condizioni (tizio e morto in un incidente e sono andati distrutti i sorgenti)ora del programma modificato da tizio esiste solo il comlilato (reversing inutile inquel caso)IL lavoro di tutti andrebbe in fumo !il GPL e fatto per garantire la continuita di una cosa indipendentemente da chi la sviluppa e che nessuno si apprpri di cose non sueBasta una riga di codice perche ti venga un idea per sviluppare cose incredibili ma l'idea nasce da idee di altri e questo ti permette di avere software testato su piu macchine in condizioni diverse in usi specifici di essere adattato ad una funzione specifica di spingere un hardware ai limiti o di controllarne la precisione di una macchina.Chi ti impedisce di utilizzare il software gpl per fare andare una macchina o magari un azienda intera (il sw non si usa solo nel pc ma anche in aerei forni punzonatrici torni frese.....)se impiegi sw propietario spendo per dirla circa 100 - 200 milioni ma se uso GPL quello per lo sviluppo se mi accontento nulla ma se voglio una cosa me la posso far fare su misura.mettiamo che devo fare dei buchi a 2.93 mm distanza telefono a chi mi ha venduto la macchina e mi dicono che la maccina puo farlo ma e il software che non e in grado di comandare la macchina e che rispondono e una richiesta che ci ha fatto solo lei ...(se e un gpl lo adatto al mio caso) e se qualcun altro ha lo stesso problma lo risolve senza spendere una lira la prossima volta sara un software a risolvere un mio problema senza che io spenda una lira
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            ma non hai ancora capito che a questa gente interressa solo guadagnare il piu possibile ???e ti faccio solo un esempio: quello dei brevetti sull'aids mentre millioni di persone muoiono...ma probabilmente pensano...siamo gia in troppi su questo pianetta...
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            Il problema che poni nella tua risposta, ossia "chi ha creato per primo che cosa" vale a maggior ragione per il software commerciale. Immagina di trovarti di fronte ad un avvocato di qualche colosso dell'informatica che ti accusa di aver creato il tuo piccolo applicativo facendo reverse engineering dedi qualche loro funzione. Che fai? Non hai i soldi per difenderti, quindi coda tra le gambe e pedalare...
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...

            Il problema che poni nella tua risposta,
            ossia "chi ha creato per primo che cosa"
            vale a maggior ragione per il software
            commerciale. Immagina di trovarti di fronte
            ad un avvocato di qualche colosso
            dell'informatica che ti accusa di aver
            creato il tuo piccolo applicativo facendo
            reverse engineering dedi qualche loro
            funzione. Che fai? Non hai i soldi per
            difenderti, quindi coda tra le gambe e
            pedalare...io non so fare reverse engineering dell'assembler, non sono in grado e ci vuole poco a dimostrarlo.Pero' un sorgente lo so leggere benissimo, se commenatto ancora meglio ;)Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Fatemi capire una cosa...
            - Scritto da: MaKs

            Vabbé ma il fatto è sempre quello, nessuno

            ti obbliga a prendere il mio codice sotto

            GPL e a lavorarci su, e poi magari anche
            gli

            sviluppatori intermedi sono favorevoli
            alla

            GPL e quindi ogni pezzo di codice
            aggiunto è

            stato fatto con la coscienza che sarebbe

            stato sotto GPL.



            ti faccio un esempio.
            io ho scritto 4 cose stupide e
            insignificanti e le ho rilasciate GPL.
            Se domani sapessi che il mio codice fosse
            diventato qualcosa di veramente utile, con
            una GUI fatta bene, con 10 mila funzioni in
            piu'....
            io sarei ancora considerato autore del
            programmma...
            penso che sarebbe un riconoscimento troppo
            grande anche per il mio IO smodato... ;)saresti considerato UNO TRA GLI AUTORI del programma.


