iPad, confronto diretto

di D. Galimberti - Cosa offre il nuovo tablet della mela per risollevare le sorti di un settore ove l'interesse del pubblico sembra stagnante ormai da tempo? Per scoprirlo compariamolo con il modello Pro

Roma – Abbiamo accennato al nuovo iPad parlando delle strategie future di Apple, evidenziando come la casa di Cupertino abbia voluto puntare principalmente sul prezzo, differenziandosi in modo netto dal modello Pro e allineandosi alla fascia di prezzo del modello mini, sia per tentare di evitare la cannibalizzazione già avvenuta in passato, sia perché il modello da 9,7 pollici sembra quello capace di tenere ancora alto l’interesse del pubblico verso questo prodotto.

Riassumendo ciò che ci siamo detti qualche settimana fa, analizzando gli storici di vendita dei vari modelli di iPad, si è potuto constatare che l’iPad mini aveva eroso quasi metà delle vendite dell’iPad classico , per poi perdere terreno nei trimestri successivi, mentre il modello da 9,7 pollici sembra essere in leggera ripresa. Per seguire e sfruttare al meglio questo trend, Apple ha lanciato il mese scorso una nuova versione dell’iPad da 9,7 pollici, una versione che non porta con sé grandi innovazioni (riservate ormai al modello Pro ) ma che si propone al pubblico con un prezzo molto aggressivo, più basso addirittura (nella versione base) di quello riservato al modello mini. Vediamo che strada ha seguito Apple per ottenere questo risultato, confrontando il modello in prova con un iPad Pro della stessa dimensione.

L’iPad arriva in una confezione dall’ormai consueta estetica minimale, al cui interno troviamo il tablet della mela, il caricatore (con relativo cavo) e pochi foglietti con le istruzioni basilari. Visto di fronte, il nuovo iPad sembra non mostrare alcuna differenza rispetto modello Pro, ma mettendoli fianco a fianco si nota già qualcosa di diverso, qualcosa evidenziato anche dal confronto delle caratteristiche che possiamo trovare sul sito Apple: mentre tutti gli altri iPad (sia i Pro che il mini) hanno un display a laminazione completa e un rivestimento antiriflesso, il nuovo iPad manca di queste due caratteristiche e lo si nota subito sia dal nero meno intenso dello schermo (a display spento) che dalla maggiore tendenza ai riflessi (nelle seguenti foto l’iPad nuovo è quello di destra).

Esaminando il resto, le differenze sono ancora più evidenti, perlomeno sapendo cosa guardare.
Per cominciare, a parte il diverso dettaglio in plastica sulla parte posteriore (quella che consente il funzionamento dell’antenna telefonica) si nota una camera completamente diversa: l’iPad Pro ha la fotocamera sporgente, esattamente come gli ultimi modelli di iPhone, con diaframma f/2.2, flash true tone, focus pixel, capacità di registrare video in 4K e di filmare in slow motion a 240 fps, nonché di effettuare foto panoramiche fino a 63 megapixel.
Il nuovo iPad ha invece una camera più classica, a filo con lo chassis, senza flash e con differenti prestazioni: diaframma f/2.4, video full HD, foto panoramiche fino a 43 megapixel, video slow motion a 120 fps. L’ultimo arrivato non fa altro che adattarsi a quanto già presente sul modello mini o sull’iPad Pro da 12,9 pollici, perché sotto questo aspetto è il modello Pro da 9,7 pollici ad avere caratteristiche uniche che non si trovano su nessun altro modello di iPad, ma solo sugli iPhone (dispositivi maggiormente orientati all’utilizzo fotografico). Considerazioni simili possiamo farle anche sulla camera frontale, che si ferma a 1,2 megapixel al pari di tutti gli altri tablet Apple (tranne il modello Pro da 9,7 pollici che monta invece una camera da 5 megapixel).

Le differenze proseguono sui lati. In particolare si notano due dettagli che rendono i due modelli immediatamente riconoscibili: il nuovo iPad è dotato di due altoparlanti, anziché i quattro dell’iPad Pro, e manca dello smart connector (riservato alla serie Pro). Se per quanto riguarda l’audio potrebbe trattarsi di un dettaglio di interesse marginale, lo smart connector, connettore magnetico che consente sia l’alimentazione che il passaggio dei dati, identifica la possibilità di collegare o meno la Smart Keyboard (unico accessorio attualmente compatibile con il connettore in questione). Non si tratta di un caratteristica indispensabile, tanto più se si considera che esistono numerose altre tastiere per iPad che non necessitano di questo connettore e si connettono al tablet della mela semplicemente via Bluetooth, ma sicuramente è un’opzione da tenere presente per chi pensa di usare in modo massiccio l’iPad per scrivere: la differenza tra una tastiera fisica e una a schermo (per quanto comoda) è abbastanza marcata.
Altra possibilità riservata al modello Pro è l’utilizzo della Apple Pencil ; anche in questo caso le alternative esistono per qualsiasi iPad “non-Pro” (e anche per iPhone), ma Apple Pencil ha caratteristiche per molti versi unici oltre a un maggior spettro di compatibilità. Quindi se il vostro lavoro prevede un utilizzo molto creativo del tablet della mela, valutate bene il prodotto migliore per voi.

Arriviamo infine all’ultima caratteristica fisica: lo spessore. Abbiamo detto prima che il nuovo iPad è l’unico a non avere il display realizzato a laminazione completa. Ciò contribuisce ad avere un iPad leggermente più pesante (circa 30 grammi in più) e di spessore leggermente superiore rispetto ai suoi fratelli (siamo a 7,5 millimetri contro i 6,1 del mini o del modello Pro di pari dimensioni). Non a caso il nuovo iPad perde il suffisso “Air” per tornare a chiamarsi semplicemente iPad. Parliamo di inezie, ma sono dettagli che fanno capire quanto può valere lo sforzo per ridurre di un millimetro lo spessore di tali dispositivi. Tutto questo non va comunque a inficiare la bontà del display, che è pur sempre un display Retina da 2.048×1.536 pixel, per una densità pari a 264 punti per pollice. La brillantezza e la gamma cromatica rimangono su altissimi livelli (anche se leggermente inferiore rispetto al top di gamma) e una volta acceso anche il problema dei riflessi si attenua fin quasi a sparire, come potete vedere nelle seguenti foto che riportano i due tablet con due immagini di diverse tonalità e nelle stesse condizioni di luce degli scatti precedenti. L’unica differenza avvertibile sta nella tonalità dei colori leggermente diversa tra i due display (con il nuovo iPad di quinta generazione che mostra colori leggermente più freddi) e nell’angolo di visuale che risulta decisamente migliore nel modello “Pro”.

Chiusa l’analisi esteriore diamo un’occhiata anche a qualche specifica interna. Prima di tutto il processore: il nuovo iPad monta un SoC Apple A9 con coprocessore di movimento M9. Si tratta di una CPU che vanta prestazioni fino a 1,6 volte superiori rispetto all’Apple A8 montato sull’iPad mini, e di poco inferiore all’Apple A9X montato invece sulla serie Pro. Dove però l’iPad di quinta generazione paga lo scotto maggiore è il comparto grafico, che rimane ben al disotto delle prestazioni del fratello maggiore. Lo si vede chiaramente eseguendo gli stessi benckmark sulle due macchine; e la differenza è ancora più marcata nei test che fanno ampio utilizzo delle librerie Metal , con un divario meno evidente nel caso dei test che usano invece Open GL. Restano al pari con tutti gli altri iPad le specifiche sull’autonomia, con 10 ore di navigazione in WiFi o riproduzione audio/video, o 9 ore di navigazione su rete cellulare; tutto il resto varia in funzione dell’utilizzo.