            Ma il mio non è un modello, è una crescita

            naturale del software. Una bozza è buona

            funziona e io decido, con coscienza, di

            prenderla e svilupparla per le mie
            esigenze

            e poi la rimetto agli altri sempre sotto

            GPL. Naturalmente la cosa può morire
            perché

            nessuno se ne interessa, ma evidentemente,

            se esiste l'Open Source, qualcuno se ne

            interessa e stabilisce quanto tempo

            metterci.

            su questo non ci piove
            lo sviluppo GPL e' una scelta, non un
            obbligo.
            Concordo.
            Io pero' ho ancora un dubbio, a cui nessuno
            ha saputo rispondere.
            Prendi la funzione inet_ntoa che e'
            utilizzata ovunque, in qualsiasi software
            commerciale e non.
            Le implementazioni sono tutte praticamente
            identiche.
            Ora, essendoci buone probabilita' che
            l'implementazione che io uso sia uguale a
            una GPL, il software che sviluppo dovra'
            essere GPL?
            nel senso che come inet_ntoa, ci sono decine
            (se non centinaia) di funzioni che ormai
            sono standardizzate su un'unica
            implementazione, e quindi la probabilita' di
            usare codice GPL diventa molto alta.
            Pensa se un giorno tutto fosse sviluppato
            GPL, quale liberta' avresti di licenza?Prova a rileggerti bene la licenza GPL perchiarirti le idee. Fai anche attenzione alladistrinzione tra GPL e LGPL di solito utilizzataper librerie.Io posso distribuire un mio software con licenzachiusa e utilizza una libreria con licenza LGPLse rispetto alcune condizioni (tra cui renderenoto che sto utilizzando la libreria).
            solo quella di riscrivere tutto daccapo
            sperando di non copiare qualcosa GPL.

            Secondo dubbio, la stessa implementazione
            sviluppata in un linguaggio diverso, e' da
            considerarsi violazione della licenza?Non e` piu` la stessa implementazione.UNIX puo` essere considerato lo stesso SO, maLinux e` GPL, mentre SCO no.


            E a questo punto cosa mi impedisci di
            fare?

            Impedisci a n persone di sviluppare

            liberamente perché ne hanno voglia e di

            distribuire il loro lavoro?

            a me piace come modello di sviluppo la GPL.
            Pero' bisogna anche ammettere che spesso, il
            codice GPL e' derivato (direttamente o no)
            da cose viste o lette da altre parti, o
            apprese durante lo sviluppo di un software
            commerciale,
            o carpite a colleghi d'ufficio...
            cose sicuramente (o quasi) con licenza
            diversa da GPL.
            Una volta che questo software e' posto sotto
            GPL e' poi difficile risalire a chi l'ha
            scritto prima.Ancora, hai le idee abbastanza confuse sulla GPL
      • Anonimo scrive:
        Re: Fatemi capire una cosa...
        - Scritto da: MaKs

        Ipotesi. Tizio è un imprenditore, "vede"

        un'opportunità per creare un tool che

        risolva una certa problematica X, diciamo

        riguardante Internet. Tira fuori i soldi,

        compra PC, acquisa licenze M$, assume

        programmatori... insomma fa un grosso

        investimento, e inizia lo studio del

        problema. Dopo n mesi uscirà la release
        1.0,

        codice chiusissimo e licenze carissime per

        rientrare nell'investimento.

        Caio è uno smanettone, studente

        universitario, ha un problema che lo

        indispone, lo stesso problema X visto
        prima.

        Inizia a pensarci su e scrive una bozza

        limitata di programma. Poi cerca aiuto su

        Internet e pubblica il suo codice

        accompagnandolo con una licenza GPL. Un
        buon

        numero di persone rispondono all'appello,

        grazie a Internet si tengono in contatto,
        il

        programma cresce, tutto sotto licenza GPL.

        Ogni persona che ci lavora lo fa nel tempo

        libero e col PC personale, usando
        strumenti

        Open Source. Dopo n mesi il problema X è

        risolto, e su Internet esce la relase 1.0

        sotto GPL.

        Ora Tizio si trova a dover rientrare

        dell'investimento avendo a che fare con un

        prodotto concorrente a costo pressoché

        nullo, e che non può comprare e far
        sparire

        dal mercato.

        Domanda: E' questo che fa paura della

        licenza GPL?

        Se sì che cosa vorrebbero impedirmi? Di

        scrivere programmi? Ci vorrà il porto
        d'armi

        per scrivere programmi?