Al di là dei bechmark (numeri che evidenziano il potenziale della macchina ma che difficilmente sono sfruttati al 100 per cento) non resta che valutare il nuovo iPad sotto l’aspetto dell’utilizzo vero e proprio; e qui il parere è decisamente positivo: con questo iPad non è stata introdotta alcuna novità e le modalità di lavoro sono quelle che già conosciamo e che da sempre apprezziamo su iOS. Qualsiasi applicazione risulta essere estremamente reattiva e i giochi con elevate richieste grafiche non mostrano il minimo tentennamento: dopotutto, anche se non stiamo parlando del SoC di ultima generazione, è pur sempre l’Apple A9 che rappresentava il top di gamma del modello precedente. Anche su questo iPad possiamo inoltre sfruttare la Split View e lo Slide Over per usare più applicazioni sullo schermo in contemporanea ed essere così più produttivi.

In definitiva, a seguito di queste prova non possiamo che confermare quanto già scritto qualche settimana fa: con il nuovo iPad, Apple vuole spingere al limite le possibilità di vendita di quello che considera ancora un prodotto di punta, un dispositivo che, per quanto in trend calante, vede un numero di unità vendute più che doppio rispetto ai Mac; segno che comunque c’è molto interesse verso il tablet della mela (interesse che si riflette poi anche negli acquisti sull’App Store, contribuendo ulteriormente al fatturato di Cupertino). Il modello da 9,7 pollici rimane quello con la miglior presa su pubblico, forse perché è la giusta via di mezzo come dimensioni (non troppo grande per il trasporto, né troppo piccolo da sovrapporsi con i phablet), forse perché il modello “Pro” di questa misura ha una marcia in più rispetto a tutti gli altri modelli, o forse perché il grande costa troppo e il piccolo è in arretrato di aggiornamenti. È quindi più che comprensibile la volontà di Apple di investire in un nuovo modello di queste dimensioni con un prezzo aggressivo che possa riconquistare il mercato. Non a caso Apple sta spingendo molto sull’utilizzo dell’iPad anche con una campagna pubblicitaria che mostra tutte le occasioni in cui un iPad può tranquillamente sostituire un normale computer (anche se la campagna riguarda più che altro i modelli “Pro”).

Concludiamo ricordando che il nuovo iPad di quinta generazione è disponibile nei colori argento, grigio siderale e oro, con prezzi a partire dai 409 euro per il modello WiFi da 32GB, fino ad arrivare ai 669 euro del modello WiFi+Cellular da 128GB. Come termine di paragone possiamo evidenziare che l’iPad mini, nella stessa configurazione WiFi+Cellular da 128GB, costa 649 euro, il che lo rende (in questo momento) decisamente svantaggioso rispetto al nuovo modello (ricordiamo che l’iPad mini monta anche un processore della generazione precedente) a meno che non si cerchi proprio la maggior portabilità della dimensione ridotta.
La serie Pro offre decisamente molto di più, ma a tutt’altro prezzo: limitandosi a considerare i modelli di ingresso (aspetto psicologico da non sottovalutare), l’attuale linea Apple prevede un modello mini a partire da 489 euro (anche se da 128GB), il nuovo iPad a 409 euro, la serie Pro della stessa dimensione a partire da 689 euro e il modello da 12,9 pollici a 909 euro. Da questa semplice osservazione è chiaro che l’ultimo arrivato si appresta a diventare l’iPad di maggior successo (in attesa comunque di vedere se Apple proporrà dei nuovi modelli), ma la vera domanda è se questa mossa sarà sufficiente a invertire il trend calante degli ultimi trimestri. Ma di questo potremmo già avere le prime indicazioni la prossima settimana, in occasione dei risultati fiscali dei primi mesi del 2017, anche se per un vero riscontro delle vendite del nuovo modello occorrerà attendere i dati del trimestre in corso.

Domenico Galimberti
blog puce72

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