        Spero di essermi spiegato.


        forse...
        ma pensa anche a questo.
        Tu che hai fatto la bozza del programma,
        magari poi non partecipi allo sviluppo
        successivo e il codice finale potrebbe non
        riportare neanche una riga del codice
        originale.
        Eppure il tuo codice (ormai inesistente)
        decide la licenza.Se riscrivi tutto il codice da zero senzauna riga in comune con l'originale puoiridistribuirlo con la licenza che ti pare!!
        Oppure il tuo codice e' una parte minima
        dell'applicazione.Ancora, se ti interessa distribuirlo con un'altralicenza te lo riscrivi da zero, inoltre se sonopure poche righe non e` la fine del mondo

        E comuqnue gli investimenti della software
        house non sono tanto dovuti a hardware o
        licenze software....
        In ogni societa' che si rispetti il costo
        piu' alto sono gli stipendi!
        Ergo il tuo modello funziona solo se nessuno
        viene pagato per sviluppare.Il punto e` proprio questo i costi per una software house sono praticamente SOLO i costidi sviluppo. Nel senso che una volta ammortizzatipuoi vendere 100 licenze e li guadagni tutti.Ora proprio questo va contro le normali regoledell'economia dell'azienda, ecco perche` pensoche il modello di software commerciale per ilgrande pubblico sia destinato a morire.Se invece la software house commerciale sviluppaprodotti su richiesta dei clienti, puo` basarsisu software open source e avvantaggiarsi enormemente nello sviluppo. Una volta vendutal'applicazione "cucita" per il suo cliente lapuo` anche rilasciare open-source senza rimetterci, anzi...
  • Anonimo scrive:
    HAI DESCRITTO LA SITUAZIONE DRAMMATICA COME E'
    Senza usare i miei PRETORIANI e DRAGATORI DI SACCOCCE.La legislazioni Italiana sul "Diitto d' Autore" e sull' "Editoria in Internet" è una legislazione soffocante delle LIBERTA', della DEMOCRAZIA, contro l' OPEN SOURCE, degna di uno stato TOTALITARIO.Come Tu hai bene espresso; minacce REALI di GALERA e di DISTRUZIONE ECONOMICA per coloro che si rendono "COLPEVOLI" di simili "REATI".E' una legislazione fatta per le MULTINAZIONALI per le MULTINAZIONALI da lobbies interne al Parlamento Italiano.Una legge LIBERTICIDA, aldifuori della LIBERTA' di PENSIERO, di ESPRESSIONE, e di IMPRENDITORIALITA' del LAVORO GARANTIE dalla COSTITUZIONE ITALIANA.Peccato che quaste leggi le abbiano promulgate un Parlamento ed un Governo che si DICEVANO DI "SINISTRA".L' attuale Governo non ne parla minimamente, c'è da giurare che sono Leggi che stanno bene anche a questo Governo.Attaccano la libera imprenditoria e l' OPEN SOURCE per proteggere l' interesse enorme di poche MULTINAZIONALI, così come si ostinano a governare il mondo con i loro annuali party del G8.Mi auguro che anche questi SIGNORI DEL POTERE si rompano le CORNA opponendosi al PROGRESSO LIBERO DEL PENSIERO UMANO.Tutto sta a noi, sta alla nostra intelligenza, sta al nostro LIBERO ARBITRIO, di non accettare le imposizioni soffocanti che continuano a macinare per autorigenerarsi.Spero nei giovani, nelle persone non condizionate, in chi sta a cuore la vera LIBERTA' dell' individuo umano, LIBERTA' intesa come progresso equilibrato del sapere e del genere UMANO.Comunque, aggiungo che pure Tu sei:ABILE E ARRUOLATO.by Alien
    • Anonimo scrive:
      Re: HAI DESCRITTO LA SITUAZIONE DRAMMATICA COME E'

      Attaccano la libera imprenditoria e l' OPEN
      SOURCE per proteggere l' interesse enorme di
      poche MULTINAZIONALI, così come si ostinano
      a governare il mondo con i loro annuali
      party del G8.perche la libera imprenditoriale c'e mai stata ??? certo, uno va in banca e dice mi finanziate questo ??? ti chiedono garanzie almeno il doppio dei soldi che ti prestano (perche abbiamo rischi sui crediti,sa), salvo poi impegnarsi a prestare 100.000 miliardi per scalare la telecom (detto con parole povere)...
      Spero nei giovani, nelle persone non
      condizionate, in chi sta a cuore la vera
      LIBERTA' dell' individuo umano, LIBERTA'
      intesa come progresso equilibrato del sapere
      e del genere UMANO.siamo apposto allora...vai a vedere che insegnano nelle scuole...uno si fa 12-13 anni di scuola (tempo sprecato, perche aparte scrivere non t'insegnano niente di veramente utile) e quando arriva all'universita si rende conto che forse dovra sprecare almeno il doppio a spiegare nozioni ai professori che non le hanno capito queste nozioni...mentre gente che non ha mai capito un cazzo della materia passa con 30 e lode...e tu credi che un mondo cosi produrra qualcuno che pensa con la propria tesa ??? gia oggi ci insegnano che si lavora SOLO IN TEAM...e ricordi star wars, quando luke si allenava per acquisire la forza ??? non l'ha fatto fino a quando non ha pensato ai suoi amici (vabbe, e piu lungo e contorto il discorso...ma vabbe...)...
      Comunque, aggiungo che pure Tu sei:
      ABILE E ARRUOLATO.
      by Aliense non altro, ci si diverte su enterprise...un giorno i romulani, il giorno dopo un'attaco borg...ognitanto fanno battaglie simulate (vedi worf) o sesso (questo raramente, ma c'e)...c'e ancora una uniforme per me ???
  • Anonimo scrive:
    Ma,,,
    IBM e SUN vendono hardware. I seguaci del movimento dell'Open Source iniziano a stare dentro le aziende e iniziano a prenderedecisioni sugli investimenti. In questi tempi di vacche magre (compaq taglia 4000 posti), perchè pregiudicarsi una buona fetta del mercato di almeno il 20/30%)?E poi, non mi risulta che Apache e i piu innovativi software dell'OSF (quelli più usati) siano GPL. Sono Open Source, ma non GPL.E riguardo all'innovazione non venirmi a dire che Linux e innovativo. O che lo siano KDE o Gnome.Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma,,,
      Senti se usi linux per giocare stattene co winzoz che e' meglio. apache e' open source e mi basta questo come garanzia per far girareil mio web server. open source non e' gratis io posso sviluppare un programma open sourcee te lo faccio pagare 8milioni senza dire a.questo per dirti come funziona l'antifona poi se sei out che non riesci a mobilitare soldi con la filosofia linux allora vai a fare un altro mestiere di contadini nella rete ne ho abbastanza.- Scritto da: GPLnellAuto
      IBM e SUN vendono hardware.
      I seguaci del movimento dell'Open Source
      iniziano a stare dentro le aziende e
      iniziano a prendere
      decisioni sugli investimenti. In questi
      tempi di vacche magre (compaq taglia 4000
      posti), perchè pregiudicarsi una buona fetta
      del mercato di almeno il 20/30%)?

      E poi, non mi risulta che Apache e i piu
      innovativi software dell'OSF (quelli più
      usati) siano GPL. Sono Open Source, ma non
      GPL.

      E riguardo all'innovazione non venirmi a
      dire che Linux e innovativo. O che lo siano
      KDE o Gnome.

      Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma,,,

        Senti se usi linux per giocare stattene co
        winzoz che e' meglio. apache e' open source Quindi, infine, l'innovazione che ha portato linux dov'e'?leggevo oggi su slashdot un post che diceva "ma perche' noi sviluppatori linux continuiamo a sviluppare cloni del software MS o suoi emulatori (wine, il porting di .Net) invece di farci venire un'idea buona noi?"si parlava del supporto agli activeX di Konqueror
        e mi basta questo come garanzia per far
        girare
        il mio web server. open source non e' gratis infatti lui ha detto open source != GPL, non ha detto open source != gratis...apache ha una licenza derivata da BSD
        io posso sviluppare un programma open source
        e te lo faccio pagare 8milioni senza dire a.e posso anche obbligarti a non modificare il sorgente...pena, l'impiccagione...come vedi, open source non e' GPL
        questo per dirti come funziona l'antifona
        poi
        se sei out che non riesci a mobilitare soldi
        con la filosofia linux allora vai a fare un
        altro mestiere di contadini nella rete ne ho
        abbastanza.
        i contadini sono proprio quelli che considerano "out" (come dici te) quelli che non riescono a fare soldi con le filosofie....una filosofia e' un modo di vivere, agire e pensare.Con le filosofie non si fanno soldi.Qui si parlava di licenza GPL, non di filosofia...sono due cose ben diverse, ma quelli come te non lo capiscono.E poi, se avessi capito la "filosofia di linux", avresti anche capito che e' out chi prova a farci soldi, e non viceversa.Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma,,,
          - Scritto da: MaKs


          Senti se usi linux per giocare stattene
          co

          winzoz che e' meglio. apache e' open
          source

          Quindi, infine, l'innovazione che ha portato
          linux dov'e'?La possibilita' di scegliere dove e come investire i tuoi soldi: in software o in cultura informatica. Per scrivere 2 lettere e fare i conti di casa e' necessario comprare OfficeXP e Money o mi basta StarOffice?Il 90% degli intervistati ha risposto: "Ma con il dado cosa ci faccio?"
          leggevo oggi su slashdot un post che diceva
          "ma perche' noi sviluppatori linux
          continuiamo a sviluppare cloni del software
          MS o suoi emulatori (wine, il porting di
          .Net) invece di farci venire un'idea buona
          noi?"
          si parlava del supporto agli activeX di
          KonquerorPerche', molto probabilmente, farebbe la fine di OS/2. IMHO Linux non ha la forza commerciale per imporre degli standard.
  • Anonimo scrive:
    Osservazione...
    ...non sono sicuro che la licenza di Apache sia una conseguenza della GPL perche' deriva chiaramente dal modello FreeBSD... che e' diverso nella sostanza (il famoso virus che fa paura...).Credo che siano nate in modo completamente indipendente (beh... la licenza BSD dovrebbe essere influenzata dal fatto che cmq. si trattava di implementazioni sucessive del originale unix di AT&T... fino a che il codice originale non e' sparito del tutto ;)Comunque.... qualcuno ricorda quale delle due e' precedente?!?!?
    • Anonimo scrive:
      Re: Osservazione...
      - Scritto da: DixieMi pare che dei tre SW citati (Bind, Sendmail e Apache) di GPL non ce ne sia neanche uno. 8)Curioso un simile svarione nello stesso numero in cui c'è un articolo che parla di Stallmann nel quale viene ribadito il concetto che GPL e Open Source sono due cose diverse.
      Comunque.... qualcuno ricorda quale delle
      due e' precedente?!?!?Hmmmm...no. 8)Concettualmente, però, licenza BSD e GPL sono agli antipodi. Non credo si possa dire che una deriva dall'altra.
      • Anonimo scrive:
        Re: Osservazione...
        - Scritto da: IlGrillo
        Mi pare che dei tre SW citati (Bind,
        Sendmail e Apache) di GPL non ce ne sia
        neanche uno. 8)Bind è (c) Internet Software ConsortiumApache è (c) Apache Software FoundationSendmail è (c) Sendmail, Inc.Questi software sono open source secondo i limiti della loro licenza. Cmq nell'articolo si dice che questi soft sono GPL o una derivazione di essa. Sicuramente non sono GPL, se invece sono una derivazioni di essa non lo so, ma se lo dice lui...
        • Anonimo scrive:
          e poi free GPL
          senza essere "sapientoni" (io infatti non ho fatto che leggere PI da quando l'ho scopreto - tutto qui).Mi pare che FreeSoftware sia ben diverso da GPL.E anche da OpenSource.OPEN SOURCE = SORGENTE LIBERA. Se io non distribuisco la sorgente e ti proibisco esplicitamente la decompilazione... ma ti regalo il software... mi pare che sia abbastanza chiaro che non intendo che siano la stessa cosa, no?Ma chiaramente non sono un addetto.
          • Anonimo scrive:
            Re: e poi free GPL
            - Scritto da: Alfrego Sulconto

            senza essere "sapientoni" (io infatti non ho
            fatto che leggere PI da quando l'ho scopreto
            - tutto qui).

            Mi pare che FreeSoftware sia ben diverso da
            GPL.
            E anche da OpenSource.

            OPEN SOURCE = SORGENTE LIBERA. Se io non
            distribuisco la sorgente e ti proibisco
            esplicitamente la decompilazione... ma ti
            regalo il software... mi pare che sia
            abbastanza chiaro che non intendo che siano
            la stessa cosa, no?Ok... infatti il software GPL'd non e' Freesoftware ma e' Free Software. Il problema e' nel doppio significato della parola Free, ovvero "gratis" e "libero".
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